28/03/14

Dimissioni Scopelliti, ora tocca al M5S cambiare la Calabria

Le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, governatore della Calabria, rappresentano la fine del potere che per decenni, senza differenze tra destre e sinistre, ha svuotato la regione costringendo intere famiglie a emigrare o a vivere di stenti. Io, Dalila Nesci, Nicola Morra e Federica Dieni pensiamo che i partiti siano tutti complici. Al governo della Regione, infatti, si sono comportati come Scopelliti e sodali, o da alleati o da finti oppositori. La Calabria, regione di generosità e ‘ndrangheta, grande bellezza e malasanità, lavoratori sfruttati e assistenzialismo umiliante, può adesso conquistare la propria libertà, ma fuori dei partiti. Non c’è differenza tra il Nuovo Centrodestra di Scopelliti e Gentile, Forza Italia dei vecchi Pdl, in cui tre consiglieri regionali vennero arrestati per ‘ndrangheta, e il Pd di Loiero, della famiglia Adamo e di Mario Pirillo. Sono tutti uniti dall’interesse, dal teatro della politica, dalla spartizione di posti e interessi. È  singolare che questi camaleonti politici, abituati a muoversi fra melma e rifiuti, non sappiano di essere finiti. La caduta del condannato Scopelliti aumenterà la sfiducia dei calabresi verso il sistema dei partiti,  ormai in putrescenza.
Le persone comuni e disinteressate del Movimento Cinque Stelle cambieranno la Calabria, con il coraggio, la coscienza pulita e il senso del bene comune. Si vada subito alle elezioni regionali, ma Renzi rimuova Alfano, che, avendo scelto Scopelliti come suo referente politico, non può più fare il ministro dell’Interno.

25/03/14

De Rose e il caso scandaloso di Fincalabra

La Regione Calabria è un poltronificio che sottrae risorse pubbliche alla sanità, ai trasporti, alle attività produttive e agli altri settori più importanti. Lo abbiamo dichiarato in un comunicato stampa, noi parlamentari calabresi del M5S, in relazione ai vertici di Fincalabra e al mancato assorbimento dei 131 dipendenti di Calabria IT da parte della finanziaria della Regione. Il presidente di Fincalabra Umberto De Rose, che da una nostra verifica non risulta iscritto all’albo degli ingegneri, esibisca il titolo di ingegnere che si porta dietro e all’occorrenza intervenga l’Ordine professionale. L’aspetto più grave (al di là di De Rose) è che la Regione Calabria non richiede requisiti professionali vincolanti per la giuda degli enti in house, i cui presidenti costano ai calabresi oltre 130mila euro all’anno. Paradossalmente, anche un perfetto ignorante nelle materie affidate a questi enti può ricevere incarichi di vertice, purché sia un portatore di voti o un garante di interessi. L’affidamento è del tutto discrezionale. L’assessore Arena e il presidente Scopelliti devono spiegazioni ai calabresi, che pagano le addizionali e le altre imposte e tasse regionali. Arena e Scopelliti dicano a chi è utile scaricare i dipendenti di Calabria IT e condonare a De Rose la restituzione di milioni di euro dovuti alla Regione. Questa mortificazione dei lavoratori di Calabria IT, che per legge devono essere assorbiti da Fincalabra, come ieri ha ricordato la commissione regionale di Vigilanza, prova il ricatto della politica nei confronti delle persone. Il Movimento Cinque Stelle spazzerà via questo sistema che umilia e priva della libertà i calabresi.

20/03/14

Battaglina: il Dipartimento Ambiente risponde alla nostra interrogazione

In attesa di ricevere anche la risposta del Dipartimento Agricoltura (proprio il Dipartimento dove abbiamo riscontrato più criticità), pongo alla vostra attenzione la risposta del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria sulla discarica Battaglina. Cliccate QUI per leggere la risposta del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria.

19/03/14

Pesca artigianale e tradizionale, il Ministro risponde alla nostra interrogazione



A novembre (QUI il post) avevo depositato una interrogazione a risposta in commissione per chiedere al Ministro dell'Agricoltura, la possibilità di predisporre un piano di gestione nazionale per le pesche speciali, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, al fine di valutare la continuazione della pesca del novellame per piccole imbarcazioni di pesca artigianale.
Nell'interrogazione si chiedeva al Ministro, nel caso in cui la pesca del novellame non possa essere valutata come sostenibile neanche per i pescatori artigianali, di adottare provvedimenti atti a garantire la sopravvivenza delle piccole imprese che avevano investito importanti risorse economiche ad un tipo di pesca che caratterizzava il proprio territorio.
Ecco qui di seguito la risposta del Ministro ricevuta durante il question time in Commissione Agricoltura.


Signor Presidente, onorevoli colleghi,
le pesche speciali, come il prelievo del novellame, ossia di esemplari ittici in fase giovanile, in linea di principio sono vietate dall’ordinamento nazionale in coerenza con l’impegno, assunto a livello europeo e internazionale, ad adottare strategie precauzionali e cioè misure di protezione e conservazione degli ecosistemi marini, contenendo l’attività di prelievo delle risorse ittiche nei limiti di uno sfruttamento sostenibile e, quindi, compatibile con la naturale capacità di riproduzione delle risorse stesse.
L’obbiettivo è, dunque, inserito nel contesto di una politica generale di tutela delle risorse ittiche, in ossequio alle previsioni di cui al Regolamento (CE) n. 1967 del Consiglio del 21 dicembre 2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo (modificativo del regolamento (CEE) n. 2847/93 ed abrogativo del regolamento (CE) n. 1626/94), nonché in linea con l’orientamento della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo espresso con la Raccomandazione CGPM/37/2013/1 con particolare riferimento alla pesca di piccoli pelagici in Adriatico. 
Ciò premesso, nel redigere i Piani di gestione nazionali che consentono di adeguare l’applicazione del citato regolamento per la pesca in Mediterraneo alle specificità della flotta e dei mari italiani, sono state doverosamente considerati il principio precauzionale del trend regolamentare europeo nonché le linee guida internazionali indicate dalla CGPM che in più occasioni ha rimarcato di non poter ratificare proposte che abbiano ad oggetto la pesca speciale del novellame – cosiddetto bianchetto - a causa dello stato di sofferenza dello stock di sardine mediterranee. 
In sede di CGPM sono rappresentati, oltre ai Paesi europei che si affacciano in Mediterraneo, anche i Paesi rivieraschi extra-europei, come gli Stati del Nord-Africa ed i Paesi non rivieraschi ma aventi una flotta da pesca operante in Mediterraneo, come ad esempio il Giappone.
Pertanto, le indicazioni e raccomandazioni di tale Commissione sovranazionale sono dirette non soltanto all’Italia, ma anche alle flotte extra-europee che esercitano la pesca nel bacino mediterraneo.
Indubbiamente, sforzi ulteriori dovranno essere fatti sia a livello europeo che internazionale affinché le raccomandazioni in materia di pesca sostenibile siano effettivamente applicate anche dai predetti Paesi extra-europei, al fine di non vedere vanificati gli effetti, in termini di tutela dell’ecosistema marino, delle misure gestionali responsabili adottate a regolamentazione dell’attività dei nostri pescatori.
Premesso ciò, per quanto riguarda la possibilità di politiche di sostegno e misure di compensazione socioeconomiche per le restrizioni imposte alla flotta nazionale in relazione alle pesche speciali di cui trattasi, si segnala che queste, in quanto riferibili al Fondo Europeo Pesca (FEP) sono affidate alla competenza delle amministrazioni regionali. L’intervento a livello centrale è, difatti, previsto limitatamente alla concessione di aiuti mirati e condizionati ai criteri e alle modalità prestabilite dal regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione del 24 luglio 2007 relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti “de minimis” nel settore della pesca e recante modifica del regolamento (CE) n. 1860/2004. 

17/03/14

Scandalo a Palazzo De Nobili! Il M5S si rivolge al Ministro degli Interni


Le indiscrezioni giornalistiche apparse sulla stampa nelle ultime ore con riferimento all’inchiesta giudiziaria in corso sulla maggioranza che governa le sorti della città, dipingono un quadro a tinte fosche e la dicono davvero lunga sulla concezione della cosa pubblica in voga nei corridoi di Palazzo De Nobili. Le notizie che si apprendono in queste ore lasciano immaginare un utilizzo distorto dell’apparato pubblico diffuso che da patologia diviene sistema a servizio di coloro i quali dovrebbero ricoprire un ruolo nel pieno rispetto dell’incarico ricevuto dai cittadini che glielo hanno conferito e che invece ne abusano a proprio uso e consumo.

La procura di Catanzaro ipotizza reati di concussione, corruzione, peculato, distruzione di un atto pubblico e indebita induzione a dare o promettere utilità. Tra gli indagati il sindaco Sergio Abramo, l'assessore regionale Domenico Tallini, gli assessori Massimo Lomonaco e Stefania Lo Giudice, il consigliere comunale delegato all'urbanistica Carlo Nisticò, il dirigente Giuseppe Cardamone, il vigile urbano Rocco Cristallo e l'architetto Paola Barbuto.

Veramente raccapriccianti  le intercettazioni che sono state pubblicate fino ad ora: speculazione edilizia a Giovino, raccomandazioni di multe annullate, favori in cambio di rapporti sessuali, raccomandazioni per un posto al comune, ecc, ecc... Insomma, in considerazione di quanto emerge dalle prime anticipazioni ci suona oltremodo profetico l’azzeramento della giunta comunale neanche ventiquattrore prima dell’uscita della notizia sulla stampa...A questo punto il preannunciato rimpasto appare di un “tempismo” veramente impressionante! Ciò che però rischierebbe di fare maggiore rumore in questo momento sarebbe un eventuale silenzio serbato dalla società civile su quanto emerso.

Davvero abbiamo bisogno che delle eventuali condanne sottolineino una volta di più l’esistenza del sistema clientelare che soggioga da decenni questa città? Di un sistema che arriva a schiavizzare il voto in cambio della salvezza di un posto di lavoro, di un esame all'ospedale, di una multa cancellata, di un semplice certificato? Di un sistema che, quando non ha niente da offrire in cambio, il voto arriva addirittura a valutarlo in termini economici? Noi non crediamo che ai catanzaresi piaccia esser considerati alla stessa stregua di schiavi incatenati dotati di volontà solo in quanto eterodeterminata, perché dietro ogni promessa si cela un ricatto, dietro ogni baratto si cela un inganno, dietro ogni richiesta si cela un furto perpetrato ai danni della libertà di autodeterminazione da parte di chi vigliaccamente e subdolamente lucra consenso sulle miserie e sulle disgrazie altrui.

E’ giunto il momento per tutti i cittadini di ribellarsi a questo sistema e siccome siamo certi che l’episodio verrà mediaticamente oscurato dal ventilato “rimpasto”, secondo l’aurea regola del cambiare tutto per non cambiare nulla, abbiamo già predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni per «l'invio della commissione d'Accesso o la rimozione o sospensione» degli amministratori coinvolti. Il clientelismo è dominante a Catanzaro, città in cui è noto il condizionamento di massoni e politici deviati sulle attività pubbliche. Si deve vincere l’omertà che ha distrutto la nostra bellissima terra. Non dobbiamo emigrare rassegnati, ma resistere e lottare!

Meetup M5S Catanzaro

Interrogazione sulla Discarica di Celico (CS)


Sulla discarica di Celico insieme a Dalila Nesci (prima firmataria) e Federica Dieni abbiamo presentato stamani un’interrogazione parlamentare rivolta al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e dell’Interno. Nell’atto, abbiamo chiesto il commissariamento della Regione Calabria nella gestione dei rifiuti, difendendo il dissenso civile espresso con legittimità dai manifestanti di Celico per difendere il loro territorio nella legge, spesso aggirata per via dell’assoluta mancanza di programmazione dei vari amministratori responsabili dello smaltimento. Inoltre, abbiamo chiesto ai ministri interrogati quali provvedimenti, per le rispettive competenze, intendano adottare per evitare che si reprimano forme di dissenso civile finalizzate al rispetto delle leggi da parte dell’amministrazione pubblica. Nei mesi scorsi, io, Dalila e Federica avevamo già promosso una lunga interrogazione-dossier sullo smaltimento dei rifiuti in Calabria, rilevando sprechi e incapacità dei commissari governativi e della classe politica regionale. Oggi bisogna impedire che la Regione Calabria, lontana dai problemi perché in attesa di conoscere se il presidente Giuseppe Scopelliti verrà o meno interdetto dai pubblici uffici, continui ad agire nell’improvvisazione e senza un piano efficace sui rifiuti.
Il governo intervenga subito, poi il piano rifiuti e la gestione passino a una classe politica diversa, eletta da un popolo pienamente consapevole degli errori e orrori del passato.

16/03/14

Anche il "modello" Catanzaro deve andare a casa!

Le logiche clientelistiche governano da sempre Catanzaro intera. Qui regnano i MASSONI e i politici corrotti! Tutti sanno tutto e nessuno dice niente pur di mantenere lo status quo! Devono andare TUTTI A CASA e siamo stanchi di gridarlo ai 4 venti ogni giorno!

Loro decidono quale negozio o centro commerciale aprire e quale chiudere, quale area cementificare e quale devastare con una discarica illegale! Loro decidono il bello e il cattivo tempo...

Dobbiamo liberarci in fretta di questo cancro! Non dobbiamo accettare questa omertà che ha distrutto questa bellissima terra! Non dobbiamo scappare all'estero rassegnati ma RESISTERE E COSPIRARE! Non si scappa dalla "guerra" altrimenti vinceranno sempre loro! Cari miei concittadini, diamoci una mossa e smettiamola di fare i finti indignati SOLO ORA! 

ESISTE UN MODELLO CATANZARO COSI' COME ESISTE UN MODELLO REGGIO, VIBO, COSENZA E CROTONE! 

Non abbiamo bisogno che i giudici lo confermino attraverso le condanne. Il dramma, quello vero, è che da sempre siamo abituati a votare i soliti noti. E in cambio di cosa?! Di un posticino in un call center a pochi euro all'ora, di un esame all'ospedale, di una multa cancellata, di un semplice certificato anagrafico al Comune o addirittura di una banconota piegata insieme ai fac-simile prima di andare a votare. Vi hanno incatenato a loro come nell'antica Roma incatenavano gli schiavi. E dietro una piccola promessa uccidono ogni fetta della nostra società che vi sta intorno! 

Abbiate il coraggio di liberarvi di queste catene. Una volta per tutte sappiate indignarvi veramente nella cabina elettorale e nelle scelte quotidiane che facciamo. Sappiate liberarvi di loro e guardare OLTRE. Sappiate difendere davvero la nostra bellissima terra. Sappiate regalarle un futuro. Non basta condividere schifati gli articoli che parlano di loro. Bisogna dare di più, bisogna fare qualcosa per voi stessi affinché l'intera comunità ne possa giovare! 

Dare ognuno il proprio piccolo contributo per il bene della collettività: questo è il vero sistema che bisogna creare per annullare quello attuale. Questo è il vero cambiamento che non è solo politico ma CULTURALE! 

L'ONESTA' TORNERA' DI MODA ANCHE A CATANZARO!!

11/03/14

PAC, le proposte per una agricoltura a 5 stelle


Quella della PAC è una partita fondamentale per l’agricoltura e per questo ci auguriamo che il neo Ministro Martina ascolti le nostre proposte al fine di elaborare, entro agosto, un programma strategico efficace affinché  le risorse messe a disposizione dall’Europa - circa 52 miliardi di euro - servano a dare la spinta giusta al rilancio del settore primario in Italia. Noi siamo pronti dare il nostro contributo.
Oggi durante la conferenza stampa alla Camerda dei Deputati, abbiamo illustrato le linee guida dell’agricoltura a cinque stelle. Abbiamo elaborato proposte concrete per gestire al meglio le risorse che lo Stato membro può gestire direttamente (pagamenti diretti), al fine di raggiungere alcuni obiettivi strategici, poiché le scelte che facciamo adesso varranno per i prossimi 7 anni. Il nostro obiettivo è, quindi, quello di massimizzare le risorse a disposizione e individuare i destinatari dell'aiuto, definendo l'agricoltore attivo e lavorando, al contempo, sul meccanismo degli aiuti accoppiati.
A proposito della figura dell’agricoltore attivo una novità è quella di una black list di attività professionali le cui imprese, per definizione, non possono essere considerate attive e quindi non possono ricevere gli aiuti diretti. Saranno fondamentali le ore di lavoro spese in campo e perciò abbiamo proposto di considerare ‘minima’ l’attività di lavoro agricolo diretto svolta per almeno 900 ore l’anno. Abbiamo, inoltre, proposto che non si possano concedere pagamenti diretti nel caso in cui la superficie ammissibile dell’azienda sia inferiore ad un ettaro.
Fra le proposte poi quella di accordare i pagamenti accoppiati in maniera prevalente a tutti quei settori dove viene premiata la qualità rispetto alla quantità, ai marchi a denominazione, al settore del pastorizia per evitare l'abbandono delle aree rurali e la relativa riduzione del presidio territoriale, alla mangimistica nazionale per evitare l'utilizzo OGM e alle colture arboree caratteristiche.
Il MoVimento 5 Stelle è intervenuto, infine, su quello che può essere considerato il vero e proprio vulnus per l’agricoltura italiana: la quota di cofinanziamento che le regioni devono mettere a disposizione per poter attuare i Piani di Sviluppo Rurale. Chiediamo che venga, quindi, sbloccato il Patto di stabilità per le quote da cofinanziare nei Piani di Sviluppo Rurale, per fare in modo che tutte le Regioni, anche quelle che sforano il Patto di Stabilità, possano usufruire dei fondi per investire nello sviluppo del territorio e dell’agricoltura.

Alfano revochi i commissari di Siderno (RC)

Stamani insieme a Dalila Nesci e Federica Dieni abbiamo presentato un’interrogazione sul Comune di Siderno al ministro dell’Interno Angelino Alfano, chiedendo se non intenda proporre la sostituzione dei commissari nominati, il cui comportamento sulla  mini-Imu ha generato confusione, con possibilità di ulteriore sfiducia verso lo Stato da parte dei cittadini. La questione riguarda il ritardo con cui i tre commissari di Siderno, comune sciolto per infiltrazioni mafiose e oggi in dissesto, hanno deliberato l’approvazione dell’aliquota dell’Imposta municipale unica.
Il Comune di Siderno ha bisogno di una forte presenza dello Stato. I cittadini, poi, non possono essere tartassati né scambiati per evasori a causa di leggerezze dell’amministrazione pubblica.
Riguardo ai ritardi sull’Imu avvenuti a Lamezia Terme gli attivisti del Movimento hanno promosso il ricorso al Tar, che ha stabilito la restituzione di 7 milioni ai cittadini. In questa vicenda di Siderno, invece, vogliamo che il governo risponda dell’operato dei commissari e che i cittadini non subiscano l’aumento dell’Imu.
La lotta va fatta anche sui servizi, che mancano, nonostante i cittadini siano sempre più dissanguati dallo Stato, che preleva tutto per trasferire miliardi al Mes, il gigantesco imbroglio sostenuto dai partiti e avversato soltanto dal Movimento Cinque Stelle.

Gli alberi secolari non si toccano!

L’articolo 7 della legge 10 del 2013 tutela gli alberi monumentali, che non si possono tagliare. Con la collega Nesci eravamo già intervenuti, ieri, sulla notizia del possibile taglio dell’abete gigante nel bosco dell’”Archiforo”, per risanare le casse del comune di Serra San Bruno (Vibo Valentia), nel cui territorio ricade la pianta, forse la più maestosa d’Europa con i suoi 55 metri. Oggi, invece, annunciamo l’avvenuta presentazione di un atto ufficiale in proposito. Abbiamo presentato una interrogazione parlamentare per difendere l’abete dell’”Archiforo”, sottoscritta anche dai deputati Cinque Stelle Dalila Nesci, Federica Dieni, Silvia Benedetti, Massimiliano Bernini, Chiara Gagnarli, Filippo Gallinella, Giuseppe L’Abbate e Loredana Lupo.
Abbiamo pensato che a scanso di equivoci fosse indispensabile sollevare il caso in ambito parlamentare, poiché viviamo in una continua incertezza, sia in Calabria che nel resto dell’Italia. Troppe volte abbiamo assistito alla violazione palese di leggi dello Stato, anche al di là della nostra immaginazione. Perciò, siamo stati tempestivi, richiamando il ministro delle Politiche agricole e forestali, Maurizio Martina, alle sue responsabilità. L'interrogazione è stata rivolta anche al Ministro dell'ambiente e tutela del territorio e al Ministro dei Beni Culturali.
La Calabria ha già pagato un prezzo altissimo all’ignoranza e alla speculazione del passato. La politica ha ucciso la memoria storica e i capolavori della natura, cementificando e barattando sporchi ricavi. Non permetteremo a nessuno di proseguire nello scempio e nella distruzione, la Calabria è la nostra terra!

10/03/14

La Stevia può essere un'opportunità!

La pianta conosciuta come «stevia rebaudiana» viene utilizzata come dolcificante grazie alle proprietà dei due componenti principali i quali, oltre a non avere alcun potere nutrizionale, si mantengono inalterati nel tempo anche ad alte temperature e pertanto si prestano ad essere impiegati in preparazioni come prodotti da forno e bevande calde.
E' ormai noto che la diffusione della Stevia in Paesi diversi da quelli di origine, principalmente Brasile e Paraguay, è sempre stata ostacolata tanto da ipotizzare l'esistenza di una vera e propria cospirazione commerciale volta a sfavorire i dolcificanti artificiali, nonostante essa sia normalmente consumata in moltissimi Paesi senza alcun pericolo per la salute umana.
Evidenze scientifiche, anche condotte dall'Organizzazione mondiale della sanità, registrano peraltro elevati fattori di sicurezza anche in presenza di dosi massime giornaliere assolutamente eccessive rispetto a quelle che possono considerarsi normali. Nel 2012, a seguito della revisione delle normative che fin dal 1999 consentivano l'uso della stevia come integratore dietetico ma non come alimento o ingrediente per alimenti a causa di alcuni componenti che, nelle dosi allora testate, venivano considerati genotossici, l'Unione europea ha autorizzato la produzione e la vendita degli estratti derivanti dalle foglie di stevia, ovvero i glicosidi steviolici. Attualmente l'EFSA sta valutando la richiesta di valutazione come novel food delle foglie di Stevia. La liberalizzazione dell'utilizzo come dolcificante dei derivati della stevia rappresenta una preziosa opportunità per il settore agricolo e per l'industria di trasformazione oltre che una valida integrazione della dieta dei soggetti intolleranti allo zucchero e ai dolcificanti di sintesi. Alla luce di tutto ciò, ho chiesto al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e al Ministro dello sviluppo economico, di quali ulteriori elementi dispongano e se non ritengano di dover promuovere e diffondere, attraverso opportune iniziative, il consumo della stevia anche in considerazione della crisi del comparto della barbabietola da zucchero, settore non più ritenuto strategico per l'Italia e per l'Unione europea.

09/03/14

Il TAR da ragione al M5S di Lamezia Terme sull'aumento illegittimo dell'IMU


Il comune di Lamezia Terme, guidato da un sindaco di SEL, con una maggioranza strampalata perché composta da esponenti del PD, di forza Italia, alcuni ex di FLI e chi più ne ha più ne metta, scopre, dopo avere amministrato per 7 anni, che i suoi conti non sono in regola. Intimato dalla Corte dei Conti a mettere ordine, il sindaco e la sua giunta raschiano il fondo del barile e alzano tutte le tasse nella speranza che questo eviti il dissesto, facendo anche una piccola furbata. Aumentano l'aliquota IMU oltre i tempi stabiliti per legge. Ora direte, che c'entra il movimento 5 stelle? Ecco! Un gruppo di cittadini, osservando i consigli comunali e interessandosi dei fatti del comune, visto che è loro, si accorgono di questa anomalia e la segnalano sia al sindaco, sia alla giunta che a tutto il consiglio comunale. Ma per salvare la poltrona, si va anche contro legge e quindi i cittadini inascoltati, si devono ritirare e cominciare ad andare a prendere i soldi, per ripianare i debiti del comune. Ma non è giusto, non ci stanno, e così decidono che per il bene di tutti devono fare qualcosa, non si può accettare che una cosa illegittima diventi normale. Si ricorre al TAR. Per presentare ricorso però ci vogliono soldini, e così questi che chiameremo  attivisti, con dei banchetti, un po' di volantinaggio e con le proprie tasche, riescono a trovare la cifra che serve per ottenere giustizia. Passano alcuni mesi e quest'ultima arriva! Sentenza del TAR, il comune dovrà ridare indietro oltre 7milioni di euro  ai suoi cittadini, vittoria! Vittoria del Movimento 5 Stelle! Il sindaco avrebbe dovuto dare ascolto a questi attivisti ma così non è stato e per farsi giustizia hanno dovuto sostituirsi alle istituzioni. Questo e' il movimento 5 stelle, non proclami, non parole vuote e concetti vacui, a cui ci ha abituato questa classe politica, ma fatti concreti dai cittadini per i cittadini. Fino ad oggi hanno pensato solo a loro e alle loro poltrone, oggi...ci pensiamo noi e andiamo oltre!

Un ringraziamento e un plauso al Meetup 5 Stelle di Lamezia Terme! GRANDI RAGAZZI!!! :)

07/03/14

Report Attività alla Camera e #5giornia5stelle/32


>>QUI<< trovate:

  • il report dell’attività svolta e degli atti presentati dal gruppo M5S Camera nell'ultima settimana, 3-7 marzo 2014;
  • i singoli file con l'attività svolta e gli atti presentati dal gruppo M5S Camera da inizio legislatura ad oggi; 
  • lo specchietto dei decreti-legge  in via di conversione (quelli attualmente all'esame della Camera sono evidenziati in giallo) e di quelli approvati da inizio legislatura ad oggi - N.b. Si segnala che attualmente i decreti-legge in via di conversione sono TUTTI all'esame della Camera.

  •  #5giorniA5stelle

    - Scaricate il nuovo numero del magazine di questa settimana
     da diffondere ai banchetti QUI
    - Il video di questa settimana QUI

    Buon MoVimento a tutti!

    06/03/14

    Depositata interrogazione sull'amianto in Calabria e Sicilia

    Pochi giorni fà ho sottoscritto l’interrogazione parlamentare della collega Claudia Mannino per richiedere al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti notizie in merito alla mappatura delle zone interessate dalla presenza dell’amianto sul territorio nazionale. Il Decreto Ministeriale n. 101 del 2003 ha affidato alle regioni il compito di mappare la presenza dell’amianto e di trasmettere i dati raccolti al Ministero, mettendo a disposizione delle regioni le risorse necessarie.
    Alla Calabria in base al D.M. 101 spettavano più di 250 mila euro per la realizzazione della mappatura, ma è l’unica regione insieme alla Sicilia, che a distanza di 10 anni dall'emanazione di quel decreto non ha ancora trasmesso i dati richiesti al Ministero dell’ambiente.

    Nell'interrogazione parlamentare, si chiede al Ministro Galletti in quale modo intenda superare l’inerzia della regione Calabria e Sicilia, e procedere all'acquisizione dei dati concernenti la mappatura. Nel quadro di una quanto mai necessaria politica contro i problemi connessi all'esposizione dell’amianto, della quale il Piano adottato nel marzo del 2013, il censimento dei siti interessati dalla presenza di amianto è solo il primo degli obiettivi da raggiungere, al fine di garantire ai cittadini la tutela della salute e la qualità degli ambienti di vita e di lavoro. Già la legge 93/2001 aveva autorizzato la spesa di 14 miliardi di lire per la mappatura e la realizzazione di interventi di bonifica urgente delle zone interessate dalla presenza di amianto, che rappresentano un grave pericolo per la salute dei cittadini. Non è dato sapere se e come la Calabria abbia utilizzato le risorse messe a disposizione per la mappatura. L’unica certezza è rappresentata dalla continua esposizione dei cittadini alle polveri contenute nell'amianto: un problema pubblico con implicazioni molto rilevanti per quel che concerne la tutela della salute, la tutela dell’ambiente e la sicurezza del lavoro.



    03/03/14

    Due interrogazioni sulla sanità calabrese


    Legate alle ultime vicende del senatore Antonio Gentile, sottosegretario alle Infrastrutture, stamane insieme ai miei colleghi del M5S Dalila Nesci (prima firmataria) e Federica Dieni abbiamo presentato due interrogazioni sulla sanità calabrese. La prima riguarda l’Asp di Cosenza, per la quale, alla luce delle inchieste in corso della procura ordinaria e della DDA di Catanzaro, abbiamo chiesto al ministro dell’Interno Angelino Alfano il ritorno della commissione d’accesso. La seconda interrogazione, invece, è sul commissario per il Piano di rientro, per cui abbiamo domandato al presidente del Consiglio Matteo Renzi la revoca dell’incarico al governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, da sostituire. Abbiamo già annunciato una possibile mozione di sfiducia verso Gentile rilevando l’assoluta inopportunità che resti nel governo, specie dopo il caso del bavaglio al quotidiano “L’Ora della Calabria”.
    Gentile è l’espressione del sistema di potere della città di Cosenza, che ha trovato una salda alleanza con quello di Reggio Calabria, rappresentato da Scopelliti. I fatti dell’azienda sanitaria provinciale cosentina e i favori che il suo direttore avrebbe reso al figlio del senatore Gentile, proprio in un momento di tagli alla cieca, dimostrano la necessità che Scopelliti venga rimosso subito dall’incarico per il Piano di rientro». La sanità calabrese è allo sfascio, con situazioni di inquinamento mafioso che risalgono a gestioni politiche della sinistra. Dove erano i Pd Ernesto Magorno ed Enza Bruno Bossio quando, durante il governo regionale di Agazio Loiero, si compivano scelte sballate e nella più inquietante mancanza di controlli?
    Lo scandalo di Gentile è servito al Pd a ricostruirsi una finta verginità. La verità è che sono tutti colpevoli, che hanno spremuto e distrutto la sanità calabrese. Se Gentile, come ci auguriamo, si dimetterà in giornata, sarà l’inizio di una pulizia politica destinata a proseguire.

    02/03/14

    Renzi è già un rottame e nomina Gentile


    La nomina a sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti del senatore Antonio Gentile è la dimostrazione che Renzi è già un rottame.
    Al Senato c’è un’interrogazione di Nicola Morra sul silenzio imposto al quotidiano “L’Ora della Calabria” circa l’inchiesta sul figlio del senatore Gentile.
    Renzi è diventato presidente del Consiglio con una mossa di palazzo. Poi ha mostrato la sua vera funzione, quella di garante di una banda di potere vecchia, marcia e responsabile dello sfascio delle istituzioni e della conseguente precarietà dei giovani. Con suo fratello Pino, Antonio Gentile è in politica da un trentennio, nel quale è sempre stato incollato a poltrone e con piglio famelico, protagonista di una stagione politica fallimentare, fondata su un assistenzialismo esteso e sull’esclusione, nei fatti, della dignità delle persone.
    L’inchiesta sull’Asp di Cosenza sta mostrando gli aspetti più ributtanti del sistema di potere del nuovo sottosegretario, sorretto politicamente dal ministro Angelino Alfano. Renzi non doveva nominarlo, specie dopo la gravissima vicenda del giornale “L’Ora della Calabria”, non uscito per pressioni atte a impedire la diffusione della notizia dell’indagine sul figlio di Antonio Gentile.
    La scelta di Renzi è la prova della sua dimestichezza con le spartizioni dei partiti, che Leonardo Sciascia definiva “fratellanze, specie di sette".