14/11/13

Pesca artigianale e tradizionale, il Ministro intervenga!

 

Ho depositato nei giorni scorsi un'interrogazione con risposta in commissione agricoltura per chiedere al Ministro De Girolamo la possibilità di predisporre un piano di gestione nazionale per le pesche speciali, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, al fine di valutare la continuazione della pesca del novellame per piccole imbarcazioni di pesca artigianale. L'obiettivo è quello di salvaguardare la storia e la cultura di importanti "nicchie" agroalimentari che costituiscono un vero e proprio giacimento per le piccole imprese, come ad esempio i piccoli pescherecci dell'alto Jonio cosentino che da secoli conservano la tradizione del così detto “caviale dei poveri”, prodotto che ha nel novellame di sarda il suo principale ingrediente. La normativa comunitaria impedisce la pesca di novellame nei nostri mari, al fine di garantire la sostenibilità a lungo termine del settore ittico, attraverso la conservazione, la gestione e lo sfruttamento delle risorse del mare. Il divieto di una pesca tradizionale come quella del novellame, ha portato ad un'intensa attività di frodo, comprovata dai numerosi sequestri di pescato messi in atto dalla Guardia di Finanza sulle nostre coste. A questo deve aggiungersi la diversità di regole per le flotte extra Ue che operano nelle stesse zone di pesca in cui intervengono le flotte italiane, che vanificano gli obiettivi di riduzione dello sforzo di pesca al fine di agevolare la ricostituzione degli stock ittici e determinano un significativo divario di competitività tra imprese. La definizione di principi e regole comuni agli Stati membri è indispensabile al conseguimento degli obiettivi che l'Unione si prefigge, ma è evidente che le specificità dei diversi bacini marittimi che caratterizzano il territorio nazionale richiedono un approccio diversificato per la gestione delle risorse nelle varie attività e zone di pesca. Tutti i Paesi dell'Europa, però, presentano alcune peculiarità, mentre in molti casi la programmazione delle attività di pesca risulta più identificativa delle caratteristiche dell’area nord europea e solo parzialmente adattabile alla dimensione mediterranea ed italiana in particolare. La normativa comunitaria dovrebbe tenere maggiormente in conto le esigenze delle realtà locali su cui incide, le tradizioni, i sistemi di pesca e la tipologia della flotta. Nell'interrogazione si richiede al Ministro, nel caso in cui la pesca del novellame non possa essere valutata come sostenibile neanche per i pescatori artigianali, di adottare provvedimenti atti a garantire la sopravvivenza delle piccole imprese che avevano investito importanti risorse economiche ad un tipo di pesca che caratterizzava il proprio territorio.

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