31/01/15

Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica

Gli auguriamo buon lavoro, ma l'augurio più grande è di essere all'altezza del compito difficilissimo che lo aspetta: tenere realmente la schiena dritta di fronte ai colpi di mano che questo governo si appresta a compiere, essere vero Garante della Costituzione, Presidente di tutti e non di una parte soltanto.
Rivendichiamo con orgoglio il nostro ruolo di forza di opposizione, di forza del cambiamento vero, che sogna e lavora per dar vita a un'Italia autenticamente diversa. Piegarsi a strategie e inciuci e sedersi a un tavolo in cui i giochi erano già stati decisi a tavolino, avrebbe significato snaturarsi e rinnegare il nostro ruolo, quello per cui 9 milioni di italiani ci hanno dato fiducia.
Sin dall'inizio abbiamo agito con coerenza e trasparenza, con il solo obiettivo di contribuire a dare al Paese un Capo dello Stato davvero rappresentativo di tutti e non uno 'scendiletto' di Renzi. Siamo stati gli unici a rifiutare accordi segreti alle spalle dei cittadini, gli unici a fare nomi alla luce del sole e a coinvolgere i cittadini. Di questo siamo fieri, nella certezza che tutto ciò non sia avvenuto invano: le nostre sollecitazioni hanno arginato gli effetti nefasti di un Patto del Nazareno da cui potevano uscire nomi indegni, come ad esempio quello di Giuliano Amato.
Sin dall'inizio abbiamo mostrato a Renzi la nostra disponibilità al dialogo, ponendogli un'unica condizione: si gioca a carte scoperte. Ma il Presidente del Consiglio ha chiuso al Movimento 5 Stelle tutte le porte, preferendo a noi il condannato Silvio Berlusconi. Abbiamo allora sollecitato il suo partito: ci hanno risposto una manciata di deputati, proponendoci il nome di Prodi. Abbiamo raccolto questa indicazione e coerentemente l'abbiamo inserita nella rosa di nomi uscita fuori dall'Assemblea dei parlamentari M5S e l'abbiamo sottoposta al vaglio della Rete. La Rete ha scelto Ferdinando Imposimato e questo è il nome che abbiamo portato avanti dalla prima all'ultima votazione. Ci siamo riservati la possibilità di un'ulteriore votazione lampo sul blog, sfumata quando è stato chiaro che i giochi erano già fatti e che il nome di Mattarella, al di là di manfrine a uso e consumo dei media, aveva il 'via libera' anche di Silvio Berlusconi.
Oggi abbiamo toccato con mano, una volta per tutte, le conseguenze oscene prodotte dall'attuale legge elettorale, il Porcellum: le liste bloccate hanno generato un Parlamento di nominati ricattati e ricattabili, deputati e senatori che sotto la minaccia del ritorno alle urne, e della perdita di un posticino in lista, abbassano la testa ed eseguono la volontà del capo.
Esempio palese ne è lo spettacolo indegno offerto da Angelino Alfano e dalle sue truppe: di fronte alla possibilità di uscire dal governo, il dissenso di Angelino sul nome di Mattarella è subito rientrato. Ma è successo anche tra le fila della minoranza del Pd, dove le pecorelle smarrite che per giorni hanno minacciato strappi e ritorsioni sono tornate docili all'ovile di Renzi, pur di non perdere la poltrona al prossimo giro.
Se da queste forze politiche fosse arrivato un sussulto di dignità e di coerenza, le cose sarebbero andate diversamente.
Invece Renzi il Rottamatore, quello che aveva promesso all'Italia di cambiare verso, porta al Colle un uomo della Prima Repubblica, un democristiano del governo Andreotti. Ora il Movimento 5 Stelle lo aspetta alla prova dei fatti.

parlamentari5stelle.it

30/01/15

Discarica di Corigliano: "la vecchia politica causa disastri e poi finge di risolverli"

Clicca sulla foto per vedere il servizio di Striscia la Notizia

Comunicato Stampa

«Siamo contenti che la trasmissione satirica 'Striscia la Notizia' abbia dato risalto nazionale alla bonifica delle discariche di Corigliano (Cosenza) su cui avevamo presentato un'interrogazione parlamentare. Lo affermamo il deputato M5S Paolo Parentela, primo firmatario dell'interrogazione inviata al Ministro dell'ambiente presentata nel mese di Novembre scorso e il consigliere comunale M5S Francesco Sapia. «Il Sindaco di Corigliano – continuano Parentela e Sapia – incalzato dai microfoni di Luca Abete, ha dichiarato che si stanno già muovendo per interessare il ministero e che scriveranno a Galletti per interessarlo. In realtà nella nostra interrogazione parlamentare, si scorgono diverse responsabilità a capo dell'amministrazione comunale, che non è mai stata capace di gestire la vicenda».

"Il vero problema – aggiungono i portavoce del MoVimento Cinque Stelle – è che le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno gestito la questione nel peggiore dei modi, prima autorizzando l'apertura di una discarica in un sito assolutamente non idoneo a tale mansione, e poi sprecando milioni di euro in un progetto di bonifica approssimativo che non ha mai avuto realmente inizio. A farne le spese, come al solito, è la salubrità dell'ambiente circostante, poichè il ruscello di percolato che sgorga dalla discarica finisce nei campi limitrofi e nel torrente Coriglianeto, che a sua volta affluisce in mare".

Parentela conclude: «Siamo stanchi di assistere alla prassi consolidata secondo cui la politica crea disastri per poi fingere, davanti alle telecamere, di interessarsi a risolvere i problemi. L'era dei giochetti di potere di chi specula sulla salute dei cittadini e sul futuro della nostra terra deve finire al più presto».

29/01/15

M5S incontra Oliverio: un primo passo per gli indennizzi agli emodanneggiati

Nel tardo pomeriggio di oggi insieme a Dalila Nesci e Marialucia Lorefice abbiano incontrato alla Camera il governatore regionale della Calabria, Mario Oliverio, per discutere, a margine della votazione del nuovo capo dello Stato, della situazione degli emodanneggiati calabresi, cui la Regione deve indennizzi arretrati. Il governatore Oliverio ha accolto la nostra proposta di incontrare associazioni e comitati di categoria, per avere un quadro complessivo dei problemi. Inoltre, gli abbiamo rappresentato che nella legge di stabilità avevamo presentato emendamenti perché gli arretrati degli indennizzi andassero anche alle regioni che non avevano potuto anticiparli, proprio come la Calabria. Ancora abbiamo chiesto che il governatore sia portavoce di queste istanze presso la maggioranza cui appartiene, per una soluzione definitiva in favore dei tantissimi malati in attesa di risposte.
Siamo convinti che oggi sia stato compiuto un primo passo, anche perché il governatore della Calabria ci ha incontrato appena dopo la nostra richiesta, assumendo un primo impegno di verificare la situazione per l'anno 2014.

Le azioni politiche del Movimento 5 Stelle sugli emodanneggiati:

Interrogazione parlamentare sulla crisi delle clementine

Le clementine, incrocio tra arancio amaro e mandarino, sono coltivate in Italia sin dagli anni ’30 ed hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria. Quasi il 70% delle clementine italiane è prodotto in Calabria, il resto in Puglia, Sicilia e Basilicata. Le aree di maggiore produzione sono concentrate nelle zone di pianura esistenti nella regione e sono: la Piana di Sibari e Corigliano nel cosentino, la Piana di Lamezia nel catanzarese, la Piana di Gioia Tauro-Rosarno e la Locride nel reggino. In soli 58 comuni calabresi è concentrata quasi la metà della superficie agrumetata regionale, cosi suddivisi: Provincia di Reggio Calabria 20 comuni; Provincia di Catanzaro 14 comuni; Provincia di Cosenza 16 comuni; Provincia di Vibo 5 comuni; Provincia di Crotone 3 comuni. Analizzando nel dettaglio la distribuzione del numero delle aziende e della superficie investita ad agrumi per specie, si evince che, dopo l’arancio - con l’80% delle aziende agrumicole complessive e il 65% della superficie coltivata - le clementine e i suoi ibridi - con il 19% delle aziende e della superficie - sono la coltura maggiormente rappresentativa della Calabria.

Già nel 1997, Cavazzani e Sivini autori di “Arance amare. La crisi dell’agrumicoltura italiana e lo sviluppo competitivo di quella spagnola” rilevavano che: “le modalità di applicazione di alcune norme europee hanno sconvolto i principi della razionalità economica cui erano improntati, dando luogo a situazioni paradossali”. (…) “Secondo la normativa europea i ritiri degli agrumi dalla commercializzazione e il conferimento alle industrie di trasformazione avrebbero dovuto essere strumenti di regolazione del mercato e riguardare le eccedenze congiunturali. Invece sono stati utilizzati per organizzare uno sbocco alternativo al mercato per la produzione agrumaria scadente. Garantendo prezzi minimi e assorbimento totale hanno stimolato la crescita di eccedenze strutturali. Hanno determinato l’esistenza di impianti che producono eccedenze e di agrumicoltori pagati per non immettere sul mercato frutta che non troverebbe acquirenti”.

All’applicazione della riforma degli aiuti diretti non è seguita una tempestiva applicazione di interventi strutturali, finanziabili dal PSR Calabria 2007-2013 e funzionali alla riconversione degli impianti obsoleti non più economicamente sostenibili, così come ad esempio possibili azioni di riconversione varietale in grado di ottenere produzioni con caratteristiche qualitative ed organolettiche, tali da consentire un’adeguata collocazione sul mercato del fresco.

I prezzi in caduta verticale, l’invasione di clementine spagnole e le temperature quasi estive fino alla prima settimana di dicembre - che hanno  accelerato la maturazione dei frutti – sono i motivi che secondo Confagricoltura rischiano di mettere in ginocchio i produttori di clementine.
“L’andamento climatico anomalo” – spiega Confagricoltura – “ha concentrato produzione ed offerta di prodotto in poche settimane di commercializzazione. A questo si aggiunge l’embargo Russo, che sottraendo una quota consistente di mercato alle produzioni spagnole, ha causato un’aggressiva irruzione sui mercati europei. In questo modo è stato minato il già fragile equilibrio costi-ricavi, che unito alla disorganizzazione commerciale della produzione italiana, ha realizzato una miscela esplosiva, recando danni irreparabili alla campagna agrumicola in corso”.

A seguito del divieto di importazione imposto dal Governo della repubblica federale russa sui prodotti ortofrutticoli provenienti dai paesi dell'Unione europea, la Commissione Europea, ha istituito, con regolamento del 29 settembre 2014, ulteriori misure di sostegno eccezionali a carattere temporaneo per i produttori di alcuni ortofrutticoli. Le misure riguardano le operazioni di ritiro, mancata raccolta e raccolta prima della maturazione svolte nel periodo dal 30 settembre sino al 31 dicembre 2014.
Il comparto dell'agricoltura calabrese risulta fortemente ed ulteriormente penalizzato a causa dell'accordo commerciale approvato dal Parlamento europeo in ordine alla liberalizzazione e quindi importazione dal Marocco di prodotti agrumicoli, oggetto primario di produzione ed esportazione della Calabria. L’accordo entrato in vigore il 1° ottobre 2012 prevede l'aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero con l'eliminazione del 55 per cento delle tariffe doganali sui prodotti agricoli per i primi dieci anni e del 70 per cento, nei successivi dieci.

L'accordo prevede, all'art.7, comma 1, delle misure di salvaguardia: "Fatte salve le disposizioni degli articoli dal 25 al 27 dell'accordo, se, vista la particolare sensibilità dei mercati agricoli, le importazioni in quantità talmente accresciute di prodotti originari del Marocco, che sono oggetto di concessioni riconosciute ai sensi del presente protocollo, provochino gravi perturbazioni dei mercati e/o un grave pregiudizio per il settore produttivo, le parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, la parte importatrice è autorizzata ad adottare le misure che ritiene necessarie" Continuando, al comma 2, sancisce che: "La misura di salvaguardia, adottata a norma del comma precedente, può essere applicata solo per un periodo massimo di un anno, rinnovabile una sola volta sulla decisione del Comitato di associazione".
Il sopracitato accordo commerciale favorisce di fatto, in ambito comunitario, i Paesi del nord Europa che accedono ai prodotti agrumicoli a un prezzo molto più vantaggioso, ma senza riguardo alla qualità ed al loro ottenimento, penalizzando le economie dei Paesi mediterranei con le loro eccellenze gastronomiche.
Inoltre la nostra produzione agrumicola è seconda solo a quella di Stati Uniti e Brasile, eppure il saldo della bilancia commerciale è negativo.

Le imprese agrumicole – riferisce Confagricoltura – "operano già in un quadro difficile e complesso, tra oneri, imposte e burocrazia. Questa crisi aggrava una situazione già difficile e rischia di compromettere ulteriormente l’economia di intere regioni e nonostante l’affezione dei consumatori al prodotto made in Italy anche i consumi interni continuano a calare. Le imprese lavorano in perdita e non riusciranno a coprire neanche i costi di produzione. Le clementine attualmente sono pagate solo 15/18 centesimi di euro al chilo sulla pianta."
A Rosarno (Reggio Calabria) alcuni agricoltori, disperati a causa della crisi che sta subendo il mercato agrumicolo locale, avrebbero tagliato i rami dei propri alberi da frutto carichi di clementine. Si calcola che in questa zona il 70-80 per cento della produzione di clementine non sia stata raccolta per il tracollo dell'agrumicoltura calabrese, ma le clementine appassite dovranno essere comunque raccolte e smaltite con ulteriore costo a carico dei produttori.

Se quanto finora asserito non bastasse si evidenzia che le inchieste degli ultimi anni delle DDA di Reggio e Napoli, hanno dimostrato come da Caserta allo Stretto, fino a Modica, vicino Ragusa, casalesi e ‘ndrine calabre hanno il controllo della filiera della frutta fin dentro gli ortomercati. Ora i boss stanno spingendo affinchè si taglino le produzioni storiche di agrumi e uliveti per mettere i più redditizzi mango, avocado, papaja, cachi e fichi d’india e annoni.

Ecco le domande che ho rivolto al Ministro dell'agricoltura Maurizio Martina:

se non ritenga opportuno farsi portavoce presso l'Unione Europea chiedendo che vengano riattivate, per il 2015, le misure di sostegno eccezionali  salvaguardando i produttori di clementine, fiore all’occhiello della nostra frutticoltura, messi in ginocchio dal mercato selvaggio e dal cambiamento climatico;

se non crede che ci siano le condizioni per richiedere all'Unione europea l'applicazione delle clausole di salvaguardia per turbativa di mercato derivanti dall'ingresso di prodotti del comparto agrumicolo provenianti dal mercato UE ed extra UE.

se, nel riconoscere le difficoltà generate dagli accordi bilaterali sull'impresa agricola meridionale, non intenda sostenere l'urgenza di rivedere il sistema del prezzo di entrata al fine di mitigarne gli effetti negativi evidenziati;

se il Ministro interrogato ritenga opportuno assumere l'iniziativa di promuovere un tavolo di concertazione tra gli attori istituzionali interessati ed i produttori del comparto agrumicolo così da programmare interventi che possano rendere competitivo il prodotto “Clementine di Calabria IGP” iscritto nel Registro delle IGP con Reg. 2325/97 della Commissione del 24/11/1997 pubblicato nella GUCE L 322/97.

28/01/15

M5S a Oliverio: ora scelga una nuova giunta senza indagati!

La Giunta Oliverio non sembra nascere sotto una buona stella. 
Se infatti il buongiorno si vede dal mattino, desta preoccupazione e non pochi interrogativi la scelta fatta dal neo presidente della Regione Calabria,che ha piazzato in tre assessorati di peso persone come Vincenzo Antonio Ciconte, Carlo Guccione e Nino De Gaetano, tutti e tre indagati dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta sulle spese pazze in Regione.

Invitiamo Oliverio a nominare una nuova Giunta senza indagati.

In particolare il nome di De Gaetano, a cui il Governatore ha assegnato la poltrona di Assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture, spunta nell'ambito di un'inchiesta ancora piu' pesante, quella denominata 'Il Padrino' contro la cosca Tegano di Archi. Seppure non iscritto nel registro degli indagati, il nome del neo assessore compare nelle informative depositate agli atti del Tribunale del riesame.
Secondo i magistrati, in occasione delle elezioni amministrative del 2010, De Gaetano avrebbe beneficiato del supporto elettorale 'garantitogli per conto terzi da gruppi criminali riconducibili al cartello mafioso Tegano'. Che il nome di De Gaetano desti imbarazzo e difficolta' lo dimostra anche la decisione di Maria Carmela Lanzetta di sfilarsi dalla Giunta Oliverio proprio per l''affaire De Gaetano.

In attesa che la magistratura svolga le sue indagini, poiche' sono i giudici gli unici titolati a esprimersi sulla colpevolezza dei diretti interessati lanciamo al Governatore Oliverio una proposta: e' ancora in tempo per rivedere le sue scelte, rimescolare le carte e dare vita ad una Giunta senza indagati, togliendo cosi' ogni ombra al suo lavoro e fugando ogni dubbio sull'opportunità politica delle sue scelte. Ci auguriamo che la stessa sollecitazione arrivi anche dal Presidente Matteo Renzi, che proprio stasera incontrera' Oliverio. Il neo Governatore lo deve a una Calabria assetata e bisognosa di onesta' e trasparenza, che non merita di essere amministrata da persone anche soltanto sfiorate da sospetti di questo tipo.

26/01/15

Capo Colonna: "vittoria dei cittadini attivi ma la battaglia continua"

Il comitato #SalviamoCapoColonna ha vinto una prima battaglia, ma la guerra è ancora lunga e bisogna continuare a tenere gli occhi aperti. Soltanto ieri il Sindaco di Crotone Peppino Vallone ha annunciato, davanti ai cittadini, che provvederà a sospendere i lavori ed a richiedere al Ministro dei Beni Culturali una visita ispettiva che possa portare ad una rimodulazione del progetto tanto contestato. Vietato fidarsi! anche perché Roma appare molto lontana da Crotone ed il Ministro Franceschini, incalzato con insistenza anche dall’eco mediatica assunta dalla vicenda, non ha ancora proferito parola su Capo Colonna neanche per vie non ufficiali.

Sono orgoglioso di quanto è accaduto a Crotone lungo queste due settimane. Sono orgoglioso perché finalmente ho visto un gruppo di cittadini con gli occhi colmi di passione: erano decisi a difendere i resti della storia di Crotone e si sono attaccati alla loro storia perché ne hanno visto occasione di rilancio per sperare in un futuro diverso. Sono orgoglioso di aver dato il mio umile contributo a quei cittadini e spero di vedere la loro stessa determinazione negli occhi di tanti altri calabresi, offesi ed umiliati ormai da decenni da una politica che li usa e li getta solo per fini elettorali, approfittando troppo spesso dello stato di bisogno in cui versano da sempre.

La Calabria può risorgere soltanto con il contributo dei calabresi. Capo Colonna ne è la dimostrazione. I crotonesi hanno saputo portare avanti una protesta civile, intelligente, pacifica. Hanno fatto capire che non era una semplice questione politica, non era maggioranza contro opposizione, ma semplice buon senso.

È stata dura far cambiare idea al Sindaco Vallone (PD), che inizialmente sembrava volesse difendere con le unghie e con i denti un progetto che avrebbe cancellato la storia di Crotone sotto una banale colata di cemento. Vallone non voleva vedere forse soltanto perché era il MoVimento 5 Stelle a far notare tutto questo. Vallone non capiva perché accecato da logiche politiche vecchie di secoli. I cittadini del comitato hanno avuto caparbietà ed intelligenza e sono riusciti a far capire a tutti che non era una questione di bandiera. Hanno fatto capire anche a Vallone che migliaia di anni di storia non possono essere cancellati da un capriccio.
Questa è una battaglia vinta dai cittadini per la difesa dei beni comuni. Il MoVimento 5 Stelle ha avuto il solo merito di ascoltare la voce di cittadini informati ed indignati e di portarla all'interno delle istituzioni, in Parlamento e in Europa!

Abbiamo fatto semplicemente quello che la politica dovrebbe fare sempre: ascoltare l’urlo di dolore di un gruppo di cittadini.
Tutti hanno da imparare da questa storia. I cittadini imparino dai crotonesi che si protesta con intelligenza, caparbietà e (soprattutto) cognizione di causa ed i politici di mestiere imparino ad ascoltare la voce di chi protesta, senza avere la presunzione di possedere tutte le verità in tasca soltanto perché le elezioni hanno dato loro il potere di distribuire soldi e appalti.

#LaCulturaCheVince!






23/01/15

Regione Calabria: vicenda Latella certifica inciucio Pd-Forza Italia

Già capo della comunicazione dell’ufficio di presidenza di Forza Italia, nella passata legislatura calabrese, il giornalista Giampaolo Latella è oggi portavoce del presidente del consiglio regionale, il Pd Antonio Scalzo.
Latella fu portavoce del presidente del consiglio della Regione Calabria, Giuseppe Bova, durante il governo di centrosinistra di Agazio Loiero. Adesso il giornalista torna a servizio del Pd, ma resta dirigente di Forza Italia, stando all'organigramma del partito calabrese. È una prova netta dell'inciucio Pd-Forza Italia in Calabria.
La vicenda di Latella dice molto sul trasversalismo imperante in Calabria, ben nascosto nei palazzi della Regione, luogo di infinite possibilità, combinazioni, doppiezze e coesistenze.
Latella dovrà comunicare l'attività del presidente del consiglio regionale Scalzo, dirigendo contemporaneamente il partito di Silvio Berlusconi, che in Calabria sta all'opposizione. Vicende del genere pesano moltissimo sulla credibilità istituzionale e certificano che il rinnovamento annunciato con la nuova legislatura calabrese è pura propaganda.

22/01/15

Agricoltura: intervenire per frenare l'emergenza fitosanitaria

Il Governo adotti un piano coordinato con le regioni, in modo che, una volta identificata l'emergenza fitosanitaria e veterinaria, vi sia una struttura informatica che permetta agli agricoltori e allevatori il recepimento dell’allerta in tempo utile ma anche se non si ritenga urgente affrontare in maniera organica un'azione atta a prevenire l'intrusione nell'ambito dell'Unione europea di parassiti e fitopatie che rischiano seriamente di danneggiare ulteriormente il comparto agricolo e zootecnico e se non si ritenga urgente agire sul potenziamento della ricerca. È quanto ho scritto in un'interrogazione parlamentare presentata al Ministro dell'agricoltura Maurizio Martina. La produzione di vite, olio, agrumi, kiwi, castagne, miele in Calabria è minata da fitopatie aggressive, alcune anche nuove, che hanno falcidiato coltivazioni simbolo del 'made in Italy'. Ma anche gli allevatori calabresi di bovini stanno subendo danni gravissimi, con perdite di migliaia di capi per colpa della febbre catarrale, meglio nota come 'lingua blu', malattia infettiva che colpisce i ruminanti, compromettendone gravemente la salute. Queste vere e proprie piaghe che stanno colpendo l'agricoltura, sono l'effetto dei mutamenti climatici e le importazioni di prodotti agricoli che stanno provocando danni per oltre 500 milioni di euro ogni anno.
C’è bisogno di maggiore tempestività e di misure più importanti sul nostro territorio, perché parassiti e fitopatologie nuove si sviluppano rapidamente con enormi danni economici agli agricoltori e pesanti ripercussioni su habitat e paesaggio agrario di vaste aree. Le misure previste fino ad oggi per indennizzare i produttori colpiti sono deboli, per questo il M5S ha proposto misure puntuali per la gestione del rischio agricolo, misure, che saranno previste nel nuovo PSRN già in fase di approvazione in commissione agricoltura.

La crisi dell'apicoltura italiana

Il 2014 è stato il peggior anno nella storia dell’apicoltura per le avversità di carattere meteorologico e per l’arrivo in Italia dell’insetto killer delle api, il coleottero Aethina tumida, che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l'alveare.
Una o più produzioni funestate sono ricorrenti ma non un andamento complessivo con tali e tante negatività in Italia, come in Europa e anche a livello globale. Rispetto al 2013, anno in cui le criticità erano localizzate principalmente nelle regioni settentrionali e soprattutto per alcuni mieli uniflorali (acacia), il 2014 si è rivelata una pessima annata per tutta la Penisola, senza distinzioni fra produzioni primaverili o estive, sia del Nord sia del Sud.
Le criticità sono riconducibili soprattutto alle condizioni meteorologiche negative che hanno colpito la generalità delle regioni italiane e hanno mantenuto le temperature sotto le medie stagionali, con piogge abbondanti e forti venti. Tale andamento, che si è protratto sia nei mesi primaverili sia in quelli estivi, ha fortemente ridotto l’attività di bottinamento delle api e ostacolato al contempo le visite e le attività di gestione degli apiari. Tutto ciò ha determinato serie difficoltà nella conduzione delle famiglie con numerosi episodi di sciamatura che hanno ulteriormente ridotto le possibilità di raccolta.
Sono allarmanti inoltre i numerosissimi episodi di spopolamento che hanno riguardato gli alveari interessati da azioni di difesa fitosanitaria di diverse colture, tra cui per ultimo il girasole. In particolare, nei mesi primaverili sono stati riscontrati preoccupanti avvelenamenti in molte zone del Nord Italia in contemporanea all’epoca di semina del mais. Le regioni più colpite sono state il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia (Varese, Pavia, Milano, Cremona, Mantova, Lecco, Sondrio e Bergamo), il Piemonte (Novara, Alessandria e Cuneo) e l’Emilia (in particolare la provincia di Piacenza). Inoltre ci sono stati problemi di avvelenamenti in Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna causati da trattamenti contro gli afidi nelle colture di cereali.
Sono da segnalare spopolamenti in Lombardia (soprattutto zona Brianza) e Piemonte, sospettati i trattamenti insetticidi sul bosso, pianta ornamentale impiegata nella realizzazione di siepi. Si riportano inoltre numerosi spopolamenti in Lombardia (nel Cremonese e nel Mantovano) in concomitanza con i diffusi trattamenti adulticidi contro Diabrotica. Da ultimi, ma non meno preoccupanti, si evidenziano numerosi problemi di spopolamenti negli alveari portati sulle fioriture di girasole. Si stima il coinvolgimento di migliaia di famiglie colpite a macchia di leopardo nelle seguenti regioni: Marche, Molise e Puglia.
La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori è quasi dimezzata (-50 per cento). Al crollo dei raccolti nazionali ha fatto seguito l’aumento del 17 per cento delle importazioni dall’estero di miele naturale mentre le esportazioni sono crollate del 26 per cento, sulla base dei dati istat relativi ai primi 9 mesi del 2014.
In Italia due barattoli di miele su tre venduti nei negozi e supermercati contengono in realtà miele straniero. A preoccupare è peraltro il fatto che piu’ di 1/3 del miele importato proviene dall’Ungheria e quasi il 15 per cento dalla Cina ma anche da Romania, Argentina e Spagna dove sono permesse coltivazioni Ogm che possono contaminare il polline senza alcuna indicazione in etichetta.

Per questi motivi ho chiesto al Ministro Martina e al Ministro Guidi quali interventi intendano mettere in atto per evitare che venga letteralmente distrutto in Italia un settore quale quello dell’apicoltura che generava nel 2013 un giro d’affari legato alla produzione di miele, cera, polline e altri prodotti apistici che si aggirava intorno ai 65 milioni di euro con 50mila apicoltori coinvolti e quasi 60 miliardi di api.

21/01/15

Spreco di pane? Ecco la soluzione del M5S

“Emanare in tempi rapidi i manuali di corretta prassi operativa previsti dalla legge di stabilità per portare il pane nelle mense delle Caritas italiane”. E’ l’appello che abbiamo rivolto al governo presentando in commissione Agricoltura a Montecitorio una interrogazione e una mozione per facilitare e accelerare la ridistribuzione dei resi a favore degli indigenti.
Lo spreco di pane medio annuo ad abitante è circa 76 kg considerando che ad esempio la Calabria ha circa 1.978.133 di abitanti, è stimabile una perdita di oltre 350 tonnellate al giorno.
Ogni giorno circa il 25 per cento del pane prodotto per Gdo viene ritirato e smaltito, cioè buttato, a causa di una cattiva interpretazione di una nota del ministero della Salute, la 609/SEGR/47 del 2 marzo 2003. In realtà il pane fresco, dopo 24 ore, e il pane preconfezionato, superato il tempo minimo di conservazione, possono essere ancora consumati purché si assicurino i parametri di sicurezza previsti dall’articolo 14 del Regolamento (CE) n. 178/2002.
Considerazioni formulate grazie al parere giuridico chiesto dal Movimento all’avvocato Daniele Pisanello, legale esperto di normativa alimentare, e sostenute implicitamente dalla legge di stabilità, comma 236. Tale comma, infatti, sottintende che i prodotti alimentari, compreso il pane, possano essere ceduti a fini di beneficenza, purché si rispetti il corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo, escludendo in maniera intrinseca che il pane possa essere considerato un rifiuto solo perché superate le 24 ore dalla produzione per il pane fresco o il tempo minimo di conservazione per il pane preconfezionato.
L’obiettivo del M5S è recuperare il pane invenduto nella grande distribuzione e donarlo a chi si trova in difficoltà attraverso le reti caritative nazionali e regionali. Chiediamo al governo, attraverso un’interrogazione e una mozione, di emanare in tempi rapidi i cosiddetti "manuali di corretta prassi operativa", previsti dalla legge di stabilità. I manuali semplificherebbero la vita dei panificatori e moltiplicherebbero lodevoli iniziative caritatevoli.

20/01/15

#SalviamoCapoColonna, Ministro Franceschini RISPONDI!

Il Parco Archeologico di Capo Colonna sorge al confine sud della città di Crotone. Nell'antichità, il promontorio su cui oggi si possono ammirare resti risalenti all'antica Grecia, era considerato un posto sacro grazie alla presenza di un bosco a ridosso del mare su cui fu edificato un tempio dedicato ad Hera Lacinia. Crotone era una delle più importanti colonie della Magna Grecia, in cui vissero anche Pitagora e Milone (famoso perchè solito trionfare nelle antiche olimpiadi). Resta ben poco dell'antica Kroton, che superava di molto i confini attuali della città. Del tempio dedicato ad Hera Lacinia oggi rimane soltanto una colonna, da cui prende il nome l'intero promontorio nonché il parco archeologico. Alcuni archeologi sostengono che soltanto il 30% dei resti sepolti all'interno del parco sia stato riportato alla luce. Capo Colonna è un posto speciale, perché regala paesaggi fantastici passeggiando nella storia. Una storia che, nostro malgrado, rischia di essere inghiottita dall'ignoranza e dalla cecità della classe dirigente calabrese.

Recentemente è stato approvato un progetto di 5 interventi finanziati con 2,5 milioni di euro dall'Unione Europea e denominati “SPA 2.4 Capo Colonna”. Tre di questi interventi hanno suscitato l'ira di alcune associazioni (Sette Soli e Gettini di Vitalba) e dei cittadini di Crotone:
1. la pavimentazione del sagrato del Santuario della Madonna di Capo Colonna;
2. la costruzione di una copertura a ridosso dei ritrovamenti delle terme dell'antico abitato romano;
3. la ristrutturazione di Villa Sculco senza informazioni sulla destinazione d'uso.

Durante gli scavi precedenti all'inizio dei lavori di pavimentazione antistanti il Santuario sono stati ritrovati i resti del foro della città romana. Ritrovamenti di eccezionale importanza, che oggi rischiano di essere ricoperti da una colata di cemento. Il fine della pavimentazione? Consentire, in talune occasioni, il parcheggio delle automobili a ridosso del Santuario (costruito tra l'XI ed il XII secolo).
Per la copertura delle terme, invece, si è scelta una soluzione sovradimensionata rispetto alle necessità e che rischia seriamente di mettere a repentaglio la tenuta dei preziosi mosaici che custodisce. Per poter costruire la tettoia, infatti, il progetto prevede la trivellazione per 8 metri di profondità in sei punti, troppo a ridosso degli antichi resti già resi fragili dal tempo, nonché dalla natura della struttura, che ha muri portanti mai più larghi di 40 centimetri.

Nei mesi scorsi le associazioni “Sette Soli” e “Gettini di Vitalba” fecero notare alla sovrintendenza regionale ed al Ministro Franceschini attraverso due lettere (pubblicate anche su alcuni organi di stampa regionali) i nei del progetto, ma senza ottenere mai alcuna risposta. Nei giorni scorsi ho presentato, insieme a Nicola Morra, Dalila Nesci e Federica Dieni, un'interrogazione parlamentare alla Camera ed al Senato, in cui abbiamo chiesto al Ministro Franceschini di ispezionare i lavori al parco archeologico ed eventualmente rivedere il progetto. All'interrogazione è seguita una mia visita ispettiva (vedi il video) e, complice la prima colata di cemento sul futuro parcheggio, l'inizio (ormai una settimana fa) del presidio pacifico da parte dei cittadini che ha suscitato curiosità, anche mediatica, sul progetto che sta per investire il parco archeologico. È nato così, anche grazie all'ausilio della rete, il comitato spontaneo #SalviamoCapoColonna: un esempio straordinario di partecipazione attiva dei cittadini. Il clamore mediatico ha finalmente suscitato l'interesse della politica. Dapprima il Ministro Lanzetta, incalzato da noi portavoce del M5S, ha scritto al Ministro Franceschini, innescando un effetto domino che ha spaccato il PD calabrese. Il Sindaco di Crotone Peppino Vallone, infatti, ha lanciato dichiarazioni piuttosto dure nei confronti del Ministro Lanzetta, difendendo con le unghie e con i denti la bontà del progetto di “rivalutazione” dell'area anche se è stato smentito dalla sua stessa maggioranza in commissione cultura.
Nel frattempo il presidente della regione Oliverio sempre del PD dichiarava di attivare un'indagine conoscitiva sulla vicenda. La protesta pacifica dei cittadini, intanto, è proseguita giorno e notte fino ad arrivare ad una splendida manifestazione (vedi il video) organizzata per sabato 17 gennaio, in cui sono stati presenti diversi artisti della città di Crotone sotto il motto “Salviamo Capo Colonna con la Cultura”. Alla riuscitissima manifestazione, sono seguiti la visita del Ministro Lanzetta e l'incontro presso la Prefettura di Crotone tra le associazioni, i membri del comitato ed i vertici della sovrintendenza regionale.


Ad oggi sembra che i lavori proseguiranno, anche se restano momentaneamente fermi grazie al costante presidio dei cittadini che aspettano con ansia notizie dal Ministro dei Beni culturali.
Il Ministro Franceschini, intanto, non ha proferito parole sulla vicenda e non ha inteso ancora rispondere all'interrogazione presentata dal MoVimento Cinque Stelle. Se il Governo crede che questa vicenda possa cadere nel dimenticatoio insieme alla protesta dei cittadini, sbaglia di grosso!
I crotonesi sono decisi a continuare nel presidio ed a non lasciare che la loro storia venga cancellata da una banale, quanto inutile, colata di cemento. L'area del Parco Archeologico è un posto magico, che regala paesaggi mozzafiato e può rappresentare occasione di rilancio per una delle zone più povere del Paese. In Calabria continua a perpetuarsi una logica infame che, invece di rilanciare le bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche della Regione, la affossa rendendole sempre meno appetibili ai turisti. Non è un caso che a pochi chilometri di distanza da Capo Colonna, sorga un'immensa area da bonificare. Sono i resti del tentativo di industrializzazione della Calabria, terra meravigliosa che può essere rilanciata veramente soltanto sfruttandone le meraviglie che possiede, che possono darle ricchezza attraverso il turismo.
La storia e la cultura non possono essere calpestati dall'ignoranza dei politici, né dagli interessi che 2,5 milioni di euro di appalti possono suscitare. Il Governo salvi Capo Colonna e si dimostri, per una buona volta, dalla parte dei cittadini.

#FranceschiniRispondi

16/01/15

Sabato tutti a Capo Colonna per far vincere la cultura!

L'interesse sollevato sul sito archeologico di Capo Colonna è la prova che quando sono i cittadini a muoversi la politica non può restare indifferente!

Le associazioni 'Gettini di Vitalba' e 'Sette Soli' avevano segnalato i nei del progetto ben prima dell'onda mediatica che ha investito la vicenda. Con la nostra interrogazione parlamentare e visita ispettiva al parco abbiamo acceso i riflettori sul progetto 'Spa 2.4 Capo Colonna', portando decine di cittadini crotonesi a presidiare pacificamente l'area di cantiere. Ma ad accendere veramente l'interesse mediatico sulla vicenda non è stata la mia interrogazione parlamentare ma l'impegno dei cittadini crotonesi, che hanno deciso di protestare pacificamente presidiando il sito giorno e notte per difendere la storia di Crotone e della Calabria. Gli interventi del Ministro Lanzetta e del Governatore della Calabria Mario Oliverio (che ringrazio per l'interesse dimostrato) non sono altro che atti dovuti. Anche se tardivi.

I politici di tutti gli schieramenti veramente interessati alle sorti del parco archeologico, sono invitati a partecipare alla manifestazione pacifica e culturale che i cittadini del comitato spontaneo '#SalviamoCapoColonna' stanno organizzando per DOMANI SABATO 17 GENNAIO.

Sono contento che i cittadini del comitato siano riusciti ad ottenere un incontro dal Prefetto, fissato per lunedì 19 gennaio, in cui sarà presente anche la Dott.ssa Bonomi della soprintendenza. Mi sorprende, invece, il silenzio del Sindaco di Crotone Peppino Vallone, che sembra essere completamente disinteressato alla vicenda.

Il MoVimento 5 Stelle non vuole alcuna paternità per le iniziative portate avanti, visto che si è limitato a svolgere il ruolo di portavoce dei cittadini attivi sul territorio. La cultura del rispetto per la valorizzazione del patrimonio storico non ha colore politico.

#LaCulturaCheVince

15/01/15

Stop a IMU agricola, è una misura depressiva!

L’Imu agricola è una misura depressiva e deprimente che il governo Renzi deve subito ritirare. A pochi giorni dalla sentenza del Tar del Lazio attesa per il 21 gennaio, abbiamo depositato questa risoluzione in commisione contro questa odiosa tassa che andrebbe a mettere in serie difficoltà gli agricoltori già colpiti da numerose tasse e dalla burocrazia che frena il loro sviluppo.
Chiediamo all’esecutivo di esentare dal pagamento dell’Imu, per l’anno d’imposta 2014, i terreni agricoli che ricadono in aree montane e di valutare ogni possibile iniziativa volta a stabilizzare tale agevolazione. L’obiettivo del M5S è correggere il testo prima del 21 gennaio, quando arriverà la sentenza del tribunale amministrativo romano. L’Imu agricola può essere subito sospesa, andando momentaneamente in deficit, e poi definitivamente cancellata coperta dai risparmi della spesa pubblica entrati a regime. Per noi la partita non è ancora chiusa. Il M5S è dal 2014 che preme sul governo per modificare il provvedimento e non ha intenzione di fermarsi. Chi ancora balbetta di fronte alle richieste del territorio è il Pd.

Specificare in etichetta lo stabilimento di produzione: qualcosa si muove!

Sull' etichettatura il MoVimento 5 Stelle ha fatto una lunga battaglia, sollecitando continuamente il Governo a muoversi per garantire trasparenza e sicurezza per i consumatori. Pochi giorni fà – in seguito a queste continue pressioni -  il Ministro Martina ha scritto al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi per chiedere il mantenimento dell’indicazione obbligatoria in etichetta della sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento. Sono diversi mesi che il M5S, si è battuto per mantenere e migliorare gli standard di chiarezza raggiunti dai prodotti agro-alimentari italiani. Il governo ha dormito per troppo tempo e noi del M5S abbiamo lavorato per lui, depositando una proposta di legge, che ora aspetta solo di essere copiata!

I #1800SenzaFuturo di Infocontact hanno bisogno di speranza!


I #1800SenzaFuturo, sono i lavoratori di Infocontact che domani protesteranno in piazza Prefettura a Catanzaro, nella mia città, e stanno per arricchire le file dei disoccupati calabresi. Mi ero già interessato alla vicenda, depositando, nel mese di luglio dell'anno scorso, un'interrogazione parlamentare, alla quale vorrei appunto sollecitare una risposta, che è la n. 4-05621, per chiedere al Ministro Poletti di assecondare le richieste dei lavoratori, aprendo un tavolo di crisi che potesse salvare l'azienda. La Calabria è agli ultimi posti per il tasso di disoccupazione che, nel caso dei giovani, raggiunge percentuali da capogiro. I call center hanno rappresentato, per anni, un nuovo modo di sfruttare la disperazione dei calabresi, costretti dalla mancanza di lavoro a rifugiarsi dietro le cuffie per garantire un reddito alle proprie famiglie. Oggi molte aziende telefoniche esternalizzano il servizio per cercare costi inferiori all'estero. I risultati sono inevitabili e sono disoccupazione dilagante ed assistenzialismo sfrenato. L'Italia e la Calabria non possono permettersi la perdita di altri posti di lavoro. C’è bisogno di donare speranza ai 1.800 lavoratori di Infocontact e a tutti coloro i quali presto prenderanno il loro posto. Il Governo corra immediatamente ai ripari!

13/01/15

Fermiamo quell'inutile centrale a turbogas!

Ho chiesto al Ministro dell'Ambiente Galletti di impegnarsi a revocare l'autorizzazione integrata ambientale per la costruzione della centrale a turbogas nei pressi del centro commerciale 'Due Mari', che ricadrà nei comuni di Lamezia Terme, Amato, Feroleto Antico, Marcellinara, Serrastretta, Maida e Pianopoli attraverso un'interrogazione parlamentare cofirmata anche da Dalila Nesci e Federica Dieni.
Le centrali a turbogas sono strumenti obsoleti, che causano seri danni all'ambiente ed ai cittadini che vivono nei dintorni. Abbiamo quantificato danni ambientali per più di 30milioni di euro all'anno per centrali di questo tipo, senza considerare i danni alla salute dei cittadini. Il Governo dimostra di avere i paraocchi di fronte alla necessità di investire sul risparmio energetico e in energie rinnovabili non invasive, che potrebbero creare più posti di lavoro e salvaguardare la salute ambientale.
Come al solito la Calabria viene sfruttata con promesse di falso sviluppo. Nelle premesse dell'interrogazione ho riportato diversi studi scientifici dove si attesta che negli ultimi anni c'è stata una drastica diminuzione delle centrali a turbogas su tutto il territorio nazionale, proprio a causa degli ingenti danni ambientali e alla salute che possono provocare, eppure si decide di investire proprio in un territorio già devastato dal punto di vista ambientale, economico e turistico.
Siamo stanchi di ripetere che la Calabria è già autosufficiente dal punto di vista energetico e che sarebbe opportuno attirare investimenti diversi, che possano sfruttare al meglio le peculiarità del territorio calabrese, sempre più sfruttato ed abbandonato dalla politica tradizionale. I calabresi non vogliono un'altra centrale che deturpi ulteriormente un territorio bisognoso di bonifiche ambientali e non di altre fonti di inquinamento.

10/01/15

Il fondo per il microcredito è attivo: Istruzioni per l'uso






















Il pressing del MoVimento 5 Stelle sui ministeri ha portato alla creazione effettiva del fondo in cui confluiscono i soldi provenienti dalle nostre restituzioni per politiche attive del lavoro. Ci avevano detto che gli stipendi da noi restituiti andavano sul fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Dopo vari incontri abbiamo scoperto che i nostri soldi finivano in un capitolo del bilancio dello Stato "morto" in attesa di essere utilizzati per il fondo del Microcredito di Stato, che è un sottoinsieme del fondo di garanzia per le PMI, ma restano cosa separata e diversa dal punto di vista delle dotazioni finanziarie e dei meccanismi di accesso. E soprattutto quello del Microcredito era disattivato.

QUALE È LA DIFFERENZA?
Il fondo di garanzia si rivolge ad aziende fino a 250 dipendenti. Il fondo per il Microcredito, invece, si pone l'obiettivo di far nascere nuove micro imprese e inoltre si rivolge a famiglie il cui capofamiglia è in cassa integrazione o ha perso il posto di lavoro di recente o che abbia nel nucleo familiare un disabile, o che voglia accedere ad un micro prestito per spese domestiche.

COSA MANCAVA PER FARLO FUNZIONARE?
Due decreti attuativi, uno del MEF (Ministero dell'Economia e delle Finanze) e uno del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) che permettessero l'attivazione del capitolo di bilancio e l'individuazione di destinatari e di modulistiche per accedervi.

ORA È FINALMENTE ATTIVO
Ovvero, dopo mesi di osservazioni ai ministeri e lettere da parte del gruppo di lavoro, il capitolo di bilancio dello Stato in cui finivano i nostri 10 milioni di euro circa, restituiti dagli stipendi, è stato "collegato" al Fondo per il Microcredito. Il fondo è stato attivato e sono state definite le finalità che vi ho descritto sopra. La Ministra Guidi con l'ultimo decreto attuativo firmato il 24 dicembre ha dato il via all'utilizzo dei nostri soldi.

CHI VERSA I SOLDI NEL FONDO DESTINATO AL MICROCREDITO?
Il Ministero dell’Economia trasferirà su questo fondo le disponibilità create sul capitolo 3693 di entrata del bilancio dello stato, dove è possibile effettuare contributi su base volontaria nel fondo da parte di enti, associazioni, societa' o singoli cittadini. Il Movimento 5 Stelle ha destinato a questo fondo tutte le eccedenze delle indennità e delle diarie dei propri parlamentari.

COME SI ACCEDE? 
Possono accedere al fondo persone che vogliono avviare una nuova attività di lavoro (art.1) e persone in condizioni di particolare disagio sociale ed economico (art 5):

1.    Disoccupati;
2.    Dipendenti sospesi o con orari di lavoro ridotti per cause esterne;
3.    Persone in condizioni di non autosufficienza (anche di un componente il nucleo famigliare);
4.    Persone con notevole aumento delle spese famigliari non derogabili.

Tra pochi giorni sul sito del MISE ci saranno i moduli e la sezione dedicata per accedervi. Faremo un tutorial con delle Faq (Domande Frequenti) per i meno pratici. Ma sappiamo anche che il Ministero dello Sviluppo economico sta creando una sezione ad hoc abbastanza facilitata. In sostanza chi rientra nelle categorie sopra citate può fare richiesta di finanziamento di business plan o di spese domestiche (cosiddetto Microcredito sociale).

QUANTI SOLDI SI POSSONO CHIEDERE?E A QUALI CONDIZIONI?
Massimo 25.000 euro senza garanzie. Si possono finanziare ulteriori 10000 euro con condizioni (vedi art. 4). Il finanziamento va restituito in massimo sette anni. Il TAEG non può superare lo 0,8 del tasso effettivo globale medio rilevato per la categoria di operazioni risultante dall’ultima rilevazione trimestrale (vedi dettagli art. 4 comma 6).

CHI GESTISCE I FONDI PER IL MICROCREDITO?
Gli operatori del microcredito , cioè i soggetti in grado di erogarlo, si possono classificare nelle seguenti categorie:

1.    banche
2.    istituzioni non bancarie
3.    cooperative e consorzi
4.    fondazioni
5.    associazioni

QUALE È IL VALORE AGGIUNTO DI QUESTO FONDO SU CUI VERSIAMO SOLDI? 
1) Per il prestito non sono richieste garanzie reali. Solo un business plan e un'idea sostenibile di impresa, oppure una situazione sociale disagiata.
2) Il credito viene erogato a tassi bassissimi e su 10 anni.
3) Non c'è l'intermediazione bancaria. Il cittadino fa richiesta dei soldi direttamente al sito del ministero, che in caso di buon esito, gli rilascia un certificato con cui va in banca per ritirare la somma.
4) la valutazione del business plan viene fatto dalla commissione ministeriale che potremo sempre tenere con "il fiato sul collo" per la trasparenza, ma su cui il M5S non può mai influire nel merito (sarebbe reato). Quindi noi non gestiamo i nostri soldi.
5) oltre ai nostri 10 milioni di euro, il Governo ci ha messo altri 30 milioni di euro
6) Dopo 7 anni, grazie alle nostre pressioni, nasce finalmente il Micro credito di Stato (fino ad ora esistente solo a livello regionale) e che rende attuativo finalmente il famigerato e lontanissimo testo unico bancario.

INSOMMA, COME ACCEDERE?
Mandeteci  un recapito. A breve vi informeremo con un tutorial e una sezione dedicata. I moduli sono in arrivo nei prossimi giorni su sito del Ministero. Con info più dettagliate. 


APPROFONDIMENTI

L'iniziativa del Movimento ha origine da un emendamento all'art.1 del decreto del Fare (DL 69 del 2013) che ha prodotto il seguente comma:

5-ter. Al fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese di cui all'articolo 2, colma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, possono affluire, previa assegnazione all'entrata del bilancio dello Stato, contributi su base volontaria per essere destinati alla microimprenditorialita' ai sensi e secondo le modalita' di cui all'articolo 39, comma 7-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalita' di attuazione del presente comma nonche' le modalita' di contribuzione da parte di enti, associazioni, societa' o singoli cittadini al predetto fondo di garanzia di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge n. 662 del 1996)).

Dopo questo intervento legislativo il Ministero dell'Economia ha emanato il seguente decreto attuativo in cui veniva creato un apposito capitolo di entrata del Bilancio dove poter destinare le somme da noi rese disponibili dopo il taglio ad indennità e diarie.

09/01/15

La vecchia politica calpesta la storia a Capo Colonna

Il Governo deve garantire la messa in sicurezza del parco archeologico di Capo Colonna senza intaccare il valore storico ed artistico dei ritrovamenti.
Insieme a Nicola Morra abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. Il progetto di intervento denominato 'Spa 2.4 Capocolonna' prevede la costruzione di un parcheggio esattamente sopra alcune scoperte archeologiche e la costruzione di coperture per alcuni ritrovamenti per la cui costruzione sono previste trivellazioni che potrebbero mettere in pericolo parte del patrimonio storico dell'area. La nostra interrogazione prende spunto dalle segnalazioni inviate alle autorità competenti dalle associazioni 'Sette Soli' e 'Gettini di Vitalba' nei mesi scorsi. Le due associazioni, che dimostrano di avere a cuore il patrimonio storico ed artistico della Calabria e di Crotone in particolare, hanno già fatto notare come il progetto 'SPA 2.4 Capo Colonna' rischi di minare seriamente l'integrità del paesaggio e, quindi, il valore storico delle importantissime scoperte archeologiche compiute a Capo Colonna e mai adeguatamente valorizzate. Per questo motivo abbiamo chiesto al Ministro se non ritenga doveroso porre in essere gli opportuni atti ispettivi di propria competenza, volti a vigilare, verificare ed eventualmente impedire ogni evidenza di deterioramento eventualmente causato da vibrazioni e/o interventi maldestri svolti all'interno dell'edificio termale del Parco archeologico di Capo Colonna.
La ricchezza della Calabria è rappresentata anche dalla conoscenza della sua storia gloriosa, che rischia di essere cancellata da una classe politica cieca ed ignorante, che pensa solo a spendere i soldi della comunità europea, senza badare alla qualità degli interventi. Spero che il Ministro ci ascolti e che si arrivi ad una rimodulazione del progetto, che tenga conto della tutela e della valorizzazione dell’area archeologica e dell'integrità del paesaggio, anche attraverso il superamento dell’utilizzo di scelte tecniche obsolete e inadeguate quali quelle attuali.

02/01/15

Allarme per l'ennesima centrale turbogas in Calabria vicino Lamezia Terme (CZ)

Ecco cosa stanno denunciando i nostri attivisti di Lamezia Terme (CZ). Il MoVimento 5 Stelle farà di tutto per fermare l'ennesima centrale inquinante e inutile per la collettività!

"Pochi stanno stanno prestando attenzione al progetto per la realizzazione di una centrale termoelettrica alimentata a gas, che molto verosimilmente sarà realizzata nella zona del Centro Commerciale Due Mari. Il progetto, infatti, è stato presentato dalla EDISON e ha ottenuto il via libera definitiva dal Ministero dellAmbiente, il 17 settembre 2014, senza osservazioni di terzi. Il progetto, però, risale al 2006, è stato pubblicato sui principali quotidiani il 27 giugno 2011 e, quindi, dopo alcune modifiche, in data 11 febbraio 2013, ai fini dellottenimento dellAutorizzazione Integrata Ambentale, senza che nessuno, enti, ambientalisti, semplici cittadini, manifestasse la benché minima preoccupazione. E sì che l'area interessata dal progetto riguardava i comuni di Lamezia Terme, Amato, Feroleto Antico, Marcellinara, Serrastretta, Maida, Pianopoli, ma nessuno se ne è interessato.
Adesso l'EDISON ha cinque anni per realizzare la centrale di cui sintetizziamo le caratteristiche:
- una configurazione in multiple shaft, composta da due turbogas (della potenza elettrica complessiva di circa 544 MWe), una turbina a vapore (con potenza elettrica di circa 272 MWe), per una potenza complessiva di impianto pari a 817MWe, con un rendimento complessivo netto fino a circa il 56%;
- un sistema di raffreddamento ad aria attraverso un unico condensatore collocato nella parte sud-ovest del sito di centrale;
- quattro generatori di vapore ausiliario modulabili, della capacità di circa 3t/h di vapore necessari per l'avviamento della centrale;
- 2 camini principali di emissione in atmosfera di altezza pari a 50 m e diametro pari a 6,5m;
- 4 camini ausiliari di emissione relativi alle quattro caldaie ausiliarie;
- una sottostazione elettrica realizzata in GIS (Gas Insulated Substation); - un elettrodotto interrato da 380 kV, a singola terna, che si svilupperà per una distanza di circa 8 km e collegherà la nuova Centrale con la stazione elettrica esistente di Feroleto;
- la Centrale della Società Edison S.p.A. di Pianopoli presenta come scarico il fiume Amato.

EMISSIONI IN ATMOSFERA:
- biossido di azoto (NO2)
- monossido di carbonio (CO)
- POLVERI SOTTILI (PARTICOLATO PM10)
- biossido di zolfo (SO2)

I rischi per la salute umana sono enormi! Per valutarli meglio, abbiamo confrontato le emissioni della centrale Edison di Simeri Crichi (identica per potenza in MWh) ottenendo questi risultati riferiti ad un solo anno di attività (2013):
1) 320,27 tonnellate di ossidi di azoto;
2) 279,02 tonnellate di monossido di carbonio;
3) 907.444,42 tonnellate di Anidride carbonica;
4) PM10 non pubblicati
E senza considerare il perdurare della scelleratezza nel produrre energia, laddove ce n'è in surplus (come in Calabria) e attraverso l'uso di combustibili derivati dal fossile e non da fonti rinnovabili. Non è quindi tollerabile che questo vero mostro ecologico, che sarà situato a un chilometro da centri fortemente antropizzati come il Centro Commerciale Due Mari, e la futura cittadella dello sport del Comune di Lamezia Terme, in grado di disperdere emissioni nocive per la salute umana per decine e decine di chilometri quadrati, venga realizzato nel silenzio più totale degli enti che avevano la possibilità di interloquire, opponendosi, al progetto e non lhanno fatto. Da parte nostra, garantiamo una decisa mobilitazione che coinvolga tutti i cittadini interessati e il coinvolgimento dei nostri parlamentari per l'avvio delle opportune iniziative finalizzate ad impedire che si realizzi un così grave attacco allambiente e alla salute pubblica."

Meetup di Lamezia Terme