30/09/15

#‎MANDIAMOLIACASAADESSO‬

E' il titolo dell'iniziativa promossa per lunedì ‪5 ottobre‬ da noi parlamentari ‪‎M5S‬ calabresi. Per l'occasione, con una lettera di fuoco abbiamo ‪convocato‬ addirittura i sindaci dei comuni della regione, con appuntamento a ‪Catanzaro‬, in piazza Prefettura dalle ore 17,30.
Insieme agli attivisti, alla società civile e ai deputati M5S Luigi Di Maio, Riccardo Nuti, Alessandro Di Battista, Giulia Grillo e Mattia Fantinati, noi parlamentari calabresi del MoVimento 5 stelle parleremo dell'immobilità della Calabria per causa della ‪lotta‬ intestina nel Pd, dello scandalo ‪Rimborsopoli‬, delle nomine illegittime dei vertici sanitari e della gestione fallimentare del piano di ‪rientro‬, affidato ai commissari governativi Massimo Scura e Andrea Urbani.
Sarà un'adunata – precisiamo con Nicola Morra, Laura Ferrara, Dalila Nesci e Federica Dieni – dell'altra Calabria, quella lontana dalle ‪‎camarille‬ di palazzo, dagli ‎illeciti‬ nell'amministrazione della cosa pubblica, dai ‪ricatti‬ del governo Renzi e dai ‪silenzi‬ imbarazzanti del presidente della Regione, Mario Oliverio, blindato nel suo cerchio magico.
Per Oliverio chiedemmo al governo la mera applicazione della legge, in base alla quale doveva gestire la sanità regionale. Umiliato da ‪Renzi‬, benché eletto a maggioranza, Oliverio non ha poi mosso un solo passo giusto, incaponendosi per le poltrone di Nino ‪De Gaetano‬, di Santo ‪Gioffrè‬ e di Domenico ‪Pingitore‬, accettando senza impugnazione la rete clientelare dell'assistenza ospedaliera decretata da Scura e Urbani e i loro deliri di onnipotenza; dalla mancata riapertura degli ospedali di Praia a Mare e Trebisacce all'assegnazione arbitraria dei nuovi budget, contestata perfino dal Tavolo ex Massicci.
Oliverio, che si era presentato in discontinuità col passato, ha seguito passo per passo il predecessore Scopelliti e confermato ingiustificabili concentrazioni di potere come quella del dirigente generale dei Lavori pubblici, Domenico ‪Pallaria‬.
Oggi il Movimento 5 stelle gli chiede il conto anche per aver permesso, con la sua palese ambiguità, lo ‪sfascio‬ della sanità da parte dei commissari governativi. Per conto dei calabresi il Movimento 5 stelle ‪‎manderà a casa‬ Oliverio, Scura e Urbani, espressione di un sistema identico, marcio e nemico del bene comune.

29/09/15

Mozione per i trasporti in Calabria

Approvata la mozione del ‎M5S‬ alla Camera dei deputati sui ‪‎Trasporti‬ in ‪Calabria‬ ma il ‪PD‬ cala la maschera sul Ponte sullo Stretto!
In particolare sul completamento della Salerno-Reggio Calabria, il completamento e la messa in sicurezza della SS106, il completamento della strada del Medio-Savuto, la ricostruzione del ponte sullo stesso fiume e gli investimenti corposi sulla linea ferroviaria che attraversa la costa ionica calabrese.
Peccato che il PD si sia dimostrato incoerente sul ‪Ponte sullo Stretto‬. Dapprima, infatti, il governo aveva annunciato che l’infrastruttura non rientrava in agenda, ma la maggioranza ha bocciato la nostra proposta di bloccare definitivamente il progetto investendo le risorse economiche per interventi più urgenti a favore della mobilità sostenibile nel Meridione. Il PD quindi, si è calato la maschera cedendo ai ricatti di ‪Alfano‬.
Abbiamo impegnato il governo a migliorare i controlli, anche da parte dell'ANAC, per evitare che gli appalti per la costruzione delle strade e della SA-RC vadano a finire in mano alla criminalità organizzata. Una vittoria importante, che potrebbe accelerare la conclusione degli iter di appalto e la consegna dei lavori. Un’altra importante vittoria l’abbiamo ottenuta sulla progettazione della nuova SS106, che sarà costruita tenendo maggiormente conto dell’impatto ambientale sui luoghi che attraverserà.
Siamo orgogliosi, perché il miglioramento delle infrastrutture viarie in Calabria è stato un obiettivo del M5S sin dal nostro insediamento in Parlamento. Ovviamente rimarremo vigili affinché il Governo rispetti gli impegni presi oggi dinnanzi al Parlamento, considerata l'abitudine di ‪Renzi‬ a non eseguire le mozioni approvate e a non rispettare il Parlamento.

28/09/15

Ecco il kit 'salva-made in Italy' del M5S

Dalla mozione votata e mai applicata per la trasparenza nelle etichette alimentari alla proposta di legge anti-contraffazione fino alla richiesta di uno studio per conoscere le conseguenze del TTIP, l'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti. Sono solo alcuni degli strumenti contenuti nel kit 'salva-made in Italy' del M5S per tutelare l'agroalimentare italiano. Il kit è pronto per l'uso ma il Governo lo ignora, preferendo abbandonarsi a proclami e passerelle nella vuota vetrina di Expo. E pensare che l'insieme di soluzioni, già formulate da tempo, potrebbe fornire all'Esecutivo la risposta alla petizione sul #veromadeinitaly lanciata ieri dalla trasmissione Le Iene su Change.org.
Aderiamo pertanto alla raccolta firme e mettiamo a disposizione le nostre proposte avanzate in Parlamentoricordando che la partita si gioca anche in ambito europeo.
Cosa c'è nel kit 'salva-made in Italy' messo a punto dai parlamentari M5S? Tra i vari 'attrezzi' ricordiamo: la mozione, datata gennaio 2014, preceduta da una proposta di legge di oltre due anni fa, con cui il M5S ha impegnato il Governo ad adottare misure per rendere nota nell'etichetta alimentare non solo l'origine ma anche la tipologia degli ingredienti, come ad esempio l'obbligo di specificare la presenza di Ogm. Il provvedimento pur essendo stato approvato in Aula, finora non è mai stato attuato dall'Esecutivo.
Contro la piaga della contraffazione, invece, abbiamo presentato una proposta di legge volta a ripristinare le misure penali che puniscono la cosiddetta 'fallace indicazione' delle merci che entrano nel mercato italiano. Un'attività di contrasto depotenziata nel 2009, quando è stato depenalizzato il reato di contraffazione, ora punibile solo con una multa, e il controllo della merce è stato spostato dall'ingresso in dogana alla commercializzazione, sostituendolo con una semplice autocertificazione da parte degli imprenditori!
Anche in Senato abbiamo presentato una risoluzione in occasione della riunione del Consiglio europeo di Bruxelles del giugno scorso, con la quale in merito all'accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, il TTIP, abbiamo proposto di sostenere uno studio sull'impatto nei 28 Stati membri, finanziato dall'Unione europea, per valutare gli effetti sull'economia nazionale e sulla tutela del made in Italy. Proposta che non è passata. In effetti, perché permettere ai consumatori di sapere quello che acquistano e ingeriscono?!

26/09/15

Canapa industriale, i tessuti non si fumano!

Tra la canapa industriale e la marijuana c'è una bella differenza. A dividerle, il confine della legalità. Anche se ad un primo colpo d'occhio sono molto simili, di fatto la prima è legale, e quindi coltivabile da tutti previa comunicazione alle Autorità competenti, la seconda invece è la famosa droga leggera, con un livello elevato di THC (il principio attivo) ed è per questo catalogata come farmaceutica. Quest'ultima può quindi essere coltivata solo da centri pubblici autorizzati, come il Crea e l'Istituto Farmaceutico Militare di Firenze. Inoltre, a scanso di equivoci, il Ministero delle Politiche Agricole ha integrato la normativa con delle proprie circolari spiegando agli organi pubblici la differenza tra i due tipi di piante. Nonostante ciò a settembre in diverse città d'Italia, da ‪Viterbo‬ a ‪Chieti‬ fino a ‪Catanzaro‬, diverse piantagioni della canapa legale sono state sequestrate e bruciate dalle forze dell'ordine.
Eppure tutto ciò che si ricava dalla canapa industriale non si fuma! Dai tessuti alle corde, dalle farine alimentari agli oli fino ai materiali per l'edilizia sostenibile. Non solo. Le piantagioni di canapa, coltivate su terreni inquinati, sono usate anche come metodo di bonifica. Ci troviamo quindi davanti ad un settore industriale che può rivelarsi una risorsa strategica per l'economia dei territori del nostro Paese.
I blitz delle forze dell'ordine, con tanto di sequestro e distruzione delle piante, nei confronti di agricoltori che hanno regolarmente denunciato la coltivazione, ci sembrano eccessivi.
Per segnalare l'accaduto ma soprattutto affinché le forze dell'ordine vengano messe nelle condizioni di poter distinguere la varietà di "cannabis" legale da quella illegale, abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro delle Politiche Agricole.
Nel testo, chiediamo inoltre che sia fatta luce sulla procedura di questi blitz e che i coltivatori di canapa industriale, che si siano visti distruggere ingiustamente le proprie piantagioni, vengano risarciti. Potrebbe trattarsi di un errore davvero... stupefacente!

PS oggi sarò all'evento CANAPA PUO' " , Fiera della Canapa al Parco Pitagora di #Crotone dalle ore 17 in poi. Parleremo della nostra proposta di legge ‪M5S‬ per sostenere e promuovere la filiera industriale delle ‪canapa‬.

24/09/15

L'ufficio fitosanitario di Gioia Tauro

L’ufficio fitosanitario portuale di ‪Gioia Tauro‬ (RC) ha bisogno di interventi immediati, ma ‪Oliverio‬ è troppo impegnato a litigare col suo partito per rispondere alle mie sollecitazioni.
Ormai tre settimane fa avevo scritto ad Oliverio proponendogli una serie di interventi necessari a fare in modo che l’ufficio fitosanitario portuale di Gioia Tauro possa lavorare in maniera dignitosa, ma ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta. Evidentemente la bagarre sulle nomine ed i litigi di partito sono preminenti rispetto ai bisogni di un ufficio il cui lavoro ricade sulla salute dei cittadini.
Gli interventi necessari che ho potuto constatare dopo la mia visita ispettiva sul posto vanno dall’acquisto del materiale occorrente per mettere in funzione i laboratori alla necessità di un’area di quarantena, passando dalla ristrutturazione del tetto e dei servizi igienici per i lavoratori. Interventi necessari anche per rendere a norma l’ufficio ed evitare ulteriori sanzioni da parte dell’Unione Europea. L’ufficio fitosanitario portuale ha una fondamentale importanza, perché controlla le merci che arrivano in ‪Calabria‬ e che vengono distribuite in tutto il Paese e possono prevenire l’importazione di fitopatie, parassiti e batteri pericolosi per le produzioni agricole e l’uomo. Inoltre le agenzie di importazione sono costrette ad attendere tempi lunghi e a rivolgersi per le analisi delle merci anche a laboratori fuori regione.
A distanza di quasi un anno dall’insediamento di Oliverio, abbiamo assistito soltanto ad un estenuante ballo delle poltrone. I problemi della regione più povera d’Italia sono lontani dalla ricerca di una soluzione. Facile lanciare false promesse in campagna elettorale in merito al rilancio del Porto di Gioia Tauro quando non si conoscono nemmeno i reali problemi che lo circondano.

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L'espansione dell'aethina tumida

Bloccare i roghi a tappeto delle arnie in Calabria, risarcire gli apicoltori, pianificare i controlli anche nelle regioni limitrofe - come Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia - e affiancare all'unità di crisi del Ministero della Salute le necessarie competenze entomologiche, agronomiche ed apistiche in modo da coordinare un piano di monitoraggio e contenimento fino ad oggi assente. È questo in sintesi il contenuto dell'interrogazione sull'infezione degli alveari nel Sud Italia che ho depositato e rivolta ai ministri di Politiche Agricole, Salute ed Economia e delle Finanze.
Le Regioni Calabria e Sicilia insieme ai Ministeri dell'Agricoltura e della Salute si stanno dimostrando incapaci di arginare il fenomeno 'aethina tumida' che si sta espandendo in aree più vaste infestando le arnie degli apicoltori e mettendo in serio pericolo l'apicoltura italiana.
Il nuovo focolaio scoperto a Taurianova, in provincia di Reggio Calabria, e la confermata presenza dell'insetto nelle arnie calabresi, sta instaurando un regime di paura e terrore tra gli apicoltori. Le contromisure adottate dal Ministro della Salute e dalla Regione Calabria si sono rilevate sbagliate: i roghi senza un adeguato indennizzo agli apicoltori hanno provocato il silenzio degli operatori del settori. Così, per non subire danni economici, nessuno ha denunciato alle autorità la presenza del coleottero Aethina Tumida e questo ha peggiorato la situazione.

Bisogna intervenire subito per evitare che l'apicoltura nel nostro Paese venga ulteriormente danneggiata dalla presenza dell'insetto. Sostenere l'apicoltura vuol dire sostenere un importante settore per lo sviluppo economico e la biodiversità del nostro Paese.

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23/09/15

Arsac, l'inerzia di Oliverio sta danneggiando l'ente

A forza di litigare coi compagni di partito, Mario Oliverio ha dimenticato pure l’Arsac, nonostante sia stato assessore regionale all'Agricoltura. L'Arsac è ormai fantasma, mentre il governatore pensa alla sua lotta personale nel Pd. Dal 28 luglio scorso, la Regione non ha nemmeno avviato il piano di liquidazione dell’Arssa. La paralisi dell'ente si trascina dall'amministrazione Scopelliti, col quale Oliverio è in perfetta continuità di gestione. Ancora l'Arsac è senza atto aziendale, come una nave priva del quadro.
L’inerzia di Oliverio sta danneggiando un ente che con le sue professionalità può rilanciare il settore agricolo in Calabria. Il governatore è così cieco e sordo da non essersi accorto che, proprio nella sua San Giovanni in Fiore, l’Albergo Florens dell'Arsac marcisce da due anni, nonostante l'interesse di Unical e altri ad allocarvi un'accademia del turismo. Quando Oliverio avrà realizzato, magari lì ci saranno i topi a mangiare.

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Legge bavaglio sulle intercettazioni: "giornalisti e magistrati, denunciate prima che sia troppo tardi"

di Vittorio Ferraresi (M5S) intervento di dichiarazione finale alla Camera dei Deputati 23/09/2015

Grazie, Presidente. Innanzitutto vorrei ricordare, in questa giornata, la morte del giornalista Giancarlo Siani, a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle, ucciso dalla Camorra.

Presidente, colleghi, cittadini, stiamo affrontando il voto finale di un disegno di legge del Governo dal titolo: modifiche al codice penale e al codice di procedura penale per il rafforzamento delle garanzie difensive e la durata ragionevole dei processi e per un maggiore contrasto del fenomeno corruttivo oltre che all'ordinamento penitenziario per l'effettività rieducativa della pena.
Ebbene, con un titolo così, chi non ci metterebbe la firma ? Dopo la lettura del titolo, però, viene l'osservazione, ovvero il nostro compito, il nostro lavoro qui, dove i cittadini ci hanno eletto e ci hanno mandato, per formulare controproposte critiche, nonché scovare le nefandezze inserite nelle leggi e, soprattutto, capire a vantaggio di chi vadano queste leggi.

Come dice il Premio Nobel Alexis Carrel, osservare è meno facile che ragionare. È risaputo che scarse osservazioni e molti ragionamenti sono causa di errore. Molte osservazioni e poco ragionamento conducono alla verità. Ma sono assai più gli spiriti capaci di costruire un sillogismo, che quelli che sanno cogliere esattamente il concreto.
E mentre questa maggioranza ragiona tutto il giorno e la notte per partorire leggi inefficaci e poco concrete, nonché pericolose, come la riforma del Senato o la Boccadutri, per intascarsi i soldi dei contribuenti, scervellandosi sul come garantirsi l'impunità, nonché la verginità agli occhi dei cittadini, invece di dare risorse ai tribunali, il MoVimento 5 Stelle osserva. Osserva e smonta pian piano tutto il castello, riuscendo ad ottenere modifiche importanti, prima fra tutte quella che prevede l'esclusione dei benefici penitenziari per i boss mafiosi che non vogliono collaborare con la giustizia e che era difatti inserita nel provvedimento iniziale.
O, ancora, l'altra modifica fondamentale, ovvero l'allungare i tempi per la pistola alla tempia dei giudici per la chiusura delle indagini preliminari o la richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione. Voi vi chiederete: ma perché dovrei interessarmi di intercettazioni, di registrazioni, di processo penale, quando mi mancano i soldi per arrivare alla fine del mese, quando mio figlio deve emigrare, quando sono malato perché vivo nella Terra dei fuochi, quando mia moglie è disoccupata? Queste domande ce le poniamo anche noi cittadini. Purtroppo, le priorità di Renzi e del suo Governo sono queste: non un reddito di cittadinanza, non l'occupazione, non la salute, ma la sopravvivenza della casta nei secoli dei secoli!

Abbiamo speso tutte le parole sul merito. Le vergogne contenute su questo provvedimento sono difficilmente spiegabili in pochi minuti.
Ve ne renderete conto quando vi troverete a querelare un criminale perché vi ha derubato o picchiato e vedrete il giudice estinguere il reato perché vi ha semplicemente risarcito economicamente: dopo il danno anche la beffa. Ve ne renderete conto quando lo scambio elettorale politico-mafioso risulterà difficile da punire in terra di mafia.

Se ne accorgerà la vittima di un reato grave quando il giudice, a fronte di indagini del tutto lacunose, non avrà più la possibilità di richiedere un integrazione delle indagini stesse, ma semplicemente dovrà dire che non si procede più. E se ne accorgerà quel giornale che non potrà più pubblicare le intercettazioni vere, pubblicamente e politicamente rilevanti per la nazione, quelle di qualche orologio regalato al figlio di un Ministro o di un politico che fa pressioni per assumere suo figlio al posto del vostro o di chi decide per simpatia chi eleggere come Presidente della Repubblica, come se fossimo in un talent show, o ancora chi sanzionare disciplinarmente o su che leggi fare per favorire le lobby.

O se ne accorgerà il cittadino, che proprio prima del voto non potrà sapere se un politico ha detto o fatto cose che potrebbero fargli cambiare idea, in beffa alla democrazia. Se ne accorgerà senz'altro il cittadino coraggioso, che non potrà più registrare e diffondere scandali politici, a meno che non abbia un tesserino da giornalista o abbia voglia e tempo di spendere migliaia di euro in un processo penale come denunciante o come persona querelata. Se ne accorgerà chi vedrà scomparire, per certi reati, la certezza della pena. Ma a questo ci siamo ormai abituati.

Lo sanno già, invece, i dipendenti della giustizia, che attendono la riqualificazione da troppo tempo. Lo sanno i magistrati, gli avvocati e il personale amministrativo, che lavorano in condizioni vergognose. Lo sanno i carcerati e lo sanno gli agenti di polizia penitenziaria. Lo sanno i cittadini vittime di reati gravi e quelli che si trovano a pagare un contributo unificato per chiedere giustizia, che in tre anni è aumentato del 20 per cento. Lo sa anche il nostro Premier, che, in un momento di crisi occupazionale e di corruzione dilagante, si diverte a mettere mano ad intercettazioni e ai diritti delle vittime del reato, nonché agli strumenti dei giudici, come se stesse giocando alla roulette russa.

Questa giustizia – cittadini, lo sapete anche voi – non funziona. È una giustizia forte con i deboli e debole con i forti.
Chiedere di intervenire sulle norme senza pensare a chi vive i tribunali e le carceri è un po’ come chiedere ad una moto di fare la Parigi-Dakar senza benzina. Il Governo chiede ed ottiene una delega in bianco in materia penale. Cittadini, è un po’ come chiedere a un'impresa di farvi una casa a scatola vuota, al buio, per poi, quando è stata realizzata e quando è stato pagato il prezzo, dire solo se vi piace o meno.

Questo bavaglio, cittadini, non è il bavaglio della stampa...
Questo bavaglio, cittadini, non è il bavaglio della stampa... ma quello di chi accetta tutti i giorni l'ipocrisia...il sopruso, la vita per come gli viene imposta!

È il bavaglio messo al lavoratore con il Jobs Act, quello all'insegnante con la «Buona scuola», quello all'agricoltore con la grandine e al terremotato con la burocrazia ! È il bavaglio del cittadino contro le trivelle!
È il bavaglio della vittima contro il ladro, del giudice che implora risorse per lavorare. È quello che viene messo alle vittime di mafia, all'omertoso, a chi non parla pur sapendo che gli stanno rubando il futuro. È il bavaglio di chi non denuncia. È il bavaglio di chi siede in maggioranza, ma sta zitto, altrimenti perderebbe la poltrona !
È il bavaglio di chi accetta le ingiustizie. È il bavaglio che si mette al PM e alla polizia per distrarne il lavoro.
È il bavaglio, Presidente, del cittadino assetato di verità. È il bavaglio di chi, piuttosto che prendere la strada più difficile, ma giusta...prende sempre quella apparentemente più comoda, ma sbagliata. Dov’è la sinistra che faceva i girotondi ora che sta facendo quello che Berlusconi non è mai riuscito a fare in vent'anni!
Questo bavaglio, Presidente e cittadini, noi non lo vogliamo e chiediamo ai giornalisti e ai magistrati di denunciare.
Giornalisti e magistrati, denunciate prima che sia troppo tardi. È uno dei provvedimenti più pericolosi degli ultimi trent'anni. Chiediamo a tutti voi, cittadini, di informarvi e fare altrettanto.

Cittadini, concludendo, la giustizia non è un concetto astratto, ma concreto e lo viviamo tutti i giorni. Tutti i giorni possiamo fare delle scelte. Concludo, dicendo che il concetto di giustizia, Presidente, cittadini e colleghi, non è tutelabile da questa politica, non è tutelabile da questi partiti, ma da tutti voi che in questo momento ci state ascoltando.

22/09/15

Discarica di Scala Coeli (CS): "Oliverio come Tafazzi!"

Sulla vicenda noi del ‪‎M5S‬ ci stiamo battendo da tempo anche anche attraverso diverse interrogazioni parlamentari sul tema.
C’era una sentenza del Consiglio di Stato che impediva l’apertura della discarica ed Oliverio invece di farla rispettare ha concesso il conferimento nel sito, che non rispetta molte delle regole imposte. Un ennesimo schiaffo all’‪‎ambiente‬ ed al territorio, tradizionalmente vocato all’‪agricoltura‬ tanto da possedere il marchio ‪Dop‬ per l’olio extravergine d’oliva.
Evidentemente le linee guida sul nuovo Piano ‪‎Rifiuti‬ lanciato nei giorni scorsi dall’Assessore all’ambiente Antonella ‪Rizzo‬, sono solo belle parole che rimarranno su carta. Mentre il mondo intero esce velocemente dal sistema delle discariche, in ‪Calabria‬ si utilizzano anche quelle che non rispettano le norme.
La vecchia politica calabrese somiglia tanto al ‪Tafazzi‬ interpretato dal trio comico Aldo Giovanni e Giacomo: distruggono l’economia del territorio per costruirci sopra una discarica di rifiuti speciali senza Autorizzazione d’Impatto Ambientale.
Noi continueremo a sostenere con vigore la battaglia di comitati ed associazioni per fermare il conferimento nella discarica di Scala Coeli (CS).

QUI IL VIDEO EFFETTUATO PRESSO LA DISCARICA IL 22/06/2015


Bonificare subito la spiaggia di Bocale a Reggio Calabria

Si intervenga in maniera definitiva per bonificare la spiaggia della frazione ‪Bocale‬, a ‪Reggio Calabria‬, dalla presenza di ‪‎amianto‬ ed altri ‪rifiuti‬.
Ho depositato una seconda interrogazione parlamentare sulla vicenda attraverso cui ho chiesto al Ministro dell’‪ambiente‬ se non ritenga opportuno intervenire urgentemente per salvaguardare l’incolumità dei cittadini delle aree interessate. Dalla mia prima interrogazione risalente ad aprile 2015, nulla è cambiato. La richiesta del Comune di Reggio Calabria rivolta ai proprietari delle baracche sulla spiaggia di ‘Fossa della Manna’ e tesa alla rimozione delle baracche entro 60 giorni, non ha sortito alcun effetto. Il tempo è abbondantemente trascorso e l’emergenza ambientale rimane.
Non si può lasciare che il degrado e l’inquinamento la facciano da padrone su un tratto di costa che in altre zone del Paese richiamerebbe turisti e muoverebbe l’economia della zona. Il governo deve intervenire per sollecitare un intervento che sia rapido e definitivo.
Il Comune di Reggio Calabria è direttamente responsabile dell’accaduto. Non si può abbandonare quella spiaggia tentando di nascondere la polvere sotto il tappeto. Il fatto che si trovi all’estrema periferia di Reggio Calabria non giustifica l’abbandono totale della zona, con i cittadini sottoposti a seri rischi grazie all’incuranza della politica.

21/09/15

Le mani della 'ndrangheta sulla centrale del Mercure e il silenzio delle istituzioni

Una riapertura della centrale elettrica del Mercure riconvertita a biomasse, favorirebbe i guadagni della criminalità organizzata, infiltrata nell’approvvigionamento di legname!
Mario Oliverio e la sua giunta stanno continuando a percorrere la strada intrapresa da Giuseppe Scopelliti. Un segnale ulteriore di come la discontinuità tanto decantata da Oliverio fosse solo uno slogan da campagna elettorale. In realtà i partiti stanno continuando, col proprio complice silenzio, a fare il gioco di ‪Enel‬ senza ascoltare minimamente cittadini, associazioni, comitati ed i sindaci delle zone interessate, che la centrale non la vogliono.
Le dimensioni della centrale e la concomitante presenza di altre centrali a biomasse in ‪Calabria‬ e ‪Basilicata‬, escludono la possibilità di approvvigionamento dalle due regioni interessate. In più l’alto traffico degli oltre cento camion che dovrebbero transitare sulle strade del Pollino, renderebbero praticamente impossibile la viabilità della zona, per non parlare dell’impatto ambientale che potrebbero avere sull’‪ambiente‬ del Parco Nazionale. Peraltro nel commercio del legname che alimentano le centrali a biomasse c’è infiltrata la ‪'‎ndrangheta‬, come ampliamente provato da atti giudiziari e report giornalistici sul tema. Eppure ‪‎Oliverio‬, ‪Pittella‬ ed il Governo ‪Renzi‬ si ostinano a sostenere la centrale, che sorgerebbe nel bel mezzo del Parco Nazionale del ‪Pollino‬, la più grande area protetta del Paese.
Il governo Renzi ha girato la patata bollente ai governatori di Calabria e Basilicata, chiedendo loro un’improponibile quanto vergognosa deroga sulla potenza della centrale (da poco più di 2 a 41 Mwe), che permetta ad Enel di infischiarsene dei limiti previsti dal piano del Parco. Noi ci batteremo con le unghie e con i denti per impedirne la riapertura, consapevoli di essere dalla parte dei cittadini del Pollino.

Capo Colonna: il cemento è stato rimosso!

La rimozione del cemento da ‪Capo Colonna‬ è una vittoria di associazioni e comitati, noi siamo stati soltanto abili portavoce in Parlamento. Siamo grati dell’impegno delle associazioni Sette Soli e Gettini di Vitalba, che ci hanno fornito supporto di carattere tecnico utile a far comprendere al ministero lo scempio in atto in uno dei parchi archeologici più importanti del meridione. Ma il ringraziamento più grande va agli attivisti del comitato ‪"Salviamo Capo Colonna"‬, che si sono battuti strenuamente, ma con intelligenza e cultura, senza sfociare mai nella violenza.
Ora si deve agire per creare un circolo virtuoso attorno al parco archeologico di Capo Colonna. Servono interventi seri e mirati per una migliore fruibilità del sito, che restituisca giustizia alla gloriosa storia che è capace di raccontare.

19/09/15

La discarica fantasma di Borgia è l'emblema della Calabria

La ‎discarica‬ fantasma di ‪Borgia‬ (CZ) è solo un esempio emblematico della situazione disastrosa in cui versa la ‎Calabria‬, vittima prescelta dalla ‘‪ndrangheta‬ per il traffico illecito di rifiuti. L'ho ripetuto oggi durante la conferenza stampa organizzata sul tema.
Le contraddizioni del Sindaco di Borgia Francesco Fusto, che sembra non conoscere i rifiuti giudicati come pericolosi, paiono palesi. Aldilà della portata della discarica fantasma, le istituzioni dovrebbero ringraziare chi ha il coraggio di denunciare supposti reati ambientali. Il Sindaco ci dica qualcosa anche sulla cava abusiva che c’è su quello stesso terreno, che da quanto ne sappiamo è sottoposto a vincolo per il dissesto idrogeologico.
Non ci piace affatto il silenzio assordante dell’Assessore regionale all’ambiente Antonella ‪Rizzo‬, che dovrebbe farci conoscere le intenzioni della Regione Calabria sulla discarica fantasma di Borgia. Vorremmo sentire dalla sua voce quali compiti sono stati assegnati all’‪Arpacal‬ e se l’ente regionale è capace di mappare, monitorare e bonificare i territori a rischio. Non sappiamo cosa stia facendo la Regione per contrastare il traffico illecito di rifiuti in Calabria, né se qualcosa si è mosso per la bonifica delle 43 discariche abusive in Calabria accertate e sottoposte a procedura di infrazione da parte dell’UE.
A fine conferenza stampa, ho presentato dettagliatamente le proposte del ‪M5S‬ per risolvere il problema in Calabria: mappatura, monitoraggio e bonifica delle discariche abusive. Con soli centomila euro la Regione Calabria può comprare cinque ‪droni‬ ad alta tecnologia, capaci di mappare e monitorare i territori dove si presume siano presenti discariche abusive. Necessaria anche l’istituzione del registro tumori e del registro epidemiologico, per conoscere i rischi concreti che corrono i cittadini ed adottare le necessarie contromisure. La Calabria è terra di agricoltura e turismo, non si può lasciare che venga inquinata senza che le istituzioni intervengano.

14/09/15

Stop al Glifosato, arriva la conferma: è cancerogeno!

Il glifosato, uno dei pesticidi introdotto dalla Monsanto, è cancerogeno. La conferma della minaccia che aleggia sulle nostre tavole ora arriva anche dagli Stati Uniti. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California, infatti, vuole che sulle etichette dei prodotti contenenti l’erbicida sia inserita l’avvertenza che si tratta di un “prodotto cancerogeno”. Una decisione derivante dal fatto  che lo scorso marzo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno”. 
E in Italia? Noi del MoVimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura abbiamo presentato al Governo già da diversi mesi un’interrogazione e una mozione ma l’Esecutivo non si è degnato di dare alcuna risposta. Evidentemente le priorità dell’agenda di Governo sono altre. Perché preoccuparsi dei veleni che finiscono nel nostro piatto se ci sono questioni di gran lunga più “vitali” come ad esempio la vetrina di Expo?... Tra le istanze avanzate dal M5S al Governo nei due provvedimenti, ci sono: la richiesta su quali iniziative l’Esecutivo intenda adottare per ridurre l’impatto degli erbicidi sull’ambiente e sulla salute; la necessità di sostenere e intensificare l’attività di ricerca scientifica sugli effetti che nel tempo possono provocare tali sostanze e garantire ai cittadini una corretta informazione, a partire dall’indicazione in etichetta dei prodotti alimentari. Una questione che in questi giorni in Italia ha determinato anche la mobilitazione di numerose associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che chiedono il bando della produzione, commercializzazione e uso del glifosato. Perché il Governo non si degna di rispondere? A quali interessi in realtà sta dando ascolto? Se vuole sedare ogni dubbio, risponda all’interrogazione e alla mozione depositate dal M5S. O il suo silenzio lo renderà complice.

Rizzo assessore fantoccio, si muova su discarica fantasma di Borgia

Insieme a Dalila Nesci ho presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'‪Ambiente‬ e un dettagliato esposto alla Procura di ‪Catanzaro‬ sulla recente scoperta di una ‪discarica‬ abusiva e sconosciuta nel territorio comunale di ‪Borgia (CZ)‬. È inquietante il silenzio dell'assessore regionale all'Ambiente, Antonella ‪Rizzo‬, di cui non abbiamo notizia dall'insediamento. Sconcertante è il sonno del dipartimento regionale e dell'‪‎Arpacal‬. Magari ci diranno che quella discarica è il set di un remake del documentario "Biutiful cauntri", nonostante le prove anche su Google Map. Anche in questo caso, l'immobilismo delle istituzioni conferma che la salubrità dell'ambiente è questione trascurabile, per gli organi elettivi e amministrativi, di cui si può fare tranquillamente a meno. Se l'assessore Rizzo è così lenta o indifferente, restituisca l'indennità di carica ai calabresi. In ‪Calabria‬ non ci servono assessori fantoccio!

PS ringrazio il sostegno della CGIL locale in questa battaglia di civiltà.

Il baratto amministrativo

Ormai si sta espandendo a macchia d'olio in tutto il paese. Anche nella nostra Calabria (la regione più povera d'Italia) sono diversi i comuni che hanno attuato il cosidetto "baratto amministrativo".
In cosa consiste?  Scambiare la propria manodopera con le tasse da pagare, ovvero barattare i debiti col fisco mettendosi a disposizione del proprio comune di appartenenza effettuando lavori socialmente utili. Una misura introdotta a novembre dallo Sblocca Italia (forse l'unica buona norma di quel diabolico decreto).
Secondo quanto stabilito dall'art. 24 della Legge n° 164 del 2014 “i comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio urbano o extraurbano da riqualificare."
Pulizia, abbellimento delle aree verdi, di piazze e strade, manutenzione, recupero di aree e beni immobili inutilizzati, ecc. Rendere più belle e pulite le proprie città diventerebbe più facile, garantendo anche a chi ha difficoltà di far quadrare i conti e di mettersi a posto col fisco, non pagando le tasse.
In base al tipo di intervento, tocca poi al comune, secondo lo Sblocca Italia, a decidere se ridurre del tutto in parte alcune tasse. Le riduzioni sono concesse “prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute".
Insomma una norma di buon senso per investire nella bellezza e nel decoro urbano offrendo una mano a chi è rimasto indietro. E' proprio quello che un Stato degno di nota dovrebbe fare invece di ucciderti con Equitalia!
La proposta ricorda molto la famosa "Banca del tempo" dove il tempo diventa una vera e proprio risorsa, infatti questa norma farebbe contento chi, magari essendo disoccupato, ha tempo a disposizione e debiti insoluti. Le tasse dovute, in questo caso, sarebbero trasformate in ore da dedicare alle attività in favore della comunità.
"Nessuno deve rimanere indietro" è il mantra del nostro MoVimento. Infatti sono molti i Meetup in Calabria che si stanno attivando per cercare di far applicare questa norma nei propri comuni. E' successo ad Amantea (CS) dove Francesca Menichino, consigliera comunale e portavoce del M5S ha presentato la proposta al consiglio comunale; a Paola (CS) e Fuscaldo (CS) su iniziativa degli attivisti locali; a San Lucido, dove il baratto é stato già di fatto approvato, gli attivisti del Meetup "San Lucido 5 Stelle" hanno chiesto e ottenuto un incontro pubblico dove hanno presentato le loro osservazioni critiche verso il regolamento attuativo che, a detta degli attivisti, risulterebbe insufficiente. A seguito di questo incontro il Meetup é riuscito ad ottenere la possibilità di partecipare alla ridefinizione del suddetto regolamento all'interno di un tavolo di lavoro condiviso con l'amministrazione e che gli attivisti intendono condividere con i cittadini, al fine di rendere partecipe l'intera cittadinanza. Un primo risultato che assume particolare importanza se consideriamo che gli attivisti di "San Lucido 5 Stelle" non hanno rappresentanza all'interno del comune mentre l'intera opposizione PD si è dimostrata silente e assente.
A Catanzaro invece il Meetup "Il Territorio 5 Stelle" ha protocollato la richiesta al comune e intende fare una petizione popolare per convincere l'attuale Sindaco Sergio Abramo ad approvare la proposta. Molto simpatico il video pubblicato dagli attivisti per far conoscere il buon senso di questa norma. In alcuni comuni (dove amministrano sindaci in gamba) è già stato approvato da tempo come ad esempio a Saracena (CS) e Marcellinara (CZ).
Con il baratto amministrativo quindi, si cerca di ritrovare quel rapporto tra cittadini in difficoltà e amministrazioni. E' interessante perché dà quel senso di comunità di cui ci vorrebbe tanto bisogno in questo periodo di crisi non solo economica ma soprattutto sociale. Inoltre si punta al decoro ubano, investendo nella bellezza dei propri territori. Invito tutti i Meetup ad attivarsi con ogni mezzo per pretendere nelle proprie città l'applicazione di questa norma di buon senso. Avanti tutta!

13/09/15

Oliverio abbandona i docenti calabresi

A differenza dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha ‪impugnato‬ la legge sulla finta ‪"‎BUONA SCUOLA"‬, il governatore della Calabria è rimasto immobile, obbedendo agli ordini del ducetto di Rignano, Matteo ‪Renzi‬, volato a nostre spese per la finale degli Us Open.
Non impugnando la riforma renziana che AFFOSSA LA SCUOLA, il governatore Mario Oliverio ha confermato di agire per gli interessi di Renzi e del ‪‎Pd‬ nazionale, ALLA FACCIA DEI CALABRESI.
In grande silenzio, Oliverio aveva già rinunciato a impugnare il decreto commissariale sulla nuova rete ospedaliera, piegando il capo e la schiena agli ordini del solito Renzi, che riforma il Paese perché le ‪banche‬ ingrassino col lavoro e col sudore del popolo.
Oliverio sta perdendo terreno ogni giorno, impantanato nella sua dipendenza totale da Roma, che non gli permetterà di agire per il ‪bene comune‬. È gravissimo il suo abbandono dei docenti calabresi, ora scaricati definitivamente, nonostante in tanti lo abbiamo sostenuto alle primarie e poi alle ultime regionali.
Oliverio è inoltre bloccato dalla vicenda delle NOMINE ILLEGITTIME nella ‪‎sanità‬, con un'‪ inibizione‬ netta e una storia di governo fatta di errori e irrisolti clamorosi; dal riordino degli ospedali alla gestione dei ‪‎rifiuti‬, dal futuro del porto di ‪‎Gioia Tauro‬ ai ‪‎fondi europei‬, dalla pulizia nell'amministrazione alle questioni del ‪lavoro‬. In questo contesto, avrà pesanti conseguenze dalla nullità dei contratti dei dirigenti illegittimi. La sua poltrona scricchiola, ma soltanto lui non se n'è accorto.

Parlamentari calabresi M5S

12/09/15

Scoperta un'altra terra dei fuochi vicino Catanzaro?

Sulla discarica segreta nel Comune di Borgia, rivelata dal Corriere della Calabria, chiederemo immediatamente l’intervento della magistratura e del Ministro dell’ambiente per scovare i colpevoli.
Nei giorni scorsi ho ricevuto la documentazione del caso, per cui interesseremo la procura e il Ministro dell’Ambiente. Vogliamo trovare i responsabili, anche politici, di questo reato ambientale. Bisogna accertare da quanto tempo va avanti l'attività criminale e come sia possibile che le amministrazioni locali, l'Arpacal e le autorità competenti non si siano accorti di nulla. È risaputo l’interesse della criminalità organizzata nel traffico illecito di rifiuti in Calabria. Una prova così evidente ci ha lasciati a bocca aperta, perché il sito in questione è nel bel mezzo di una zona a chiara vocazione agricola. I cittadini del comprensorio stanno già pagando caro il prezzo della discarica, con una percentuale di tumori impressionante. Nessuno può restare indifferente. In quel sito vengono, con ogni probabilità, smaltiti anche rifiuti speciali. È l'ennesima, gravissima denuncia del MoVimento 5 Stelle.




11/09/15

Torna l'obbligo di indicare in etichetta lo stabilimento di produzione dei prodotti alimentari

Dopo un lungo fiato sul collo‬ in Parlamento finalmente torna l'obbligo di indicare in ‪‎etichetta‬ lo stabilimento di produzione nei prodotti alimentari!
Una vittoria fondamentale per orientarsi nella scelta di un prodotto rispetto ad un altro e per difendere il Made in Italy dalla possibilità di contraffazioni.
Il Consiglio dei Ministri ha infatti reso di nuovo obbligatoria l'indicazione della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari (art. 4 della legge di delegazione europea). Un elemento fondamentale per la tracciabilità del made in Italy e per il rispetto dei consumatori che era stato abolito dal regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti.
Ora la palla passa all'Unione Europea che dovrà dare l'ok finale alla decisione italiana. E pensare che se il Governo avesse accolto sin dallo scorso dicembre la mia proposta di legge, ci saremmo tenuti stretta l'etichetta dei prodotti già 9 mesi fa, quando i lanciai insieme alle Associazioni una grande mobilitazione: dalla petizione all'appello a tutti i cittadini per far sentire la propria voce al ministero dell'Agricoltura con un mailbombing.
All'epoca per l'Esecutivo sarebbe stato sufficiente comunicare all'Unione Europea che l'Italia intendeva mantenere in etichetta l'indicazione della sede dello stabilimento.
Ma invece... il Governo ha preferito fare orecchie da mercante e arrivare in ritardo...
Forse la prossima volta sarà meglio per l'Esecutivo ascoltare le proposte del MoVimento 5 Stelle.
Ad uscirne vincenti saranno innanzitutto i cittadini.
Nel frattempo prosegue la nostra battaglia per contrastare tutte quelle misure che mettono a rischio le eccellenze agroalimentari del Belpaese.

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Etichettatura (M5S): il governo ancora latita sui decreti attuativi!
Etichette alimenti: è urgente, salviamole insieme!
Specificare in etichetta lo stabilimento di produzione: qualcosa si muove!
Mantenere l’obbligatorietà di indicare in etichetta la sede dello stabilimento di produzione

Il vuoto di giustizia della sentenza Montedison a Crotone

È inaccettabile che nessuno paghi per il disastro ambientale provocato dalla ‪Montedison‬ a ‎Crotone‬.
I calabresi continuano a pagare le scelte assurde della politica nei decenni passati. Hanno riempito di veleni un territorio tradizionalmente vocato al turismo e all’agricoltura, devastandolo definitivamente.
Il vuoto di giustizia ricadrà inevitabilmente sui crotonesi e sulle famiglie delle cinque vittime. Condurremo un approfondimento in ambito parlamentare.

Probabili irregolarità nell’approvazione del bilancio nel comune di Borgia (CZ)

Il Ministero dell’economia e delle finanze promuova una verifica amministrativo-contabile per valutare se il Comune di Borgia (CZ) abbia rispettato gli obblighi di legge nell’approvazione del bilancio di previsione 2015, del bilancio pluriennale 2015-2017 e della revisione programmatica. È quanto ho affermato alla stampa dopo aver depositato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Ci risulta che non fosse disponibile entro i termini previsti la documentazione relativa al bilancio pluriennale ed alla revisione programmatica. Sarebbe l’ennesimo caso di gestione approssimativa delle finanze di un piccolo comune calabrese.
Nel caso in cui fosse confermata la grave mancanza da parte della Giunta di Borgia, saremmo di fronte ad una vera e propria assenza di democrazia. In un momento di crisi come quello attuale, non solo i politici di maggioranza ed opposizione, ma anche i cittadini, hanno diritto di accedere ai conti del proprio Comune. Mentre in tutta Italia il M5S si avvia verso la creazione di bilanci partecipati, dove determinanti sono le scelte dei cittadini, a Borgia si assiste all’orribile prassi di approvarli in gran segreto. La Calabria ha bisogno di essere gestita con trasparenza e vero spirito democratico. Col M5S continueremo a batterci per fare in modo che i cittadini possano avere una classe politica che non nasconda sotto l’omertà ed il silenzio i problemi ed i drammi di questa terra.

10/09/15

29 anni che incubo!

di Ilaria Fabiano

Se Cristo si è fermato ad Eboli, io mi sarei dovuta fermare a 29 anni
E dirò di più: se Gesù fosse vissuto in questo periodo storico l’avrebbero crocifisso a 29 anni piuttosto che a 33. A quanto pare nel 2015 il mondo del lavoro si ferma a 29 anni, un numero che non è mai piaciuto specialmente  nel percorso di studi universitari, nel momento in cui superi l’esame e sfiori il 30. Un numero che, a quanto pare, sembra essere diventata una persecuzione, perché se sbadatamente i tuoi genitori ti avessero concepita nel lontano 1984, tu risulti essere fuori dai giochi per la maggior parte dei concorsi statali. Insomma sei una specie di “preventivamente esodato”. Ovviamente  ringrazio i miei genitori di avermi dato la vita (all’epoca entrambi avevano superato i 29 anni!!) .Ma non è solo del mio caso che si sta parlando,  è la tempistica appunto che non funziona, né per me né per molti altri miei colleghi. Ebbene per il Ministero dei Beni Culturali, come per l’Ufficio di Collocamento (si veda Garanzia Giovani in Calabria) il limite di età per partecipare a un concorso è appunto 29 anni. Ma la Repubblica Italiana non doveva garantire a livello costituzionale il diritto del lavoro? A quanto pare no. Mi spiego meglio, nasci e cresci, inizia in te quella passione sconfinata per la storia e da quando hai 8 anni vuoi fare l’archeologo. Frequenti il liceo classico, così da poter arrivare preparata ad affrontare la facoltà di archeologia e riesci a conseguire, con una serie di difficoltà normali, sia la laurea triennale che quella specialistica, ora denominata magistrale, con votazione 110/110. Naturalmente capita quell’anno fuori corso dovuto alla tesi, perché ci tieni a farla bene e la fai “sul campo” e non solo in biblioteca e poi il  professore è esigente  perché pretende, come giusto che sia, un lavoro fatto bene (la maggior parte delle volte, eseguito anche per i suoi scopi). Una volta laureato pensi di aver finito e invece no caro mio bell’archeologo, non hai un albo e per essere riconosciuto devi vincere un dottorato (con borsa di studio se ti va bene, altrimenti senza) o frequentare una scuola di specializzazione e quindi pagare altre tasse. Perché di tasse non ne hai pagate abbastanza, o meglio i tuoi genitori hanno sborsato migliaia di euro, facendo tanti e tanti sacrifici, specialmente quando c’è un figlio fuori sede. IL tempo passa perché devi aspettare l’uscita dei bandi di dottorato e scuola di specializzazione e, alla fine,con somma gioia riesci ad entrare in quest’ultima e consegui il diploma con votazione 70/70 e lode e proposta di pubblicazione della tesi. Ti avevano detto tra l’altro che con la scuola di specializzazione potevi partecipare a qualsiasi concorso per musei, cantieri, ispettorati, soprintendenze, un futuro roseo. Peccato però che consegui anche questo titolo, ma non puoi nemmeno presentare domanda. Perché? Sei troppo grande. A 30 anni? Ebbene si! Da quando li ho compiuti non ho potuto partecipare a “Garanzia Giovani” in Calabria, alla quale a detta dell’ufficio di collocamento ero una candidata ideale; non ho potuto partecipare ai “Bandi di selezione per 150 giovani tirocinanti” per Pompei, ai “Mille giovani per la cultura” del MIBact. Ma ci si vuole rendere conto che il tempo per compiere un percorso completo di crescita professionale si è protatto?
 La mia storia è la storia di tanti ragazzi che seguono un sogno. Fare l’archeologo è un mestiere così affascinante, di continua scoperta, di mille interrogativi e di tante risposte, in un Paese come il nostro straricco di luoghi che meriterebbero attenzione. Come si può tagliare le gambe a giovani volenterosi a crescere, lavorare, e a fare anche sacrifici per cui però ne deve valere la pena! 29 anni non sono nulla, non devono essere l’ostacolo, l’ignoranza è il vero ostacolo.
Chissà se questo messaggio sarà mai ascoltato, o anche per questo non devo aver superato 29 anni?

PS Dopo la segnalazione di Ilaria ho provveduto ad interrogare il governo con questa interrogazione parlamentare. Il limite di età nei concorsi pubblici come anche nei servizi e nelle politiche attive per il lavoro è un fattore discriminante vietato espressamente dalla direttiva 2000/78/CE.
IL GOVERNO RISPETTI LA DIRETTIVA E LA DIGNITÀ DEI GIOVANI ITALIANI!

Centrale del Mercure: "Continueremo a lavorare per impedirne la riattivazione"

Il lavoro del M5S per impedire la riattivazione della centrale a biomasse del Mercure, sul Pollino, continuerà senza tregua. Ho presentato una nuova interrogazione parlamentare sulla vicenda visto che la presidenza del consiglio dei ministri mi ha negato l’accesso ad importanti documenti relativi al processo di riattivazione della centrale, che ho dovuto richiedere attraverso un atto parlamentare. Non capiamo dove stia l’interesse del Governo a nascondere la relazione del Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Sulla centrale del Mercure, stiamo lavorando anche in sede europea grazie all’interesse degli europarlamentari Laura Ferrara e Piernicola Pedicini, che stanno cercando di far rispettare la sentenza del Consiglio di Stato del 2012 e per far modificare la parte del pacchetto Ue "Aria pulita" che proprio in questi giorni è in discussione a Bruxelles e, colpevolmente, manda in deroga le centrali a biomasse come quella del Mercure, per esonerarle dai limiti di emissione di inquinanti e, di conseguenza, tutelare le lobbies dell'energia. La presenza della centrale nella zona protetta più grande d’Europa, metterebbe in serio rischio la flora e la fauna del Pollino. Un vero dramma per l’economia sostenibile della zona.
Il governo Renzi e le regioni Calabria e Basilicata insistono a voler riattivare la centrale, nonostante il parere contrario delle popolazioni della zona e la sentenza del Consiglio di Stato. Come al solito si difendono gli interessi di lobbies e centri d’affari e non quelli del territorio e dei cittadini.

LEGGI ANCHE:
Un altro forte NO alla centrale del Mercure
NO al mostro a biomasse nel Parco Nazionale del Pollino!
- Il Governo Renzi decide di svegliare il mostro a biomasse del Mercure a Laino Borgo (CS)
Centrale del Mercure, M5S: "il mostro a biomasse devasta il territorio"

Sanità in Calabria: tre esposti contro "omertà" commissari Scura e Urbani

Il commissariamento della sanità calabrese è il primo male da sconfiggere. Il commissario Scura ha detto che risponde soltanto a chi l'ha nominato, cioè alla terna del Pd Renzi, Lotti e Gelli. Il suo vice Urbani risponde, invece, soltanto al ministro Ncd Lorenzin. Né Scura né Urbani rispondono, quindi, ai calabresi, destinatari di una sanità sempre più depredata da tagli e irregolarità crescenti. La finta guerra tra la struttura commissariale e il governatore Oliverio serve a rinviare ogni volta le risposte urgenti di cui hanno bisogno i calabresi. Sulle pochissime nuove assunzioni negli ospedali c'è stata una sovversione, nel senso che un diritto dei calabresi, peraltro ridotto all'estremo, è passato per un favore reso da Scura e Urbani, che non hanno mai combattuto gli sprechi, chiamando loro amici e compari a fare da consulenti e regalando milioni di euro a cliniche private, senza chiarire i criteri di assegnazione. Sulla questione, avevano già interrogato il governo, silente, oggi invece abbiamo inviato un esposto alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti. Per le responsabilità dei ministeri affiancanti, abbiamo trasmesso un altro esposto anche alla Procura di Roma, riguardo alla mancata riapertura degli ospedali di Trebisacce e Praia a Mare da parte di Scura e Urbani. Un ultimo esposto, infine, lo abbiamo mandato alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti, in merito alle consulenze ad Alessandro Bonura e a Massimiliano Passi attivate presso l'azienda ospedaliero-universitaria dal commissario Antonio Belcastro.
L'assenza delle istituzioni, la lottizzazione e l'omertà sono le tre caratteristiche della gestione sanitaria in Calabria. La prima è palese; la seconda è rinvenibile, per esempio, nelle scelte del falso eroe Gioffrè, che da commissario abusivo affidò una consulenza al figlio del procuratore di Catanzaro, cui avevamo denunciato proprio l'illegittimità dell'incarico dato a Gioffrè dalla giunta regionale; la terza è evidente nel silenzio di Scura e Urbani, appoggiati dal governo, rispetto alla mancanza dei criteri sui nuovi budget e alle consulenze all'Asp di Reggio Calabria e al policlinico universitario, dopo che proprio Scura ne aveva bocciato il bilancio, per grave eccesso di spesa.

LEGGI ANCHE:
- Dossier M5S sulla Sanità in Calabria

07/09/15

L'orto di famiglia

A San Floro (CZ) nasce l'orto di famiglia. In cosa consiste?
Auto prodursi cibo sano per salvaguardare il territorio favorendo l'accesso alla terra insieme alla famiglia. Stefano Caccavari ci racconta la sua idea rivoluzionaria.

www.ortodifamiglia.com


06/09/15

Sanità in Calabria: sul caso Gioffrè denunciamo gravi omissioni alla procura

Sulla nomina di Santo Gioffrè a commissario dell'Asp di Reggio Calabria, insieme a Dalila Nesci, Nicola Morra e Federica Dieni, abbiamo trasmesso un'integrazione al precedente esposto presentato alla Procura di Catanzaro. Nella sua delibera n. 66 del 2 settembre scorso, l'Autorità nazionale anticorruzione ha puntualizzato che il 9 aprile 2015 Gioffrè ha presentato una dichiarazione sull'assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità per l'incarico. Il 15 aprile gli era stato chiesto di integrare la medesima dichiarazione, alla luce di segnalazioni e interrogazioni parlamentari del Movimento 5 stelle contenenti la notizia della sua candidatura, nel 2013, a sindaco di Seminara. L'autorità nazionale anticorruzione ha rilevato, sempre nella sua delibera, che Gioffrè non ha presentato la richiesta integrazione, invece consegnando il parere di un legale a sostegno della legittimità della sua nomina. In altri termini, stando all'istruttoria dell'Autorità nazionale anticorruzione, Gioffrè ha omesso di comunicare alla Regione Calabria di essere stato candidato a sindaco di Seminara nel 2013, nell'attestare l'assenza di cause ostative. La rappresentanza parlamentare calabrese del Movimento 5 stelle aveva chiesto agli uffici competenti di verificare, per tutti i commissari nominati, le prescritte dichiarazioni sull'assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità. Inoltre, al presidente della Regione Calabria, al commissario alla sanità calabrese, al dipartimento regionale Tutela della Salute, ai Ministeri della Salute, dell'Economia e per la Pubblica amministrazione, la stessa rappresentanza parlamentare aveva formalmente comunicato la notizia della candidatura di Gioffrè nel Comune del comprensorio sanitario dell'Asp di Reggio Calabria». «Questi sono fatti che, ancora non evidenziati nell'ambito dell'informazione, vanno chiariti dall'autorità giudiziaria. Oliverio e Scura devono risponderne; l'uno politicamente, l'altro al governo. Presenteremo interrogazioni alla Camera e al Senato per la revoca dell'incarico a Scura, che dalle carte in nostro possesso non ha disposto alcun approfondimento sulla nomina di Gioffrè, su cui per mandato doveva intervenire. Inoltre, andremo sino in fondo anche sulla questione del parere legale presentato da Gioffrè a sostegno della propria poltrona. Vogliamo sapere se è stato pagato coi soldi dei calabresi e quanto, all'occorrenza, sia costato ai cittadini. Inoltre, va revocato anche l'incarico di commissario dell'Ao di Catanzaro a Domenico Pingitore, come Gioffrè nominato dalla giunta Oliverio al di fuori della specifica normativa anticorruzione.