25/06/15

Il castello di Crotone ora è salvo!

Dopo un anno e mezzo di attesa è finalmente arrivata la risposta alla nostra interrogazione parlamentare sul Castello Carlo V di Crotone. Siamo soddisfatti della risposta che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo mi ha dato stamattina in commissione.
Nell’atto di sindacato ispettivo avevamo espresso seri dubbi sul progetto di ristrutturazione del Castello, che non avrebbe assicurato in modo adeguato la conservazione dell’opera. Il Ministero ci ha dato ragione, affermando che sta valutando l’opportunità di scongiurare la realizzazione del progetto approvato dal Comune di Crotone, il quale non ha MAI voluto rispondere alle nostre osservazioni ed alle richieste di accesso agli atti. Hanno peccato di scarsa trasparenza incassando, però, l’ennesima sconfitta!
Ci siamo interessati alla vicenda grazie alle associazioni ‘Sette Soli’ e ‘Gettini di Vitalba’ che, insieme agli attivisti di Crotone, sin da subito si sono opposti ad un progetto che avrebbe snaturato l’edificio. L’importanza storica della struttura non poteva essere calpestata dalla necessità di spendere a casaccio i soldi dell’Unione Europea e siamo felici che anche il governo se ne sia reso conto. La risposta del Ministro, dunque, è una vittoria dei cittadini, ma soprattutto della Città di Crotone.
Riqualificare il castello di Crotone è necessario. La speranza è che vengano portati avanti progetti che rispettino e tutelino il valore storico della struttura, restituendo ai cittadini un monumento dal valore storico ed artistico inestimabile. Come per Capo Colonna, siamo disponibili a cooperare in un tavolo tecnico insieme a tecnici ed associazioni, per giungere alla realizzazione di un progetto che possa essere apprezzato e condiviso.

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23/06/15

Emergenza criminalità a Catanzaro:”Alfano incrementi uomini e mezzi”

Il Ministro ‪Alfano‬ garantisca un presidio di ‪legalità‬ costante e permanente nella città di ‪Catanzaro‬ che possa contare su un incremento di uomini, mezzi e dotazioni. È quanto chiedo in un’ulteriore interrogazione al Ministro degli Interni.
Infatti, già ad aprile scorso ho presentato un atto di sindacato ispettivo ad Alfano, per interessarlo all’escalation criminale che sta vivendo la città. Ad oggi la mia richiesta è rimasta inascoltata, mentre a Catanzaro continuano gli episodi di violenza strettamente legati alla criminalità organizzata.
Nell’interrogazione ho voluto porre l’attenzione sugli stretti legami tra ‪'ndrangheta‬ e comunità ‪Rom‬, risultato del pessimo esempio di integrazione dato dalla politica cittadina ormai trenta anni fa. In tutta Catanzaro c’è bisogno di avvertire una maggiore presenza dello Stato, specialmente nei quartieri sud. I recenti episodi di aggressione alle forze dell’ordine nel quartiere Aranceto rappresentano l’esempio lampante di come le ‘ndrine a cui la comunità Rom fanno riferimento abbiano ormai lo strapotere su alcuni quartieri periferici della città, da dove i cittadini onesti sono ormai costretti a scappare.
Le visite della commissione antimafia, per quanto opportune, non bastano. Il ‪governo‬ deve subito prendere in mano la situazione e garantire un controllo capillare ed efficace del territorio ed intervenire per prevenire le connivenze tra la politica e la criminalità organizzata in città. I catanzaresi si sentono abbandonati dalle istituzioni e la sfiducia si riflette nella paura di denunciare, il che avvantaggia ulteriormente i malviventi della città.

18/06/15

Un sistema strutturalmente perverso

"La tecnologia che, legata alla finanza, pretende di essere l'unica soluzione dei problemi, di fatto non è in grado di vedere il mistero delle molteplici relazioni che esistono tra le cose, e per questo a volte risolve un problema creandone altri".
Parola del Papa. La sua enciclica "Laudato Si'", dedicata all'ambiente, sottolinea il paradigma folle di una crescita infinita in un sistema finito e apre un nuovo scenario su un modello ecosostenibile che abbracci l'economia e la società. Leggiamone alcuni stralci:
"Il riscaldamento causato dall'enorme consumo di alcuni Paesi ricchi ha ripercussioni nei luoghi più poveri della Terra, specialmente in Africa, dove l'aumento della temperatura unito alla siccità ha effetti disastrosi sul rendimento delle coltivazioni"
"A questo si uniscono i danni causati dall'esportazione verso i Paesi in via di sviluppo di rifiuti solidi e liquidi tossici e dall'attività inquinante di imprese che fanno nei Paesi meno sviluppati ciò che non possono fare nei Paesi che apportano loro capitale".
"In diversi modi, i popoli in via di sviluppo, dove si trovano le riserve più importanti della biosfera, continuano ad alimentare lo sviluppo dei Paesi più ricchi a prezzo del loro presente e del loro futuro. La terra dei poveri del Sud è ricca e poco inquinata, ma l'accesso alla proprietà dei beni e delle risorse per soddisfare le proprie necessità vitali è loro vietato da un sistema di rapporti commerciali e di proprietà strutturalmente perverso".
"Un venti per cento della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere".
"È prevedibile che il controllo dell'acqua da parte di grandi imprese mondiali si trasformi in una delle principali fonti di conflitto di questo secolo."
E' un'enciclica papale in cui riconosciamo moltissime espressioni che forse non ci aspetteremmo di trovare: inquinamento, capitale, biosfera, paesi più ricchi, futuro, risorse, rapporti commerciali, proprietà, rubare, controllo dell'acqua. E in cui riconosciamo anche un ambientalismo "moderno", che va oltre l'amore per la tutela della natura spingendosi ad indicare con chiarezza i responsabili del disastro a cui assistiamo: un modello di sviluppo perverso, un sistema di dominio spietato, una religione del profitto che fa del furto l'unico comandamento.
Combattere per la pace, combattere per l'ambiente, combattere per i diritti di tutti gli esseri viventi del pianeta ("il creato", è la poetica espressione cristiana) significa anzitutto non tacere. E Francesco, anche in questo caso, ha dimostrato di non aver paura di usare le parole per dire la verità.

parlamentari5stelle.it

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Oggi ho visitato la discarica di Scala Coeli, Oliverio intervenga al più stresto!

Oggi ho visitato la discarica di Scala Coeli (CS) insieme agli attivisti locali del ‪M5S‬, dell'Associazione “Le Lampare” e del Comitato “No Discarica”. (Guarda le FOTO)
Sarà un disastro ambientale preannunciato, non si può pensare di utilizzare una discarica in queste condizioni ed in questo territorio.
È veramente incomprensibile come sia stato possibile autorizzare il conferimento di rifiuti in una discarica del genere. La strada per arrivare alla discarica non è assolutamente percorribile in sicurezza. Devono spiegarci come il Dipartimento ‪Ambiente‬ della Regione consideri ottemperata la prescrizione sulla viabilità di accesso alla discarica se sulla strada sono state eseguite opere abusive. Inoltre, in caso di piena del torrente, ci saranno gravi rischi ambientali connessi al trasferimento del percolato.
La Regione ‎Calabria‬ ha avuto il barbaro coraggio di non costituirsi in un ricorso al Tar promosso dalla proprietà della discarica, il che ha dato via libera al conferimento di rifiuti che sarebbe iniziato pochi giorni fa. I cittadini della zona si sentono in serio pericolo per la presenza di una discarica, visto che insiste in un territorio a chiara vocazione agricola, nel bel pieno di una zona con produzioni Dop e biologiche, in contrasto con la normativa regionale ed una sentenza del Consiglio di Stato, inspiegabilmente contraddetto dal Tar.
Il Governatore della Regione Calabria Mario Oliverio in campagna elettorale si è fatto sostenitore della strategia 'rifiuti zero'. Ora è il tempo di agire! Risponda alla mia sollecitazione, inviata tramite lettera quattro mesi fa, ed organizzi urgentemente un incontro con le associazioni del territorio per fermare subito questo disastro annunciato.


17/06/15

La Strada che non c'è: un ecomostro lungo chilometri!

Oggi ho visitato insieme agli attivisti del ‪M5S‬ del Meetup di Serrastretta (CZ) ed al Comitato "La strada che non c'è" i cantieri della strada del Medio Savuto.
La vecchia politica ha isolato la zona, allontanandola dal resto della Calabria.
Da ormai trent'anni promettono il completamento della strada, che donerebbe ai cittadini ed alle imprese del comprensorio nuova linfa vitale, anche sotto il punto di vista economico. Ogni giunta provinciale si è affrettata ad inaugurare tratti della strada con manifestazioni in pompa magna, senza però completare veramente la fondamentale infrastruttura. Ad ottobre 2013 ho presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo al governo di adoperarsi per garantire i finanziamenti necessari al completamento dell'arteria, senza ricevere alcuna risposta. Oggi ho voluto vedere con i miei occhi lo stato dei cantieri, come quello della galleria vicino Loc. Coraci, dove la presenza di una falda acquifera ha trasformato la galleria in un torrente (come potete apprezzare nella foto). Tutti i cantieri appaiono abbandonati a se stessi ed hanno lasciato soltanto un ecomostro lungo chilometri. I cittadini sono costretti a percorrere strade vecchie di 200 anni per raggiungere i principali centri calabresi. Qualche anno fa furono stanziati i fondi necessari per il completamento della strada, che furono successivamente girati alla copertura del debito sanitario. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, visto che neanche la sanità calabrese gode di buona salute.
Anche le infrastrutture delle Ferrovie della Calabria andrebbero migliorate per garantire un servizio efficiente ad una vasta zona condannata altrimenti a morte certa, visto che i cittadini tendono sempre più ad abbandonare i comuni del comprensorio incapaci di garantire un futuro ai propri giovani. L'assenza di infrastrutture viarie rende troppo difficile la creazione d'impresa nel Medio Savuto, che è stato evidentemente abbandonato a se stesso da una politica che se ne ricorda solo nei periodi di campagna elettorale.

GUARDA LE FOTO DELLA VISITA

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Interrogazione sulla "Strada che non c'è"

NO al mostro a biomasse nel Parco Nazionale del Pollino!

Ho presentato un'interrogazione al Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi​ per chiedere al governo di revocare il progetto di riattivazione della centrale a biomasse del Mercure, nel Parco Nazionale del Pollino, anche alla luce della contrarietà degli enti e popolazioni interessate. La riattivazione della centrale non soddisfa i requisiti imposti dalla normativa europea e non considera le peculiarità ambientali dell'area protetta più grande d'Europa. In particolare non si tiene in considerazione la necessaria tutela della fauna e della flora del Pollino, né delle ricadute sulla salute dei cittadini. Il territorio della Valle del Mercure, è vocato storicamente ad agricoltura e turismo, che potranno essere seriamente danneggiati dalla presenza della centrale.
Una centrale di questa portata ha necessità di una considerevole portata di legno vergine, che avrebbe un impatto insostenibile per la biodiversità del Parco del Pollino. Problema che si fa ancora più grave se si pensa che il principale fornitore di biomasse è stato più volte sottoposto a provvedimenti restrittivi per la frequentazione con ambienti della 'ndrangheta.
La Regione Calabria ha autorizzato la riattivazione della centrale nonostante una sentenza del Consiglio di Stato abbia bocciato definitivamente il progetto di Enel e recentemente anche il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riattivazione. Tutto questo potrebbe costarci un'ennesima procedura di infrazione da parte dell'UE e conferma la mancanza di prospettiva di una classe politica che esegue gli ordini delle lobbies piuttosto che il bene dei cittadini.

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Il Governo Renzi decide di svegliare il mostro a biomasse del Mercure a Laino Borgo (CS)

12/06/15

"E io pago!" Storie di alcune grandi incompiute in Calabria

Storie di sprechi, corruzione e appalti sospetti di cui noi del #M5S ci siamo occupati portando le vicende in parlamento, sulle scrivanie dei Ministri, nelle procure e alla corte dei conti:
- Centro Cuore di Reggio Calabria.
- Mega villaggio turistico a Simeri Mare (CZ).
- Diga del Melito (CZ).
- La famosa "STRADA CHE NON C'E'", superstrada del Savuto.

Buona Visione!

Il Governo Renzi decide di svegliare il mostro a biomasse del Mercure a Laino Borgo (CS)

Il mostro a biomasse di 35 MW avrebbe un tremendo impatto ambientale e l'assenza del VIS (Valutazione d'Impatto sulla Salute) richiesta, tra gli altri, dall'Isde Italia, ci fa anche temere per la salute dei cittadini della zona!
Come al solito con il gioco della semantica faranno ripartire un progetto molto contestato in questi anni dal territorio. E ce lo fanno passare come un "moderno impianto di produzione di energia con il rispetto dell’ambiente e la salvaguardia della salute". SONO VERGOGNOSI! La zona del Pollino ha nelle bellezze naturali e nella chiara vocazione turistica la vera occasione di crescita economica ed occupazionale, non serve devastare il territorio. Avrei voluto dire queste cose al tavolo tecnico promosso dal Ministero dello Sviluppo economico diversi mesi fa, ma non mi hanno fatto entrare al pari di altri sindaci della zona interessata.
Da oltre un decennio Enel insiste per la messa in opera della centrale, nonostante l'opposizione dei cittadini e le bocciature del Consiglio di Stato. Ma il governo RENZI anche questa volta decide di PISCIARCI IN TESTA facendola passare per pioggia!

Anche in questa vicenda cosa farà il nostro caro presidente Mario Oliverio? Si piegherà a 90° e anche lui cercherà di far passare il messaggio del governo? Lo invito ad opporsi con ogni mezzo contro la riapertura della centrale! Decida una volte per tutte se stare con i cittadini o con la follia delle lobbies rappresentate dal governo Renzi! Questa volta non basterà un pò di zucchero per farci mandare giù la pillola amara!

DIFENDIAMO IL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO!
I cittadini devono essere padroni dei propri territori!
I cittadini non vogliono questa centrale!
I cittadini e il ‪MoVimento 5 Stelle dicono NO alla centrale del Mercure!

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- INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EU
- INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

11/06/15

Esempio di Permacultura e Orto Sinergico a Catanzaro

La ‪Permacultura‬ raccontata da chi la conosce bene e la vive tutti i giorni. Un esempio da seguire per migliorare il nostro rapporto con la terra, la biodiversità, il cibo, le relazioni umane e sociali.

Buona visione!

Golf Resort di Simeri Mare: l'ennesima incompiuta con fondi pubblici

Il Governo si adoperi per stimolare la ripresa dei lavori per la realizzazione del 'Golf Resort' di Simeri Crichi (CZ) finanziato con fondi pubblici ormai 15 anni fa e non ancora ultimato. Anche su questa triste vicenda ho interrogato il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi al fine di stimolare il Governo alla ripresa dei lavori. Il Cipe mise a disposizione le cifre necessarie alla realizzazione del resort, destinandone la costruzione ad Italia Turismo, un'azienda pubblica facente capo ad Invitalia. Dopo 10 anni avrebbero dovuto consegnare i lavori, ma dopo numerose interruzioni sono passati 15 anni senza che la struttura venisse consegnata. A Simeri Crichi non è rimasto che un ecomostro e nulla è dato sapere sulla possibile ripresa dei lavori.
Ad oggi sembra che Italia Turismo non abbia i soldi per completare la costruzione della struttura. È quindi compito del Governo rintracciare un'azienda che operi nel turismo e che possa portare a termine i lavori, che può avere importanza strategica per una zona vocata naturalmente al turismo. Se restano incapaci di completare la struttura, si adoperino per demolirla e restituirla agli operatori del settore turistico operanti nella zona al fine di portare avanti progetti sostenibili e responsabili.
Il Golf Resort è l'ennesima incompiuta della Calabria. La politica nazionale e regionale sono sempre più incapaci di gestire in maniera efficace gli appalti e finanziamenti pubblici. Il Ministro ci faccia sapere come mai Invitalia abbia la possibilità di finanziare la costruzione di nuove strutture ricettive tra Calabria e Basilicata e non possegga i fondi per completare lavori già iniziati e finanziati.

10/06/15

Mobilità in deroga in Calabria:"Assurdo dover protestare per il rispetto di un diritto acquisito"

Il Governo prenda a cuore le istanze dei percettori di mobilità in deroga della ‪Calabria‬, che nel 2014 hanno ricevuto soltanto le spettanze relative alla mensilità di Gennaio. Sulla triste vicenda in giornata ho presentato un atto di sindacato ispettivo rivolto al Ministro del ‎Lavoro‬ e delle Politiche Sociali Giuliano ‪Poletti‬.
I lavoratori calabresi hanno ragione a protestare e chiedere chiarezza, visto che non si comprende il motivo per cui nonostante il governo abbia garantito in passato la disponibilità di 55 milioni di euro, tutto era bloccato fino a pochi minuti fà. Per molti di loro, gli ammortizzatori sociali sono l’unica fonte di reddito per dare da mangiare alle proprie famiglie ed è ridicolo che in un Paese come l’Italia nel 2015 si debba protestare per vedere garantiti dei diritti acquisiti. Il governo, infatti, dopo la protesta di stamane avrebbe comunicato di voler sbloccare i 55 milioni che erano stati già decretati in precedenza e di aggiungerne altri 10. A queste risorse, secondo quanto si apprende dalla stampa, si aggiungeranno altri 41,8 milioni di euro stanziati dalla Regione Calabria, che serviranno a coprire anche le spettanze destinate ai circa 11mila lavoratori che erano rimasti esclusi dal decreto ministeriale.
Se venisse approvata la nostra proposta di legge sul ‪‎Reddito di cittadinanza‬, per cui abbiamo già rintracciato le coperture finanziarie ricevendo l’ok da parte della ragioneria di stato e che garantirebbe anche un sistema efficace di politiche attive finalizzate al reinserimento occupazionale, tutto ciò non sarebbe avvenuto.
Il governo dimostra ancora una volta di non tenere alle sorti dei propri cittadini. Il disagio sociale e l’impoverimento del Paese sono sotto gli occhi di tutti e, mentre lo stato sociale viene completamente trascurato dal PD, ci si affretta a discutere in parlamento misure che mai miglioreranno la vita dei cittadini italiani. L’Italia e la Calabria hanno bisogno di misure urgenti e rivoluzionarie, come il reddito di cittadinanza, che possano consentire di intravedere l’uscita da una crisi che sembra non voler finire mai.

07/06/15

M5S contro la lobbying dell’olio di palma promossa dall’industria alimentare

L'olio di palma è un grasso vegetale tropicale contenuto in migliaia di prodotti alimentari. Molte imprese dell'agroalimentare abusano di questa materia prima, sia per il costo estremamente basso, sia per la sua versatilità nell'industria dolciaria. La sua produzione, tuttavia, è correlata alla rapina delle terre, alla deforestazione di aree boschive, alla devastazione degli habitat naturali, operazioni che comportano gravi violazioni dei diritti umani, l'eliminazione della sovranità alimentare e la riduzione della biodiversità.
Secondo molti nutrizionisti l'assunzione giornaliera di dosi elevate di questo ingrediente è dannosa per la salute a causa della presenza dei grassi saturi, tanto più che l'olio di palma si trova nella maggior parte degli alimenti trasformati più consumati dai giovani. 
Il fatto alimentare ha lanciato una petizione, già a quota 140 mila firme, per dire «no» all'olio di palma per motivi etici, ambientali e di salute, ed invitare le aziende a sostituirlo con altri oli vegetali non idrogenati o burro. Altre due aziende (Misura e Gentilini) si sono affiancate ad Alce Nero dicendo «addio» all'olio di palma, mentre già 15 catene di supermercati hanno iniziato il processo di riduzione e sostituzione del grasso tropicale. Alcune hanno già sugli scaffali i primi biscotti e prodotti «palma free», altre hanno avviato il progetto e dovrebbero concretizzare il cambiamento entro la fine dell'anno.
Il 12 maggio 2015 la Camera ha avuto l'occasione di impegnarsi in tal fronte, in occasione della discussione e votazione delle mozioni congiunte in tema di educazione alimentare; tuttavia, l'Assemblea non ha approvato l'impegno della mozione del MoVimento 5 Stelle a prima firma Gagnarli n. 1-00836 volto ad escludere dagli appalti delle mense pubbliche di istituti scolastici, ospedali e aziende pubbliche, nonché dei distributori automatici in essi collocati, le ditte fornitrici di prodotti a base di olio di palma.


L'industria alimentare ha sempre nascosto la presenza di olio di palma nei prodotti, tanto da non essere indicato in etichetta, sulla quale compariva sotto la generica dicitura di «grassi vegetali» almeno fino al 13 dicembre 2014, quando per effetto del nuovo regolamento Unione europea n. 1169/2011 è stato introdotto l'obbligo di specificazione in etichetta del tipo di grasso vegetale (olio di palma, olio di cocco, grassi idrogenati, e altro).
Da un articolo de Il Fatto Alimentare si apprende che Aidepi, l'Associazione delle industrie del dolce e della pasta, sta lavorando ad un progetto chiamato “Piano di comunicazione sul problema dell'olio di palma” che prevede un investimento di 55 mila euro per fare attività di lobbying verso direttori di giornali e tv, con l'obiettivo di dimostrare che l'olio di palma è “eccellente”, fa bene alla salute e non distrugge le foreste tropicali.
La somma investita dovrebbe essere utilizzata per organizzazione di «incontri conviviali» con i top media, direttori e capiredattori di quotidiani e televisioni e giornalisti specializzati. Agli incontri dovrebbero partecipare nutrizionisti che diano credibilità ai messaggi soprattutto sul fronte della salute e nutrizione ed esperti nel campo della sostenibilità, disponibili ad agire come endorser dei messaggi verso i media e verso pubblici istituzionali.

Appare non condivisibile l'iniziativa dell'associazione Aidepi, a fronte delle evidenze scientifiche emerse negli ultimi mesi circa l'abuso di questo grasso alimentare e le sue conseguenze sulla salute, oltre che sull'ambiente.
Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare a prima firma Gagnarli, per chiedere al Ministro della Salute e dell'Agricoltura di promuovere una campagna di sensibilizzazione, per diffondere i valori di una sana alimentazione, con minor apporto di calorie e di acidi grassi saturi, con il duplice obiettivo di contrastare il problema dell'obesità e del sovrappeso e contribuire al tempo stesso alla tutela delle aree boschive, al blocco della devastazione degli habitat naturali ed alla riduzione della biodiversità nei Paesi di importazione dell'olio di palma.

La nostra azione politica non si ferma qui, abbiamo anche presentato una risoluzione in commissione agricoltura e affari sociali per impegnare il governo:
  • ad avviare tutte le iniziative di propria competenza per prevedere l'esclusione dagli appalti delle mense pubbliche di istituti scolastici, ospedali e aziende pubbliche, nonché dei distributori automatici in essi collocati, di ditte fornitrici di prodotti a base di olio di palma;
  • a promuovere iniziative, anche normative, di sensibilizzazione ed informazione, indirizzata oltre che ai cittadini anche ai grandi distributori di prodotti alimentari che operano sul territorio nazionale, al fine di indurre questi ultimi a non utilizzare l'olio di palma nei prodotti distribuiti con il loro marchio (private label);
  • ad aderire alle linee guida del CFS (Committee on World Food Security) – FAO, per una gestione responsabile delle terre, delle foreste e dei bacini idrici;
  • ad assumere iniziative per prevedere etichettature evidenti sulla facciata principale del prodotto in cui sia riportata la seguente dicitura: «questo prodotto contiene olio di palma.
Inoltre da pochi giorni abbiamo anche depositato una mozione al Senato per impegnare il governo a:
  • escludere l'energia elettrica prodotta mediante olio di palma dalla categoria "fer";
  • vietare l'utilizzo dell'olio di palma come carburante puro o diluito per qualunque veicolo;
  • vietare l'utilizzo di olio di palma (in ogni sua forma) per la produzione di energia elettrica (anche in assetto cogenerativo);
  • prevedere, in conformità con la normativa europea, un'etichettatura addizionale per i prodotti alimentari che indichi chiaramente la presenza di olio di palma o di palmisto nelle preparazioni alimentari;
  • imporre agli esercizi commerciali di cibi d'asporto e non un'adeguata e visibile segnaletica indicante l'utilizzo di olio di palma o palmisto nelle preparazioni;
  • vietare, decorso un anno dall'approvazione della seguente mozione, l'utilizzo di olio di palma o palmisto a fini alimentari o cosmetici;
  • prevenire, con opportuni strumenti normativi la sostituzione dell'olio di palma con olii che non siano nocivi per la salute umana e per l'ambiente.
Stiamo facendo il possibile per indirizzare sulla strada giusta il nostro paese ma questo governo sta dimostrando di essere a favore anche delle grandi lobbies dell'olio di palma. Per questo motivo serve l'aiuto di ognuno di voi. Fare buona politica vuol dire anche quali acquisti decidiamo di fare quando andiamo a fare la spesa. Spetta a NOI decidere chi o cosa finanziare con i nostri soldi. Spetta a NOI stabilire quale futuro vogliamo per il nostro pianeta e per la nostra salute. Un cittadino consapevole ed informato può fare la differenza!
Ti invitiamo a far sentire la propria voce anche attraverso la petizione online!
PER FIRMARE CLICCA QUI! Stiamo per raggiungere le 150.000 firme!
GUARDA IL VIDEO inchiesta di Report sull'olio di palma!

05/06/15

Discariche abusive non bonificate: pronto l'esposto del M5S

Sei mesi fa la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per le discariche abusive. Sei mesi di salasso economico per il nostro Paese, a partire dall'erogazione dei primi 40 milioni di euro dovuti alla Ue come somma forfettaria. Inoltre secondo la sentenza di condanna dovremo versare una penalità semestrale, fino all'esecuzione della sentenza del 2007, a partire da un importo iniziale di 42.800.000 euro. Ebbene i sei mesi sono scaduti il 3 giugno scorso! Tenuto conto che dalla multa semestrale saranno detratti 400.000 euro per ciascuna discarica contenente rifiuti pericolosi messa a norma e 200.000 euro per ogni altro invaso bonificato, vorremmo sapere dal Ministro dell'Ambiente quante sono le discariche messe in sicurezza ovvero a quanto ammonta la seconda multa che l'Italia dovrà pagare.
A dicembre 2014 lo stesso Galletti promise ai parlamentari della Commissione Ambiente di rendere pubblico l'elenco delle discariche abusive oggetto della sentenza della Corte ma purtroppo alle parole non seguirono i fatti, tanto è vero che il M5S dovette interpellare la Commissione europea per conoscere l'ubicazione delle 198 aree sotto procedura che, è bene rammentarlo, sono così suddivise: 
Abruzzo (28), Basilicata (2), Calabria (43), Campania (48), Emilia Romagna (1), Friuli Venezia Giulia (1), Lazio (21), Liguria (6), Lombardia (4), Marche (1), Molise (1), Piemonte (1), Puglia (12), Sardegna (1), Sicilia (12), Toscana (6), Umbria (1) e Veneto (9).
Ben 43 delle 218 discariche finite sotto processo per non essere in regola con i disposti di Bruxelles si trovano nella nostra regione.



All'indomani della sentenza abbiamo sollecitato i vari assessorati regionali responsabili e il Ministero a intervenire tempestivamente al fine di effettuare le bonifiche ed ottemperare a quanto richiesto dalla Corte, in caso contrario avremmo depositato esposto alla Corte dei Conti per l'imputazione del danno erariale corrispondente all'ulteriore sanzione agli amministratori che da dicembre a oggi avevano il dovere di agire. Aspettiamo dunque lo stato di attuazione della sentenza per depositare il nostro esposto, sempre più determinati a far passare il messaggio della responsabilizzazione di chi amministra: chi non è intervenuto come amministratore pubblico deve pagare.
Un esposto farà seguito a quello già depositato a dicembre 2014 col quale avevamo denunciato come responsabili del danno erariale i presidenti del Consiglio ed i ministri dell'Ambiente facenti funzione all'epoca dei fatti ed i sindaci e presidenti delle regioni pro tempore che hanno amministrato i territori dove sono ubicate le discariche oggetto della sentenza della Corte di Giustizia europea e che dal 2007 al 2014 nulla hanno fatto per evitarla.

03/06/15

A Crotone continuano a tagliare l'acqua

Quello che sta succedendo a ‪Crotone‬ è l’ennesimo schiaffo alla volontà e dignità dei cittadini calabresi. La ‪Sorical‬ è una società in liquidazione e continua ad operare riduzioni arbitrarie delle forniture idriche ai comuni, con la pretesa di vantare crediti per la riscossione di tariffe illegittime, come ha ben evidenziato la Corte Costituzionale e la Corte dei Conti.
Intanto la nostra regione è minacciata da un nuovo commissariamento anche su questo settore. In Calabria sono anni che si creano ad arte le emergenze per giustificare lo sperpero di denaro pubblico attraverso commissari nominati dal governo Renzi per andare in deroga alle leggi!
Nel gennaio 2014, quindi più di un anno fà, interrogammo il governo (il quale non si è degnato ancora di risponderci) sul remoto aumento delle tariffe da parte della Regione Calabria, invece di competenza esclusiva dello Stato. In proposito è stato creato e alimentato un pasticcio, di cui la Regione dovrà darci conto! Vogliamo sapere quanto e per quale servizio paghino i calabresi e qual è il futuro del servizio idrico in Calabria, dal momento che la Sorical, ancora in liquidazione, è affondata.
Al governatore regionale, Mario Oliverio, abbiamo chiesto da tempo un incontro anche coi dirigenti di competenza, al fine di sapere come, nel concreto, la Regione intenda superare una fallimentare gestione del servizio, che, tra incapacità, debiti, perdite d'acqua e guai giudiziari, rischia di creare altri blocchi in diversi comuni.
Neanche Oliverio ha avuto la dignità di risponderci!
Nel frattempo la Regione Calabria come al solito tace e perde altro tempo, quando potrebbe riprendere la proposta di legge d'iniziativa popolare sottoscritta da migliaia di calabresi che, sulla scia dello storico risultato referendario, chiedono la creazione di una azienda speciale di diritto pubblico per la gestione del servizio idrico integrato. Ci chiediamo come mai il governatore della Calabria Mario Oliverio continua a perdere tempo e non prende posizione su tematiche che ha portato avanti nel suo programma elettorale per il quale è stato votato dai calabresi, mentre il tempo per sperperare altri soldi pubblici sulla ‪Sanità‬ con nomine illegittime e decreti abusivi del commissario ‪Scura‬ lo trova sempre, guarda caso!

Intanto i crotonesi rimangono a secco...

02/06/15

E' VIETATO CALPESTARE I SOGNI!

Ringrazio i gruppi ‪M5S‬ di ‪‎Castrovillari‬, ‪Lamezia Terme‬ e ‪Villa San Giovanni‬ per l'impegno, la passione e l'entusiasmo che hanno avuto in questa loro prima sfida elettorale. Non perdete MAI questi valori che avete conquistato. Fatene tesoro! Il risultato ottenuto dovrà servire da esperienza per migliorare sempre di più sul territorio. Sappiamo che non è una passeggiata in ‪‎Calabria‬, patria della mafia più potente al mondo, dove i diritti vengono scambiati per favori e la meritocrazia per raccomandazione. Ma la Calabria non è una penisola maledetta, su terreni inquinati stiamo seminando i semi dell'onestà, della partecipazione, della passione e del coraggio per cambiare con amore la nostra terra! Presto ne raccoglieremo i frutti come sta avvenendo nel resto del paese.

Questa foto l'ho scattata nei pressi di ‪‎Carlopoli‬ (CZ) accanto all' abbazia di Santa Maria di Corazzo. Un posto incantevole che molti calabresi nemmeno conoscono. Lì dei cittadini volontari si sono riappropriati di questo bene (andate a visitarlo) trascurato anche dalla politica e lo stanno valorizzando offrendogli una nuova vita attraverso il loro contributo personale al servizio della collettività! Grazie a loro sono molte le persone che visitano ogni giorno questo posto suggestivo.
Esiste un'altra Calabria che è meno famosa di quell'altra. Sono molti i cittadini come noi che il cambiamento non lo promettono, lo applicano e basta! Ed è per tutti fondamentale prendere il buon esempio! Per questo motivo mi sento di condividere con tutti voi, in questo preciso momento, la frase scritta su questo cartello di legno: "E' VIETATO CALPESTARE I SOGNI!"

PS A Lamezia Terme alla luce di numerose ombre nei seggi, nei verbali, nelle schede elettorali e nelle buste dei seggi aperte oggi in tribunale, ribadiamo la nostra intenzione di presentare il ricorso chiedendo il riconteggio dei voti senza pressioni e ombre!
I partiti e le loro liste coalizzate, se veramente tengono alla legalità e alla democrazia di Lamezia Terme, dovrebbero supportare con forza la nostra richiesta. Ci auguriamo che lo facciano.

A riveder le stelle!