21/11/14

NO al taglio degli alberi secolari in Sila!

L’Ente Parco Nazionale della Sila ha predisposto in questi giorni un piano che prevede un taglio boschivo di Pini laricio secolari e faggi proprio all'interno del Parco, in località Macchia dell'Orso, tra i comuni di Mesoraca, Zagarise e Taverna, in piena riserva Naturale dello Stato e Zona 1 del Parco Nazionale in contrasto con la norma riguardante il Parco, che stabilisce che, nella Zona 1 "l'ambiente è conservato nella sua integrità e lasciato alla sua spontanea evoluzione...".

si tratta di un ormai rarissimo esempio di bosco secolare di Pino laricio, in cui vivono il lupo, il gatto selvatico, il picchio nero, che nell'Italia meridionale è molto scarso e localizzato;

questa consociazione vegetale tra un piano superiore di pini secolari e uno inferiore costituito da una densa formazione di faggi, costituisce un complesso di grande valore sul piano paesaggistico senza considerare che quegli stessi faggi aumentano la fertilità del terreno e contrastano efficacemente l'erosione del suolo;

il bosco si trova a circa 1500 metri sul livello del mare e quindi è facilmente suscettibile di danni da neve che chiaramente, una volta che la sua struttura venisse alterata da un taglio, diventerebbero assai più probabili e devastanti;

l'area in questione è inserita nella Rete di Natura 2000, in quanto Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della Direttiva Comunitaria 79/409/CEE sulla protezione degli uccelli selvatici, nonché Sito di Interesse Comunitario ai sensi della Direttiva Habitat 92/43/CEE sulla protezione degli habitat naturali, ratificate dal DPR357/97 e smi. Interventi contrastanti con tale regime di tutela potrebbero dar luogo da parte dell'UE all'avvio di procedure di infrazione nei confronti dell'Italia. Si ricorda anche che la Direzione Generale Ambiente della UE ha avviato una procedura EU-Pilot su tutte le regioni italiane, Calabria inclusa, sull'errata procedura di Valutazione di Incidenza e mancato raggiungimento degli obiettivi di conservazione nei siti Natura 2000;

i presidenti di Italia Nostra, Marco Parini, dell'associazione ALTURA, Stefano Allavena, e dell'associazione Mediterranea per la Natura, Deborah Ricciardi, hanno inviato una lettera alle autorità competenti - tra cui il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione generale per la protezione della natura - in cui chiedono che “l'Ente Parco revochi il progetto e che il Corpo Forestale dello Stato, proprietario della Riserva Naturale, si opponga fermamente, stante il palese contrasto sia delle norme di tutela della Riserva dello Stato che delle direttive comunitarie, in considerazione del fatto che verrebbero meno gli obiettivi di conservazione dei siti Natura 2000”;

l'Ente ha dato avvio al piano di taglio delle piante ed è paradossale che a proporre questo scempio sia proprio l'Ente Parco Nazionale, costituito per legge per assicurare l'integrità del territorio protetto e non per aggredirlo insensatamente;

anche se il taglio venisse limitato alle piante di faggio, sottostanti ai pini adulti, nonché ai pini danneggiati, l'impatto sarebbe molto grave ed intollerabile in un'area protetta nella quale, come dice la legge, l'ambiente deve essere conservato nella sua integrità e lasciato alla sua spontanea evoluzione. Le piante danneggiate o morte costituiscono poi un ambiente di vita essenziale per diverse specie di animali e in particolare di uccelli per i quali costituiscono la risorsa alimentare, come il picchio nero, tra l'altro particolarmente protetto a livello nazionale e comunitario. Inoltre lo strato inferiore di faggi, che verrebbe completamente eliminato dal taglio, costituisce un importante elemento di biodiversità, poiché molte specie di animali, in particolare uccelli ed insetti, trovano rifugio e condizioni idonee di vita e di riproduzione negli strati inferiori della vegetazione. Tra questi, la Rosalia alpina, coleottero protetto a livello comunitario, che si nutre solo ed esclusivamente di Faggi marcescenti

l’interrogante ha presentato due atti di sindacato ispettivo n. 4-03942 e n. 4-06804, per giunta senza risposta, su vicende analoghe a denuncia dell’abbattimento incontrollato a cui si sta assistendo in Calabria in spregio alle leggi nazionali e comunitarie -:

Ecco cosa abbiamo chiesto al governo:

se non ritenga opportuno intervenire urgentemente al fine di salvaguardare gli alberi secolari del Parco Nazionale della Sila e al contempo, evitare che l'inosservanza delle norme comunitarie possa avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia con un conseguente danno erariale;

se la vicenda dell'abbattimento degli alberi esposta nelle premesse possa rientrare tra i casi motivati e improcrastinabili di cui all'articolo 7 della legge nazionale dell'ottobre 2013 e, nel caso contrario, quali iniziative di competenza intendano assumere al riguardo.

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