30/12/16

Un piccolo regalo di fine anno


Ecco a voi un report dettagliato della mia attività da Portavoce M5S alla Camera dei Deputati aggiornato fino ad oggi.
Un grazie particolare ai miei collaboratori (Francesco e Andrea) a tutti gli attivisti e cittadini volontari che mi hanno aiutato finora. Auguro a tutti voi un buon 2017 con la speranza di vincere tante altre battaglie per il bene comune.

Scarica e diffondi il report ☞ https://goo.gl/ebzDSJ

21/12/16

Tirocinanti della giustizia: la politica per una volta non resti schiava della burocrazia

video

I tirocinanti della giustizia calabresi aspettano da mesi che il bando che da loro diritto di lavorare nei tribunali divenga operativo.
Manca solo il nullaosta da parte del Ministero della Giustizia, che giace da settimane sulla scrivania di un funzionario.
Oggi hanno protestato a Catanzaro presso la cittadella regionale. Annunciano nuove proteste se la loro situazione non dovesse sbloccarsi. Difficile dargli torto
Il governo si affretti a concedere il nullaosta per rendere operativo il bando dedicato ai mille tirocinanti della giustizia calabresi percettori di ammortizzatori sociali in deroga che sono in graduatoria ormai da mesi. Ho scritto, insieme alla collega Tiziana Ciprini, al Ministro Orlando per sollecitare una rapida conclusione di questa vicenda. Da ormai un mese i tirocinanti attendono un semplice passaggio burocratico che tarda a venire. Nel frattempo stanno continuando a protestare civilmente per poter godere di un diritto praticamente acquisito.
Il bando lanciato nel mese di marzo dalla Regione Calabria ha le coperture economiche della Comunità Europea e l’avallo degli uffici giudiziari calabresi, con cui sono state concluse delle intese anche al fine di concedere loro il personale di cui hanno bisogno. La Calabria ha un tasso di disoccupazione tra i più alti in Europa e questa misura potrebbe consentire respiro a mille famiglie calabresi. Insomma, non si tratta di bruscolini, ma di un passaggio necessario e doveroso.
Ci auguriamo che prima di Natale i tirocinanti della giustizia calabresi possano ottenere quanto gli spetta. Non si comprende la natura di tale ritardo nel concedere il nullaosta. La politica, per una volta, non resti schiava della burocrazia.

15/12/16

Fermare le trivelle per fermare la subsidenza


Il governo deve impegnarsi ad approfondire, con opportune indagini, gli anomali tassi di subsidenza (abbassamento della superficie terrestre) a Crotone ed a Capo Colonna, probabilmente dovuti anche alla presenza delle piattaforme estrattive. È quanto ho scritto nell'interrogazione parlamentare che ho presentato al nuovo Presidente del Consiglio Gentiloni ed al confermato Ministro dell’Ambiente Galletti. È insensato proseguire con le indagini geofisiche attraverso l’airgun nell’area di Crotone. Così facendo si mette a serio rischio la vita stessa di migliaia di cittadini e dell'ecosistema marino. È probabile che la presenza delle attività estrattive abbia accelerato il processo di subsidenza sulle coste del crotonese e sarebbe opportuno mettere la parola fine a queste attività. Anche la commissione per lo studio della subsidenza nella zona di Crotone, aveva suggerito più attente analisi sul fenomeno.
Il monitoraggio eseguito dalla stessa Eni ha evidenziato la necessità di approfondire scientificamente il tasso anomalo di abbassamento del fondo marino nella zona per una maggiore comprensione del fenomeno, che non è escluso possa essere dovuto proprio alle attività di estrazione del gas. Tra l’altro è comprovato, in alcuni casi, la correlazione tra estrazione di gas e presenza di sismi indotti. Vista l’alta sismicità della zona e gli anomali tassi di subsidenza, sarebbe necessario impedire che a largo di Crotone e Capo Colonna si possa estrarre ancora gas. Purtroppo pare che il governo non sia assolutamente intenzionato ad interrompere le attività estrattive in zona. Anzi, soltanto un mese fa si sono concluse le procedure VIA che permetteranno alle multinazionali Global Med e Sclhumberger di avviare le indagini geofisiche mediante l'airgun, mettendo a repentaglio la fauna ittica dei nostri mari.
Perciò rinnovo l'invito ad Oliverio ed all'assessore Rizzo di intraprendere al più presto, insieme ai comuni interessati, la via del ricorso al TAR per impugnare il provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente, con l'avallo Ministero dei Beni culturali, ha autorizzato le riferite indagini con l'airgun nello Ionio.
Noi non ci arrenderemo fin quando non avremo raggiunto l'obiettivo di fermare tutte le attività estrattive nel nostro paese, magari anche grazie al nostro programma energetico di governo, che proprio in questi giorni stiamo votando sulla nostra piattaforma Rousseau. L’obiettivo è abbandonare definitivamente, nel corso degli anni, l'utilizzo dell'energia fossile.

#StopGlifosato in Calabria? La strada è ancora lunga!

Mario Oliverio dice di aver abolito il Glifosato in Calabria. La delibera regionale non prevede, però, l’eliminazione del Glifosato dall’agricoltura calabrese, poiché riguarda solamente i disciplinari di produzione integrata attraverso un’adesione volontaria delle aziende del settore che, per questo, percepiscono fondi europei.
Il 10 maggio scorso, scrissi una lettera formale al Governatore della Calabria in cui chiedevo vari interventi per eliminare l'utilizzo di tale sostanza dalla nostra agricoltura regionale, tra cui l'eliminazione da tutti i disciplinari di produzione.
Perciò Oliverio ha accolto solo in parte tale richiesta, che proveniva anche dal forum delle associazioni ambientaliste calabresi.
Si può parlare di un piccolo passo in avanti, ma non di totale abolizione del famoso pesticida. Occhio alla falsa propaganda!
In Calabria il Glifosato viene attualmente utilizzato anche nella pulizia delle strade e delle aree pubbliche. A subirne le conseguenze negative sono anche i conduttori di aziende agricole biologiche che sono costretti a distruggere parte del raccolto quando questo viene contaminato dall’uso di sostanze chimiche utilizzate per le operazioni di ripulitura dei cigli stradali.

Se Mario Oliverio volesse veramente tutelare la qualità dell'agricoltura "Made in Calabria", dovrebbe intervenire in modo concreto per rimuovere l’erbicida glifosate da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono ed escludendo da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso. Bisogna garantire che nei bandi di gara emanati dalla Regione per gli appalti pubblici riguardanti gli interventi di contenimento delle infestanti e nel settore della manutenzione delle strade, venga indicato come unica tipologia di intervento possibile quello di tipo meccanico.
Inoltre, occorre avviare una concreta campagna d'informazione attraverso incontri e comunicazioni scritte rivolte ai rivenditori sul territorio regionale ed a tutti i cittadini sui rischi per l’ambiente e per la salute umana nell’utilizzo e nella vendita di prodotti diserbanti. Ancora, bisogna attivare una volta per tutte un monitoraggio costante ed approfondito sulla contaminazione dei pesticidi nelle acque di superficie e profondità trasmettendo i risultati all'ISPRA.
Questo lavoro oggi sarebbe stato affidato addirittura ad un'azienda privata e non all'Arpacal, ma da diversi anni non si ha ancora alcuna notizia circa l'effettivo lavoro svolto.
Infine, Oliverio dovrebbe convincere i vertici del suo PD a condurre veramente una battaglia insieme a noi, a livello nazionale ed europeo, per bandire il glifosato su tutto il territorio nazionale. Cosa che purtroppo non è accaduta finora nonostante le nostre continue richieste.

La Calabria deve sfruttare al meglio la propria vocazione naturale verso la coltivazione di prodotti biologici di qualità rispettando la biodiversità. L’utilizzo della chimica in agricoltura non rappresenterà mai per la Calabria un vantaggio competitivo determinante. Solo il con vero rispetto della terra possiamo garantire qualità e benessere. La transizione verso l’agroecologia è la strada che devono intraprendere al più presto la Calabria ed il nostro Paese.

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12/12/16

Capitano De Grazia, da 21 anni una tragedia senza verità...

Oggi ricorre il 21° avversario della morte del capitano Natale De Grazia, un santo laico calabrese, scomparso mentre indagava sul traffico illecito di rifiuti radioattivi ed il fenomeno delle navi a perdere.
Le indagini del pool investigativo coordinato dal procuratore Francesco Neri, subirono un duro colpo con la morte di De Grazia e rappresentano, ancora oggi, uno dei più fitti misteri della storia d'Italia. Bisogna chiarire ancora tutte le circostanze della morte e i mandanti della morte.
Non vogliamo che il sacrificio di De Grazia rimanga vano, pretendiamo che la politica, ad oltre 20 anni di distanza, si impegni veramente per risolvere questo mistero e restituire giustizia ai cittadini italiani che vogliono la verità.
La politica deve impegnarsi per indagare a fondo sulle navi dei veleni, perchè la tecnologia moderna consente di scoprire la verità sul contenuto di quelle navi e sul traffico internazionale di rifiuti. La memoria di De Grazia va rispettata anche attraverso la desecretazione dei documenti che ancora giacciono negli uffici del Parlamento.
Non si può continuare a nascondere ancora la verità, lo si deve alla memoria di De Grazia e a tutti quei cittadini che continuano a morire in silenzio, magari per colpa di quelle navi affondate a largo di quelle spiagge in cui pescano o fanno il bagno. Noi non ci arrenderemo mai  lo facciamo anche per rendere il giusto omaggio al suo sacrificio ed al suo coraggio.

09/12/16

Mobilità in deroga, inadeguate le iniziative adottate da Oliverio

Sull'emergenza dei lavoratori in mobilità in deroga, la Regione Calabria deve essere conseguente coi fatti specifici e con le proprie responsabilità. Le iniziative adottate da ultimo sono l'ennesima perdita di tempo, oltre che inadeguate, e non collimano con la possibilità di superare la mancanza di continuità mediante l’utilizzo delle risorse del 50%, già assegnate alla Regione.
I diritti dei lavoratori sono dunque calpestati con il tentativo di utilizzare politiche attive del lavoro, che non hanno alcuna attinenza con la specifica tutela di legge della mobilità in deroga. Questo caso sta diventando sempre più grave, per cui interrogherò il ministro del Lavoro per sapere dei fondi erogati, in modo da seguirne il percorso che hanno avuto nel tempo. Il MoVimento 5 stelle ha inoltre una proposta seria, cioè il reddito di cittadinanza a carattere universalistico, che ha registrato il favore di altre espressioni politiche e di parti sindacali. Purtroppo la Regione di Oliverio è sorda, tanto sul fronte della risoluzione effettiva del problema delle spettanze dei lavoratori in mobilità, quanto sull'avvio di una ricognizione tecnica e politica finalizzata a sostenere un reddito di cittadinanza utile ai senza lavoro. Il MoVimento 5 stelle proseguirà la battaglia a favore dei lavoratori in mobilità in deroga e per quanti siano esclusi dall'assistenza sociale a causa delle politiche delle oligarchie finanziarie, sospinte da economisti di regime come Jean Tirole e da burocrati alla Yoram Gutgeld.

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05/12/16

Ha vinto la democrazia e ora riprendiamoci il paese!

Sono stati sei mesi intensi e interminabili, abbiamo girato ogni angolo del paese con ogni mezzo e tantissima passione per salvare la sovranità popolare. Abbiamo detto NO ad una riforma costituzionale che puzzava di banche d'affari, massoneria, casta e lobby del fossile; che voleva allontanare ancora di più i cittadini dallo Stato, negandoci altri diritti. Siamo riusciti a rispedire al mittente un disegno perverso in cui Renzi, Boschi, Verdini e Napolitano erano solo dei mandatari. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno dedicato del tempo per questa battaglia campale. I comitati, le associazioni, i nostri attivisti e tutti coloro che si sono esposti in prima persona mettendoci la faccia. Abbiamo scritto una pagina importante della storia della nostra democrazia. Ed è stato bellissimo! Come da vecchia tradizione politica, qualcuno in queste ore tenta di prendersi meriti che non ha sulla vittoria del no. Mi fanno un po’ pena, ma lasciamoli vivere in questo mondo ormai fuori dalla realtà. Anche il loro tempo è scaduto e ancora oggi non se ne rendono conto.

Questo NO alla riforma costituzionale è stato innovativo, rivolto al futuro che vogliamo vedere nel nostro paese, dove i cittadini hanno più potere e più strumenti per decidere il proprio destino. E' stato anche un no che mette un freno a questa economia, basata sul mero profitto a discapito dei beni comuni. I cittadini hanno dimostrato che non vogliono delegare la propria vita alla partitocrazia ed ai nominati di turno. Vogliono poter contare qualcosa soprattutto sulle sorti del territorio in cui vivono, vogliono partecipare! E il futuro è la democrazia diretta e partecipata. Altro che clausola di supremazia, ci vorrebbe una clausola di cittadinanza per liberare i territori dai tanti “prenditori” senza scrupoli. È stato un grande no alla vecchia politica, basata su grandi opere inutili, sulla corruzione, sul cemento e l'energia fossile. Ora spetta a noi portare avanti questa battaglia di civiltà.

Gli italiani ora devono essere chiamati al voto al più presto, ma i partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe per arrivare a prendere la pensione d'oro. Non glielo permetteremo e chiediamo agli italiani, anche a coloro che hanno votato Si, di stare al nostro fianco in questa battaglia. Sentitevi partecipi di questo cambiamento epocale insieme a noi. Nei prossimi giorni inizieremo a votare online il programma e la squadra di governo. Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.

E ORA RIPRENDIAMOCI IL PAESE!

02/12/16

In Calabria la strategia clientelare del PD è scaduta!

La presenza di Renzi in Calabria conferma la strategia clientelare del governo rispetto al referendum di domenica, con le promesse, la proiezione di finanziamenti milionari e il solito teatro della rinascita della regione, che puntualmente non arriva.
L'utilizzo del teatro reggino Cilea per lo show di Renzi conferma lo squilibrio della gestione della struttura nei confronti del primo ministro, il quale perderà il referendum nonostante il dispiegamento del potere a tutti i livelli istituzionali e gastronomici, date le fritture di pesce promesse da De Luca. Nei giorni scorsi i renziani Magorno e Bruno Bossio sono stati fischiati a Praia a Mare (Cs) da una comunità consapevole, informata e reattiva. Crediamo che i calabresi non accetteranno le bugie del premier, che in Calabria non ha risolto nulla e che ha contribuito allo sfascio della sanità grazie alla protezione politica garantita ai commissari Scura e Urbani.
Per PALLA PALLA i guai inizieranno il 5 dicembre, quando con la sua sconfitta si renderà conto dell'infausta scelta compiuta, contraddittoria e del tutto opposta al bene dei calabresi.