26/09/14

Impedire la diffusione del coleottero degli alveari

Bisogna intervenire urgentemente affinché vengano attivate tutte le procedure necessarie per circoscrivere ed eradicare eventuali ulteriori focolai nonché impedire la diffusione del parassita sul territorio nazionale e riconoscere un indennizzo agli apicoltori che dovessero essere chiamati ad adempiere ad un’ordinanza di abbattimento dei propri alveari. Questo è quello che ho chiesto attraverso un'interrogazione al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali e al Ministro della Salute.
Il focolaio di coleottero degli alveari recentemente scoperto dal Prof. Palmieri dell'Università di Reggio Calabria in un alveare di Gioia Tauro, ha un effetto devastante sull’ape europea tanto da rendere invendibile il miele degli alveari colpiti.
Il settore dell'apicoltura è messo in forte crisi dalla presenza del parassita, che rischia di contaminare non solo gli alveari calabresi, ma quelli di tutta Italia. Le associazioni di apicoltori hanno da subito chiesto al Governo di adottare adeguate contromisure per risolvere subito il problema. L'intervento deve essere deciso ed immediato!
Il piccolo coleottero degli alveari è soltanto l'ultimo ostacolo che il comparto agricolo sta incontrando in questo periodo di crisi. In questo momento storico gli apicoltori e tutto il settore agricolo hanno bisogno di sentire la presenza delle istituzioni.
Il settore dell'apicoltura, già colpito dalla moria delle api a causa dell'utilizzo di pesticidi tossici, rischia ulteriori danni come è già successo in America dove 20.000 colonie sono state distrutte dallo scarafaggio, con danni di svariati milioni di dollari.
Nell'interrogazione ho chiesto ai Ministri coinvolti di intervenire nella regolamentazione delle importazioni che è la principale difesa contro l’introduzione e la diffusione dell' Aethina tumida​.
La globalizzazione accelera la circolazione delle merci, ma anche di parassiti e batteri che arrivano dall'altra parte del mondo ed infestano le nostre colture. È doveroso prendere seri provvedimenti per prevenire, migliorando i controlli sanitari alle frontiere.

QUI il testo dell'interrogazione parlamentare

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