12/11/13

Macchia Nera, anche gli agrumi calabresi rischiano di essere contaminati!!


Bisogna intervenire con estrema urgenza al fine di promuovere l'adozione di misure di salvaguardia del settore agrumicolo calabrese. L’ultima minaccia per il comparto agrumicolo è rappresentata dalla malattia della “macchia nera” che ha contaminato diverse tonnelate di prodotti in Sudafrica, Argentina e Brasile e non è presente in Europa, ma si trasmette facilmente da un frutto all’altro. Il nostro paese al momento importa ogni anno oltre 43 milioni di chilogrammi di agrumi  dal Sudafrica, sono quindi a forte rischio di contaminazione 300.000 ettari di frutteti di agrumi europei, 10 milioni di tonnellate di frutti prodotti e, ovviamente, la qualità dei prodotti che vengono consumati da più di 500 milioni di cittadini europei e che offrono occupazione a milioni di persone nelle aree rurali dell’Ue, specialemente nei Paesi del Sud come la Calabria. A settembre di quest’anno ben 10 carichi contaminati sono stati individuati ai confini con il Sudafrica pronti per essere esportati. In considerazione del fatto che la Calabria è uno dei principali produttori di agrumi, ho ritenuto opportuno inviare oggi una lettera sull'argomento all'Assessore Regionale Michele Trematerra ed al Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, affinché adottino le misure necessarie al fine di assicurare ai produttori calabresi la non cantaminazione dei preziosissimi agrumeti calabresi. Non è la prima volta che scrivo all’Assessore Regionale Michele Trematerra, il quale era stato interpellato anche per problematiche relative alla produzione del bergamotto e sulla situazione dell’ARSAC, senza però ricevere alcuna  risposta.
La Calabria è tra le regioni più ad alto rischio di contaminazione della malattia della macchia nera ed è quindi necessario che l'Osservatorio Fitopatologico Regionale metta in atto il protocollo di tutela ed esegua i necessari controlli sul materiale di propagazione (piantine) e frutta (limoni, arance..) importati dai "Paesi a rischio" a partire dalle dogane, vivai e principali mercati ortofrutticoli. E’ necessario, inoltre, eseguire un attento monitoraggio anche negli agrumeti, per verificare eventuale presenze della malattia. Questi monitoraggi l'ARSSA, ora ARSAC, li ha eseguiti su tutto il territorio regionale fino al 2010, mentre ora sono fermi per problemi di bilancio”. 

L' Osservatorio Fitopatologico in Calabria rileva gravi carenze strutturali di bilancio e formativi ed al  momento risulta incapace di monitorare la guignardia citricarpa tanto da ricorrere ad agenzie para-regionali o para-statali che poco hanno prodotto tranne che ulteriori disservizi al settore. 
Inoltre i due laboratori regionali di Gioia Tauro e di Sibari inagurati risultano poco utilizzati se non facendo ricorso a personale temporaneo proveniente dalla facoltà di agraria di Reggio Calabria. La preoccupazione mia, delle associazioni di categoria e di molti produttori agricoli, è che la «macchia nera» risulti quasi impossibile da controllare nella nostra regione. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle chiede con forza di intervenire urgentemente per salvaguardare il comparto agrumicolo calabrese, italiano e comunitario. 
Il problema della “macchia nera” è solo il più recente dei problemi nati dall’importazione di prodotti agroalimentari.  Il MoVimento Cinque Stelle in Commissione Agricoltura si è battuto, attraverso diversi atti parlamentari, per cercare di indurre il Ministro De Girolamo a far adottare misure di controllo più stringenti nei confronti dei prodotti agroalimentari importati da Paesi extra-Ue. I prodotti della filiera agroalimentare importati da paesi extra Unione Europea sottostanno a regolamentazioni e limitazioni diverse rispetto a quelle stabilite nell'Unione. Oltre a patogeni diffusi in altri continenti, infatti, è importante ricordare che in molti Paesi del mondo i prodotti alimentari vengono trattati con fitosanitari banditi in Europa, che spesso, però, ritroviamo sulle nostre tavole. Per questi motivi, insieme ai miei colleghi del MoVimento Cinque Stelle, ci siamo battuti in commissione Agricoltura per suggerire l’adozione di misure di controllo più stringenti sui prodotti importati da Paesi non appartenenti all’Unione”.

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