16/02/16

La maladepurazione nel comune di Borgia

Da notizie a mezzo stampa si apprende che il consigliere di minoranza Giovanni Maiuolo, avrebbe richiesto al sindaco di Borgia (CZ), al responsabile finanziario dell’ente e al comandante della polizia municipale di sapere <<in merito ai depuratori di località “Malaidi” e “Spilinga” se gli impianti dismessi da diversi anni, per come confermano gli uffici, vengano bypassati con sistema di auto spurgo o quali misure siano state prese per i fanghi>>. Maiuolo ha richiesto inoltre <<la rendicontazione delle eventuali fatture degli interventi dell’auto spurgo e un accertamento dei luoghi in merito ad eventuali inquinamenti dei terreni e magari di qualche falda acquifera, qualora ve ne siano presenti nel sottosuolo>>.
La città di Borgia è sprovvista di impianti funzionanti in grado di garantire la corretta depurazione delle acque reflue di buona parte delle utenze cittadine che scaricano a cielo aperto. L’impianto situato sulla strada provinciale 172 non è in funzione da anni mentre quello che è stato costruito in località “Spilinga” risulta in disuso e privo di manutenzione.
Per far fronte alla situazione emergenziale in cui versa la città di Borgia si sarebbe dovuto porre rimedio con la costruzione del nuovo depuratore in località “Malaidi”, grazie ad un finanziamento regionale di 650mila euro ottenuto nel 2009 tuttavia, i tempi di costruzione dell’impianto - al quale dovevano allacciarsi anche le utenze del vicino comune di San Floro - si sono rilevati, per tutta una serie di ritardi accumulati in corso d’opera, più lunghi del previsto.
Per anni gli utenti si sono visti addebitare in bolletta un servizio non erogato. Qualche mese fa il Comune di Borgia - diffidato al rimborso delle quote non dovute dall’associazione “Borgia civiltà e progresso” - ha predisposto il modello per la restituzione della quota relativa alla depurazione indebitamente richiesta per gli anni 2009/2012.
In data 16 luglio 2014 con atto di sindacato ispettivo n. 4-05552, per giunta senza risposta, ho ricordato al Ministro dell'Ambiente che: “al primo gennaio 2016 scatteranno le sanzioni che l'Unione europea ha comminato all'Italia, con sentenza definitiva, per non aver costruito sistemi di depurazione adeguati. I comuni calabresi coinvolti dalle sanzioni sarebbero 90. Le multe saranno salate, una quota una tantum da pagare immediatamente, calcolata sulla base del prodotto interno lordo nazionale e che potrebbe essere di quasi 10 milioni euro, e una ammenda giornaliera, calcolata sulla base della mora tra la data di messa in regola e la data di esecutività della sentenza, che potrebbe andare da 11 mila a 700 mila euro al giorno”.

Per queste ragioni ho chiesto al Ministro Galletti attraverso un'interrogazione parlamentare di sapere quali iniziative di competenza il Ministro interrogato abbia posto in essere per affrontare il grave problema per la salute e per l'ambiente messo in evidenza dal ricorso presentato dalla Commissione europea contro l'Italia relativamente al trattamento delle acque reflue urbane e se non ritenga opportuno promuovere diverse e precise ispezioni del comando Carabinieri per la tutela dell'ambiente per controllare la regolarità sullo smaltimento dei fanghi derivanti dai depuratori nel Comune di Borgia.

La speranza è che il Comune di Borgia sappia far fronte presto all’esigenza di depurare le acque reflue. Lo deve alla salute dei propri cittadini, alla bellezza del mare di Roccelletta ed al risparmio che ne può scaturire per le casse pubbliche evitando la procedura d’infrazione da parte dell’Europa.

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