29/12/13

Italia Caruso confermata alla Regione Calabria

A Scopelliti basta questo per confermarle un incarico da oltre 50mila euro alla Regione Calabria. Poco importa se non è un'esperta in amministrazione al bilancio ed il suo incarico riguarda proprio questo campo. Ha una BELLA FACCIA, di quelle che funzionano se devi fare campagna elettorale, considerato che in questi tristi tempi, la nostra società si basa su chi è più figa e non su chi ha più competenze e meriti! Proprio in pieno stile berlusconiano vecchio stampo! Proprio mentre i nostri giovani laureati calabresi lasciano la nostra terra senza più futuro e speranza! Avrebbe anche ammesso di non avere valori politici, di non essere cresciuta con pane e politica..Forse alle Veline non fanno nessun corso sui beni comuni o sulla politica amministrativa..dopotutto è questa la "politica moderna": non importano le competenze, la meritocrazia, i valori, le idee, ecc.. L'importante è che abbia un viso (e non solo) che funzioni e poco importa se la Calabria resterà in mano a gente incompetente, l'importante è conservare ancora a lungo la poltrona e poter continuare a fare i soliti favori ai soliti amici.
"Mi ha contattato Scopelliti attraverso un onorevole" dice lei sui giornali..Italia Caruso, alle regionali ha preso pochi voti, ma se non si entra dalla porta, si entra dalla finestra, ormai lo sappiamo! Ecco quindi per lei un incarico fiduciario senza obblighi di orari o di presenza! Cari amici, a me viene in mente una sola parola (pacifica e rivoluzionaria): TUTTI A CASA!!

27/12/13

Battaglina, fermiamo i lavori e facciamo decidere ai cittadini!


E' tempo di misure coraggiose che possano in qualche modo bloccare la costruzione della “discarica Battaglina”.
La questione della discarica Battaglina pare ormai essere delineata nei suoi aspetti salienti e lascia molti dubbi su come questa follia collettiva possa essersi tradotta in un processo autorizzativo che vede Comuni e Regione corresponsabili per aver pensato di concedere ad un privato la realizzazione di questo mostro dalle dimensioni impressionanti.
Chiedo insieme agli attivisti e a tutti i parlamentari calabresi del M5S, che il Sindaco di San Floro, Teresa Procopio, si faccia condottiera nei fatti di questa battaglia. Sappiamo che è sua ferma intenzione di procedere in autotutela contro i lavori di realizzazione della discarica e siamo consapevoli che si tratta di un gesto coraggioso e di grande valenza politica.
Il Meetup di Catanzaro ha sin dall'inizio di questa vicenda studiato a fondo gli atti relativi all'iter autorizzativo, ed è pronto a rendere pubblica una dettagliata relazione redatta da alcuni attivisti. Riteniamo sia utile che la voce della cittadinanza sia ascoltata attraverso un referendum cittadino consultivo, strumento che, anche in assenza di una esplicita previsione dello statuto comunale, appare il migliore strumento politico per ristabilire la partecipazione popolare al processo amministrativo ed ascoltare le legittime preoccupazioni di coloro che vicino a questa discarica si troveranno a vivere, lavorare e coltivare sogni infranti dalla minaccia della bomba ecologica.
Insomma, il Movimento Cinque Stelle, insieme agli attivisti del Meetup di Catanzaro, richiede misure urgenti da parte degli amministratori locali per poter bloccare in fretta la costruzione della discarica dando voce ai cittadini.

14/12/13

In memoria di Natale De Grazia



La notte tra il 12 ed il 13 dicembre di 18 anni fa moriva in circostanze misteriose il Capitano Natale De Grazia. Al momento della sua morte faceva parte di un pool investigativo, coordinato dal sostituto procuratore Francesco Neri che indagava sullo smaltimento illecito di rifiuti in Calabria, con particolare attenzione al fenomeno delle “navi dei veleni”, ovvero vecchie imbarcazioni affondate nel mediterraneo cariche di rifiuti tossici e radioattivi. De Grazia morì mentre viaggiava verso La Spezia, dove avrebbe dovuto recuperare dei documenti utili alle indagini. Morì all'improvviso, dopo una sosta lungo l'autostrada dove cenò insieme ai suoi compagni di viaggio. I documenti che avrebbe dovuto consultare non furono mai ritrovati perchè qualche giorno dopo vennero buttati al macero in quanto la stanza in cui erano conservati si allagò altrettanto misteriosamente.
De Grazia ricevette una medaglia d'oro al valore militare, mentre le indagini che stava conducendo furono archiviate. Inabissate come le navi cariche di rifiuti su cui cercava di scoprire la verità. Natale De Grazia è stato un uomo coraggioso, che non ha mai smesso di cercare la verità. Ha passato la sua vita a difendere la terra che amava. Amava il mare ed ha continuato a difenderlo nonostante si fosse probabilmente accorto di avere tra le mani verità troppo scomode per essere raccontate. De Grazia è morto e forse non sapremo mai il perchè. Nel frattempo quelle navi continuano a giacere sui fondi dei nostri mari, cariche di ogni cosa e circondate dal silenzio assordante di chi dovrebbe tutelare i cittadini ed invece tutela i giochi sporchi di chi le ha affondate. E' doveroso rispettare la memoria di Natale De Grazia. E' doveroso scavare negli abissi di questo mistero italiano. E' doveroso per il MoVimento Cinque Stelle fare qualcosa per riaccendere le luci su questa vicenda oscura.
Nella Commissione Parlamentare d'inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti risultano più di seicento i fascicoli secretati. Alcuni di questi riguardano vicende ancora oscure degli ultimi vent'anni di storia italiana, come la morte sospetta di Natale De Grazia e i traffici internazionali di rifiuti verso la Somalia (caso Alpi?). Documenti che potrebbero diventare oggetto di studio e riflessione, contributo alla costruzione di una memoria cui molti, appaiono insofferenti o indifferenti. Come hanno già fatto alcune associazioni ambientaliste, stiamo chiedendo anche noi a gran voce la desecretazione di questi documenti in consiglio di presidenza, come già fatto con successo per i documenti su La Terra dei Fuochi di Carmine Schiavone.Come Natale de Grazia, non ci arrenderemo mai!

"Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga? "E il mare?” "Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi, che con quelli il mare andiamo a trovarcelo da un'altra parte..."
Intercettazione di un dialogo tra due boss


Questo post lo trovate anche sul portale: parlamentari5stelle.it
http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/12/navi-dei-veleni-chiediamo-la-desecretazione.html

09/12/13

Il Parco Archeologico di Monasterace è in pericolo, il Ministro Bray intervenga subito!



Frane, smottamenti, esondazioni, mareggiate. I danni causati da questo novembre piovoso in Calabria sono stati ingenti e non hanno risparmiato nulla, neanche la storia. Le violente mareggiate di questi giorni stanno letteralmente inghiottendo il sito archeologico di Monasterace, dove si sta lavorando per riportare alla luce  l’antica città di Kaulonia. L’importante parco archeologico aveva riportato alla luce, tra gli altri, due inestimabili reperti: il più grande mosaico ellenistico del meridione ed un importante iscrizione bronzea, la più lunga mai trovata in alfabeto acheo. Secondo una relazione della prof.ssa Pia Bernasconi del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria, le mareggiate avrebbero distrutto i terrazzamenti naturali a protezione dell’antico mosaico che rischia, qualora una mareggiata di eguale potenza dovesse ripetersi, di scomparire sotto i colpi dello ionio. Allo scopo di sensibilizzare il Governo a mantenere l’inestimabile patrimonio storico e culturale rappresentato dagli scavi dell’antica Kaulonia, ho presentato un’interrogazione a risposta in commissione al Ministro dei Beni Culturali.
E’ nostro dovere  di rappresentanti dei cittadini italiani cercare di tutelare qualcosa che è la nostra storia ed il nostro futuro nello stesso tempo. Non possiamo permettere che un’altra fetta del nostro patrimonio storico e culturale venga cancellato dalla totale assenza dello stato. La nostra Costituzione sancisce la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico non solo Monasterace e la Calabria, dunque, ma l’Italia ed il mondo intero meritano i nostri sforzi per salvaguardare la memoria del nostro passato.
L’interrogazione, cofirmata da tutti i deputati calabresi del MoVimento, chiede inoltre al Ministro come mai non sono ancora stati spesi i due milioni di euro già stanziati per garantire un’adeguata protezione all’area archeologica di Monasterace. Interventi più che mai necessari visto che il maltempo delle ultime settimane segna solo l’inizio di una lunga stagione invernale.
In questi giorni il Meetup di Monasterace sta raccogliendo le firme per una petizione popolare chiedendo a gran voce la salvaguardia del Tempio Dorio, un bene inestimabile per tutta la cittadinanza, per la Calabria e per il paese intero.

06/12/13

La RAI mortifica il bergamotto calabrese

“Questo siamo andati a raccoglierlo lontano, viene dalla Cina. Ora però si trova anche da noi, in una striscia di terra piccolissima, in Calabria”. È stata questa la frase d’esordio della trasmissione “Uno mattina verde”. Non parlavano di un bonsai o di un mandarino cinese: parlavano di bergamotto, penalizzando la Calabria e l’Italia. Il prezioso agrume chiamato anche oro verde, infatti, già nel 1500 si coltivava nella fascia costiera da Villa San Giovanni a Monasterace, in provincia di Reggio Calabria. Prodotto calabrese al 100%, dunque! La Calabria e il bergamotto sono così simbiotici che la comunità scientifica ha provato a farlo attecchire in altre zone del mondo, ma con scarsi risultati. In Brasile e in Costa D’Avorio è cresciuto un prodotto simile, ma dalle qualità organolettiche neppure lontanamente paragonabili allo stesso agrume coltivato in Calabria.
L’informazione, stavolta è il caso di dirlo, ha fatto un po’ gli interessi del Made in China, dimenticando il valore del prodotto calabrese e dunque italiano. Nulla contro i cinesi, sia chiaro, ma ci viene spontaneo fare un garbato richiamo alla Rai. I parlamentari calabresi del MoVimento Cinque Stelle hanno dunque inoltrato una lettera formale di rettifica ai vertici della trasmissione, pregandoli di dare una più completa informazione su un prodotto speciale per mille motivi, uno dei quali proprio l’esclusività della sua provenienza. I coltivatori di bergamotto in Calabria continuano con antica passione il proprio lavoro di coltivazione e commercializzazione, nonostante mille difficoltà causate dalla vendita, spesso imposta a prezzi non adeguati. Certamente non verranno aiutati, se la specialità del loro prodotto non viene riconosciuta appieno. Il bergamotto è tradizione di secoli, è tradizione di una terra in cui il frutto spunta come per magia. Si badi, soltanto in quella manciata di chilometri della nostra fantastica Calabria. Ecco, allora, che l’informazione – non si offenda mamma Rai – merita di essere accurata come i dettagli che rendono speciale il bergamotto. Speciale come l’oro. L’oro verde di Calabria.

04/12/13

Alluvioni, approvata all'unanimità risoluzione per aiuti alle popolazioni colpite


La Commissione Agricoltura ha approvato la risoluzione, presentata a seguito di un lavoro condiviso tra me, i colleghi del MoVimento Cinque Stelle e Nicodemo Oliverio del Partito Democratico, che impegna il Governo ad intraprendere le necessarie iniziative normative volte a stanziare le risorse per finanziare e favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese danneggiate dalle alluvioni delle scorse settimane. Un obiettivo da raggiungere prevedendo un adeguato finanziamento del Fondo di Solidarietà. La risoluzione, inoltre, prevede di valutare la possibilità di concedere alle popolazioni che hanno subito i maggiori danni a causa degli eventi alluvionali la sospensione degli oneri tributari e contributivi. Siamo soddisfatti del lavoro di cooperazione portato avanti su questi temi. Per una volta anche i partiti sono stati capaci di mettere davanti alle divergenze politiche le esigenze di quei cittadini che si sono visti portar via tutto dal maltempo. I nostri sforzi non si sono concentrati soltanto a superare l’attuale stato di emergenza, ma abbiamo voluto inserire misure volte prevenire questi disastri. Normali eventi naturali stanno assumendo, sempre più spesso, la dimensione di eventi calamitosi che devastano il territorio. In questo contesto si inserisce, ad esempio, la nostra proposta sullo stop al consumo del suolo. Parallelamente le amministrazioni locali devono adoperarsi per una gestione dei fondi che garantisca la dovuta tutela ai cittadini ed ai territori, altrimenti sarà inutile piangere altre vittime di disastri annunciati.
Le misure previste dalla risoluzione non si fermano alla riparazione dei danni causati dal maltempo. L’obiettivo, infatti, è quello di prevenire ulteriori devastazioni future per cittadini e gli agricoltori. Il Governo dovrà adottare specifiche misure volte a prevenire l'ampliarsi di danni in caso di eventi calamitosi attraverso la messa in sicurezza del territorio rurale a rischio idrogeologico, prime tra tutte quelle necessarie a fermare il dissennato consumo di suolo preservando i terreni a destinazione agricola. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) che vengono abbandonati o occupati dal cemento. Per questo, è necessario predisporre un articolato piano di gestione del rischio agricolo contro le avversità atmosferiche, al fine di stabilizzare il reddito delle aziende agricole e di sfruttare pienamente le misure previste nel nuovo regolamento sullo sviluppo rurale 2014-2020. La dimensione del rischio è ovunque preoccupante se si considera che nell'82% dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane o alluvioni, con le aree ad alta criticità geologica che si estendono per una superficie pari al 9,8% del territorio nazionale. Il risultato è che in Italia oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni . L’attuale errato modello di sviluppo ha tagliato del 15% le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni diversi milioni di ettari di terra coltivata. L’agricoltura è una tra le poche attività economiche in grado di garantire sviluppo e di tutelare il territorio, bisogna permetterle di tornare a svolgere la secolare funzione di presidio e custodia del territorio, impedendo la sottrazione di superfici fertili ed il conseguente spopolamento delle aree rurali marginali.

03/12/13

Un simbolo di territorialità per i Prodotti Agricoli Tradizionali (PAT) calabresi


Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, individua, in ogni regione italiana, i prodotti agricoli tradizionali (PAT), che contribuiscono a rendere “tangibile” il patrimonio agroalimentare italiano. Alla Calabria vengono riconosciuti ben 269 PAT, indice di una grande varietà di prodotti lavorati con metodi di produzione, conservazione e stagionatura da tantissimi anni sul territorio e che rendono la nostra Regione una tra le più ricche e variegate nel panorama nazionale. Per questo motivo ho ritenuto opportuno consegnare una lettera all’On. Trematerra, Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, attraverso cui ho proposto di promuovere nella nostra Regione un “bollino” che individui tutti i prodotti della nostra terra, coltivati, prodotti o raccolti sul territorio. Un marchio che sancisca che un prodotto sia  “Fatto e raccolto… in Calabria” e che non vuole essere un’etichetta ma un simbolo di “territorialità”, da applicare su tutti i prodotti della nostra filiera, così da valorizzare ancor di più i frutti della nostra terra e delle nostre imprese agroalimentari. In un’ottica di conservazione, valorizzazione e sviluppo dei prodotti regionali si rende fondamentale incentivare le produzioni locali, a partire dalla promozione della filiera corta anche attraverso iniziative poste in essere dalla Regione. La Calabria vanta moltissimi prodotti locali che per la loro tradizione e la loro genuinità, meritano di essere diffusi sul tutto il territorio nazionale. Spesso la nostra Regione è riconosciuta nel resto dello Stivale per ragioni non sempre positive e spesso figlie di una cattiva gestione del territorio sia dal punto di vista politico che sociale. Le peculiarità dei prodotti agroalimentari calabresi, segno tangibile della nostra tradizione in termini di sapori e saperi, possono rilanciare il nome della Calabria rendendola sempre più sinonimo di qualità.