27/02/15

Sui 4 nuovi ospedali della Calabria vogliamo vederci chiaro!

Dobbiamo conoscere i dettagli progettuali e amministrativi per ogni struttura in via di costruzione e discuterne a un tavolo con tutti i deputati e senatori calabresi.
È la proposta che abbiamo rivolto per lettera al governatore regionale, Mario Oliverio​, chiedendogli – dopo aver già esposto pesanti irregolarità sul nuovo ospedale della Piana di Gioia Tauro – di voler convocare al più presto, e comunque prima di avviare i cantieri, un tavolo presso la Presidenza della Regione Calabria, anche alla presenza del nuovo Commissario per il rientro.
Nella lettera a Oliverio abbiamo precisato: «L'accordo di programma integrativo 2007 per il settore degli investimenti sanitari prevede un costo complessivo di 319 milioni di euro per i quattro nuovi ospedali previsti, di cui 178.615.153,06 a carico dello Stato. Tuttavia, trattasi di importi già soggetti a rimodulazione in aumento».
Il concetto del MoVimento 5 Stelle è che lo Stato investirà ancora un sacco di soldi per la sanità calabrese, per cui occorre un controllo partecipato delle spese, in relazione agli interventi previsti in questa fase di riassetto dei servizi, «diretta e controllata dai Ministeri della Salute e dell'Economia» per via del rientro dal debito.
Per noi è indispensabile che Oliverio discuta subito dei quattro nuovi ospedali con l'intera rappresentanza parlamentare calabrese, perché a riguardo sopravvivono errori del passato ed è dovere delle istituzioni, nazionali e regionali, garantire senza ombre il diritto alla salute.

Epatite C: la Calabria si adoperi per somministrazione farmaco Sovaldi

Insieme ai colleghi Dalila Nesci e Federica Dieni abbiamo scritto al Governatore della Calabria Mario Oliverio ed al Dirigente regionale del Dipartimento Tutela della salute e Politiche sanitarie Dr. Bruno Zito esortandoli ad assumere tutte le iniziative affinché, con la massima urgenza, anche in Calabria si permetta l'avvio della somministrazione del Sovaldi, farmaco capace di eradicare il virus dell'Epatite C in sole 12 settimane di somministrazione e recentemente inserito dall'Aifa nel prontuario dei farmaci.
Soltanto Calabria, Sicilia, Molise e Campania non hanno attivato il programma di dispensazione del farmaco, né avrebbero ancora individuato i centri utilizzatori del medicinale. Questo rischia di generare tensione tra i pazienti, nonché una odiosa disparità di trattamento, violando i supremi principi costituzionali di tutela della salute e di uguaglianza. Anche perché il farmaco costerebbe, al cittadino che decidesse di acquistarlo di tasca propria, ben 70mila euro.
La Calabria è la regione d'Italia con il più alto tasso di positività al virus dell'epatite C, per questo motivo c'è bisogno che il governatore Oliverio accolga celermente il nostro invito a far si che anche la nostra regione attivi urgentemente il programma di dispensazione del farmaco e individui i centri utilizzatori del medicinale. Abbiamo anche provveduto a depositare un'interrogazione parlamentare al Ministro Beatrice Lorenzin per chiedere «se non ritenga opportuno assumere tutte le iniziative affinché, con la massima urgenza, si permetta l'avvio della somministrazione del nuovo farmaco antivirale per l’epatite C in tutte le Regioni italiane».
Il ministero deve verificare se effettivamente il farmaco in commercio possa essere venduto ad un costo inferiore, così da costare molto meno al sistema sanitario italiano.

26/02/15

L'ignoranza non può seppellire la cultura! ‪#‎SalviamoCapoColonna‬

Difenderemo l'area archeologica crotonese di Capo Colonna dagli orrori, soprattutto dopo la risposta insensata dataci in Senato dal Ministro ‪Franceschini‬.
Il ministro si sbaglia di grosso, se crede che l'accozzaglia di giustificazioni di ieri possa fermare l'impegno del ‪‎M5S‬ contro la cementificazione del parco archeologico di Capo Colonna. Continueremo nel lavoro parlamentare dando voce ai crotonesi, alle associazioni e comitati che chiedono la rimodulazione degli interventi, la rimozione degli abusi e l'accertamento di responsabilità penali.
Il ministro dei Beni culturali ha legittimato una colata di cemento su importanti reperti storici, ritenendolo un sistema conservativo.
Il MoVimento 5 Stelle valuterà l'opportunità di presentare un esposto sulla scelta di Franceschini, consapevole che la cultura può salvare la Calabria dalla violenza e dalla marginalità!

Paolo ParentelaDalila NesciNicola MorraFederica Dieni e Laura Ferrara

25/02/15

Con il contributo M5S il governatore Oliverio si impegna a pagare gli emodanneggiati calabresi

Grazie all'impegno del Movimento cinque stelle il governatore Mario Oliverio si è impegnato perché la Regione Calabria paghi gli indennizzi agli emodanneggiati. Il governatore calabrese ha ricevuto nel pomeriggio una delegazione degli emodanneggiati insieme a nostri rappresentanti, seguendo il nostro consiglio di reperire le risorse dal fondo sanitario, proposta contenuta in un emendamento Cinque stelle bocciato dal governo Renzi. Nell’incontro odierno presso la presidenza della Regione Calabria, Oliverio ha garantito pure che agli emodanneggiati saranno pagate le prime due mensilità correnti entro la metà di marzo, il che è già un risultato. Tuttavia bisogna impegnarsi, soprattutto con le associazioni di categoria, affinché i pagamenti tornino ad essere ordinari e a regime.
Siamo soddisfatti. Ringraziamo il governatore Oliverio per questo passo in avanti, conseguente alla nostra attenzione per gli emodanneggiati. In ogni caso restiamo vigili a Roma, dove il governo deve agevolare lo sblocco dei fondi per gli indennizzi.

Nesci, Parentela e Lorefice 

Politici e amministratori hanno distrutto il polo oncologico della Campanella

Il diffuso opportunismo e le tante promesse a vuoto sul futuro della Fondazione Campanella hanno avuto un effetto devastante. In seguito al recente provvedimento del prefetto di Catanzaro, il polo oncologico della Fondazione, che pure era salvo e al sicuro, ha seguito le stesse sorti dei reparti aggiunti per ragioni clientelari, con grave danno per la cura dei malati e per i lavoratori.
Così è stato buttato il bambino insieme all'acqua sporca. Si tratta di un esito che pesa sulla coscienza di quanti, soprattutto in questi giorni, hanno forzato la mano e, pur di speculare ancora, hanno negato l'evidenza. Ciò dimostra una totale mancanza di pudore e una speciale capacità distruttiva di noti politici catanzaresi e degli amministratori della Campanella, silenti e conniventi, che hanno strumentalizzato sino all'ultimo la realtà della Fondazione. Adesso il commissario liquidatore dovrà adoperarsi per recuperare il polo oncologico e sottrarlo alla fine cui è andato incontro il resto della struttura.

Il M5S sollecita la procura di Catanzaro sul caso Urbani

Oggi abbiamo sollecitato con una nota il procuratore di ‪Catanzaro‬ rispetto al nostro esposto sulla presenza in ufficio del subcommissario per il rientro sanitario Andrea Urbani, presentato nel dicembre 2014.
Quella segnalazione alla procura catanzarese riguarda una scarsa presenza di Urbani al suo posto di lavoro, stando ad articoli stampa, nonostante il mensile da 10 mila euro pagato dalla Regione Calabria al commercialista voluto dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per il riassetto della rete assistenziale.
La magistratura accerti al più presto se vi sia stato assenteismo di Urbani, del quale abbiamo già chiesto la revoca dall'incarico di subcommissario, per manifesta incompatibilità.
La sanità calabrese sta vivendo la fase più difficile di sempre, a causa della mancata nomina del commissario preposto al rientro, per cui, come noto, abbiamo denunciato il governo alla procura di Roma. Ci aspettiamo, dunque, che la nomina arrivi già nel consiglio dei ministri di venerdì 27 febbraio.

24/02/15

Minacce a Libera Calabria: il M5S esprime solidarietà

Desideriamo esprimere piena solidarietà e vicinanza al coordinatore regionale di ‪‎Libera‬ ‪‎Calabria‬, Mimmo Nasone per le gravi minacce subite.
Vorremmo non dover esprimere solidarietà perché significherebbe una maggiore presenza dello Stato in Calabria, che vorrebbe dire anche una legislazione seria e di contrasto alla 'ndrangheta ed alle altre organizzazioni criminali che operano sul territorio nazionale.
I calabresi coraggiosi che ogni giorno lottano contro la 'ndrangheta sognano una Calabria libera dal malaffare ed una politica lontana dalle logiche delle 'ndrine, che però non ha altrettanto coraggio nell'allontanare dai propri partiti gente che agisce spesso insieme ai mafiosi, a cui si rivolgono durante le campagne elettorali.
Nasone e Libera devono continuare senza paura la loro lotta contro la 'ndrangheta, ma devono sentire il supporto di cittadini ed istituzioni, fondamentali per infondere il giusto coraggio a chi rischia di pagare con il prezzo più alto la propria azione di contrasto verso le organizzazioni criminali. La Calabria ha bisogno di più gente coraggiosa e meno uomini d'onore.

23/02/15

Erosione costiera: il M5S chiede un tavolo tecnico in cui la Regione ascolti associazioni e comitati

Il problema dell’erosione costiera in Calabria va affrontato tenendo conto delle peculiarità di ogni singolo territorio, ascoltando associazioni e comitati interessati dai lavori di opere di difesa costiera.
Dopo aver partecipato da semplice cittadino alla manifestazione organizzata dal comitato “Salviamo la Scarpina” di Soverato (CZ), sono giunto alla conclusione che l’unica soluzione percorribile sia quella di fare incontrare istituzioni e cittadini per fare in modo che i progetti definitivi di opere di difesa costiera tengano in considerazione le istanze di chi vive i territori interessati da tali lavori. Ci sono posti in Calabria in cui la forte erosione costiera richiede interventi immediati, perché il rischio è che le mareggiate possano mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Complice dello stato attuale sono stati anche i mancati interventi sul dissesto idrogeologico in gran parte del territorio regionale, in particolare sulle aste fluviali e torrentizie. In altre zone, invece, vanno prese in considerazione le ragioni di chi ha timori di carattere ambientale e paesaggistico perché intravede dei rischi in questi interventi che dovrebbero aiutare a frenare l’erosione costiera. I progetti vanno rimodulati anche in considerazione dell’impatto sulla fauna del parco marino che possono portare tali interventi, tenendo conto (come nel caso delle spiagge di Soverato) anche dell’indotto turistico portato dalle attività di diving in fondali che rischiano di essere insabbiati e che conservano specie marine protette o ritrovamenti archeologici importanti.
Il MoVimento 5 Stelle si impegnerà per sensibilizzare la Regione ad istituire un tavolo tecnico regionale coinvolgendo il mondo scientifico calabrese come ad es. i geologi, i tecnici degli enti competenti, le categorie professionali di settore e i comitati preoccupati per il futuro delle proprie spiagge e dei propri fondali.
Siamo certi che attraverso la condivisione, la trasparenza e il dialogo democratico si possa giungere a soluzioni tecniche che possano risolvere il problema dell’erosione costiera che assecondino le ragioni di chi oggi protesta, evitando quindi interventi ed opere costose di incerta funzionalità.

Interrogazione parlamentare del M5S su interramento di rifiuti tossici in Calabria

Con Dalila Nesci​ abbiamo presentato l'ennesima interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno, dell’Ambiente e della Salute per chiedere loro quali azioni intendano adottare per la tutela della salute pubblica, dell'ambiente e del territorio in Calabria.
Dagli atti sulle rivelazioni del pentito Schiavone riguardo all’interramento di rifiuti tossici in Calabria emerge che in diverse località del Vibonese e dell’Aspromonte sarebbero presenti discariche abusive di rifiuti pericolosi, gestite dalla ‘ndrangheta. Non sarebbero casuali allora nemmeno gli accertamenti di pochi giorni fa, che il M5S ha già segnalato in un’interrogazione, sulla potenziale presenza di rifiuti altamente tossici sempre nella provincia vibonese.
L’emergenza ambientale e sanitaria restano i problemi principali della Calabria. La politica è rimasta troppo in silenzio davanti allo strapotere e agli affari della criminalità. E, anzi, ha avallato progetti folli come il rigassificatore di Gioia Tauro o è rimasta direttamente coinvolta come con l’inquinamento dell’Alaco, sottovalutando, negando o ignorando il problema. Occorrono interventi urgenti da parte del governo che noi sollecitiamo ancora.

Sanità in Calabria: esposto M5S contro governo per mancata nomina commissario

Con un esposto alla procura di Roma abbiamo denunciato il governo di Matteo Renzi, che non ha ancora nominato il commissario per l'attuazione del piano di rientro della sanità calabrese, con danni enormi per gli ospedali e i distretti.
L'esposto nasce dalla prolungata omissione del governo, che non ha provveduto alla nomina del commissario, nonostante i ripetuti richiami e le interrogazioni del Movimento cinque stelle, malgrado gli sprechi di denaro pubblico e la grandissima disorganizzazione della rete, che può causare gravi episodi di malasanità nella regione.
Vedremo se adesso il governo nominerà il commissario, che manca dal 10 dicembre scorso, data della proclamazione del nuovo governatore regionale. La volontà del governo di procedere a nomina politica si è manifestata attraverso l'omessa investitura del nuovo governatore della Calabria nei consigli dei ministri tenutisi sino al 31 dicembre 2014. Come ribadito dall'Avvocatura dello Stato, occorreva procedere, invece, ad assegnare l'incarico al nuovo governatore. Qualcuno dovrà pur rispondere degli squallidi giochi nei palazzi romani, che stanno impedendo la tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi.

19/02/15

Scempio a Punta Scifo: ho scritto ad Oliverio, ora dimostri di avere buon senso

Con una lettera inviata al Governatore della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, ho voluto portare all'attenzione la spinosa questione del costruendo villaggio nell'area “Punta Scifo”, a Crotone.
Da quanto emerge da un approfondito studio sulla vicenda nell'area 'Punta Scifo' si sta agendo senza il minimo rispetto verso le normative vigenti. Ho chiesto al Governatore di interessarsi immediatamente a questa strana storia per fare in modo da impedire l'ennesimo spregio ad un pezzo di Calabria già stuprato dall'abusivismo edilizio e dall'incuria di una politica assente.
Il Prg del Comune di Crotone stabilisce che nell'aria possano essere costruite attività ricettive di tipo agrituristico che, secondo la Legge Regionale, possono avere una capacità di massimo 30 posti letto. Nel 'Marine Park', invece, verranno costruiti ben 79 bungalow, capaci di ospitare oltre 200 posti letto. Per non parlare delle indagini in corso, relative ad alcune costruzioni ritenute abusive, che non hanno impedito la prosecuzione dei lavori»
A mio avviso è necessario un intervento immediato per bloccare questo ennesimo scempio. Oliverio deve dimostrare nei fatti una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche del passato. La Calabria ha bisogno di rilanciarsi sotto il profilo turistico e non è certo attraverso questo genere di opere che avverrà.
Sono certo che il Governatore si interesserà a questa storia. In questa vicenda non esistono giochi di maggioranza ed opposizione, perché è il buon senso che deve avere la meglio. Oliverio dimostri di averne.

IMU AGRICOLA, il M5S chiede la proroga al 2016 e propone l'abolizione!

Il pagamento dell’IMU Agricola, con i criteri iniqui con la quale è stata definita, è un salasso legalizzato che il Governo ha dovuto introdurre per trovare una copertura ai famosi 80 euro elargiti da Renzi. Nel corso della prossima discussione alla Camera dei Deputati del “Decreto Mille Proroghe”, è stato presentato un emendamento del M5S a prima firma Gallinella che ne chiede la proroga fino al 2016, nella speranza che in questo lasso di tempo ci sia un ripensamento da parte del Governo Renzi. Mezza Italia agricola non è d’accordo con il pagamento di questo assurdo balzello per più di un motivo: i nuovi parametri non tengono conto della complessità di tutto il territorio e, soprattutto, trascurano la funzione essenziale degli agricoltori nella tutela a presidio del territorio ed a beneficio dell’intera collettività. Inoltre quest’imposta si configura anche come una beffa, visto che il 2015 è l’anno dell’ “EXPO” che negli auspici dovrebbe porre al centro l’importanza del mondo agricolo e dei suoi rappresentanti, per il rilancio di una crescita sostenibile. E per questo abbiamo scritto anche a tutte le associazioni di categoria, così che facciano pressione sul Governo per spronarlo a fare marcia indietro.
Noi ci abbiamo provato in tutti i modi a partire dalla Legge di Stabilità, dove abbiamo proposto invano in prima istanza l’esenzione di tutti i terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali, in seconda istanza l’esenzione solo per imprenditori agricoli e coltivatori diretti, con le relative coperture finanziarie. Ci abbiamo riprovato durante l'esame del milleproroghe in Commissione Bilancio e nuovamente al Senato sul D.L. recante misure urgenti in materia di esenzione IMU chiedendo di estendere anche al 2015 l’esenzione dell’IMU per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale che non ricadono in zone montane e proponendo una differente copertura finanziaria, in modo da non far gravarne l’onere sugli stessi agricoltori. Ci aspettiamo che ora il Governo ci ascolti e prenda tempo per valutarne i costi-benefici.

17/02/15

Villaggio Scifo, ennesimo scempio a Crotone!

Il villaggio in costruzione in Località Punta Scifo, a Crotone, rappresenta ai sensi della legge un insediamento di attività potenzialmente pregiudizievole per l’ambiente e per il paesaggio. Per questo ho chiesto attraverso un'interrogazione parlamentare un intervento del Governo in merito.
In tale area, da tempo, sono iniziati i lavori per la realizzazione di un complesso turistico-alberghiero composto da 79 bungalow con tanto di platea in cemento e servizi annessi, in spregio a quanto disposto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria nell'aprile 2014 e dal Piano Regolatore del Comune di Crotone, che aveva destinato l'area alla realizzazione di strutture ricettive facenti capo ad imprenditori agricoli che utilizzano la propria azienda a scopo di ospitalità per non oltre 30 posti letto.
Su alcune di queste opere è intervenuta la magistratura, che ha bloccato e sequestrato i lavori di sbancamento per la discesa a mare, ritenuti abusivi. La legge dispone che sono da intendersi come strutture da adibire ad attività agrituristica soltanto quelle che rivestono carattere di ruralità e che sono state realizzate esclusivamente per tale scopo, eppure si sta procedendo alla costruzione ex novo di strutture che potranno ospitare oltre 200 posti letto. Insomma, altre colate di cemento sopra una zona archeologica e nel bel mezzo di una riserva marina. Uno scempio peggiore di quello in atto nel parco archeologico di Capo Colonna.
Una seria valorizzazione delle bellezze della Calabria non può passare attraverso la cementificazione selvaggia, che raggiunge un solo risultato: la devastazione delle nostre bellezze naturali. Una seria pianificazione per rilanciare il turismo nella nostra regione deve avere come punto focale la rivalutazione dell'esistente. I nostri punti di forza sono racchiuse nei paesaggi incantevoli, che non possono essere devastati da orribili colate di cemento. Riteniamo che la costruzione del villaggio possa essere seriamente dannosa per l'area marina protetta. Per questo motivo abbiamo chiesto al Governo un pronto intervento sulla vicenda al fine di vietare la prosecuzione dei lavori.

16/02/15

Dissesto idrogeologico: le nostre proposte al Prefetto di Catanzaro

Ho voluto incontrare il Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, per augurarle buon lavoro in città, ma soprattutto per riprendere i discorsi lasciati in sospeso con il vecchio Prefetto Cannizzaro.
Abbiamo avuto modo di affrontare diversi argomenti che avevamo in agenda, quali la prevenzione del dissesto idrogeologico, l'emergenza criminalità in città e nei paesi della provincia e la spinosa questione dell'invaso dell'Alaco, che sta interessando anche la magistratura.
Per quanto concerne la prevenzione del rischio idrogeologico ho provveduto a consegnare nelle mani della Dott.ssa Latella un documento redatto dal Movimento Cinque Stelle, che contiene proposte già depositate in Parlamento per interventi urgenti e nel lungo periodo che vanno dalla gestione e la tutela del suolo all'introduzione di strumenti finanziari e sgravi fiscali per chi ha subito danni, passando per la gestione urbanistica dei comuni. Ho potuto appurare il serio interessamento del prefetto al problema che, pur non essendo di sua stretta competenza, si sta già muovendo con attenzione e dedizione per arginare la vera e propria emergenza in cui versa la Calabria. Un confronto serio e proficuo si è avuto sul tema sicurezza, che secondo noi non verrà risolto esclusivamente attraverso l'adozione di misure repressive le quali, anche se necessarie, non basterebbero a mettere la parola fine all'escalation criminale di cui sono vittime i quartieri a sud della città e i paesi limitrofi. Riteniamo che anche grazie all'adozione di politiche sociali serie si potrà giungere alla definitiva eradicazione del problema criminalità.
La nostra disponibilità a collaborare è stata rinnovata anche sulla questione Alaco. Il primo passo da compiere è senza dubbio analizzare seriamente le acque dell'invaso, su cui abbiamo chiesto al Prefetto di intervenire anche attraverso un tavolo istituzionale che possa studiare valide alternative per garantire ai cittadini interessati un servizio idrico efficiente, senza fornire loro acqua che con molta probabilità non è adatta all'utilizzo umano.

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Scarica QUI il pacchetto M5S emergenze sul Dissesto Idrogeologico
- La vicenda dell'invaso Alaco

11/02/15

Alaco: non si perda altro tempo!

Urge immediata convocazione presso la Prefettura di Catanzaro di un tavolo istituzionale sulla potabilità delle acque dell’Alaco.
Insieme a Dalila Nesci​ e Federica Dieni​ abbiamo inviato una lettera ai prefetti di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, in seguito agli sviluppi dell’inchiesta Acqua sporca 2 sulla rete idrica dell' Alaco, che ha portato a perquisizioni nella Regione Calabria e a nuovi avvisi di garanzia.
Dall’indagine emergerebbe che l'acqua dell'invaso non sarebbe idonea al consumo umano. È necessario che anche il governatore Mario Oliverio, al quale per opportuna conoscenza abbiamo indirizzato la missiva, partecipi al tavolo istituzionale da noi proposto, che speriamo i prefetti vogliano fissare al più presto.
Il Movimento Cinque Stelle denunciò da subito le irregolarità sull’Alaco e i rischi per la salute e l'ambiente, anche tramite interrogazioni parlamentari e altre richieste alle prefetture. Adesso le istituzioni devono risposte certe alla popolazione, senza perdere un solo minuto!

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10/02/15

Chiusura uffici postali: grave limitazione dei diritti dei cittadini

Il Governo intervenga per scongiurare la chiusura di 22 uffici postali e la razionalizzazione del servizio per ulteriori 41in Calabria. La nostra regione ha necessità che vengano garantiti i servizi essenziali per i cittadini dei centri periferici.
Su questa vicenda ho presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'economia e delle finanze e al Ministro dello sviluppo economico.
Le chiusure di uffici postali periferici in corso in tutta Italia da parte di Poste italiane spa comportano una notevole limitazione dei diritti dei cittadini di alcune aree del Paese ad avere un servizio efficace ed efficiente e non garantiscono la capacità di mantenere degli standard minimi di qualità per il servizio universale, in evidente contrasto con il contratto di programma sottoscritto da Poste italiane spa con lo Stato. La chiusura di questi centri inoltre comporterà inequivocabilmente una perdita di posti di lavoro e la perdita di importanti pubblici servizi per i cittadini delle periferie.
Invece di investire per migliorare il servizio per i cittadini si creano difficoltà, in particolare per gli anziani e per gli abitanti dei piccoli comuni che si vedranno tolto l'ufficio postale o lo avranno a disposizione soltanto a giorni alterni. Già il TAR del Lazio si era espresso contrariamente alla chiusura degli uffici postali in alcuni comuni calabresi, specificando nella sentenza come gli interessi sociali non possono essere sottomessi alla forsennata ricerca dell'utile.
Ho chiesto al Governo di intervenire affinché non venga a mancare uno dei pochi servizi pubblici presenti sul territorio, mancanza che non potrà essere risolta con l'implementazione di servizi digitali via internet,  soprattutto in considerazione delle note carenze  nello sviluppo delle infrastrutture internet e della banda larga e del digital divide in Calabria. Sarà importante in queste settimane, da parte dell’opinione pubblica e tutte le forze fare pressione per salvaguardare i nostri servizi. I cittadini in primis dovrebbero indignarsi di questi tagli che il MoVimento 5 Stelle non approva e per i quali già denuncia da tempo in Parlamento.




06/02/15

Etichettatura (M5S): il governo ancora latita sui decreti attuativi!

Oggi si è svolta l'interpellanza M5S in merito all'etichettatura degli alimenti.
Aspettiamo un adeguamento al regolamento UE per la fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori dal 2011. Il governo la smetta di prendere tempo per il bene dei consumatori!
Da dicembre 2014 questo regolamento  è divenuto applicabile e permetterebbe di garantire, all'interno del mercato unico europeo, l’uniformità delle regole a presidio dell’informazione dei consumatori in relazione agli alimenti. Per l’inadempienza del Governo siamo, invece, rimasti scoperti su alcuni punti fondamentali per la trasparenza e sicurezza dei consumatori. Nonostante il Regolamento europeo sia stato concepito nel 2011, ed entrato in vigore il 13 dicembre scorso l’Italia si è fatta trovare impreparata su più fronti, ed ora bisogna correre ai ripari per evitare multe agli operatori del settore e fare chiarezza sul quadro di incertezza che si è venuto a creare.
Abbiamo chiesto al Governo nell'interpellanza di oggi come e soprattutto quando intende riallineare la normativa nazionale al suddetto Regolamento europeo. Bisogna stabilire un impianto sanzionatorio da applicare per far fronte alla violazione degli adempimenti, quindi fornire agli addetti ai controlli tutti gli strumenti necessari a garantire la corretta applicazione delle disposizioni in esso contenute.
Per colpa di questa politica attendista e scaricabarili l’Italia si trova ancora con dei nodi importanti da sciogliere: manca una norma relativa all'obbligo di comunicazione degli allergeni presenti nei menu di ristoranti ed esercizi pubblici; e manca l’obbligo di segnalare in etichetta lo stabilimento di produzione. Il ritardo nel recepimento di tali norme è inammissibile, e peggio ancora  lo è prendere tempo organizzando dei  tavoli di confronto su cose che sono già state fatte. Inoltre il tempo per risolvere tali questioni lo si poteva trovare durante il semestre europeo, ma il governo ha dormito e come sempre a farne le spese sono i consumatori italiani.

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05/02/15

Allarme acque contaminate da pesticidi e mancano i dati delle regioni Calabria e Molise

Ho chiesto al Ministro dell'Ambiente e al Ministro dell'Agricoltura di adoperarsi affinché ArpaCal e Arpa Molise trasmettano all'ISPRA i dati necessari a completare il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque. Dai dati trasmessi fino al 2012 emerge un netto aumento della presenza di pesticidi rispetto agli anni precedenti. Le analisi sono fondamentali per comprendere lo stato di inquinamento delle nostre acque, che registrano dati allarmanti. Quasi il 60% delle acque superficiali sono contaminate dalla presenza di pesticidi utilizzati in agricoltura, ma i dati relativi al 2012 sono ancora incompleti a causa della mancata trasmissione delle analisi da parte delle Agenzie regionali in Calabria e Molise.

Non possiamo chiudere gli occhi davanti a un problema che riguarda non solo gli agricoltori ma tutti noi. Ecco perché il MoViemnto 5 Stelle attraverso una mozione già depositata in Parlamento vuole impegnare il Governo, a prendere immediatamente tutte le misure necessarie a concretizzare quel percorso di reale 'uso sostenibile dei pesticidi' per liberarci gradualmente da queste sostanze altamente inquinanti. E' necessaria quindi, una stretta sull'utilizzo dei pesticidi e sul ricorso alle deroghe nazionali e territoriali, che autorizzano prodotti pericolosi per l'uomo e per l'ambiente il governo è in super ritardo nell'adozione dei decreti attuativi e delle linee guida previsti dal Piano di Azione Nazionale (PAN) per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, già in vigore.

I dati che emergono dal rapporto dell'Ispra sono allarmanti e necessitano di un'azione immediata da parte del Governo. In Calabria l'Arpacal è spesso l'ultima a trasmettere i risultati delle analisi ambientali, rendendo più difficoltosi i necessari interventi atti a placare il rischio di inquinamento. Nell'atto di sindacato ispettivo ho chiesto al  Ministro Galletti affinché si adoperi per creare un percorso che consenta all'Istituto ISPRA di ricevere obbligatoriamente ed in maniera completa ed esaustiva i dati sulla contaminazione delle acque da parte di tutte le regioni italiane al fine di avere un quadro chiaro che permetta di agire tempestivamente al fine di proteggere le nostre acque e la salute degli esseri viventi. Il Governo deve attivare tutte le misure necessarie affinché nei territori avvengano tutti i controlli a garanzia del rispetto della normativa vigente. È fondamentale promuovere un intervento teso a revocare l'uso di particolari pesticidi nelle coltivazioni italiane, basandosi su quanto imposto dall'Unione europea ma soprattutto in base ad esigenze e bisogni del nostro territorio.

04/02/15

Si faccia chiarezza sui risultati relativi alla presenza di rifiuti tossici e pericolosi in Calabria

Il Governo deve fare chiarezza sui risultati relativi alla presenza di rifiuti tossici e pericolosi eventualmente rintracciati dall'elicottero AS350 B3 che nei giorni scorsi ha sorvolato i cieli della Calabria.
Nei giorni scorsi avevo interrogato in proposito il Ministro dell'Ambiente. La presenza di rifiuti tossici e radioattivi in Calabria è stata confermata dagli atti dei servizi segreti desecretati il 5 maggio 2014, che ne confermano l'interramento in alcuni punti della regione ed in particolare nella zona delle serre tra i comuni di Serra San Bruno e Mongiana (Vibo Valentia), ma anche in Aspromonte. È giunta ieri la notizia che i risultati relativi all'indagine verranno pubblicati entro la fine del mese di febbraio. Non posso che accogliere con favore la notizia, nella speranza che nelle eventuali zone contaminate vengano sin da subito iniziate le operazioni di bonifica.
Per noi è una notizia importante che si sia proceduto ad una mappatura delle zone interessate. L'incidenza di tumori in tutta la Calabria è a livelli impressionanti ed il Governo ha la responsabilità di intervenire urgentemente, anche attraverso l'istituzione del registro tumori e del registro epidemiologico, per dare immediate risposte ai cittadini innocenti che soffrono mali incurabili a causa degli interessi delle 'ndrine.
Appare evidente come la presenza di rifiuti tossici e radioattivi e l'aumento esponenziale di patologie tumorali in Calabria sia strettamente collegato. I giochi della 'ndrangheta hanno distrutto una regione intera, condannando i calabresi ad una morte lenta e dolorosa. Tutto questo non è più tollerabile. Il Governo è già in netto ritardo nel tentare di restituire ai cittadini fette importanti del territorio letteralmente devastate dalla presenza di rifiuti pericolosi, per questo motivo non c'è più tempo da perdere in chiacchiere. È giunta l'ora delle azioni concrete.

Leggi l'interrogazione parlamentare

01/02/15

Proposta di legge per sostenere l'agricoltura contadina!



Il percorso della presente proposta di legge si muove nell'ambito della sovranità alimentare dei popoli, del diritto alla produzione, controllo e gestione del proprio cibo da parte dei contadini e dei cittadini. L' obiettivo della proposta di legge è di mettere al centro la dimensione contadina ripresa in chiave contemporanea per identificare pratiche agronomiche e strutture economiche ancora oggi presenti e preziosa risorsa per il futuro. Riteniamo che i modelli contadini siano strutturalmente più adeguati per fermare il continuo spopolamento agricolo delle aree interne, riportandovi lavoro ed occupazione, riutilizzando le risorse territoriali e riducendo di conseguenza i costi ambientali (assetto idrogeologico, manutenzione dei suoli, tutela della biodiversità) e ricostruendo paesaggi sociali rurali. Nelle aree ad agricoltura intensiva, possono essere invece alternativa concreta di riconversione e di ricostruzione di agro-biodiversità.

La grande diversità italiana di agro-ecosistemi e di condizioni socio-economiche ha prodotto nel tempo una pluralità di forme economiche, strutture produttive e mercati agricoli. Nell'ambito di questa pluralità si possono individuare differenti orientamenti: imprese totalmente inserite nel mercato agroindustriale; aziende di ridotta dimensione economica e fisica che producono con alta intensità di lavoro e bassa capitalizzazione; piccole aziende di autoconsumo e con limitata vendita diretta. Alle realtà descritte andrebbero aggiunte le auto produzioni delle innumerevoli pratiche di agricoltura informale, che forniscono prodotti alimentari per l'autoconsumo e lo scambio non monetario a tutt'oggi non stimati.
Esse costituiscono, per la gran parte, un patrimonio e una risorsa da valorizzare oltre il semplice parametro economicistico. Oggi questa pluralità delle realtà agricole è seriamente messa in crisi dalle politiche agricole dominanti che cercano di sussumere e forzare i differenti tipi aziendali nel contesto unico dell'impresa agricola di mercato a carattere industriale (intensiva, specializzata, capitalizzata).
La definizione di agricoltura contadina si fonda sulle radici storiche della figura di contadino. Viene ripresa in questo contesto in chiave contemporanea per individuare, all'interno delle innumerevoli esperienze, le pratiche agronomiche e strutture socio-economiche presenti ancora oggi e ritenute una preziosa risorsa per l'agricoltura del presente e del futuro. In prima approssimazione si individuano alcuni caratteri fondanti: diversificazioni colturali, tecniche agronomiche conservative e di basso o nessun impatto ambientale come la permacultura, riproduzione delle sementi e razze autoctone, controllo dei saperi, radicamento locale e mercati di prossimità, dimensioni limitate e contesti familiari o di comunità. Il tutto coerente con obiettivi di gestione autonoma delle risorse alimentari di ogni territorio e che oggi viene definito come il diritto alla sovranità alimentare di ogni popolo. Occorre oggi riconoscere anche l'esistenza della figura contadina contemporanea, la cui finalità quotidiana è di vivere nel suo luogo , di coltivare e allevare per la propria famiglia e/o comunità e di vendere in modo equo i propri prodotti. 
La presente proposta di legge consta di sette articoli. In particolare, all’articolo 1 vengono descritte le finalità del provvedimento nonché le principali tematiche sulle quali interviene: agricoltore contadino (conducono direttamente, in forma singola, familiare o associata, i fondi, praticano diversificazioni e avvicendamenti colturali basati su modelli agro economici conservativi e sostenibili e promuovono la biodiversità animale e vegetale, spontanea e coltivata; producono prevalentemente beni destinati all’autoconsumo, ovvero rivolti alla vendita diretta presso i mercati locali in circuiti di filiera corta; trasformano le materie prime di esclusiva produzione propria direttamente in azienda o presso la propria abitazione, o in adeguate strutture locali, con esclusione di processi di lavorazione industriale e senza l’utilizzo di personale esterno),vendita diretta e filiera corta. All’articolo 2 sono elencati i prodotti dell’agricoltura contadina, mentre all’articolo 3 vengono indicate le linee che dovranno essere dettate da parte delle regioni per disciplinare la produzione, la trasformazione, il controllo e la vendita al pubblico dei prodotti agricoli da parte degli agricoltori contadini.
All’articolo 4, partendo dal punto fermo che gli agricoltori contadini sono soggetti all'obbligo dell’autocontrollo, vengono definite alcune disposizioni di controllo dell’attività contadina. In particolare l’obbligo di compilare un registro di buone pratiche igieniche nel quale si descrivono le operazioni attuate ed i materiali utilizzati al fine di garantire la salubrità dei prodotti, di partecipare ad un corso di formazione in materia di standard igienico-sanitari minimi. Viene stabilita inoltre la possibilità che i comuni possano effettuare controlli presso gli insediamenti di agricoltori contadini al fine di verificare il rispetto, da parte degli stessi, delle norme igienico-sanitarie stabilite. Vengono altresì stabilite delle sanzioni per il mancato rispetto di quanto previsto nell'articolo.
Al comma 1 dell’articolo 5 viene modificato il comma 6, dell’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n, 633, in particolare viene innalzato dal 7000 a 10000 euro il reddito annuale entro il quale le imprese contadine possono usufruire di agevolazioni fiscali (esonero IVA). Il comma 2 dell’art. 5 va ad abrogare il comma 8-bis dell'articolo 36 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012 che estendeva l’obbligo anche per gli agricoltori in regime di esonero ai fini IVA – avendo essi realizzato un volume d’affari inferiore a 7000 euro – e quindi per legge autorizzati a non conservare registri contabili a comunicare le operazioni rilevanti ai fini dell’accertamento fiscale generando così una non trascurabile complicazione tecnico operativa. 
All’articolo 6 si prevede che nella programmazione dello sviluppo rurale relativa al periodo 2014-2020, le regioni devono prevedere apposite misure volte a sostenere e promuovere la realizzazione di progetti da parte degli agricoltori contadini anche al fine di riconoscere e valorizzare il ruolo sociale da essi svolto. Infine, all’articolo 7 si prevede l’istituzione, da parte delle regioni, dell'albo degli agricoltori contadini presenti nei loro territori, la cui iscrizione non è soggetta alla tassa di concessione governativa.



Ecco il testo della proposta di legge dopo la consultazione su LEX:

Art. 1
Finalità e definizioni
1. La presente legge reca i principi fondamentali per la valorizzazione e la tutela delle agricolture contadine, al fine di promuovere e sostenere modelli socio economici basati su strutture prevalentemente familiari e pratiche agronomiche conservative e a basso, o assente, impatto ambientale. 
2. Ai fini dell’attuazione del comma 1,  le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, individuano  requisiti e procedure semplificate, nel rispetto della normativa recata dai Reg. CE 852/2004 e 853/2004,  per la lavorazione, il confezionamento e la vendita diretta di limitati quantitativi di prodotti agricoli di esclusiva produzione propria degli agricoltori contadini come definiti dal successivo comma 3.  
3. Ai fini e per gli effetti della presente legge si definiscono “agricoltori contadini” i soggetti che: 
a) conducono direttamente, in forma singola, familiare o associata,  i fondi, siano essi di proprietà o concessi in locazione, anche avvalendosi del lavoro di salariati temporanei o fissi in numero limitato definito con legge regionali;
b) praticano diversificazioni e avvicendamenti colturali basati su modelli agro economici conservativi e sostenibili e promuovono la biodiversità animale e vegetale, spontanea e coltivata;
c) producono prevalentemente beni destinati all’autoconsumo, ovvero rivolti alla vendita diretta presso i mercati locali in circuiti di filiera corta attraverso forme di  economia solidale e partecipata; 
d) trasformano le materie prime di esclusiva produzione propria direttamente in azienda o presso la propria abitazione,  o in adeguate strutture locali, con esclusione di processi di lavorazione industriale e senza l’utilizzo di personale esterno. 
4. Per “vendita diretta” si intende la vendita presso strutture locali di propria disponibilità, in azienda, o presso mercati e fiere, dettaglianti locali, gruppi di acquisto solidale,  mense e ristoranti nei limiti stabiliti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano. 
5. Per “filiera corta” si intende una filiera produttiva caratterizzata dalla assenza di intermediari commerciali tra il produttore e il consumatore finale.

Art. 2 
Prodotti
1. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, comma 3, lettera d) è consentita la vendita e la  trasformazione delle seguenti materie prime di esclusiva produzione propria degli agricoltori contadini :
a) Miele;
b) Frutti in guscio; 
c) Piante officinali e aromatiche; 
d) Cereali; 
e) Legumi;
f) Latte di origine animale e vegetale;
g) Uova;
h) Carne;
i) Frutta e ortaggi;
l) Uva;
m) Olive
m) Canapa sativa

2. E’ consentito l’utilizzo dei seguenti prodotti tradizionalmente usati a fini conservativi: sale, pepe, zucchero, olio, aceto e similari.
3. Le strutture e le abitazioni private destinate alla lavorazione dei prodotti di cui al comma 1 sono quelli previsti per le case di civile abitazione del comune in cui ricade l’insediamento e la  residenza 
4. Le strutture e le abitazioni private destinate alla lavorazione dei prodotti di cui al comma 1 sono soggetti al rilascio dell’autorizzazione sanitaria ai sensi della normativa vigente.

Art. 3
Interventi
1.Nel rispetto della normativa comunitaria vigente, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano disciplinano la produzione, la trasformazione, il controllo e la vendita al pubblico dei prodotti agricoli da parte degli agricoltori contadini.  In particolare:
a) includono  nella lista di cui al comma 1 dell’articolo 2,  eventuali altri prodotti caratteristici dei territori ove insistono coltivazioni o allevamenti tipici; 
b) stabiliscono eventuali specifiche deroghe alle superfici finestrate delle strutture e della abitazioni private destinate alla lavorazione dei prodotti, qualora sia verificata la sussistenza di un adeguato sistema di ricambio di aria. 
c) stabiliscono  i limiti quantitativi di produzione entro i quali, la destinazione di un locale a scopo di laboratorio, non determina la necessità di un cambiamento di destinazione degli stessi; 
d) dispongono ulteriori caratteristiche e dotazioni delle strutture e delle abitazioni private destinate alla lavorazione dei prodotti in modo da assicurare che le operazioni di trasformazione siano effettuate nel rispetto delle norme igieniche  e che non rappresentino un pericolo per la salute pubblica; 
e) prevedono adeguate norme finalizzate a stabilire le fasi indispensabili della filiera lavorativa e la loro organizzazione anche al fine di evitare contaminazioni crociate tra alimenti con diverso profilo microbiologico;
f) stabiliscono le modalità della vendita dei prodotti agricoli e dei prodotti trasformati presso i mercati di vendita diretta.

Art. 4
Controlli
1.Gli agricoltori contadini sono soggetti all’obbligo dell’autocontrollo.
2. In attuazione delle finalità di Reg. Reg. CE 852/2004 e 853/2004,  è affidata agli agricoltori contadini la responsabilità del processo produttivo e compete ad essi la scelta e l’utilizzo di materiali e procedure. 
3. Gli agricoltori contadini che trasformano le materie prime di loro produzione sono tenuti a compilare un registro di buone pratiche igieniche nel quale descrivono le operazioni attuate ed i materiali utilizzati al fine di garantire la salubrità dei prodotti. Gli enti pubblici preposti sono tenuti alla vigilanza e all’intervento in casi specifici, qualora venga dimostrato e documentato un reale rischio sanitario per la collettività. 
4. Gli agricoltori contadini che trasformano le materie prime di loro produzione sono tenuti a partecipare ad un corso di formazione in materia di standard igienico-sanitari minimi promosso dall’Ente pubblico ed attuato in ambito locale anche attraverso la rete internet, senza oneri a loro carico. 
5. I comuni, anche avvalendosi degli organi di polizia amministrativa locale e dei competenti servizi delle Aziende Sanitarie Locali, possono effettuare controlli presso gli insediamenti di agricoltori contadini al fine di verificare il rispetto, da parte degli stessi, delle norme igienico-sanitarie stabilite.
6. Le violazioni delle prescrizioni di cui alla presente legge e di quelle previste nelle leggi regionali, soggiacciono  alla comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 300,00 a euro 3.000,00. In caso di reiterazione,  il sindaco del comune competente vieta la prosecuzione dell'attività di produzione, trasformazione e vendita al pubblico per un periodo da sei mesi ad un anno. Qualora venga accertata un'altra violazione della stessa specie o la reiterazione sia specifica, il sindaco vieta la prosecuzione dell'attività per un periodo non inferiore a tre anni e non superiore ai dieci anni. Qualora dal fatto derivi pericolo per l'igiene e la sanità pubblica, il sindaco vieta immediatamente la prosecuzione dell'attività.

Art. 5
Fiscalità
1.Al comma 6, dell’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n, 633 sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) al primo periodo sostituire le parole “ 7.000” con le seguenti: “ 10.000”;
b) al terzo periodo sostituire le parole “ 7.000” con le seguenti: “ 10.000”. 
2. Il comma 8-bis dell'articolo 36 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, è abrogato.

Art. 6
Programmi di sviluppo rurale
1.Nell’ambito della programmazione dello sviluppo rurale relativa al periodo 2014-2020,  le regioni prevedono apposite misure volte a sostenere e promuovere la realizzazione di progetti da parte degli agricoltori contadini  anche al fine di riconoscere e valorizzare il ruolo sociale da essi svolto  nel sopperire all’assenza dei servizi nelle aree marginali.

Art. 7. 
Istituzione dell'albo regionale e provinciale degli agricoltori contadini 
1.Le regioni e le  province autonome di Trento e di Bolzano possono istituire l'albo degli agricoltori contadini presenti nei loro territori. 
2.L'iscrizione all'albo di cui al comma 1 è gratuita e non è soggetta alla tassa di concessione governativa.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano possono stabilire che l’iscrizione all’Albo di cui al presente articolo sia condizione indispensabile per l’accesso ad eventuali contributi concessi per la realizzazione di progetti ed iniziative promozionali.