10/03/14

La Stevia può essere un'opportunità!

La pianta conosciuta come «stevia rebaudiana» viene utilizzata come dolcificante grazie alle proprietà dei due componenti principali i quali, oltre a non avere alcun potere nutrizionale, si mantengono inalterati nel tempo anche ad alte temperature e pertanto si prestano ad essere impiegati in preparazioni come prodotti da forno e bevande calde.
E' ormai noto che la diffusione della Stevia in Paesi diversi da quelli di origine, principalmente Brasile e Paraguay, è sempre stata ostacolata tanto da ipotizzare l'esistenza di una vera e propria cospirazione commerciale volta a sfavorire i dolcificanti artificiali, nonostante essa sia normalmente consumata in moltissimi Paesi senza alcun pericolo per la salute umana.
Evidenze scientifiche, anche condotte dall'Organizzazione mondiale della sanità, registrano peraltro elevati fattori di sicurezza anche in presenza di dosi massime giornaliere assolutamente eccessive rispetto a quelle che possono considerarsi normali. Nel 2012, a seguito della revisione delle normative che fin dal 1999 consentivano l'uso della stevia come integratore dietetico ma non come alimento o ingrediente per alimenti a causa di alcuni componenti che, nelle dosi allora testate, venivano considerati genotossici, l'Unione europea ha autorizzato la produzione e la vendita degli estratti derivanti dalle foglie di stevia, ovvero i glicosidi steviolici. Attualmente l'EFSA sta valutando la richiesta di valutazione come novel food delle foglie di Stevia. La liberalizzazione dell'utilizzo come dolcificante dei derivati della stevia rappresenta una preziosa opportunità per il settore agricolo e per l'industria di trasformazione oltre che una valida integrazione della dieta dei soggetti intolleranti allo zucchero e ai dolcificanti di sintesi. Alla luce di tutto ciò, ho chiesto al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e al Ministro dello sviluppo economico, di quali ulteriori elementi dispongano e se non ritengano di dover promuovere e diffondere, attraverso opportune iniziative, il consumo della stevia anche in considerazione della crisi del comparto della barbabietola da zucchero, settore non più ritenuto strategico per l'Italia e per l'Unione europea.

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