23/04/14

La grave crisi dell'apicoltura



La gravissima crisi dell’apicoltura italiana sbarca in Parlamento. Insieme ai miei colleghi del M5S della Commissione Agricoltura abbiamo depositato una proposta di legge ed una interrogazione parlamentare sui fenomeni di apicidio, denunciati attraverso numerose segnalazioni di apicoltori del Belpaese. I casi più eclatanti si sono registrati in conseguenza di trattamenti primaverili di fruttiferi in fioritura, insetticidi, diserbanti e trattamenti di colture intensive a base di neonicotinoidi. Tutto ciò, mentre l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) pubblicava le nuove linee guida per la valutazione del rischio da pesticidi per la sopravvivenza delle api.
Pur con qualche limite di fatto la proposta dell’EFSA segna un netto miglioramento per la valutazione del rischio rispetto a quanto proposto, in precedenza, dall’Organizzazione europea e mediterranea per la protezione delle piante. Le gravi carenze dell’attuale procedura di valutazione del rischio dei pesticidi per le api sono state pienamente riconosciute dall'EFSA che ha, quindi, proposto un nuovo approccio al problema sottolineando l’importanza di considerare le vie principali di esposizione, gli effetti sub-letali e cronici per le api adulte, la  tossicità per le larve, così come le altre contaminazioni che possono influenzare la sopravvivenza e lo sviluppo delle colonie d’api, come ad esempio l'impatto sulle ghiandole ipo–faringee.
Nonostante la validità del lavoro svolto da EFSA e sostenuto dalla comunità scientifica internazionale,  le aziende agrochimiche ed alcuni rappresentanti governativi non hanno mancato di manifestare la loro netta contrarietà ad un orientamento che vede la drastica riduzione dell’uso di pesticidi e prodotti chimici.  La proposta di legge del M5S interviene a modificare l’articolo 4 della legge 24 dicembre 2004, n. 313 recante disciplina dell’apicoltura, al fine di vietare la fertirrigazione delle colture con miscele contenenti pesticidi che espongano a rischio gli impollinatori nonché l’irrorazione con principi attivi tossici per gli impollinatori in presenza di essudazione di melata nella coltura e nella flora botanica circostante.
Nell’interrogazione parlamentare, invece, portiamo all’attenzione del Governo Renzi il Rapporto di Greenpeace: lo studio afferma che in tutta Europa il polline con cui entrano in contatto le api è altamente inquinato da un “pesante cocktail di pesticidi tossici” tra i quali molti neonicotinoidi. Il rapporto invita la Commissione europea ed i singoli Stati membri a vietare completamente l’utilizzo dei pesticidi clothianidin, imidacloprid, thiamethoxam e fipronil, attualmente sottoposti a un divieto temporaneo nonché gli altri pesticidi dannosi per api e altri impollinatori (compresi clorpirifos, cipermetrina e deltametrina).
Chiediamo al Governo di prendere subito provvedimenti per ovviare al pericolo ambientale provocato dall’utilizzo dei pesticidi, ricordando che le api svolgono un importantissimo ruolo riguardo il mantenimento della biodiversità e del nostro intero ecosistema.

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