12/08/15

Alluvione a Rossano: "Un altro disastro annunciato"

Quanto successo in queste ore a Rossano e Corigliano è un disastro prevedibile e annunciato.
Il MoVimento 5 Stelle da diverso tempo  ha consegnato alle prefetture di tutta la Calabria un piano contro le emergenze sul dissesto idrogeologico, ovvero un pacchetto di risoluzioni già depositate in Parlamento e che chiediamo venga adottato in via d’urgenza (decreto legge) per affrontare la situazione emergenziale dovuta al dissesto idrogeologico. Si tratta soltanto della la prima fase di una politica di gestione del territorio che prevede, nel medio termine, l’introduzione di strumenti finanziari e di pianificazione e, nel lungo periodo, una gestione urbanistica ispirata alla riduzione del consumo di suolo.

Alla luce dei mutamenti climatici in atto, le piogge e le calamità naturali saranno sempre più frequenti. Questo non deve però servire da alibi per coprire le evidenti responsabilità dell’uomo, che possono essere riassunte in tre punti principali: gestione del territorio dissennata; drammatica mancanza della cultura del rischio sia negli amministratori che nella cittadinanza; organizzazione

della macchina amministrativa che non agevola risposte tempestive al problema del dissesto idrogeologico. L’attuale situazione è chiaramente figlia delle scelte senza senso che da decenni operano i partiti tradizionali sul territorio. 
Il governo continua ad investire in trivelle ed in impianti inquinanti, ma gli investimenti veramente utili alla Calabria ed al Paese, sono quelli per la prevenzione del dissesto idrogeologico e le bonifiche dei territori. Investimenti che creerebbero un circolo virtuoso che gioverebbe alle nostre economie, creando molti più posti di lavoro e ricchezza reale rispetto agli strumenti su cui punta il governo Renzi, che ingrossano soltanto le tasche di lobbies e circoli d’affari.
La vecchia politica continua a far finta di nulla, intervenendo soltanto per gestire l’emergenza e riparare i danni. La natura nel frattempo non fa sconti a nessuno.

PS servono generi alimentari, copertine per la notte, fazzolettini di carta, medicinali ( lobivon, triatec, augmentin sospensione per bambini, plavix, metforal) , pannolini, chi può li porti al centro di raccolta, palazzetto dello sport Rossano scalo.
L'unità operativa per coordinare i soccorsi è al COMMISSARIATO DI POLIZIA DI ROSSANO. Chi può dare la disponibilità ed è attrezzato anche con mezzi ( fuoristrada e/o quanto può essere utile per la situazione )può recarsi lì.
Condividete tutti!

05/08/15

Un altro forte NO alla centrale del Mercure

di Piernicola Pedicini, Laura Ferrara, Paolo Parentela, Giovanni Perrino, Gianni Leggieri

Il 31 luglio scorso, durante un'assemblea popolare, i cittadini e i sindaci di Rotonda e Viggianello, insieme ad alcune associazioni ambientaliste, hanno lanciato un altro forte appello per dire no alla riapertura della ex Centrale termoelettrica Enel del Mercure.
Il M5S non può che essere al fianco di questi cittadini e di quella parte di istituzioni che da anni si battono per evitare che l'impianto, situato nel Parco nazionale del Pollino tra la Calabria e la Basilicata, possa essere riattivato dopo la riconversione a biomasse.
Ancora di più, il M5s è impegnato a fare tutto quello che è possibile con i suoi portavoce regionali, nazionali e europei, dopo che Renzi e il Consiglio dei ministri hanno emanato la delibera del 11 giugno scorso con cui, pur demandando alle Regioni Calabria e Basilicata gli ulteriori adempimenti formali, dà il via libera alla riattivazione dell'impianto senza considerare il punto di vista delle popolazioni residenti nell'area, senza rispondere dello scempio ambientale che si andrebbe a compiere, senza rispettare alcune direttive europee e la sentenza del Consiglio di Stato del 1 agosto 2012 con cui veniva bocciato il progetto, senza dar conto del parere negativo dell'Ente Parco del Pollino e di alcuni sindaci.
Già nei mesi scorsi i portavoce eurodeputati Piernicola Pedicini e Laura Ferrara e, il 2 luglio scorso, il portavoce deputato della Calabria Paolo Parentela del M5S, hanno presentato delle interrogazioni alla Commissione europea e ai ministri dello Sviluppo, dell'Ambiente e della Salute, per chiedere che la Centrale non venga riaperta, ora verranno sviluppate altre iniziative insieme ai portavoce consiglieri della Regione Basilicata Gianni Perrino e Gianni Leggieri.
Una cosa è certa, se l'arroganza e la prepotenza di Renzi e dei governatori Pd Mario Oliverio e Marcello Pittella non verranno fermate, un'altra straordinaria area naturalistica italiana verrà annientata dagli interessi economici e delle lobby dell'energia a discapito della salute, dello sviluppo compatibile e dell'occupazione di qualità. Inoltre bisogna agire anche a livello europeo, dove, i poteri forti che condizionano la Ue, stanno facendo di tutto per esonerare dai limiti di emissione di inquinanti gli impianti di produzione a biomassa, invece di andare verso la tutela della qualità dell'aria, come previsto dagli obiettivi Ue al 2030.
Nello specifico le ragioni principali del no alla Centrale sono le seguenti: si trova nel Parco nazionale del Pollino che è una Zona di Protezione Speciale (Zps) tutelata dalla Direttiva europea 79/409/Cee; il progetto non soddisfa le richieste previste dalla normativa comunitaria, nella fattispecie la Valutazione di impatto ambientale (Via) come enunciate dalla Direttiva europea 2011/92/Ue; il progetto non menziona l’impatto nocivo delle emissioni sulla salute della popolazione e sulle ripercussioni negative sul turismo e l’agricoltura dell’area; nelle zone limitrofe alla Centrale esistono colture a marchio Dop, come la melanzana rossa e i fagioli bianchi che si coltivano nei comuni di Rotonda, Viggianello, Castelluccio Superiore e Castelluccio Inferiore; l’Enel sta riattivando un impianto obsoleto dal 1997, riconvertendolo a biomasse, e quindi con la necessità di doverla alimentare con enormi quantità di legno, provocherebbe un impatto insostenibile per la biodiversità del Parco; l'area non potrebbe sopportare il transito di oltre cento veicoli pesanti al giorno, necessari al trasporto dell'ingente quantità di biomassa necessaria ad alimentare l'impianto; è stato denunciato il pericolo di infiltrazioni criminali, in quanto il principale fornitore delle biomasse all’Enel è stato più volte sottoposto a provvedimenti restrittivi antimafia per la frequentazione con ambienti della malavita calabrese.

La "Strada che non c'è" e la Mala depurazione in Calabria


La Camera dei Deputati ha chiuso i battenti, prima di chiudere per ferie ho fatto l'ultimo intervento di fine seduta. Ho sollecitato la risposta del governo per 2 interrogazioni importanti. La prima riguarda la famosa "strada che non c'è", un ecomostro lungo kilometri che doveva collegare 2 province della ‎Calabria‬.
Ho ricordato alla presidenza che sono quasi 2 anni che ho depositato l'atto parlamentare e il ministro dei ‎trasporti‬ non si è ancora degnato ancora di rispondermi. I calabresi invece sono più di 30 anni che aspettano la strada completata. In ‪Sicilia‬ grazie al taglio dei consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle siamo riusciti a costruire una strada in poco più di 30 giorni! Da notare la differenza!
La seconda risposta che ho sollecitato riguarda l'annoso problema della ‪maladepurazione‬ in Calabria. Non solo il sistema è completamente allo sbaraglio, oltre al danno arriva la beffa dall'UE che ci sanzionerà perchè non sappiamo depurare e quindi a partire dal prossimo anno PAGHEREMO 38 MILIONI DI EURO ogni 'anno portando la Calabria ad essere nuovamente commissariata! 
Sistema di commissariamento già vissuto dalla nostra regione dal 1998 al 2008 e che non ha portato assolutamente ad una seria soluzione del problema. Per questo ho proposto al governo di adottare un sistema di coordinamento strutturato che sia fuori dalla logica del commissariamento, con un mandato chiaro e limitato nel tempo che porti ad una gestione ordinaria delle risorse idriche efficace, che garantisca trasparenza nelle procedure di affidamento degli interventi e nell’utilizzo dei fondi a disposizione svincolando i comuni dal patto di stabilità. Fondi destinati al miglioramento degli impianti che questo governo ha pensato bene di bloccare proprio nel famoso dl "Sblocca Italia".
Non so voi ma io QUESTA MULTA LA FAREI PAGARE A CHI NON HA SAPUTO GESTIRE LA DEPURAZIONE FINORA!
PS Ogni volta che vedrete merda (quando va bene) galleggiare a mare ricordatevi chi avete votato finora. La prossima volta ricordatevi anche di mandarli..........lascio a voi scegliere la destinazione!

04/08/15

La sanità tra smantellamento, sprechi e regali alle lobbies

L'incapacità di programmazione del Governo rende il nostro sistema sanitario largamente inefficiente. Lo Stato così non ce la fa a tenerlo in piedi. Allora bisogna dare una svolta: cambiare, riorganizzare, razionalizzare. Quello che nella realtà succede è che si finisce sempre e solo con il tagliare.

Uno smantellamento, quello del Ssn che è stato attuato lentamente, costantemente ma inesorabilmente. I numeri sono chiari e impietosi: nella recente Relazione sulla Finanza Territoriale, la Corte dei Conti ha calcolato che, per il rispetto del Patto di Stabilità, dal 2008 al 2014 la nostra sanità ha subito tagli per 17,5 miliardi di euro: 2,5 all’anno. Nel parere delle Regioni all'ultima legge di Stabilità i tagli cumulati nel settore sanitario vengono quantificati in 31,7 miliardi.

Ora bisogna aggiungere l'ulteriore sforbiciata di 2,352 miliardi che verrà attuata attraverso il l'approvazione del Dl Enti Locali, che fa seguito all’Intesa Stato-Regioni del 2 luglio scorso. Non è finita: in base a quell'Intesa il taglio sarà di 2,301 nel 2016 e di 2,431 nel 2017. Ultima tegola, la recente intervista dell'ennesimo Commissario alla Spending Review, Yoram Gutgled, che prevede complessivamente tagli nei prossimi anni per 10 miliardi. Senza contare che il Def 2015 prevede una progressiva contrazione dell’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil: dal 6,9% nel 2014 e 6,5% nel 2019.

Più di 11 italiani su cento, sei milioni di persone, hanno dichiarato di aver rinunciato alle cure (Rapporto Istat 2014 sul 2012). Possiamo immaginare come, purtroppo, negli ultimi due anni questa situazione non sia migliorata. Nel 50,4% dei casi la scelta di rinunciare è stata dettata da motivi economici, nel 32,4% dalle liste di attesa o eccessiva distanza dalle strutture.

Alla luce di tutti questi dati chi afferma, Confindustria in testa, che non è più possibile garantire il servizio universale e che questo va reso “selettivo” e tenuto in equilibrio attraverso il ricorso alla sanità privata sta portando avanti una battaglia di parte e di profitto nella quale i cittadini/pazienti diventano clienti. E' la morte del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione. La realtà è che quella in atto è un'operazione portata avanti scientificamente: più aumentano i tagli, più peggiorano i servizi. Più peggiorano i servizi, più i cittadini rinunciano a utilizzarli o sono costretti a ricorrere al privato, se possono permetterselo.

Se solo ci fosse la volontà politica, questi tagli lineari potrebbero essere sostituiti attraverso un abbattimento degli sprechi e una vera operazione di efficientamento del sistema, che ad oggi resta solo sulla carta.

Alcuni capitoli di possibile risparmio per il Ssn

- Riduzione parco delle oltre 50 mila auto blu e grigie: 200 milioni

- Contrasto alla corruzione: 5-6 miliardi (fonte, Ispe)

- Applicazione Patto Sanità Digitale, 7 miliardi

- Legge per contenere il fenomeno della medicina difensiva. Anche solo il risparmio di 10% rispetto alla spesa attuale di 13 miliardi, porterebbe a un contenimento della spesa di 1,3 miliardi.

- Gare d'appalto efficienti: la Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana, potenzialmente “presidia” 36 miliardi di spesa pubblica ma gli acquisti che effettivamente passano attraverso la sua struttura sono di poco superiori ai 4 miliardi (2013). La stessa Consip indica come gli acquisti effettuati attraverso le proprie negoziazioni consentono alle amministrazioni un risparmio medio del 22% rispetto ai prezzi fuori convenzione. Dunque la sola oculata gestione degli acquisti permetterebbe di recuperare l'intera cifra prevista nel Ddl.

- Introduzione del principio costo-efficacia per il rimborso del prezzo dei farmaci innovativi, che saranno sempre più usati nei cicli di cura. Esempio, epatite C: gli studi disponibili calcolano l'appropriatezza al 90%. Dunque almeno, il 10% sono farmaci che non forniscono risultati. Il fondo farmaci innovativi vale 1 miliardo, per 2 anni: l'eventuale applicazione del principio costo-efficacia farebbe rientrare nelle casse pubbliche di almeno 100 milioni.

- Il differimento di circa 2 anni dell'aggiornamento del prontuario farmaceutico nazionale da parte dell'Aifa è costato ai contribuenti almeno 1 miliardo, dal momento che il possibile risparmio è stato calcolato (nell'intesa del 2 luglio) in almeno 500 milioni annui. Ci si augura che non avvenga un’ulteriore proroga venga rispettata la data del 30 settembre.

Alcuni capitoli di possibile risparmio per i cittadini

L'Aifa riporta che la compartecipazione dei cittadini per la spesa farmaceutica è pari a 1,5 miliardi. Esclusi i ticket (546 milioni), il resto è frutto di scarsa informazione, formazione e controlli che non consentono un utilizzo più esteso dei farmaci a brevetto scaduto.
Liberalizzazione farmaci fascia C: possibili risparmi per almeno 600 milioni (Altroconsumo).

Dl Enti locali - Le criticità -

L'ufficio Bilancio del Senato ha stroncato questa manovra evidenziando una serie di criticità: i tagli su beni e servizi entreranno in vigore solo da settembre ma difficilmente si riusciranno ad ottenere i “risparmi” prefissati entro il prossimo 31 dicembre. Alto il rischio di contenziosi con le aziende e sull’appropriatezza delle prestazioni erogate, (il meccanismo sanzionatorio non entrerà in vigore prima del prossimo ottobre). In pratica, il risparmio che il governo conta di incassare è tutto sulla carta.

Big Pharma e il regalo nascosto in due emendamenti

Nel Dl Enti Locali il settore della farmaceutica non è stato toccato mentre, ad esempio, quello dei dispositivi medici, che vale circa 1/4, è stato tagliato per 1,342 miliardi in due anni (550 + 792).

Al Senato spuntano sei emendamenti (che accorpati diventano due) all'articolo 9 del Dl, accolti dal Governo,a firma di esponenti di Forza Italia, NCD e CRi al cui interno si trovano due "piccole" modifiche che pregiudicano possibili risparmi per circa 200 milioni.

In particolare, i firmatari sono i senatori: Mandelli (Presidente dell'ordine dei Farmacisti) D'Ambrosio Lettieri (vice presidente dell'Ordine dei Farmacisti), Gualdani, Tomaselli, Santini, Milo.

Il primo emendamento fa in modo che, nel corso delle procedure di rinegoziazione dei prezzi, all'interno dei raggruppamenti di medicinali terapeuticamente assimilabili, vengano separati i farmaci con brevetto ancora valido da quelli a brevetto scaduto. Questo comporta di fatto l'impossibilità di un reale confronto, in quanto alcuni farmaci sotto tutela brevettuale sono gli unici presenti all'interno di un singolo raggruppamento terapeutico. I farmaci a brevetto scaduto hanno un prezzo di molto inferiore e, quindi, il mancato confronto potrebbe comportare un mancato risparmio di circa 100 milioni di euro.

Il secondo emendamento elimina la riduzione automatica di almeno il 20% del prezzo dei farmaci biotecnologici dal momento della loro scadenza. In questo modo, in fase si rinegoziazione sul prezzo, potrebbe anche non essere applicata alcuna riduzione.

AVVELENATI DALLA 'NDRANGHETA, AVVELENATI DALLO STATO!

Il governo faccia chiarezza sull’eventuale presenza di ‪rifiuti‬ radioattivi nel Comune di ‪Lattarico‬ (CS) in seguito alle affermazioni del pentito Mattia ‪Pulicanò‬ apparse recentemente sulla stampa.
Sulla vicenda ho depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’‪Ambiente‬. Da sempre la mia azione parlamentare è volta a portare a galla i misteri relativi all’interramento di rifiuti tossici e radioattivi in ‪Calabria‬. Ho più volte interrogato il governo per tentare di comprendere la reale portata del fenomeno, ma il governo spesso e volentieri ha fatto orecchie da mercante. A distanza di sei mesi non siamo neanche riusciti a conoscere i risultati delle indagini conoscitive condotte attraverso un elicottero sui cieli della Calabria, che sarebbero dovuti essere pubblicati entro fine febbraio, ma che ancora risultano essere avvolti da un alone di mistero.
Il governo ed il ‪PD‬ non vogliono avviare il registro tumori ed il registro epidemiologico in Calabria, che potrebbe dare una mano per comprendere l’incidenza tra neoplasie tumorali e la presenza di rifiuti tossici sul nostro territorio. Nel frattempo in Calabria si muore in silenzio, mentre la vecchia politica continua ad essere complice delle organizzazioni criminali attraverso un’inoperatività che puzza di collusione.
È evidente che il governo non vuole affrontare seriamente il problema dei rifiuti tossici in Calabria, perché non sa da che parte iniziare con le operazioni di bonifica che peserebbero non poco sulle casse dello Stato. A quanto pare i cittadini calabresi non hanno il diritto di vivere in un territorio salubre e pulito e vengono sacrificati sull’altare della convenienza economica.

LEGGI ANCHE:
Vogliamo i risultati delle analisi relativi alla presenza di ‪‎rifiuti‬ tossici in ‪‎Calabria‬!

03/08/15

Il MoVimento 5 Stelle scopre quell’incarico che mina l’autonomia del procuratore Lombardo

Sulla recente consulenza assegnata dal commissario dell’Asp di Reggio Calabria, Santo Gioffrè, all’avvocato Giuseppe Lombardo, figlio del procuratore di Catanzaro (in foto, nda), in relazione ai 393 milioni usciti senza tracce dalla stessa azienda sanitaria, con i colleghi Dalila Nesci, Nicola Morra e Federica Dieni abbiamo inviato un esposto alla Procura di Reggio Calabria e alla Corte dei conti, poiché essa è stata affidata senza la richiesta di requisiti di competenza specifica. Inoltre, è un fatto l’affidamento d’incarico a un professionista figlio del magistrato Vincenzo Lombardo, capo della procura che con specifici esposti abbiamo chiamato a indagare sulla nomina del commissario straordinario Gioffrè e sui decreti n. 40 e 41 del 2015 del commissario per la sanità Scura, che hanno autorizzato proprio la consulenza in questione nell’Asp di Reggio Calabria.
Abbiamo anche presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia, chiedendo l’invio di ispettori ministeriali a Catanzaro, allo scopo di verificare lo stato delle indagini in materia di reati contro la pubblica amministrazione. L’interrogazione, che riporta questa vicenda dell’incarico, conferito dopo la presentazione degli esposti 5 stelle a Catanzaro, è firmata anche da deputati M5S della commissione Giustizia. L’incarico dato da Gioffrè è un elemento di oggettivo imbarazzo per il procuratore di Catanzaro e una grave limitazione della sua autonomia, per cui occorrono tempestivi interventi ministeriali e del Csm, cui chiediamo di valutare se è opportuno che il magistrato Lombardo resti alla guida della procura catanzarese.

GIU’ LE MANI DAL NOSTRO MARE - NOTRIVDAY


“Nessuno più deve speculare sul nostro mare!”. E’ con queste parole d’ordine che si è svolta sabato mattina la presentazione del tour 2015 “Giù le Mani dal Nostro Mare” ed è con questo spirito di resistenza che ieri in 38 località di quattro regioni (Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia) è stata dedicata una giornata a difesa dei nostri mari.

Il NOTRIVDAY  ha dato la possibilità a tantissimi cittadini di essere informati sotto l'ombrellone sulle problematiche relative alle trivellazioni petrolifere lungo le coste del nostro paese.

Ed è con questo spirito che il giorno 8 agosto partiremo per questa avventura che è il tour 2015 del Giù le mani dal nostro mare; inizieremo in Sicilia con la prima tappa a LICATA cercando di mandare un segnale forte al Governo Renzi che, attraverso il decreto “Sblocca Italia”, sta autorizzando le grandi multinazionali del petrolio a perforare i nostri fondali marini.
Noi continueremo a lottare affinchè questo non avvenga.

In Calabria si svolgeranno catene umane e agorà in spiaggia insieme ai portavoce e attivisti del M5S a: Rocca Imperiale (16 Agosto), Rossano Calabro (23 Agosto) e Crotone (24 Agosto).

#giulemanidalnostromare #ilnostromarenonsitocca