07/02/17

Il software regionale SISMI.CA è davvero efficiente?

Gli Ordini degli architetti e degli ingegneri della Calabria e la Federazione regionale degli Ordini Agronomi e forestali in una nota congiunta indirizzata ai vertici della Regione hanno manifestato la loro insofferenza in relazione alle “criticità nella trasmissione dei progetti in attuazione del regolamento regionale sulle procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica, di cui alla legge regionale n. 37 del 28 dicembre 2015”. Sotto accusa è la “procedura informatizzata per le autorizzazioni sismiche, ovvero la piattaforma informatica regionale denominata Si-smi.Ca”.
I presidenti degli Ordini affermano che “il nuovo sistema Sismi.Ca doveva anche risolvere le criticità del sistema Sierc. Oggi - obiettano - oltre a prendere atto che il sistema conserva in sé alcune di quelle criticità, si deve riscontrare l’inaccessibilità e la problematicità strutturale della piattaforma introdotta dal primo gennaio 2017”. E ancora: “Ad oggi i professionisti non hanno avuto la possibilità di accesso al sistema. Inoltre la mancata adozione del periodo transitorio per la verifica richiesto dagli Ordini prima dell’entrata in vigore della norma, come auspicato quando sembrava che la struttura volesse recepire le osservazioni dei tecnici, ha comportato la paralisi degli uffici che si protrae da due settimane con l’interruzione del servizio per la trasmissione dei progetti agli uffici regionali”.
Il rischio reale è che una procedura di difficile applicazione, quale è quella proposta, non solo non aiuti la prevenzione, ma addirittura ne sia di ostacolo, provocando invece l’esasperazione dei professionisti.
La nuova procedura Sismi.CA, corrette solo alcune funzionalità (come ad esempio la firma digitale) che dovevano essere già presenti nel SIERC, va ad aggravare in modo ingiustificato tutto l’iter (si richiede un surplus di dati tecnici) per la trasmissione dei progetti (edilizia privata e pubblica) alla Regione con aggravio di costi per cittadini e tecnici: si pensi che per una pratica medio piccola quali una sopraelevazione di un abitazione di 100 si parla di un 50/60% in più per le competenze tecniche richieste del calcolo strutturale.
Per tale motivo ho scritto  all'assessore regionale all'infrastrutture Roberto Musmanno chiedendo spiegazioni e chiarimenti in merito.

Di seguito riporto il testo della risposta dell'assessore che ho ricevuto:

"Onorevole Paolo Parentela,

l’introduzione della nuova procedura per la gestione delle domande di autorizzazione sismica e del relativo software SISMI.CA ha l’obiettivo ultimo di migliorare la sicurezza dei cittadini calabresi, contribuendo a ridurre l’esposizione al rischio di crolli in caso di terremoto.
In questo senso il nuovo software è solo uno dei numerosi interventi promossi da questa Giunta e finalizzati a mettere in sicurezza il territorio. Fra questi, la mobilitazione di importanti risorse per l’adeguamento sismico di scuole ed edifici strategici e l’azione di stimolo alla realizzazione di piani di protezione civile comunali aggiornati.
La preoccupazione dei professionisti di fronte a una novità che impatta sul loro lavoro quotidiano è comprensibile. Sono, però, indubbi i vantaggi che il nuovo sistema produce per la comunità e per i professionisti stessi.
Il nuovo sistema presenta degli aspetti fortemente innovativi che rendono la Calabria una tra le regioni più avanzate in Italia nella digitalizzazione in questo settore. Il sistema consente la protocollazione automatica delle istanze e la trasmissione degli elaborati esclusivamente in formato digitale, eliminando completamente le tre copie cartacee che finora dovevano essere allegate alla istanza di autorizzazione sismica. Si tratta evidentemente di un risparmio di tempo e di denaro notevole per i professionisti incaricati della redazione di progetti. Sul fronte dell’istruttoria regionale il nuovo sistema elimina completamente le fasi di protocollazione manuale, smistamento dei progetti cartacei, timbratura manuale e firma delle tre copie di tutti gli elaborati progettuali, stampa, firma, protocollazione in uscita e trasmissione della autorizzazione sismica (completa dei voluminosi allegati progettuali timbrati), catalogazione ed archiviazione dei progetti cartacei. Si tratta di fasi meramente burocratiche che comportavano un allungamento considerevole dei tempi per l’approvazione dei progetti senza valore aggiunto per i cittadini o per l’amministrazione. Lo snellimento procedurale consentirà al personale regionale di concentrarsi sulla istruttoria tecnica dei progetti. L’istruttoria tecnica regionale, è bene ribadirlo, non è finalizzata a verificare che il calcolo sia corretto.
La Regione non intende controllare o sindacare le sulle scelte progettuali del professionista. Ciò che la Regione deve verificare è che il calcolo sia stato effettuato nel rispetto della normativa.
L’obbligatorietà di questo controllo è stabilita da una norma statale (l’art. 94 del DPR 380/01) e laddove le regioni abbiano tentato di ridurre o attenuare il controllo è intervenuta la Corte Costituzionale dichiarando l’incostituzionalità di queste leggi.
A tal fine il software SISMI.CA richiede di introdurre alcuni dati non sempre presenti e non sempre facilmente desumibili dalle relazioni di calcolo. È vero, quindi, che c’è una necessità di lavoro aggiuntivo per i professionisti incaricati (come del resto avveniva con il precedente sistema SIERC), ma l’alternativa, cioè che il tecnico regionale desuma dalle centinaia di pagine di cui si compone la relazione di calcolo i dati non riportati esplicitamente, richiederebbe tempi ingestibili.
Del resto la Regione Calabria non è l’unica in Italia ad avere introdotto un sistema obbligatorio di trasmissione telematica dei progetti. Lo hanno fatto diverse altre Regioni come Toscana, Emilia, Lazio o Basilicata.
Il sistema è regolarmente in esercizio e sta funzionando. Risulta dai dati del Dipartimento competente che nella prima settimana di operatività oltre 2000 professionisti si siano regolarmente registrati e stiano lavorando senza blocchi o malfunzionamenti di alcun tipo. Oltre 20 istanze di completamento di pratiche precedentemente avviate sono state già trasmesse con il nuovo sistema. Per l’unica difficoltà tecnica riscontrata, relativa alla migrazione dei dati dell’inizio lavori già precedentemente inseriti nel SIERC, è già stata individuata una soluzione che sarà implementata in pochi giorni.
La Regione, dandone comunicazione agli Ordini, ha reso disponibile l’uso del software per tutti i professionisti fin dal mese di giugno 2016, in modo da consentire a questi ultimi di effettuare prove e verifiche per segnalare eventuali anomalie. Tutte le segnalazioni pervenute (non più di qualche decina) sono state valutate, e laddove abbiano evidenziato difetti nel sistema, sono state apportate le dovute correzioni.
Per eventuali dubbi o segnalazioni di malfunzionamenti è attiva un’apposita casella di posta elettronica sismica@regione.calabria.it. Nella prima settimana di operatività del sistema oltre 200 richieste sono pervenute alla casella mail e a ciascuna è stata data regolarmente risposta.
Per potenziare gli uffici tecnici la Regione ha già attivato una selezione, che sarà completata nei prossimi giorni, di 6 tecnici esperti che supporteranno gli uffici nell’istruttoria dei progetti.
Nei prossimi giorni sarà pubblicato un videocorso sull’utilizzo del sistema realizzato dall’Ordine degli Architetti di Reggio Calabria e la Regione ne realizzerà un secondo, modulare, che sarà diffuso anche tramite la piattaforma informatica messa a disposizione dall’ordine degli ingegneri di Cosenza.
L’impegno della Regione per ridurre i disagi della transizione e massimizzare, invece, i benefici che il sistema produrrà a regime è massimo. Auspichiamo con tutti gli attori coinvolti, e in primo luogo con gli ordini professionali, una collaborazione costruttiva nel superiore interesse della salvaguardia dell’incolumità dei cittadini."

Oggi ho risposto all'assessore Musmanno con un'altra lettera che riporto di seguito:

Egr. Prof. Musmanno,
pur ringraziandola per la sua mail di risposta del 19 gennaio, in merito a quanto in oggetto, non posso esimermi da farle presente che, anche agli occhi di chi, come me, tecnico non è, si riscontrano in alcuni passaggi dubbi interpretativi che meritano qualche approfondimento.
La nuova procedura Sismi.CA ha corretto, come giustamente afferma, una criticità del sistema Sie-rc consentendo l’invio della documentazione con firma digitale non solo del progetto ma anche delle istanze successive. Mi domando, tuttavia, come mai un sistema adottato solo 4 anni fa (circa) non prevedesse, già, tale operazioni e come mai la Regione Calabria abbia voluto cambiare totalmente sistema piuttosto che migliorare quello già in uso, per giunta con un risparmio di tempo e soldi pubblici.
Lei sostiene, nel primo capoverso: “sismi.ca ha l’obbiettivo di migliorare la sicurezza dei cittadini calabresi, contribuendo a ridurre l’esposizione al rischio di crolli in caso di terremoto”; quanto affermato, in prima analisi, induce a pensare che, fino ad oggi, il sistema sie-rc, adottato in precedenza e con il quale la Regione Calabria ha autorizzato centinaia di progetti, non fosse perfettamente in regola e, tantomeno, collaudato allo scopo dettato dalla norma emanata nel 2009, al punto da mettere a rischio la vita dei cittadini calabresi in caso di crolli dovuti ad eventi sismici.
Altro aspetto che, da profano, desta non poche perplessità è il fatto che: “L’istruttoria tecnica regionale, è bene ribadirlo, non è finalizzata a verificare che il calcolo sia corretto.
La Regione non intende controllare o sindacare le sulle scelte progettuali del professionista. Ciò che la Regione deve verificare è che il calcolo sia stato effettuato nel rispetto della normativa”; dalla lettura di quanto sopra si induce a desumere che un calcolo corretto possa non essere a norma - e viceversa - lì dove la Regione ne verifica il mero rispetto della normativa che, di per sé, non credo sia sufficiente ad evitare i crolli di cui sopra. Un calcolo corretto penso debba risponde alla normativa ad esso afferente, e se la normativa è efficace difficilmente si andranno a verificare situazioni estreme come i crolli.
Lei afferma giustamente che: “Del resto la Regione Calabria non è l’unica in Italia ad avere introdotto un sistema obbligatorio di trasmissione telematica dei progetti. Lo hanno fatto diverse altre Regioni come Toscana, Emilia, Lazio o Basilicata”. Da quanto mi risulta, però, nelle altre Regioni viene richiesta la compilazione di un format che tende a “uniformare i dati” senza, tuttavia, verificare i dati immessi in modo automatico. Questo, a mio modesto parere, penalizza i tecnici calabresi e tutti i tecnici operanti nella Regione Calabria che devono sottoporsi ad inutili procedure di verifica senza sgravi di responsabilità che, di fatto, come si evince dalla lettura del capitolo 10 delle NTC08, resta in capo a loro.
Ad oggi, ma le chiedo conferma, mi risulta che la Regione non abbia ancora organizzato un adeguato seminario tecnico di approfondimento scientifico a titolo esplicativo e formativo per i tecnici e se, quanto penso fosse confermato, la prego di attivarsi quanto prima in tal senso.
Certo di una sua cortese risposta e nella speranza di ricevere con essa anche gli atti di collaudo della procedura adottata dalla Regione di rispondenza alla norme tecniche in materia di procedure automatiche, colgo l’occasione per porgerle i miei più cordiali saluti.

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