09/01/15

La vecchia politica calpesta la storia a Capo Colonna

Il Governo deve garantire la messa in sicurezza del parco archeologico di Capo Colonna senza intaccare il valore storico ed artistico dei ritrovamenti.
Insieme a Nicola Morra abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Il progetto di intervento denominato 'Spa 2.4 Capocolonna' prevede la costruzione di un parcheggio esattamente sopra alcune scoperte archeologiche e la costruzione di coperture per alcuni ritrovamenti per la cui costruzione sono previste trivellazioni che potrebbero mettere in pericolo parte del patrimonio storico dell'area. La nostra interrogazione prende spunto dalle segnalazioni inviate alle autorità competenti dalle associazioni 'Sette Soli' e 'Gettini di Vitalba' nei mesi scorsi. Le due associazioni, che dimostrano di avere a cuore il patrimonio storico ed artistico della Calabria e di Crotone in particolare, hanno già fatto notare come il progetto 'SPA 2.4 Capo Colonna' rischi di minare seriamente l'integrità del paesaggio e, quindi, il valore storico delle importantissime scoperte archeologiche compiute a Capo Colonna e mai adeguatamente valorizzate. Per questo motivo abbiamo chiesto al Ministro se non ritenga doveroso porre in essere gli opportuni atti ispettivi di propria competenza, volti a vigilare, verificare ed eventualmente impedire ogni evidenza di deterioramento eventualmente causato da vibrazioni e/o interventi maldestri svolti all'interno dell'edificio termale del Parco archeologico di Capo Colonna.
La ricchezza della Calabria è rappresentata anche dalla conoscenza della sua storia gloriosa, che rischia di essere cancellata da una classe politica cieca ed ignorante, che pensa solo a spendere i soldi della comunità europea, senza badare alla qualità degli interventi. Spero che il Ministro ci ascolti e che si arrivi ad una rimodulazione del progetto, che tenga conto della tutela e della valorizzazione dell’area archeologica e dell'integrità del paesaggio, anche attraverso il superamento dell’utilizzo di scelte tecniche obsolete e inadeguate quali quelle attuali.

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