05/05/17

Il tragico volto del business dei migranti

Gli arresti per sfruttamento in agricoltura di manodopera extracomunitaria proveniente dalle strutture di Spezzano Piccolo e Camigliatello silano del centro di accoglienza straordinaria “Santa Lucia” impone la massima tutela dei migranti ospitati e una verifica a tappeto sulle strutture analoghe presenti in Calabria.
Siamo difronte ad un nuovo tragico volto del cosiddetto ‘business dei migranti’ che nega i diritti umani e dimostra il totale fallimento sia delle politiche d’accoglienza sia di contrasto del lavoro nero in agricoltura. Nell’attesa dell’esito delle indagini, ringraziamo la Procura di Cosenza e l'Arma dei Carabinieri ma è bene ricordare che la repressione non basta e che il peso della crisi migratoria e delle criticità ad essa connesse non possono restare solo sulle spalle di magistratura e forze dell’ordine. Se infatti da un lato quest’operazione dimostra che la cosiddetta legge ‘anti caporalato’, approvata in via definitiva alla Camera lo scorso ottobre anche col voto favorevole del M5S, sta dando buoni frutti, dall’altro è pur vero che l’iter da essa tracciato per prevenire il caporalato, non è ancora partito. Grave, infatti, che la ‘Cabina di regia e rete del lavoro agricolo di qualità’, ovvero l'organo che dovrebbe individuare misure sperimentali di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura, sia ancora ferma e non abbia prodotto soluzioni nonostante l'approssimarsi della stagione di raccolta del pomodoro. Il Governo risolva immediatamente il nodo dell'incontro tra domanda e offerta del lavoro in agricoltura, caratterizzato da una spiccata stagionalità, potenziando i Centri dell'impiego pubblici rendendoli adatti alle esigenze del settore nel rispetto dei diritti e della legalità.
Al ministro dell'Interno, Marco Minniti, chiederemo di intervenire direttamente. Si usi la linea dura contro chi specula sulla vicenda dei migranti nella nostra regione; contro chi, come è emerso nell'inchiesta, prova a falsificare le carte per ricevere contributi pubblici e organizzare squadre di lavoratori a nero, peraltro in un'area geografica segnata da un'emigrazione spaventosa e da una povertà sociale sempre più diffusa. Ci auguriamo che anche il governatore Mario Oliverio, originario della Sila, assuma una posizione politica forte contro le speculazioni avvenute, che vanno fronteggiate con una condanna pubblica chiara e risoluta.

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