27/07/16

Lettera aperta al PD calabrese

Segretario Magorno, il Pd è bollito ai vertici. Sa di nulla il vostro plauso ai magistrati che hanno scoperchiato il sistema massonico e mafioso che sotterra la Calabria. Siete la faccia dell'incoerenza, l'emblema della vuotezza. Campate di apparenza e fesserie, proprie dei regimi. Siete la negazione quotidiana della politica. Avete il vicepresidente del Consiglio regionale in brutti guai di 'ndrangheta e la prima giunta già travolta da “Rimborsopoli”, col presidente Oliverio fuori ma zitto, sempre immobile. Siete corresponsabili dello sfascio della sanità, delle finzioni sulla gestione dei commissari Scura e Urbani. Non pensate alle urgenze del lavoro ma ingannate disoccupati, precari e nuovi laureati. Siete lesti a inaugurare e celebrarvi, ma senza coscienza per come si vive, con ospedali cadenti, vuoti, privi di medici, infermieri, operatori e mezzi. Non vi preoccupa la distanza della regione, fisica ed economica, dall'Europa. Avete abbandonato il porto di Gioia Tauro e l'intera Piana, voltando le spalle a piccole e medie imprese. Non parlate dello spopolamento crescente, della perdita di risorse umane, giovani e intellettuali. Tuttavia siglate gemellaggi con città estere; per darvi un tono, riempire pagine, tv e distrarre l'opinione pubblica. Per un anno e passa avete recitato a soggetto sulla rete ospedaliera, permettendo ai commissari alla sanità di abusare dei loro poteri, di schiacciare il parlamento regionale, gabbare il governatore, imporre atti stolti e perfino clientelari. Avete assicurato battaglia e tutela della salute, mentendo ogni volta. Ma questo non vi ha toccato, scosso, convertito. Avete nominato dirigenti in violazione di legge, coprendovi con argomentazioni terze e ridicole. Avete forzato e cambiato le regole, pur di tenere vostri famigli ai vertici della sanità. Partendo dallo scandalo “Mercure”, avete chiuso gli occhi sulla salvaguardia ambientale, sui veleni sparsi lungo le coste o nell'interno, sull'affossamento voluto della scuola pubblica, sulla cancellazione dei diritti, sulla diffusione spaventosa dei tumori, sulla violenza contro il patrimonio culturale, il paesaggio e la bellezza dei luoghi. Per affarismo o ignoranza, avete sepolto la storia della Calabria e i suoi tesori. Tra l'altro avete consentito che dentro l'abbazia medievale di San Giovanni in Fiore ci fosse una casa di riposo privata. Naturalmente il governatore Oliverio non ne sapeva nulla: non gliel'avranno riferito i più stretti collaboratori, troppo affannati tra pratiche forestali e riparazioni personali nelle officine della Provincia di Cosenza. Soprattutto, siete rimasti muti sul problema più grosso: in Calabria tutto si muove per impulso e direzione di una massoneria diabolica, che accorpa il proprio vivaio politico e l'ala militare della 'ndrangheta, condizionando istituzioni e amministrazioni pubbliche. Non avete preso una posizione sui punti oscuri che permangono nel municipio di Reggio Calabria: l'isolamento subito dall'assessore Marcianò e i lavori pubblici a ditte segnalate dalla commissione dello scioglimento. Inoltre avete taciuto alla notizia che un vostro parlamentare scorrazzava in auto con un presunto prestanome del clan Muto. Come se fosse normale, in nome di un garantismo finto, pretestuoso e volgare. In questi due giorni a Camigliatello Silano vi resta soltanto una scelta, reggitori del Pd: camminare a capo chino. A palazzo avete agito come i predecessori, nonostante il motto elettorale «discontinuità». La vergogna vi accompagnerà sempre, come la vostra ombra. Dunque non parlate di nulla, perché nulla avete fatto.
Portavoce del MoVimento 5 Stelle in Calabria

26/07/16

Fondazione Terina: dalla Regione Calabria vogliamo atti e fatti!

Il futuro della Fondazione Terina e dei suoi lavoratori non può più dipendere dall'improvvisazione, da giochi di potere o dalla mancanza di trasparenza registrati in passato.
Oggi con Dalila Nesci abbiamo scritto una nota al governatore della Calabria, Mario Oliverio, e al suo vice, Antonio Viscomi.
A tutela dei dipendenti, abbiamo ricordato gli impegni assunti dalla Regione Calabria al tavolo dello scorso 17 maggio e ancora non mantenuti. Avevamo chiesto «come la Regione Calabria intenda pagare ai dipendenti le quattro mensilità arretrate e in quali tempi; quando sarà concluso l'accorpamento dei consorzi industriali e, di conseguenza, come e con quale programmazione specifica verrà trasferito il personale occorrente». Ancora, abbiamo chiesto ai vertici del governo regionale perché «la professoressa Mariateresa Russo si è dimessa all'improvviso dall'incarico di responsabile scientifico della Fondazione Terina e se la cooperazione con l'Università di Reggio Calabria sia o meno in corso». Inoltre vogliamo sapere, poi, «se un trasferimento delle attrezzature presenti nella Fondazione sia realmente avvenuto» e, all'occorrenza, «copia della relativa documentazione di inventario».
Abbiamo inoltre domandato «con quale atto sia stata assegnata in capo a Russo la responsabilità scientifica della Fondazione e se per detto incarico la Regione Calabria abbia corrisposto emolumenti e rimborsi, all'occorrenza da dettagliare». Abbiamo preteso che siano resi pubblici, sul sito della Regione Calabria, «gli atti sui termini precisi della cooperazione con l'Università di Reggio Calabria» e se vi sia «una specifica programmazione regionale sull'utilizzo della Fondazione Terina a vantaggio del settore agroalimentare». Infine, abbiamo chiesto al governatore Oliverio e al vicepresidente Viscomi «se ritengano di dettagliare e pubblicizzare, magari anche sul sito della Regione, l'attività svolta dalla Fondazione, a fronte dei finanziamenti ricevuti».

23/07/16

"La notte che spazza il sistema"


«La notte che spazza il sistema» è l'iniziativa politica che dopo i recenti arresti a Reggio Calabria il Movimento 5 stelle terrà nella città dello Stretto domenica 24 luglio, dalle ore 21 nel piazzale della stazione del lido. Confermata la partecipazione di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, con un contributo di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo, ucciso a Palermo il 19 luglio del 1992. In programma anche gli interventi dei parlamentari 5 stelle Giulia Sarti, Federica Dieni, Dalila Nesci, Laura Ferrara, Paolo Parentela e Nicola Morra, nonché dei consiglieri comunali M5S della Calabria. 

Le triangolazioni politico-massonico-mafiose ricostruite dalla Procura di Reggio Calabria e anche le più recenti ipotesi dell'inchiesta Alchemia raccontano di un'intera regione senza democrazia, in cui l'amministrazione pubblica è condizionata nel midollo e le possibilità di sviluppo e riscatto sociale sono uccise da apparati che corrompono, violentano le regole e lasciano fame e spopolamento» I partiti hanno fallito, perché in nome del potere hanno rinunciato alla pulizia morale al loro interno, rifiutando l'eredità di Paolo Borsellino. Il Movimento 5 stelle ha denunciato in ogni modo la distruzione della politica e la sua 'ndranghetizzazione a opera di comitati d'affari ben coperti. In Calabria, come sta venendo a galla dopo anni di colpevoli silenzi, comandano i capi della cupola, la burocrazia è in buona parte asservita e l'emergenza è dunque altissima. Il Movimento 5 stelle ha contribuito a creare in Calabria una coscienza critica, a divulgare il coraggio dell'azione e la difesa della sovranità popolare, a promuovere controinformazione e una conoscenza vera delle vicende pubbliche. Siamo la speranza dei calabresi, traditi e umiliati dall'avidità mafiosa che alberga nei palazzi del potere.

20/07/16

Viadotto Cannavino: "Serve subito intervento di manutenzione straordinaria"

Si proceda immediatamente ai lavori di manutenzione sul Viadotto Cannavino, da tutti conosciuto come ‘Ponte di Celico’, lungo la SS 107, che presenta sempre più evidenti segni di cedimento.
Sulla vicenda ho interrogato il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
L’Anas ha già programmato interventi di manutenzione straordinaria per 1,5 milioni di euro, ma le gare d’appalto inizieranno soltanto nel 2017. Nel frattempo ogni giorno veicoli anche pesanti attraversano il viadotto, che presenta segni sempre più palesi di collasso della struttura. Noi riteniamo che vadano accelerati i tempi per l’inizio dei lavori, ma evidentemente per il governo la sicurezza dei viaggiatori non ha alcuna preminenza.
Non vorremmo dover assistere ad una tragedia per poter correre ai ripari a danno compiuto. Ormai questo atteggiamento è prassi per la vecchia politica, soprattutto nel meridione d’Italia. Eppure c’è una perizia dell’Ingegnere Pietro Monaco (docente presso il politecnico di Bari) che avverte sui reali pericoli di crollo della struttura. Ho chiesto al Ministro che venga resa pubblica, in modo che chiunque attraversi il viadotto sia consapevole dei rischi reali che corre la struttura.
È necessario che governo ed Anas procedano al più presto ai lavori di manutenzione straordinaria necessari al Ponte di Celico per poter garantire la massima sicurezza ai cittadini che lo attraversano ogni giorno. Il traffico sulla Ss 107 si fa particolarmente pesante nel periodo estivo e bisogna intervenire al più presto per impedire che si consumi l’ennesima tragedia annunciata.

19/07/16

Interrogazione sulla chiusura della sala operativa della stazione di Lamezia

La chiusura della sala operativa nella stazione centrale di Lamezia Terme riduce la sicurezza dei viaggiatori che percorrono ogni giorno la tratta tirrenica delle Ferrovie dello Stato. Sulla vicenda ho interrogato sul tema i Ministri dei Trasporti e dell'Economia e Finanze.
È vero che i sistemi automatizzati per la gestione del traffico ferroviario aumentano la sicurezza, ma è altrettanto vero che un abuso dell'utilizzo di impianti di tale tipo senza la supervisione umana può aumentare i rischi di incidenti. Non si può lasciare senza presidio una delle stazioni più importanti del meridione. Questo è sinonimo di un ulteriore abbandono dei nostri tratti ferroviari, a conferma del fatto che per il Governo Renzi la mobilità al sud è trattata alla stregua di una ruota di scorta. Continuando di questo passo, si procederà all'abbandono totale delle strade ferrate nel meridione.
Il Governo dovrà anche spiegarci come si comporterà con i tecnici ed i lavoratori che oggi prestano servizio nella stazione centrale di Lamezia Terme. E soprattutto dovrà dare spiegazioni ai numerosissimi viaggiatori che da oggi vedranno peggiorare ulteriormente l'efficienza del servizio ferroviario.

14/07/16

La battaglia #StopTrivelle continua!

Visto che Mario Oliverio continua a non rispondere alle nostre lecite domande sulle istanze relative alla ricerche di idrocarburi in oltre 500 km quadrati nell’altro ionio cosentino, siamo costretti ad organizzare un sit-in di protesta sotto gli uffici della Regione Calabria‬.Nel mese di giugno, insieme a tecnici, attivisti e portavoce del M5S dell’alto ionio cosentino, abbiamo scritto al governatore ‪‎Oliverio‬ per chiedere conto delle determinazioni assunte dalla Regione Calabria relativamente alle istanze: ‘Fonte della Vigna’ a ridosso di Amendolara (Total); ‘Solfara Mare’ che investe l’area di Rossano (Appennine Energy); ‘Torre del ferro’ nei pressi di Thurio, Comune di Corigliano Calabro (Appennine Energy), ‘Tempa la Pertosa’ che investe la zona di Rocca Imperiale e Amendolara (Total) ed all’istanza D.R. 74 “Casoni di Sibari” quasi adiacente al noto complesso turistico Laghi di Sibari, nel Comune di Cassano Ionio.Non capiamo perché le ragioni di carattere ambientali che hanno spinto il governo Monti a vietare nuove concessioni entro le 12 miglia costiere non possano sussistere anche per le perforazioni a ridosso della costa che, in alcuni casi, arrivano fino alle profondità marine. Tantomeno riusciamo a capire questo assordante silenzio da parte di Oliverio e dell’Assessore all’‪ Ambiente‬ Rizzo‬ che non vogliono chiarirci le determinazioni assunte a riguardo da parte della Regione Calabria.Nei giorni scorsi abbiamo inviato un’ulteriore lettera di sollecito. Visto il perdurante silenzio, il sit-in di protesta davanti la cittadella regionale si terrà venerdì 22 luglio dalle ore 10. Sono invitati cittadini, attivisti, comitati ed associazioni ambientaliste. Il nostro obiettivo è ricevere udienza dalla Regione per ottenere le risposte che la Calabria e i calabresi meritano.
Partecipa, condividi e invita i tuoi amici all'evento ☞ https://www.facebook.com/events/211751155888471/

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La depurazione in Calabria

Qui trovate tutti gli impianti che non rispettano la normativa di riferimento in materia di trattamento dei reflui (Direttiva 91/271/CEE recepita dall’Italia con il D. Lgs. 152/2006 il cosiddetto Codice dell’Ambiente). In rosso trovate gli agglomerati condannati dalla Corte di Giustizia Europea, in giallo quelli sotto procedura d'infrazione e in blu quelli trovati "conformi". Ci tengo a sottolineare che in questa mappa non trovate tutti gli scarichi abusivi occultati che danneggiano ulteriormente lo stato di salute dei nostri mari. E' questa l'immagine che ci deve far indignare di più, le chiazze marroni che trovate ogni giorno a mare sono solo una tragica conseguenza! Sono anni che lottiamo ogni giorno per riportare legalità, giustizia e bonifica ambientale attraverso il parlamento nazionale ed europeo ma il Governo e la Regione Calabria continuano a prorogare il problema.
Per la terza volta, infatti, è stato prorogato il termine per la conclusione dei lavori da effettuare sugli impianti di depurazione dei comuni beneficiari del finanziamento per il riefficientamento del sistema depurativo, stanziato a giugno 2015. I lavori di manutenzione si sarebbero dovuti avviare concretamente, così non è stato e il risultato è sotto gli occhi di tutti i frequentatori delle coste calabresi...

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Interrogazione a risposta scritta 4-05552

Salviamo il grano italiano!

Il crollo del prezzo del grano sta mettendo in ginocchio un intero comparto del nostro agroalimentare made in Italy. Un'emergenza che oggi abbiamo portato in Commissione Agricoltura alla Camera interrogando il ministero delle Politiche Agricole sulle azioni da adottare e proponendo come soluzione l'attivazione della Commissione Unica Nazionale (Cun), al posto delle vecchie Borse merci. Un sistema, proposto e approvato dal M5S, che garantisce una maggiore trasparenza sulle contrattazioni dei prezzi delle diverse materie prime, tra cui appunto il grano.
Cosa ha risposto il Governo? Se n'è lavato le mani e ha praticamente fatto 'copia e incolla'. Il ministero delle Politiche Agricole ha infatti demandato il problema al Tavolo nazionale della filiera cerealicola, che dovrebbe riunirsi il prossimo 20 luglio, e alle associazioni di categoria, affermando che sono quest'ultime a dover decidere se riunirsi in un mercato nazionale attraverso l'istituzione della Commissione Unica Nazionale (CUN), per regolamentare il prezzo del grano e di altre materie prime. Anche lo scorso 2 marzo ad un medesimo question time il ministero dell'Agricoltura ha risposto la stessa cosa. Sono mesi che, a detta del Governo, questo 'tavolo di filiera' dovrebbe essere la panacea di tutte le storture del comparto cerealicolo ma sinora risultati non se ne vedono. Anzi, osservando il suo stesso assordante silenzio, vien da pensare che al ministro Martina forse non interessi risolvere il problema.
Come testimoniano i dati del primo semestre 2016, è in corso una vera e propria speculazione visto il gap tra i prezzi di semola e di grano duro. Del resto, se non si sa quanto grano viene prodotto, quanto ne viene importato, quanto esportato, quanto stoccato, quanto trasformato, sulla base di quale criterio viene quotato il prezzo ?
Appare sempre più ovvio che, in questo scenario, la parte che viene totalmente schiacciata è quella più debole, ovvero quella dei produttori e dei lavoratori. Per questo abbiamo proposto e approvato la legge che istituisce le Commissioni Uniche Nazionali (Cun) in sostituzione delle vecchie Borse merci. Il Governo attivi subito la Cun sul grano duro. Solo così avremo dati e trasparenza di informazioni per contrattazione più equa e veritiera dei prezzi. 
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03/07/16

Evento a Catanzaro: ‘Riforma Costituzionale, le ragioni del No’

‘Riforma Costituzionale, le ragioni del No’ è il titolo dell’evento organizzato dal M5S che si terrà a Catanzaro martedì 5 luglio a partire dalle 17.30 presso la Sala delle Culture, nel palazzo della Provincia di Catanzaro. Ospite d’eccezione dell’evento sarà Ferdinando Imposimato, Presidente Onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.
Il referendum costituzionale di ottobre è un appuntamento importantissimo per il futuro dell’Italia. I cittadini saranno chiamati a decidere con coscienza sulle riforme costituzionali portate avanti dal terzetto Renzi–Boschi–Verdini. Il M5S vuole informare adeguatamente tutti i cittadini, anche per fare in modo che il referendum resti concentrato sui contenuti e non divenga una consultazione utile a dire Si o No al governo Renzi.
Nei nostri interventi racconteremo il percorso che ha portato all’approvazione della riforma costituzionale, che rischia di istituzionalizzare la dittatura democratica nel nostro Paese. Racconteremo anche delle bugie dei sostenitori della riforma, che si nascondono dietro la falsa abolizione del Senato ed al risparmio dei costi della politica. Oltre al Presidente Imposimato, interverranno all’evento i parlamentari M5s Paolo Parentela, Dalila Nesci e Nicola Morra, ma anche l’avvocato Natalina Raffaelli (promotrice del ricorso contro l’Italicum), il docente universitario Paolo De Marco ed il coordinatore dell’associazione ‘Altra Calabria’ Domenico Gattuso. Gli interventi saranno moderati dal giornalista Emiliano Morrone.
L’evento sarà anche un’occasione per i cittadini per porre domande e perplessità riguardo la riforma costituzionale e vuole essere un veicolo di informazione per dare ai cittadini tutti gli strumenti utili a decidere per il futuro della democrazia di questo Paese.

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01/07/16

Quei 500 km quadrati da proteggere

Sul BUIG (Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi e delle Georisorse) del 31 marzo 2016 compaiono come ancora non decadute le istanze relative alla ricerca di idrocarburi sulla terraferma nell’area dell’alto ionio da Rocca Imperiale fino a Cariati. Se infatti per effetto del referendum sono state interdette tutte le aree in mare all’interno delle 12 miglia facendo di fatto decadere diverse istanze lungo la costa, rimangono valide una serie di istanze che interessano oltre 500 km quadrati di territorio costiero, costituendo una contraddizione normativa e sostanziale. Infatti l’interdizione alle nuove attività di ricerca, prospezione ed estrazione a ridosso delle 12 miglia è scaturita per una preoccupazione dovuta a “gravi ragioni di carattere ambientale” , come si leggeva nella relazione illustrativa del Decreto Monti del 2012. Tali gravi ragioni di carattere ambientale sussistono anche a ridosso delle coste soprattutto in considerazione che in almeno un caso è prevista la costruzione di un pozzo esplorativo che parte dalla terraferma per raggiungere il mare. È questo il caso della istanza DR74 della Appenine Energy che intende raggiungere con tale stratagemma un giacimento a tre km dalla costa nei pressi dei Laghi di Sibari. Questa è l’unica istanza al di sotto delle 12 miglia marine rimasta e che ha avuto il decreto di compatibilità ambientale. La stessa società ha fatto richiesta di altre due istanze adiacenti sulla costa. Una è in continuità con l’istanza in mare ed è definita “Torre del Ferro” estesa per  118 km2, investendo ancora la sibaritide. L’altra è “Solfara Mare” che investe tutta l’area di Rossano per  337 km2.  Questo il feudo della Apennine Energy.
Più in alto invece a ridosso di Amendolara insiste l’istanza della Total definita “Fonte della Vigna” per circa 56.1 km2 . Al confine con la Basilicata, invece viene condivisa con questa regione l’istanza detta “Tempa la Petrosa”, sempre Total, che riguarda in totale 412,1 km2. 
Compaiono sul sito del Mise come istanze su terraferma in Calabria. Soltanto Solfara Mare, avrebbe avuto anche alcuni pareri positivi, che comunque non sono al momento reperibili. La spiegazione è che il MISE non prevede la partecipazione del pubblico nelle procedue quindi non è tenuto a pubblicare la documentazione. Mentre nella fase in cui è prevista la valutazione VIA di competenza del Ministero dell’Ambiente è prevista la pubblicazione di tutta la documentazione come indicato dalla Legge 152 del 2006.

Di tali istanze non si ha traccia sul sito del Ministero dell’Ambiente. La spiegazione fornita da un funzionario raggiunto telefonicamente è che tali procedure ancora non sono state valutate da detto dicastero. In particolare per le procedure antecedenti lo Sblocca Italia (novembre 2014) che vedeva responsabili le regioni. Il rinvio quindi a questi enti che dovrebbero avere tutta la documentazione. 
In particolare l’istanza Solfara Mare ha anche il parere positivo del Ministero dei Beni Culturali. 
Circa un anno fa la Regione Calabria aveva invero pubblicato un comunicato nel quale si ravvisava che per le richieste della Total  non si poteva procedere per carenza di documentazione sui progetti nulla dicendo relativamente a quelle della Apennine Energy come osservato dall’associazione Raspa. In particolare nell’articolo datato 15 maggio 2015 l’associazione ravvisava “che il 2 aprile u.s. la Regione Calabria ha pubblicato sulla home page del proprio sito la seguente comunicazione: Il Dipartimento “Ambiente e Territorio” della Regione Calabria, viste le richieste di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) inerenti progetti di ricerca di idrocarburi a terra nelle zone dello Jonio cosentino presentate dalla Total E&P Italia, ha rilevato l’impossibilità di procedere alla Valutazione di Impatto Ambientale per carenza di documentazione sui progetti di ricerca già precedentemente richiesta. Pertanto si dichiara la non valutabilità delle istanze per come formulate dal proponente”.
Inoltre si chiedeva “Che valore giuridico ha il comunicato apparso il 2 aprile 2015 sul sito della Regione Calabria? Esiste una delibera della giunta regionale o del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione che attesti inequivocabilmente il rigetto di tutte le istanze di ricerca sottoposte a procedura valutativa?”
Non abbiamo notizia di una risposta ufficiale. Ma supponiamo che il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria anche relativamente all’istanza del pozzo esplorativo della DR74AP ha sollevato delle eccezioni sulla validità dell’istanza, di fatto non esprimendo parere motivato negativo. Ma intanto nella ambiguità della procedura tutte questi progetti rimangono ancora in vigore, non essendo stata sufficiente nemmeno la lamentata carenza di documentazione alla stessa regione a fare decadere tali procedimenti.


In figura (in alto) sottolineate in rosso le istanze lungo la costa della Calabria pubblicate sul BUIG del 31 marzo 2016. Quelle con la croce sono le istanze decadute. Riportiamo (QUI) la nota del dipartimento per esteso.

Ciò che chiediamo di sapere è se la regione ha di fatto la documentazione relativa alle 4 istanze su terraferma. Se la regione ha mosso azioni volte al blocco dei procedimenti o alla loro invalidazione.
Al momento a che punto sono le procedure visto che al ministero dell’Ambiente ancora non sono giunte? 
È possibile che oltre ai funzionari del dipartimento ci sia un qualche consigliere che intenda fare luce?

Rosella Cerra


Guarda la puntata "I fatti in diretta" Ambiente, una regione sotto attacco di Pietro Comito su LAC


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