06/02/15

Etichettatura (M5S): il governo ancora latita sui decreti attuativi!

Oggi si è svolta l'interpellanza M5S in merito all'etichettatura degli alimenti.
Aspettiamo un adeguamento al regolamento UE per la fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori dal 2011. Il governo la smetta di prendere tempo per il bene dei consumatori!
Da dicembre 2014 questo regolamento  è divenuto applicabile e permetterebbe di garantire, all'interno del mercato unico europeo, l’uniformità delle regole a presidio dell’informazione dei consumatori in relazione agli alimenti. Per l’inadempienza del Governo siamo, invece, rimasti scoperti su alcuni punti fondamentali per la trasparenza e sicurezza dei consumatori. Nonostante il Regolamento europeo sia stato concepito nel 2011, ed entrato in vigore il 13 dicembre scorso l’Italia si è fatta trovare impreparata su più fronti, ed ora bisogna correre ai ripari per evitare multe agli operatori del settore e fare chiarezza sul quadro di incertezza che si è venuto a creare.
Abbiamo chiesto al Governo nell'interpellanza di oggi come e soprattutto quando intende riallineare la normativa nazionale al suddetto Regolamento europeo. Bisogna stabilire un impianto sanzionatorio da applicare per far fronte alla violazione degli adempimenti, quindi fornire agli addetti ai controlli tutti gli strumenti necessari a garantire la corretta applicazione delle disposizioni in esso contenute.
Per colpa di questa politica attendista e scaricabarili l’Italia si trova ancora con dei nodi importanti da sciogliere: manca una norma relativa all'obbligo di comunicazione degli allergeni presenti nei menu di ristoranti ed esercizi pubblici; e manca l’obbligo di segnalare in etichetta lo stabilimento di produzione. Il ritardo nel recepimento di tali norme è inammissibile, e peggio ancora  lo è prendere tempo organizzando dei  tavoli di confronto su cose che sono già state fatte. Inoltre il tempo per risolvere tali questioni lo si poteva trovare durante il semestre europeo, ma il governo ha dormito e come sempre a farne le spese sono i consumatori italiani.

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