28/12/14

Terra dei fuochi in Calabria: non c'è più tempo da perdere!

Sono anni ormai che denunciamo la situazione disastrosa e allarmante dei ciclo illecito dei rifiuti in Calabria.
Nonostante la commissione parlamentare d'inchiesta su questo fenomeno il M5S da sempre ha "urlato" nelle piazze per informare i cittadini, denunciato con atti parlamentari ed esposti alla procura di come questa terra è diventata una discarica a cielo aperto e di quanto fosse necessario una bonifica dell'intero territorio insieme all'istituzione di un registro tumori efficiente a livello regionale e un registro epidemiologico.

Ci hanno deriso, ci hanno bocciato ogni nostra proposta anche in parlamento, ci hanno chiamato populisti e demagoghi, ci hanno sbattuto la porta in faccia quando parlavamo di bonifiche e di strategia rifiuti zero dicendo che raccontavamo favole.

Ora ci ritroviamo pesci contaminati ad Amantea, 7.000 mq di rifiuti tossici sversati a Vena di Jonadi con le falde acquifere ormai contaminate, discariche abusive sparse su tutto il territorio regionale (per chi non lo sapesse la Corte di giustizia europea ha sanzionato l'Italia per il mancato rispetto della normativa in merito ai rifiuti: oltre 40 milioni a semestre. Circa il 20 per cento dei siti incriminati si trovano nella nostra regione).
Senza dimenticare la famosa vicenda insabbiata delle navi dei veleni insieme allo sversamento dei rifiuti tossici sul territorio calabrese, in particolare: ad Amantea, nel vibonese, nella zona delle Serre, nel crotonese, ecc. come riportano i documenti desecretati dei servizi segreti: LA TERRA DEI FUOCHI E' ANCHE LA CALABRIA!
Fusti di sostanze altamente nocive barattate dall'ndrangheta per armi, droga e montagne di soldi!
Con l'appoggio dei politici corrotti la mafia ha barattato la vita del nostro territorio e dei nostri concittadini per il mero profitto personale!

E per finire il neo PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA, il super T-REX per intenderci, riesumato dagli stessi calabresi, mette la ciliegina sulla torta (ormai spartita a dovere) prorogando la scellerata scelta della Stasi di autorizzare tramite ordinanza, gli impianti di Catanzaro e Lamezia Terme alla ricezione di rifiuti speciali e pericolosi. D'altronde cosa ci potevamo aspettare come regalo di fine anno da un vecchio politicante di mestiere???

Beh, che dire....in attesa del grande botto di fine anno non ci rimane che morire in silenzio oppure scegliere di vivere alzando la testa e facendo tanto di quel rumore da costringere questi MAFIOSI E ASSASSINI a pulire con le loro mani il DANNO INESTIMABILE che hanno causato in questa terra....la prigione per questa gente è solo un premio!

26/12/14

Un buon natale a tutti noi folli da pensare di poter cambiare il mondo

Un buon natale a tutti coloro che non si arrendono di fronte a nulla e lottano ogni giorno contro la malversazione.
Un buon natale a chi non si perde in chiacchiere e crede in una speranza collettiva di riscatto, in una possibilità di evoluzione, in una grande testimonianza di coraggio, umiltà e umanità.
Un buon natale a chi è riuscito ad aprire gli occhi e aiuta il prossimo a fare altrettanto.
Un buon natale a chi con il sorriso si batte per difendere il proprio territorio dai soprusi come dei veri angeli custodi.
Un buon natale anche a chi ha smarrito la via perché ha perso di vista l'obiettivo o perché non è ancora riuscito a trovarlo.
Un buon natale a chi gli è stata tolta ogni tipo di dignità e a chi è rimasto indietro a causa di uno Stato che si è dimenticato dei propri cittadini.
Un buon natale a tutti noi folli da pensare di poter cambiare il mondo...
In fondo bastano piccoli gesti quotidiani a fare la differenza!
Facciamoci tutti questo bel regalo!
A tutti voi un Buon Natale!

A riveder le stelle!

22/12/14

Parchi eolici sul Reventino: "una speculazione mascherata da progresso tecnologico"

La creazione di parchi eolici sul Massiccio del Reventino è palesemente in contrasto con le attuali politiche locali tendenti a favorire un tipo di sviluppo che faccia perno sulle sue principali vocazioni quali il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni, la cultura, l’enogastronomia, il turismo di qualità.
E’ quanto ho scritto in un’interrogazione parlamentare depositata questa mattina alla Camera. Il proliferare di parchi eolici in Calabria altro non fa che deturpare il paesaggio e luoghi incontaminati, svendendo il territorio all’insegna della speculazione mascherata da progresso tecnologico ad emissioni zero. Questo significa ipotecare il futuro del territorio e bloccarne il vero sviluppo.
Sarebbe opportuno salvaguardare il territorio e le popolazioni che risiedono nelle vicinanze del Massiccio del Monte Reventino, anche alla luce del fatto che la produzione di energia nella Regione Calabria supera ampiamente il fabbisogno richiesto.
Questo parco eolico non lo vuole nessuno! Da tempo comitati e associazioni si battono contro questi mega parchi eolici. La Calabria è stanca di sottostare a logiche di falso sviluppo che portano utili facili alle grandi aziende di produzione elettrica e la devastazione del territorio.
I calabresi hanno bisogno di un tipo di sviluppo che sia concentrato sulla crescita responsabile e sostenibile, sfruttando le ricchezze che il territorio possiede. Il futuro che vogliamo portare avanti si basa sul risparmio energetico e sull'energia distribuita e condivisa, non centralizzata da chi pensa solo al mero profitto.

21/12/14

La sentenza Marlane uccide per la seconda volta la Calabria e i calabresi

Il fatto non sussiste? La Calabria è stata ancora una volta calpestata insieme a tutte le vittime, colpiti per la seconda volta!
Il contesto della vicenda Marlane è stato caratterizzato da un silenzio spaventoso, che ha impedito consapevolezza e indignazione pubblica. Noi del MoVimento 5 Stelle avevamo presentato un'interrogazione parlamentare anche sui presunti condizionamenti del processo, di cui la cronaca aveva dato conto a poche settimane dalla sentenza.
Chiederemo subito al Capo dello Stato di intervenire in ordine al fatto che il presidente del Tribunale di Paola, Domenico Introcaso, è anche presidente della Corte d'Appello di Catanzaro. Questa circostanza, come è ovvio, crea un'oggettiva incompatibilità per un'eventuale appello, che per un senso umano della giustizia auspichiamo a garanzia di tutti gli interessati.

In questa terra di Calabria tutto è possibile, anche l'assenza totale di responsabilità!

Per non dimenticare, invito tutti alla visione di questo servizio:

Olio di Palma: indicazioni più chiare in etichetta, ma non basta!

In questi giorni milioni di consumatori italiani ed europei scopriranno la presenza di un ingrediente fino ad ora nascosto in migliaia di prodotti alimentari: l'olio di palma.
Il Governo approfitti di questo importante passo avanti nell'etichettatura alimentare e promuova tutte le azioni possibili per limitare la circolazione dei prodotti a base di olio di palma nel nostro paese, a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente", è quanto abbiamo scritto nella risoluzione presentata nelle commissioni Affari Sociali e Agricoltura, sulla scorta di una petizione online già promossa dal Fatto alimentare.

La nuova etichettatura è un passo fondamentale, per la tutela della salute dei cittadini ma anche per fornire loro una maggiore consapevolezza nel momento dell'acquisto. Una consapevolezza sia dei possibili danni alla salute che un'assunzione abituale di olio di palma può provocare - aumento del colesterolo, obesità nei bambini ecc.. - sia dei danni all'ambiente che le coltivazioni di palma arrecano al pianeta.

Adesso ci aspettiamo un ulteriore passo avanti del Governo italiano in questa direzione, e per questo lo abbiamo impegnato, con la nostra risoluzione, a promuovere, ad esempio, l'esclusione dagli appalti delle mense pubbliche di istituti scolastici, ospedali e aziende pubbliche, nonché dei distributori automatici in essi collocati, di ditte fornitrici di prodotti a base di olio di palma, nonché a promuovere azioni affinché i grandi distributori di prodotti alimentari che operano sul mercato nazionale siano disincentivati dal produrre prodotti private label utilizzando olio di palma.

Leggi la risoluzione

18/12/14

I cittadini di Crotone vogliono trasparenza sulle analisi del fiume Esaro

Il Sindaco di Crotone Peppino Vallone e l'Assessore Michele Marseglia continuano a rimanere sordi alle richieste dei cittadini pitagorici di rendere pubblici i risultati delle analisi sul fiume Esaro ed i suoi emissari.
Già a settembre abbiamo inviato, su impulso degli attivisti del Meetup locale ed insieme agli altri parlamentari calabresi del M5S, una lettera a Sindaco ed Assessore, pregandoli di rispondere ai loro doveri di trasparenza nei confronti dei cittadini. Non siamo noi a pretendere la pubblicazione dei risultati delle analisi, è la legge che lo impone.

Nel fiume Esaro vengono sversate ogni giorno acque reflue non depurate, che lo hanno ridotto ad essere una vera e propria fogna a cielo aperto e siamo più che certi che i risultati delle analisi lo confermeranno. Le istituzioni devono intervenire il prima possibile per evitare di compromettere irrimediabilmente la salute ambientale di una tra le città più inquinate d'Italia.
Se il Sindaco Vallone continuerà ad ignorare le nostre richieste di trasparenza, ci troveremo costretti a ricorrere per vie giudiziarie. I cittadini hanno il diritto di conoscere la stato di salute del proprio ambiente e le contromisure che le istituzioni cittadine hanno deciso di porre in essere per arginare il dramma dell'inquinamento delle acque!

17/12/14

Aethina Tumida: Stop all’eradicazione che ha generato troppi danni all'apicoltura

Ho depositato oggi un nuovo atto di sindacato ispettivo in merito ad “Aethina tumida” chiedendo, ancora una volta, che il Governo intervenga elaborando una strategia che preveda un intervento diretto sul coleottero, la limitazione del proliferare delle popolazioni tramite le trappole per il controllo degli adulti, i trattamenti larvicidi nonché l’utilizzo della lotta integrata non sussistendo più - secondo quanto affermato anche dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali in risposta all’interrogazione in commissione del M5S da tempo impegnato nella battaglia contro il parassita degli alveari discussa lo scorso 3 dicembre – i requisiti probabilistici e di convenienza economica per continuare a perseverare nel tentativo di eradicazione di Aethina Tumida, a fronte di danni oramai oltre la soglia di accettabilità ad apicoltura, agricoltura e ambiente; danni che mettono in ginocchio Calabria e Sicilia a seguito del blocco imposto lo scorso 12 dicembre dalla Commissione Europea sulle loro spedizioni di api, attrezzature e prodotti apicoli verso altri stati membri.

Ho chiesto, inoltre, al Ministro della Salute, competente sulla materia, “quali interventi sono stati messi in atto allo stato attuale al fine di attivare un regime di aiuto a favore degli apicoltori danneggiati da infestazioni di Aethina tumida” e se non ritenga opportuno, al fine di agevolare la riconversione delle aziende agricole apistiche, in deroga a quanto stabilito dalla decisione della commissione del 12 dicembre 2014, permettere il commercio delle attrezzature apistiche, sottoprodotti apicoli non trasformati, attrezzature apistiche, miele in favo per il consumo umano, esclusivamente a seguito di controllo ed eventuale rilascio della certificazione fitosanitaria da parte degli ispettorati fitosanitari competenti per territorio, nelle Regioni comprese nell'allegato alla decisione europea.

11/12/14

Caro Napolitano, anch'io #SonoUnEversore!

'Ndrangheta e Mafia Capitale, un binomio unico da rendere quasi inconfondibili le differenze. Mancava l'ufficialità, ma ora è arrivata: la 'ndrangheta faceva affari con Buzzi ed era entrata nel sistema anche a Roma. Soldi facili in cambio di protezione, magari infilando (questo lo scopriranno eventualmente gli inquirenti) anche qualche consigliere comunale che potesse aiutarli a gestire la “cosa pubblica” come da anni fanno dappertutto.
Dopotutto la 'ndrangheta è l'organizzazione criminale più potente al mondo, che quasi da sola gestisce il traffico di droga in tutto il continente europeo e che può permettersi di usare a suo piacimento i fortissimi eserciti che nel Sud-America proteggono i narcotrafficanti. Potevamo pensare che non si infilassero in Mafia Capitale?! Potevamo continuare a pensare che la 'ndrangheta fosse semplicemente un problema calabrese?!
Le 'ndrine sono riuscite ad infilarsi nel traffico di armi e rifiuti che hanno portato alla morte di Ilaria Alpi; sono riuscite ad interrare rifiuti tossici e radioattivi in tutto il territorio calabrese (e non solo); sono riuscite a mettersi in contatto con i servizi segreti e ad avere le mani in pasta anche negli attentati di stato degli anni '70; sono riuscite a trascinare le folle in proteste inutili e campanilistiche (ricordate “boia chi molla”?) al solo fine di convincere la politica a fornire al loro territorio altri tavoli su cui sedersi a mangiare.
La 'ndrangheta è l'organizzazione criminale più ricca al mondo ed è tutta calabrese. I calabresi onesti, intanto, vivono nella regione più povera d'Italia, vessati da sempre da quei giochetti che hanno fatto si che la 'ndrangheta divenisse politica e fosse capace di eleggere i propri uomini più puliti nei posti di potere. Anche grazie ad uno Stato che ha sempre fatto finta che non esistesse nulla di tutto ciò e che premia, direttamente con le parole del Presidente della Repubblica chi fa affari con loro.

Ecco perchè noi siamo orgogliosi di essere degli eversori...

10/12/14

Affilare le “armi” contro i furbetti della crisi dell’olio

Crisi olivicoltura, presto l’algoritmo contro i “furbetti dell’olio”.
Evitare che al danno della “mosca” si aggiunga anche la beffa della cattiva distribuzione delle risorse a sostegno dei produttori colpiti. E’ l’obiettivo del MoVimento 5 Stelle che sta mettendo a punto un algoritmo per rendere più efficace la gestione del rischio agricolo.
Sono molti i fattori che quest’anno, in tutta la penisola, hanno causato la crisi del settore olivicolo: il cambiamento climatico che ha favorito il proliferare della mosca olearia, l’assenza di una struttura capillare di allert fitosanitario e la scarsa cooperazione tra gli stessi produttori. Per contenere l’emergenza dobbiamo risolvere tre problemi.

Il primo: trovare subito risorse statali e regionali per compensare la grande perdita economica di molte aziende olivicole.
Il secondo: far arrivare le risorse a chi è stato effettivamente colpito.
Terzo: mettere a punto strumenti di prevenzione efficaci. Il M5S si sta adoperando per dare risposte a tutti e tre i problemi.

Bene i controlli che in questi giorni stanno effettuando i Nas. Controlli che dobbiamo assolutamente potenziare. L’idea alla base dell’algoritmo è individuare gli olivicoltori della regione, determinare la loro produzione media di olio degli ultimi tre anni e confrontare la perdita con l’annata 2014, individuare la percentuale di fatturato derivante da olio rispetto al totale in modo da garantire che le risorse vadano solo ai veri olivicoltori che trasformano in loco.
Poiché le risorse sono limitate, è fondamentale farle arrivare a chi si trova effettivamente in difficoltà. Non solo. Occorre prevedere, magari alleggerendo il peso fiscale, un sostegno anche ai frantoi che, in alcuni casi, per evitare alte perdite non hanno acceso nemmeno gli impianti. Per il futuro, invece, è necessario promuovere forme associative tra gli olivicoltori e inserire nel piano assicurativo nazionale anche questa nuova forma di danno. Misure già presentate dal M5S in una risoluzione, ora in discussione in commissione Agricoltura, a Montecitorio.

05/12/14

Serra San Bruno: il sindaco Rosi pubblichi le analisi dell'acqua

Il sindaco di Serra San Bruno (Vibo Valentia), Bruno Rosi, renda noti i risultati delle analisi dell'acqua pubblica che di recente lo hanno portato a vietarne l'uso potabile. Insieme a Dalila Nesci e Federica Dieni avevamo interrogato il governo, nel 2013, sull'annosa vicenda del sistema di distribuzione dell'invaso Alaco, su cui la procura di Vibo Valentia concluse, nell'aprile scorso, un'inchiesta relativa alla classificazione dell'acqua, che arriva anche nei rubinetti di Serra San Bruno.

Nonostante le interrogazioni, i nostri appelli alle prefetture di Catanzaro e Vibo Valentia, i precedenti come il caso del benzene nell'inverno del 2012, le inchieste sul gestore Sorical, i sequestri degli impianti e le conclusioni della procura di Vibo Valentia, tutto è rimasto come era. Di fatto non sono mai stati sciolti i dubbi sulla salubrità dell'acqua potabilizzata dell'Alaco. Le istituzioni hanno il dovere di fornire risposte ufficiali, con la massima rapidità e trasparenza.

Auspichiamo che il governatore regionale, Mario Oliverio, consideri il problema dell'acqua dell'Alaco come sua priorità, perché la tutela della salute e l'attendibilità delle istituzioni sono fondamentali per costruire una Calabria migliore, in cui i cittadini abbiano certezze e serenità.

04/12/14

Aethina tumida: le risposte del Governo non sono sufficienti!

Ieri il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Martina ha risposto a due nostre interrogazioni (5-04187 e 5-04188) a risposta in Commissione in merito a “Aethina tumida”, un coleottero parassita degli alveari sconosciuto fino a qualche tempo fa alle nostre latitudini ora approdato in Sicilia dopo aver causato danni agli apicoltori calabresi per oltre un milione e mezzo di euro.

Il Ministro delle politiche agricole ha risposto illustrando gli interventi messi in atto dal Ministro della Salute che ha competenza specifica in materia. Emerge che sarebbe stata attivata pedissequamente la procedura imposta dall’Europa che prevede “all’inizio di questi fenomeni, e fintantoché essi non diventino endemici, una strategia molto drastica, volta all’eradicazione”.

Negli  atti di sindacato ispettivo depositati alla Camera dei Deputati, più volte, ho richiesto interventi volti a “salvaguardare l’ecosistema e la sopravvivenza di apicoltori e apicoltura nel nostro Paese” fino a chiedere di revocare gli “interventi in essere e riformulare le indicazioni in merito alle procedure da attivare” a seguito dell’ordinanza del Presidente della Giunta calabrese che, in contrasto con la normativa nazionale vigente, ha disposto la distruzione dell’intero apiario anche in “presenza di un unico coleottero all’interno di un solo alveare”.

La risposta del Ministro premia le dure battaglie del MoVimento 5 Stelle riconoscendo che “le misure di eradicazione, con la distruzione totale degli alveari, hanno comportato danni rilevanti agli operatori economici”. “Studiare eventuali linee di intervento non più volte alla eradicazione, bensì solo al contenimento” sono dunque le nuove direttive del Governo , le Regioni sono avvertite quindi stop a misure drastiche e, qualora fosse ritenuto idoneo dall’Europa , via libera alle misure “per il ripristino del potenziale produttivo danneggiato, ovvero misure nell’ambito del regime del de minimis”.

Leggi la risposta del Ministro Martina


03/12/14

IMU AGRICOLA: pronti gli emendamenti del M5S per abolirla ma il PD deve sostenerli, basta chiacchiere!

L’assurda tassa, d’altronde incostituzionale nella sua formulazione, può essere soppressa grazie agli emendamenti dei parlamentari M5S della Commissione Agricoltura che chiedono ai colleghi del PD di passare dalle parole ai fatti, votandoli favorevolmente.

Sta destando scompiglio nell’intero settore primario l’introduzione dell’IMU rurale che gli agricoltori dovrebbero onorare il prossimo 16 dicembre. Per il M5S si tratta di una tassa assurda, contraria alla ragione, alla legge ed al buon senso. L’articolo 53 della Costituzione, infatti, dispone che ciascuno contribuisce alla spesa pubblica in base alle proprie capacità contributive, mentre l’IMU in questo caso viene modulata in base all’altitudine dei terreni.

Chi possiede un terreno che si estende su una superficie che per una parte si trova a 280 metri e per qualche centinaia di metri a 283 cosa fa? Può giustamente pensare di trovarsi dinanzi all’ennesima assurda legge italiana: verrebbe da dire ‘scherzi a parte’ ma qui, purtroppo è tutto serio! Per non parlare, poi, della violazione dello Statuto del contribuente che sancisce l’obbligo per le disposizioni tributarie di rispettare precisi termini ai fini dell’efficacia. Uno Statuto che vorremmo elevare al rango di norma costituzionale come previsto da una proposta di legge a prima firma Carla Ruocco (M5S). Questo per dare una leva ai contribuenti così da non essere schiacciati da Governi che tramite decreti legge bypassano i principi dello statuto stesso, come del resto è accaduto col il decreto ministeriale emanato lo scorso 28 novembre.

E il Partito Democratico cosa fa in tutto ciò? Si limita ad annunciare una semplice interrogazione per salvare le apparenze. Una semplice foglia di fico che lascia il tempo che trova. Il PD in Parlamento interroga il PD che governa: in pratica una farsa ai danni degli agricoltori. Noi abbiamo tre emendamenti alla Legge di Stabilità che è all’esame del Senato e il PD, se non vorrà dimostrarsi incoerente come suo solito, dovrà necessariamente sostenerli.

L’IMU sui terreni agricola permane una tassa illogica che serve solamente a fare cassa perché, dopo anni di politiche sconsiderate e volte ad usare le tasche dei contribuenti come bancomat, alla fine a pagare sono sempre gli stessi. Il decreto ministeriale, per giunta giunge alla fine di un anno fiscale difficile ed è prevedibile che molti comuni non riusciranno a mettersi in pari. Non si tiene conto, inoltre, che diversi comuni italiani si sviluppano anche in senso altimetrico e il rischio è che terreni molto vicini tra loro, ma appartenenti a comuni diversi paghino tasse differenti. Abbiamo cercato di scongiurare questo intervento durante la discussione del decreto sul Bonus Irpef della scorsa estate, ma tutti nostri tentativi sono rimasti inascoltati. Questo sarà un grosso, ulteriore, danno alla piccola agricoltura italiana del quale probabilmente il Governo non si è sufficientemente reso conto. La possibilità per rimediare c’è ma la responsabilità ora è dei parlamentari del PD.

Etichette alimenti: è urgente, salviamole insieme!

Il rischio per i consumatori di perdere informazioni utili sui prodotti alimentari diventa sempre più concreto. 
Dal 14 dicembre, infatti, non ci sarà più l'obbligo di specificare in etichetta lo stabilimento di produzione dei prodotti alimentari. Noi del M5S non siamo rimasti a guardare, passando dalle parole ai fatti: abbiamo scritto una proposta di legge sulle etichette alimentari molto chiara e concisa per far sì che l'Italia mantenga in etichetta l'obbligo di citare lo stabilimento di produzione.
Siamo arrivati a questo punto in seguito al prolungato silenzio su questa vicenda; da diversi mesi il M5S ha presentato prima un'interrogazione, poi una risoluzione, un'interpellanza e pure delle lettere rivolte ai Ministri di competenza (Guidi e Martina) senza ottenere delle risposte concrete.

Il problema non è di poco conto e tocca sia le corde dei produttori che dei consumatori. Ad oggi, infatti, i produttori potevano apporre sull'etichetta dei prodotti alimentari, oltre agli ingredienti, anche la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento. Un dato fondamentale per orientarsi nella scelta di un prodotto rispetto ad un altro e per difendere il Made in Italy dalla possibilità di contraffazioni. Per risolvere il problema ho presentato una proposta di legge per l'Indicazione della sede dello stabilimento di produzione e confezionamento in etichetta.

Se anche tu come noi condividi questa battaglia, fai sentire la tua voce e invia subito ai ministri una mail (CLICCA QUI) per ricordargli che non c'è più tempo. Più siamo e più sarà imbarazzante il loro silenzio, saranno costretti ad ascoltarci e muoversi! 



02/12/14

Nitrati: il nostro impegno per aggiornare la direttiva UE

La Commissione agricoltura della Camera ha approvato una risoluzione congiunta che impegna il Governo ad aggiornare la direttiva nitrati, n. 91/676/CEE, sulla base dei dati scientifici oggi disponibili e dei monitoraggi effettuati negli ultimi dieci anni. Nello specifico in seguito al lavoro, ancora in svolgimento, svolto dall’ ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) dal 2011 ad oggi, è stato fatto un monitoraggio completo del territorio italiano per accertare le fonti di inquinamento da nitrati. Lo studio fa un quadro sulla potenziale pericolosità a cui sono esposte le acque sotterranee per cinque regioni indagate: Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Con i dati dello studio ISPRA abbiamo compreso che le fonti di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee sono multiple, a quelle agricole dobbiamo sommare quelle civili ed industriali, ma anche che tra quelle agricole dobbiamo considerare gli apporti di concimi minerali, che hanno un peso considerevole sul totale.
Il M5S auspica che ISPRA possa fornire un metodo analitico certo, in grado di distinguere la responsabilità del sistema agricolo rispetto a quelle dei sistemi civili ed industriali, ma allo stesso tempo crede che la revisione delle modalità di calcolo degli apporti di azoto di derivazione agricola vada affrontata in sede europea per non rischiare di incorrere in sanzioni.

Siamo soddisfatti dell’inserimento degli impegni da noi proposti sul potere sostitutivo dello Stato verso quelle Regioni che non provvedano alla riperimetrazione delle ZVN (zone vulnerabili da nitrati), ed anche sulla definizione di una deroga a validità generale per gli allevatori che presentano ed attuano un Piano di Utilizzazione Agronomica, dimostrando di adottare le buone pratiche per innalzare l’efficienza dell’azoto, e di somministrare quantitativi di azoto efficiente commisurati al fabbisogno delle colture. Ciò premesso, abbiamo votato favorevolmente la risoluzione unificata e rimaniamo in attesa di valutare il contenuto del decreto interministeriale, sperando che non si trasformi nel classico regalo natalizio alle lobbies agro energetiche.

Chiara Gagnarli
M5S Commissione Agricoltura