02/10/13

Interrogazione sulla "Strada che non c'è"



In data odierna, ho presentato un'interrogazione a rispostain Commissione, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti relativa alla strada del Medio Savuto, soprannominata “la strada che non c'è”.
L'arteria in questione, progettata quasi 30 anni fa e che non ha ancora visto la luce, dovrebbe collegare i comuni del Reventino e quelli del Medio Savuto alle principali arterie regionali, ovvero la A3 e la S.S. 280 “dei due mari”. I 30 comuni interessati dalla costruzione dell'importante infrastruttura, vivono il disagio di dover attraversare ogni giorno strade costruite in epoca borbonica, che si inerpicano sulle montagne della pre-Sila e raggiungono, non senza difficoltà, i pur vicini centri di Catanzaro e Cosenza. Negli ultimi anni, anche grazie all'interessamento del comitato “la strada che non c'è” ed al Piano Nazionale per il Sud, sono stati sbloccati diversi finanziamenti per consentire la costruzione di alcuni lotti della strada in progetto ma, mentre qualcosa sembra muoversi per la conclusione dei lavori verso la A3, poco è stato fatto per reperire i 320 milioni necessari a consentire il collegamento della Medio Savuto con la S.S. 280. “I cittadini del Reventino, qualora dovessero concludersi i lavori per il completamento della strada che li porterà verso Cosenza, impiegheranno pochi minuti per giungere al capoluogo bruzio, mentre dovranno viaggiare per quasi un'ora per raggiungere Catanzaro, la quale dovrebbe rappresentare il loro punto di riferimento visto che è il capoluogo della loro stessa Provincia. Non è una questione di mero campanilismo, ma anche di semplice opportunità. Molti tra studenti e lavoratori si spostano ogni giorno tra il Reventino e Catanzaro e trovo che sia un loro sacrosanto diritto avere un'infrastruttura che gli consenta di raggiungere con facilità il Capoluogo”. “Per non parlare dei risvolti di carattere economico. Costruire un'infrastruttura di questo genere, infatti, consentirebbe di porre un freno allo svuotamento dei piccoli comuni montani, sempre più abbandonati a se stessi e renderebbe più semplici gli scambi commerciali tra le zone interessate ed il resto della Regione riuscendo, magari, a rilanciare diversi settori come quello agricolo, dell’artigianato e del turismo in una zona importante come quella dell'entroterra calabrese”.Nell'interrogazione presentata, ho chiesto al Ministro Lupi di far luce su cosa il Governo ha intenzione di fare riguardo i finanziamenti necessari al completamento della “Strada che non c'è” ed un aggiornamento sulla prosecuzione dei lavori attualmente in essere, visto che la consegna del lotto tra Decollatura e San Pietro Apostolo era stato garantito entro questo autunno, ma nulla sembra far presagire che accadrà in tempi brevi.
La speranza è che l'interrogazione possa porre l'attenzione su una vicenda che riguarda migliaia di cittadini. “Troppe volte i cittadini calabresi soffrono la mancata conclusione di importanti opere infrastrutturali, che segnano, spesso, la principale ragione della distanza tra la nostra Regione ed il resto del Paese. Spesso costruzioni come la strada del medio savuto, come altre enormi incompiute, sono oggetto di speculazioni elettorali dei partiti, che ricordano la necessità di infrastrutture della nostra terra soltanto durante la campagna elettorale, per poi dimenticarsene una volta accomodati sulla poltrona”.

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