19/03/15

Vogliamo i risultati delle analisi relativi alla presenza di ‪‎rifiuti‬ tossici in ‪‎Calabria‬!

Qualche mese fa i cittadini di mezza Calabria, videro sorvolare sui propri cieli uno strano elicottero che, a quota bassa teneva uno strano strumento rosso appeso a un filo. Molti lo ignorarono, molti altri si domandarono cosa fosse. Era l'elicottero AS350 B3, che scandagliava i cieli allo scopo di accertare la presenza di rifiuti tossici e radioattivi illecitamente interrati nel territorio calabrese, con maggiore attenzione alle zone delle serre e dell'aspromonte dove, secondo quanto riportato nei documenti recentemente desecretati sul traffico illecito di rifiuti, sarebbero stati nascosti dalla criminalità organizzata tonnellate di rifiuti molto pericolosi. Appare evidente come la presenza di rifiuti tossici e radioattivi e l'aumento esponenziale di patologie tumorali in Calabria sia strettamente collegato. I giochi della 'ndrangheta hanno distrutto una regione intera, condannando i calabresi ad una morte lenta e dolorosa e tutto questo non è più tollerabile. Il Governo è già in netto ritardo nel tentare di restituire ai cittadini fette importanti del territorio letteralmente devastate dalla presenza di rifiuti pericolosi, per questo motivo non c'è più tempo da perdere in chiacchiere. È giunta l'ora delle azioni concrete. A tal proposito, ho presentato il 5 febbraio scorso un'interrogazione, la 4-07737, che ad oggi non ha ricevuto risposta. Nell'interrogazione chiedevo al Governo l'opportunità di agire prontamente programmando la bonifica dei luoghi e ricordavo la necessità dell'istituzione di un registro tumori ed un registro epidemiologico sul territorio calabrese.
I risultati relativi alle all'indagine condotta dall'elicottero sarebbero dovuti essere resi pubblici entro la fine del mese di febbraio ed allo stato attuale sono in ritardo quasi già di un mese. Nel frattempo la terra continua ad essere inquinata e la gente continua ad ammalarsi ed a morire. La prego, Presidente, di sollecitare il Governo ad una pronta risposta. Non è Paolo Parentela ad attenderla, ma tutti i cittadini calabresi.

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