26/10/16

Vogliamo una legge di bilancio coerente con gli obiettivi climatici

Arrivano brutte notizie dall’Onu sulla qualità dell’aria a livello mondiale. Nel 2015 è stata superata la quota di 400 parti per milione di anidride carbonica, con devastanti conseguenze su riscaldamento globale e effetto serra e destinati a peggiorare nel 2016. Un confronto con gli anni antecedenti alla rivoluzione industriale calcola in 278 le parti per milione presenti. Il colpevole è sempre l’uomo che con i consumi, l’utilizzo di veicoli di trasporto e la produzione industriale immette continuamente anidride carbonica nell’aria.
La ratifica dell'Accordo di Parigi sul Clima, piu' volte annunciata da Galletti, arriva dopo oltre un anno dalla firma. Un ritardo ingiustificato, data l'urgenza e la complessita' degli interventi da mettere in campo per avviare subito la transizione verso un'economia sostenibile. Ad oggi il Governo continua a tenere il piede in due scarpe, da un lato dicendo si' ad accordi internazionali come questo e dall'altro finanziando le fonti fossili e facendo accordi sottobanco con i petrolieri come abbiamo visto con la vicenda dell'ex ministro Guidi.
Renzi dovrebbe scrivere una legge di Bilancio coerente con gli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti previste dall'accordo di Parigi sul clima. Se nella programmazione della spesa pubblica si continua a destinare risorse economiche a settori inquinanti o ad alto impatto ambientale che distruggono i territori, le economie locali, il patrimonio di biodiversita' e il capitale naturale italiano, non faremo altro che perdere altro tempo prezioso!
La verità è che il Governo vuole conservare l'attuale modello economico, continuando a finanziare le lobbies del petrolio e del cemento e a inseguire il parametro, ormai vecchio, del Pil.
Il tanto osannato BES, l'indice di misurazione del Benessere Equo e Sostenibile, introdotto quest'anno, non è ancora stato inserito sulle politiche macroeconomiche.
Per rispettare davvero gli obiettivi della roadmap dell'Accordo di Parigi e le misure che saranno discusse alla Cop22 sul Clima, che si terra' dal 7 al 18 novembre in Marocco, chiediamo che la legge di Bilancio sia basata su un nuovo paradigma, ispirato al BES, in grado di orientare le politiche di bilancio nazionali verso un'economia verde per una sostenibilità ambientale e sociale.

24/10/16

Biologico: il governo applichi misure anti truffe!

Il vice ministro, Olivero, con delega al biologico, passi dalle parole ai fatti e applichi subito delle misure anti truffe per tutelare i consumatori e i produttori agricoli onesti dai falsi prodotti biologici garantendo più controlli e maggiore trasparenza nell'ambito dell'operato del personale, a cominciare dal suo capo segreteria, Pollo, delle procedure del ministero e delle norme che regolano il sistema di certificazione.

È quanto abbiamo chiesto in Commissione Agricoltura in occasione dell'audizione del vice ministro, Olivero, sulla produzione biologica in Italia che si è soffermata a lungo sulle truffe denunciate nei giorni scorsi dalla trasmissione Report, che ha documentato come, grazie a un sistema di false certificazioni, venivano venduti come biologici prodotti agricoli che biologici non erano. Una vicenda che, in base a quanto documentato dall'inchiesta giornalistica, ha gettato ombre anche sull'operato del ministero e in particolare sul vice ministro Olivero e del suo capo segreteria, Pollo, su cui abbiamo già chiesto chiarimenti con un'interrogazione parlamentare.

I controlli sull'affidabilità e i possibili conflitti d'interesse del proprio staff e, in generale di quello ministeriale, andrebbero fatti prima di insediarsi nel proprio ruolo, non dopo che sono già emerse delle irregolarità. E in ogni caso, per questioni di opportunità politica, il capo segreteria, Pollo, dovrebbe comunque dimettersi", ha replicato Giuseppe L'Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura, dopo che Olivero durante la sua audizione si è impegnato ad avviare un'indagine conoscitiva su un possibile conflitto d'interessi del suo capo segreteria, Pollo.

Non si capisce su quale base il ministero delle Politiche agricole intervenga a tutela di un'azienda agricola, la Sedamil, visto che quest'ultima ha tutti gli strumenti legali per rivalersi in caso di truffa subita. Non basta rispondere che si trattava di un'azienda con tanti dipendenti", ha poi incalzato la portavoce 5stelle, Silvia Benedetti, proponente di un'interrogazione sui possibili conflitti d'interessi relativi al sistema di certificazione del biologico. "Ci auguriamo che queste ed altre anomalie segnalate dal M5S siano al più presto sanate, visto che, per ammissione dello stesso Olivero, rimane inappropriato il meccanismo di certificazione in capo al consorzio di imprese 'Certificazione e Controllo Prodotti Biologici' (CCPB).

21/10/16

La "schiforma" e il pericolo trivelle

Soltanto pochi giorni fa si sono concluse le procedure VIA che permetteranno alle multinazionali Global Med e Sclhumberger di avviare le indagini geofisiche mediante l'airgun al largo di Crotone e nel Golfo di Taranto mettendo a repentaglio la fauna ittica dei nostri mari. Per cosa tutto questo? Per cercare fonti fossili...
Associazioni riconosciute, Comuni interessati e Regione Calabria avranno 60 giorni per impugnare il provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente, con l'avallo Ministero dei Beni culturali, ha autorizzato le riferite indagini nello Ionio.
Ci auguriamo che la stampa tutta punti i fari su queste pericolose indagini nei nostri fondali e che il Presidente Oliverio per una volta eviti di nascondere la testa sotto la sabbia e porti la Regione Calabria ad opporsi al provvedimento, impugnandolo entro 60 giorni.
Proprio due giorni fa abbiamo approvato in Parlamento la ratifica dell'accordo di Parigi con addirittura un anno di ritardo e, diversamente da altri Paesi Ue, non abbiamo ancora un piano d’azione per uscire dall’emergenza climatica e avviare subito una transizione energetica. Il piano di azione del governo Renzi è sotto gli occhi di tutti, piegarsi a 90° verso tutte le multinazionali del fossile per svendere il nostro territorio e contribuire alle emissioni di gas serra con tanti cari saluti agli obiettivi climatici di Parigi.
Nel frattempo si avvicina il 4 dicembre, la riforma costituzionale darà più potere esclusivo allo Stato in materia di energia e gli amici degli amici del governo fossile avranno la strada spianata verso trivelle, centrali a turbogas, centrali a carbone, rigassificatori, grandi biomasse, inceneritori, ecc. sui nostri territori.
È un pericolo che va assolutamente scongiurato!
Continueremo a spiegare ai cittadini i rischi derivanti dall’approvazione della riforma costituzionale, che al Pd e compari vogliono per lucrare, mettendo in pericolo tutti noi, nessuno escluso.
UN ALTRO BUON MOTIVO PER VOTARE NO!

20/10/16

Enel spenga subito la centrale del Mercure!

Enel spenga e smantelli la centrale del Mercure, un impianto a biomasse, illegale e insostenibile per ambiente e salute, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata. È l'appello che abbiamo lanciato oggi in occasione del Convegno "La centrale del Mercure, lo sporco affare dell'Enel", tenutosi oggi alla Camera. Già bocciata da Consiglio di Stato e Tar di Catanzaro, la terza autorizzazione per far ripartire la centrale è stata concessa all'Enel nel 2015 grazie al parere positivo del Consiglio dei Ministri.
"Già bocciata da Consiglio di Stato e Tar di Catanzaro, la terza autorizzazione per far ripartire la centrale è stata concessa all'Enel nel 2015 grazie al parere positivo del Consiglio dei Ministri. Abbiamo più volte interrogato il Governo chiedendo un accesso agli atti per poter verificare l'iter autorizzativo ma ci è stato sempre negato - dichiara Paolo Parentela, deputato 5stelle in Commissione Agricoltura - Uno scempio nei confronti di un'area di pregio naturalistico dove si trovano anche eccellenze agroalimentari Dop e Igp come la melanzana rossa e i fagioli bianchi".
"La centrale del Mercure è un esempio di come sotto il cappello delle bioenergie sono state portate avanti iniziative speculative, cioè solo per ricevere gli incentivi - afferma Davide Crippa, portavoce 5stelle in Commissione Attività Produttive - Come previsto dal primo punto del nostro Programma energetico, la filiera energetica deve essere ridimensionata, sostenibile in termini di costi e benefici e calcolando le esternalità negative legate alla produzione di energia, inserendo quindi i costi ambientali, sanitari e sociali legate agli impatti.della centrale".
"Da un punto di vista amministrativo, in Italia 12 parchi su 24 presentano delle criticità; alcuni non hanno il direttore, altri il commissario, il presidente o il Consiglio direttivo. Fumose anche le modalità di selezione. Interpellato più volte dal M5S, il ministero dell'Ambiente ci ha risposto che l'ultimo concorso è stato fatto nel 2007 e che ha interpellato il Consiglio di Stato su un nuovo regolamento", aggiunge Claudia Mannino, deputata 5stelle in Commissione Ambiente.
Tra gli altri relatori, anche Ferdinando Laghi, vicepresidente di Isde - Medici per l'Ambiente, che ha ricordato che la centrale del Mercure "è priva di tutte le autorizzazioni ambientali e che con 41 MW è di una potenza circa 20 volte superiore a quella ammessa dal regolamento del Parco Nazionale, il più grande d'Italia con 200mila ettari di verde". Inconsistenti le misure per la tutela dell'ambiente e della salute che si riducono alle "10 righe nello Studio sull'Impatto Ambientale" e a "un'Osservatorio Ambientale doppiamente finanziato dalla stessa Enel". L'impianto brucia "350mila tonnellate di legno l'anno , secondo quanto dichiarato dalla stessa Enel, sia tagliate sul posto, che importate dall'estero" e che rischia di potenziare il business della 'Ndrangheta, la cosiddetta 'Mafia del legno'.
"È stato infatti interdetto più volte dalle Autorità giudiziarie - dice Laghi - il presidente del Consorzio Legno Calabria, inizialmente unico sottoscrittore della bozza di contratto per la fornitura di biomasse della centrale del Mercure". Un malaffare che ha portato a minacce nei confronti di chi si è opposto alla centrale, come il Mario Albino Gagliardi, sindaco di Saracena, in provincia di Cosenza, uno dei rappresentanti istituzionali della comunità dell'Ente Parco a dire di no all'impianto.
È attesa la sentenza del Tar sul ricorso contro la riattivazione della centrale presentato da comitati cittadini, presenti al Convegno, associazioni ambientaliste e dalle amministrazioni di Viggianello e Rotonda da sempre contrari alla centrale. "Ma, a prescindere dall'esito, non ci fermeremo".


La "corruzione elettorale" in Calabria

È gravissima la notizia, riportata da “Il Corriere della Calabria”, di un accordo tra il sottosegretario Luca Lotti e il governatore Mario Oliverio, volto ad allargare il consenso sulla riforma costituzionale in vista del referendum del prossimo 4 dicembre. Si tratterebbe di uno scambio: Oliverio garantirebbe l'appoggio elettorale delle sue truppe e il governo sposterebbe altrove i commissari Massimo Scura e Andrea Urbani, levandoli dalla gestione della sanità regionale. Stiamo verificando se ci siano gli estremi per il reato di corruzione elettorale, nel qual caso procederemo con i nostri legali. In ogni caso, al di là dell'aspetto penale, c'è una truffa gigante a danno dei calabresi, perché il baratto politico avviene nell'ambito della riorganizzazione della sanità calabrese, sulla pelle dei cittadini. Finora i commissari sono stati inamovibili per il governo, che ne ha difeso coi denti e con fantasie inenarrabili la nomina del 2015, illegittima per manifesta violazione di legge. A Scura e Urbani è stato permesso tutto, anche grazie al teatro giornaliero di Oliverio, che, ormai affezionato alla recitazione, ha finto di lottare contro i due commissari, pur senza mai impugnarne decreti fondamentali. L'avrà fatto per indurre un loro immobilismo su quella legge immonda che ha allungato la durata dei commissari delle aziende sanitarie? Di questa storia Lotti dovrà rispondere in parlamento e Oliverio dovrà chiarire oggi stesso, oppure si dimetta.

19/10/16

Consulta e legge elettorale: Il PD non esulti!

Forse il Pd e tutti gli altri alleati del governatore Oliverio farebbero bene a ripassare un po' di diritto costituzionale, almeno eviterebbero figuracce colossali che hanno anche l'effetto di disinformare l'opinione pubblica calabrese.
La Consulta, in merito ai ricorsi contro la legge elettorale calabrese, al di là di quanto vogliono far credere i corifei di regime, per il momento ha semplicemente dichiarato inammissibile l'istanza presentata dalla Dc. Per il resto, continuerà l'esame di quella proposta dal Tar, che ha investito del caso la Corte costituzionale dopo il ricorso avanzato da Wanda Ferro, esclusa dal consiglio regionale nonostante sia stata la candidata presidente più votata dopo Oliverio.
È del tutto evidente che la Consulta, dopo aver vagliato il ricorso del Tar, potrebbe anche decidere di annullare la legge elettorale calabrese, approvata quando il Consiglio si trovava in regime di prorogatio e dichiararla incostituzionale, con tutti gli effetti che ne seguirebbero.
Male fanno, dunque, tutti coloro che si ostinano a praticare una narrazione che non ha alcuna aderenza con la realtà e che non trova nessuna giustificazione dal punto di vista giuridico.
Quanto a noi, non possiamo che augurarci la fine anticipata di una legislatura fallimentare, che in soli due anni ha fatto sprofondare ancora di più una regione già martoriata come la Calabria.

15/10/16

Stop alla discarica di Scandale (KR)

Oliverio deve sospendere l’iter autorizzativo per la discarica di Scandale, in provincia di Crotone, anche per semplice coerenza, visto che va contro una norma (legge regionale n.8 del 19 febbraio 2016) approvata dalla sua giunta, che dispone il divieto di autorizzazione di nuove discariche entro un anno dalla sua approvazione. Sull’argomento ho scritto al presidente Oliverio ed all’assessore all’Ambiente Antonietta Rizzo. L’operato dei dipartimenti regionali interessati è in contrasto anche con quanto disposto all'articolo 16 della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 40 che vieta, nelle aree agricole, ogni attività di deposito, smaltimento e lavorazione di rifiuti non derivante dall'attività agricola o da attività ad esse complementari, situate all'interno o in contiguità di zone agricole direttamente investite da coltivazioni di pregio con tutela o marchio di qualità, o da produzioni agroalimentari certificate.
Nella zona di Scandale sono numerose le aziende agricole che producono prodotti di eccellenza con marchio di origine riconosciuto dall’Unione europea, così come sono numerose le aziende agricole che operano nel biologico. Una discarica, l’ennesima in Calabria, che rischia di mettere a rischio le attività economiche dei cittadini della zona. Un vero e proprio attentato all’economia, già precaria, della nostra Calabria.
Il presidente Oliverio deve adoperarsi in prima persona per bloccare l’iter autorizzativo della discarica. Comprese le conferenze dei servizi già convocate o in via di convocazione. Non esistono alternative.

Ciao Attilio

La scomparsa del professor Attilio Renzulli, cardiochirurgo di grande valore e profonda umanità, è una grave perdita per i calabresi onesti. Questa mattina abbiamo appreso la notizia della morte prematura del docente dell'Università di Catanzaro, per anni primario della Cardiochirurgia del policlinico dell'ateneo.
Renzulli aveva avuto importanti esperienze professionali all'estero, aveva prodotto una ricerca ampia e vera ma il sistema non gli aveva riconosciuto l'ordinariato, preferendogli figure di livello e talento ben inferiori. Era venuto in Calabria per scommessa, affascinato dall'idea di concorrere a migliorare la sanità di questa nostra terra di confine, schiacciata da accordi e silenzi vergognosi. Poi il professore aveva introdotto i dispositivi di assistenza ventricolare, accantonati dopo la sua estromissione dalla guida della Cardiochirurgia universitaria.
Sempre ostacolato da apparati di potere, ha lottato per curare i pazienti e creare una struttura cardiochirurgica, pubblica, di sicuro riferimento, affossata da una classe dirigente indegna e ingrata. Ne ricordiamo il coraggio, il senso del bene comune, l'umiltà, la parola di verità e la denuncia civile, che gli era costata cara, soprattutto per aver esposto le criticità strutturali della Cardiochirurgia universitaria, ancora oggi sprovvista di terapia intensiva e di percorso dedicati ai pazienti del reparto, nell'immobilismo voluto del dipartimento regionale Tutela della salute. Renzulli è morto senza vedere giustizia per l'intera comunità calabrese.
La sua battaglia per la sicurezza della Cardiochirurgia universitaria è stata silenziata da un pezzo di stampa ipocrita e asservita e da una narrazione politica falsa e deviante, grazie alla quale il merito della questione non è mai stato affrontato. La storia e l'esempio del professore restano però vivi e perpetui. Tocca alla magistratura chiarire una volta per sempre, e al più presto, fatti e responsabilità rispetto a quell'allarme, inascoltato, di Renzulli.

13/10/16

Ai lavoratori part-time di Amc: disposto ad incontrarvi nuovamente

Accolgo con piacere l’invito dei lavoratori part-time di Amc ad incontrarmi nuovamente per approfondire le vicende legate all’azienda municipalizzata ed al loro contratto di lavoro.
Insieme agli attivisti del Meetup di Catanzaro da tempo stiamo tentando di approfondire i temi legati ad Amc. Ho anche richiesto formalmente un accesso agli atti, per verificare soprattutto la corresponsione di indennità non dovute ad alcuni lavoratori e le vicende legate alle consulenze esterne. Purtroppo, ad oggi, non ho ancora ricevuto l’incartamento completo da parte di Amc.
La vicenda dei lavoratori part-time di Amc è incredibile. Sono, da sempre, stati utilizzati per puri fini elettorali con promesse e tira e molla derivanti dalla vicinanza delle elezioni amministrative in città. Il servizio dei trasporti a Catanzaro è inefficiente e questo è dovuto ad una gestione dissennata dell’azienda che deve occuparsene. Se vogliono davvero rilanciare il centro storico e la città di Catanzaro, si deve proprio partire dai servizi offerti che, ad oggi, non sono degni di una città capoluogo. I lavoratori di Amc vogliono da Amc le stesse cose che pretendiamo noi dalla politica: trasparenza ed uguaglianza. Non posso certamente tirarmi indietro davanti al loro invito. Spero, però, che l’amministrazione corra ai ripari e risponda alle loro richieste prima che si svolga l’incontro tra me ed i lavoratori.

12/10/16

Bio Illogico

Nell'ultima puntata di ' Report', andata in onda lunedì scorso 10 ottobre, è stato trasmesso il servizio 'Bio Illogico' sulle false certificazioni dei prodotti biologici italiani. Un fenomeno che colpisce al cuore l'agroalimentare d'eccellenza made in Italy e che rischia di penalizzare i tanti imprenditori agricoli onesti che s'impegnano per produrre dei prodotti di qualità ma che subiscono una concorrenza sleale e che ha visto coinvolti, in una vicenda specifica, ancora tutta da verificare, il vice ministro, Andrea Olivero, con delega al biologico, e il suo capo segreteria, Enrico Maria Pollo.
Ci preoccupa in particolare la posizione di Enrico Pollo, perché, stando a quanto emerge dall'inchiesta giornalistica, risulterebbe essere anche alla guida della società di consulenza aziendale 'Archimedes', che avrebbe fornito prestazioni anche all'imprenditore, Giampaolo Romani, inquisito proprio per truffe nel settore dell'agricoltura biologica.
Ci chiediamo quali siano state le ragioni e il modus operandi dell'incontro del vice ministro Olivero e del suo caposegreteria, Pollo, con Angelo Maugeri, amministratore dell'Ente di certificazione Ecogruppo, a cui sarebbe stato chiesto di rivedere l'interdizione nei confronti di una partita di prodotti agricoli contraffatti dell'imprenditore Romani. È quindi necessario fare un'operazione trasparenza.
Per questo vogliamo che il vice ministro, Olivero, venga a riferire in Commissione Agricoltura e abbiamo presentato un'interrogazione in cui chiediamo al ministro Martina che venga in Aula per fare chiarezza sul presunto coinvolgimento del suo dicastero e su quali azioni intenda mettere in campo per garantire la massima trasparenza sui processi di certificazione dei prodotti bio.

Università al San Giovanni: ho chiesto ai ministri di valutare il rispetto delle norme


I Ministri dei beni e delle attività culturali, dell’istruzione e delle infrastrutture dovranno verificare se la concessione d’uso gratuito del complesso museale del San Giovanni all’Università Magna Graecia di Catanzaro non sia in contrasto con le norme in materia di edilizia scolastica contenute nel DM 18/12/1975 e nel codice dei beni culturali (D.Lgs 42/2004).
Come avevo annunciato ho portanto in Parlamento la questione interrogando i Ministri competenti in materia.
Non si capisce secondo quali criteri comune di Catanzaro ed Università abbiano concluso che la struttura non potesse ospitare i 250 studenti della Facoltà di Psicologia, ma potrà ospitare fino a mille persone iscritte ai master ed alle scuole di specializzazione. Il piano terra, destinato ad ospitare i corsi, è inadeguato a garantire la sicurezza degli studenti, visto che temo non rispetti gli obblighi di legge che prescrivono uno spazio in aula per ogni studente pari a 1,96 metri quadrati.
Abbiamo chiesto al governo di valutare l’esistenza di un danno erariale. Quando fu ristrutturato, infatti, il complesso museale del San Giovanni sfruttò dei finanziamenti provenienti dal Por Calabria destinati agli spazi espositivi e non a quelli didattici. In ogni caso riteniamo che la variazione di destinazione d’uso e la modifica degli ambienti espositivi del San Giovanni non siano in sintonia con la necessaria valorizzazione del patrimonio storico ed artistico della città, che a nostro avviso dovrebbero trovare nel complesso museale spazio per una mostra permanente sulla storia della città. Sono tanti i reperti della storia catanzarese chiusi nei cassetti della sovrintendenza che potrebbero vedere la luce del sole con una giusta collocazione proprio al San Giovanni.
Come al solito la politica cittadina ha preferito gli annunci spot ai veri progetti di sviluppo per il centro storico. La città per essere rilanciata ha bisogno di servizi che non possiede e di nuove idee condivise con la cittadinanza. Idee che non potranno mai venire da chi ha contribuito a svuotare il centro storico negli ultimi 10 anni. L’eventuale spostamento di alcuni corsi universitari in centro, verso cui non nutriamo alcuna preclusione a priori, necessita di programmazione e di confronto con le parti in causa. Abramo e la sua cricca, invece, hanno preferito far piovere la decisione dal cielo, lasciando sul campo soltanto il malumore degli studenti, che vedranno i loro corsi slittare a chissà quando nonostante abbiano pagato per iniziare i corsi a fine ottobre consapevoli del fatto che li avrebbero seguiti al campus di Germaneto.
In questa assurda vicenda le vittime saranno gli studenti ed il complesso monumentale che, già bistrattato dalla malapolitica catanzarese, verrà nuovamente calpestato e svuotato nella sua importanza storica e strategica. Il M5S, insieme ai comitati che si battono per salvaguardarlo e valorizzarlo, farà di tutto per impedirlo.

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11/10/16

Asp Cosenza revochi consulenza milionaria

Io e Dalila Nesci oggi abbiamo chiesto al dg dell'Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, di revocare una consulenza da 800 euro al giorno attivata all'ospedale di San Giovanni in Fiore e resa pubblica dal "Corriere della Calabria".
E' l'ennesimo falò di denaro pubblico nella sanità calabrese. In una nota indirizzata allo stesso Mauro, al dg del dipartimento regionale Tutela della salute, Riccardo Fatarella, e al commissario per il rientro dal disavanzo sanitario, Massimo Scura,  ne abbiamo parlato come di un "provvedimento inadeguato alle priorità sanitarie nel territorio specifico, perseguibile sul piano penale e contabile". Nella nota abbiamo interessato per opportuna conoscenza anche il sindaco di San Giovanni in Fiore, Giuseppe Belcastro, e tutti i consiglieri comunali. Secondo noi la consulenza, sotto soglia, è stata data per eseguire interventi alla tiroide, ma senza il sostegno di specifici dati epidemiologici riferiti al territorio. Inoltre è assurda la corresponsione del professionista per accessi e non per attività chirurgica, che nel caso sarà numericamente contenuta e purtroppo non sostenuta dalla disponibilità di terapia intensiva e dalle necessarie dotazioni tecnologiche e di risorse umane. Secondo noi, non si intende per quale motivo, per esempio, non siano state o non possano essere utilizzate le risorse pubbliche impegnate per la consulenza al fine di potenziare, invece, il servizio di Cardiologia dell'ospedale di San Giovanni in Fiore, attualmente limitato a sei ore per giorno, oppure per l'organico dell'unità operativa di Pronto soccorso, di Radiologia o di Anestesia, indispensabili in quel presidio ospedaliero.

07/10/16

Vogliamo la vera farina integrale in etichetta!

Garantire la trasparenza in etichetta dei prodotti alimentari indicati come 'integrali' ma che di fatto usano miscele che includono farine raffinate e premiare quelli che sono davvero '100% integrali' con la dicitura 'farine integre.
È questo, in sintesi, l'obiettivo della proposta di legge del M5S la cui discussione è stata avviata ieri in Commissione Agricoltura alla Camera. Ad oggi, i consumatori italiani si trovano costretti ad accettare prodotti etichettati come 'integrali' ma che, per la maggior parte, sono realizzati con farina raffinata industrialmente, la cosiddetta '00', a cui è aggiunta una crusca devitalizzata e finemente macinata. Pane, pasta, fette biscottate, cracker, prodotti da forno, biscotti e dolci preparati con farine bianche arricchite di crusca o cruschello che risultano privi del germe e non dispongono, quindi, di tutte le sostanze che cooperano per garantire il massimo assorbimento dei nutrienti e l'ottimale digeribilità, con tutti i relativi benefici per la salute che ne conseguono come testimoniato da recenti studi scientifici.
Con l'introduzione della dicitura 'farine integre' puntiamo a fare finalmente chiarezza e a distinguere i prodotti 100% integrali da quelli che vedono oggi le farine raffinate mischiate a crusca o cruschello. Avremo così un doppio beneficio: da un lato i consumatori potranno scegliere liberamente, avendo a disposizione informazioni corrette e non ingannevoli, dall'altro i produttori saranno tutelati perché vedranno valorizzato il loro prodotto che, finché la nostra normativa non entrerà in vigore, finisce per non avere una chiara e marcata differenziazione all'interno del generico calderone dei prodotti integrali. Confidiamo in un percorso condiviso con le altre forze politiche nella speranza che si giunga quanto prima al voto finale.