17/08/13

Accesso alla TERRA, bene comune


L’agricoltura, in controtendenza con la crisi economica e finanziaria che interessa il nostro Paese da diversi anni, è l’unico comparto che mostra segni di grande vitalità. Nel primo trimestre del 2013, infatti, ha registrato segnali positivi con una variazione tendenziale del PIL del + 0,1 % ed un aumento degli occupati dipendenti complessivi pari allo 0,7%. I lavoratori agricoli sono sempre più spesso i giovani, che stanno inventando – o forse solo riscoprendo – in una società ormai satura di consumo e consumismo, un modo di vivere diverso e sempre più vicino alla “terra”. L’occupazione giovanile in agricoltura segna, infatti, un vero e proprio record con un incremento di oltre il 9% per i giovani under 35 e allo stesso tempo, sempre seguendo la stessa linea di tendenza, sale il numero degli iscritti agli istituti professionali agricoli e agli istituti tecnici di agraria. Un aumento che supera il 42% per l’anno scolastico 2012-2013. Dall’ultimo rapporto Excelsior Unioncamere emerge inoltre che grazie al turn over generazionale in agricoltura saranno 200 mila i posti di lavoro a disposizione dei giovani nei prossimi anni.
Tutti questi appaiono segnali importanti, che non dovrebbero essere trascurati da un Paese che ha necessità di rilanciarsi, magari partendo proprio dal settore agricolo. Tuttavia nessun provvedimento sostanziale è stato preso negli ultimi anni per incentivare e promuovere l’avvicinamento dei giovani all’agricoltura, magari mettendo in campo un vero e proprio investimento in questo senso.

Al contrario, il decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, all’articolo 66 prevede, di fatto, l’alienazione dei terreni agricoli demaniali che potranno essere venduti “al miglior offerente”, con tutte le conseguenze che questo potrebbe comportare (vedi il fenomeno, esacerbato dalla crisi energetica e dalla speculazione finanziaria, del land grabbing: oltre 700.000 piccole aziende sono sparite nell’arco di un decennio e il 30% dei terreni fertili è in mano all’1% delle aziende). È evidente che questo provvedimento contrasta con quella che dovrebbe essere una politica di promozione dell’accesso alla terra per i giovani agricoltori.

Mettere in vendita la terra pubblica, significa alienarla, significa darla in pasto a chi su quella terra vuole speculare – magari per costruire un impianto di produzione di energia alternativa, o un grande parco eolico -, significa farla scomparire dal nostro patrimonio, significa non considerala quello che effettivamente è: un bene comune.
È per ribadire e rafforzare questo concetto che nasce la presente proposta di legge che modifica l’articolo 66 del succitato decreto, ridefinendo la possibilità, da parte dello Stato, di disporre dei propri terreni agricoli e prevedendo, quindi, canoni di locazione dei terreni ad hoc per i giovani agricoltori.
La soluzione individuata nel presente testo normativo è, quindi, quella dell’affitto dei terreni agricoli – come individuati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - riservando ai giovani agricoltori, come definiti dal Regolamento CEn. 1698 / 2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 una percentuale non inferiore al 25% del totale degli stessi terreni.
Nella proposta di legge viene imposto, inoltre, il divieto di utilizzare tali terreni con uno scopo diverso da quello agricolo e, per questa ragione, vengono definite nel dettaglio le attività agricole.
L’altro obiettivo di questa proposta di legge è quello di tutelare e promuovere metodi di agricoltura biologica basati su sistemi agroecologici e destinati esclusivamente a scopi alimentari. In particolare si prevede il divieto assoluto di coltivare sul terreno locato piante geneticamente modificate, anche a fini sperimentali. La legge stabilisce altresì di poter destinare i terreni agricoli demaniali ad attività di agricoltura sociale. Tra i criteri individuati vi è anche quello di prevedere che la durata della locazione sia adeguata ai cicli biologici naturali.

La presente proposta di legge consta di due articoli.

L’articolo 1 sostituisce interamente l’articolo 66 del decreto legge 24 gennaio 2012, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27. L’intento è evidente sin dalla sostituzione, nella rubrica, della parola “dismissione” con “affidamento in locazione”. Il comma 1 definisce le modalità con cui il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali individua i terreni agricoli da dare in locazione a cura dell’Agenzia del Demanio, che, in ogni caso, non entrano a far parte del patrimonio disponibile dello Stato. L’impossibilità di fare di tali terreni un uso diverso da quello agricolo è stabilita dai commi 1.bis e 1.ter.
Il comma 1.quinquies stabilisce che l’affidamento in locazione dei terreni debba essere riservato, almeno per il 25%, ai giovani agricoltori così come definiti dal Regolamento CE n. 1698 / 2005 del Consiglio del 20 settembre 2005. I commi 2 e 3 sono relativi rispettivamente alle modalità di contratto agevolate, previste da dall'articolo 5-bis, commi 2 e 3, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e ai benefici riservati ai giovani agricoltori di cui al capo III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni.
Il comma 6 vieta la possibilità di dare al terreno affittato una destinazione urbanistica diversa da quella agricola. Il comma 7 stabilisce che le risorse derivanti dai canoni di locazione devono essere destinate all’incentivazione, valorizzazione e promozione dell’agricoltura nazionale con priorità all’agricoltura biologica, nonché allo sviluppo delle piccole e micro imprese agricole.

L’articolo 2 delega il governo ad adottare entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge un decreto legislativo volto ad attuare quanto previsto dal modificato articolo 66 del decreto legge 24 gennaio 2012, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e di determinati principi e criteri direttivi stabiliti dal comma 2 dello stesso articolo 2. Dall’attuazione di tale decreto legislativo non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.


11/08/13

La RiVoluzione senza precedenti!!

Istituzione del reddito di cittadinanza, esenzione delle microimprese dall’Irap, accesso gratuito alla rete per la cittadinanza, esenzione dall’Imu per la prima casa, non pignorabilità della prima casa o azienda, fatturazione elettronica, superamento del blocco delle assunzioni nella Pa, risorse per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, affitto di terreni demaniali per uso agricolo, abolizione dei contributi pubblici ai partiti, impossibilità di candidarsi in Parlamento per più di due mandati, abolizione delle provincie.
Queste sono solo alcune delle proposte di legge del M5S nei suoi primi 100 giorni in Parlamento, durante i quali ha lasciato allo Stato 42 milioni di euro di finanziamento pubblico e restituito 1 milione e mezzo di diarie parlamentari.
Cosa significa tutto ciò? E' una dichiarazione di assoluta diversità dai partiti: il non rispondere agli interessi di nessuno, ma solo a quelli di tutti. Il non dover obbedire a sponsor palesi o occulti, non sottostare a ricatti, minacce o oscuri accordi, non pensare ai voti o ai soldi o alla carriera, non dover ottemperare a pretese di entità straniere o sovranazionali.
In una parola, libertà. Forse per la prima volta nella storia recente della Repubblica, esistono 157 parlamentari completamente liberi, 157 cittadini liberi di occuparsi solo dell'interesse collettivo.
Questa, pensateci, è davvero una rivoluzione senza precedenti!!


PS. La mia rendicontazione dei primi 3 mesi la trovate qui:
http://www.calabria5stelle.it/images/docs/Mascherina%20Camera.pdf

Per tutti i dettagli della restituzione al fondo e della rendicontazione:
http://www.calabria5stelle.it/rendicontazioni.html

L' antica Kroton sommersa dai rifiuti tossici nocivi



Presidente,
volevo segnalarle l'interrogazione a risposta scritta 4-00950 presentata il 20 giugno scorso, relativa alla bonifica dell'ex area industriale di Crotone.
L'interrogazione chiedeva chiarimenti relativi al Piano Operativo di Bonifica dell'ex area industriale di Crotone, circa 80 ettari di terreno contaminati da arsenico, piombo ed altri metalli pesanti.

Senza entrare troppo nei dettagli tecnici dell'interrogazione da me presentata, sembrerebbe che le tecniche di bonifica adottate siano insufficienti a garantire un recupero definitivo del territorio, impedendo, non solo, il recupero dal punto di vista ambientale, che migliorerebbe la qualità di vita dei cittadini ma, di fatto, anche la restituzione di zone importanti della città da destinare allo sviluppo economico.

L'ex area industriale di Crotone, infatti, è a due passi da uno dei mari più belli d'Italia ed a poche centinaia di metri da un'area archeologica che dovrebbe rivestire importanza internazionale, visto che contiene i resti di uno dei maggiori centri dell' ANTICA KROTON.
Il progetto operativo di bonifica è stato affidato ad un'azienda, la Syndial, la quale è stata condannata in I grado dal tribunale di Milano a risarcire il Ministero dell'Ambiente per la cifra di 56milioni di euro.
Evidentemente, però, poco importa di una semplicissima interrogazione parlamentare che vuole far luce sul recupero di una fetta importantissima di territorio ricadente in una Regione, la Calabria, che soffre sempre più dell'indifferenza di quest'Aula e di ogni organo istituzionale.
Il Sud, ed in particolare la Calabria, non rappresentano, evidentemente, una fetta di territorio meritevole della presenza dello Stato. Un'interrogazione parlamentare che vuole far luce e trovare soluzione ad un problema serio, che si ripercuote sulla salute dei cittadini, non rappresenta, evidentemente un interesse meritevole di tutela da parte del Governo e di quest'aula.

Tra l'VIII ed il IV secolo a.C. la Calabria era considerata la MAGNA GREGIA in quanto i Greci fondarono fiorenti colonie, così magnificenti e così importanti da superare, in alcuni casi, la stessa madrepatria. Era considerata come un paradiso terrestre....­

Ora nel 2013 i cittadini calabresi, che muoiono di tumori da troppo tempo e chissà quanti ancora ne moriranno, hanno invece la sventura di essere nati in un territorio deturpato dagli interessi economici delle mafie e dalla mala politica.

Ci si rende conto, contemporaneamente, dell'inutilità degli atti di ispezione e controllo a disposizione di noi Deputati, visto che l'unica cosa in cui il Governo appare puntuale è l'assenza di risposte alle interrogazioni scritte che, non avendo la stessa rilevanza mediatica dei question time, contano quanto il due di bastoni quando la briscola è a denari.
Confido, dunque, in una celere risposta all'interrogazione scritta in questione nonché ad una presa di coscienza dell'importanza rivestita da ogni genere di interrogazione.

07/08/13

Promuovere occupazione giovanile in agricoltura


Signor Presidente, il nostro settore primario, in questo Paese, sta invecchiando e le difficoltà collegate all’investimento iniziale scoraggiano l’ingresso di nuovi agricoltori.

Non è pensabile che un giovane possa iniziare con la prospettiva di subentrare ai genitori, ove parta da zero. Deve disporre di un piano realistico per puntare ad un’attività agricola che generi vera ricchezza e sviluppo sostenibile.

Un Paese, che vuole scommettere sui propri giovani e che vuole rilanciare il settore primario, non può ignorare questa richiesta e, soprattutto, questa opportunità perché, in fondo, è di opportunità che ha bisogno questo paese. La nostra agricoltura è in grado di offrire lavoro e, in particolare, di aiutare i giovani afflitti da una disoccupazione record, ma, per farlo, ci vogliono terreni a disposizione e più facile accesso al credito.

Per agevolare l’ingresso delle nuove leve in agricoltura, bisogna – prima di tutto – agevolare l’accesso al bene terra. Con questa iniziativa, si vuol dare, al nord come al sud, una importante possibilità alternativa alla disoccupazione.

L’obiettivo del provvedimento è quello di promuovere interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, e valutare la necessità di sostenere il ricambio generazionale nel settore primario, posto che l’occupazione giovanile nel comparto agricolo fa registrare un aumento dell’otto per cento nelle assunzioni di giovani sotto i 35 anni di età al primo trimestre del 2013.

Allo stesso tempo, nel nostro Paese, sale il numero degli iscritti agli istituti professionali agricoli e agli istituti tecnici di agraria (più del 42 per cento per l’anno scolastico 2012-2013) e, dall’ultimo rapporto Excelsior Unioncamere, emerge che, grazie al turn over generazionale, in agricoltura potrebbero esserci 200 mila posti di lavoro a disposizione dei giovani nei prossimi anni, ripeto: 200 mila posti di lavoro nei prossimi anni.
Alcuni recenti interventi normativi hanno disposto la vendita dei terreni agricoli e a vocazione agricola di proprietà dello Stato e degli enti territoriali ai giovani imprenditori agricoli. Alienare la terra pubblica significa non considerare il fatto che essa è un bene comune e garantire il suo accesso deve essere una prerogativa dello Stato. Al contrario, mettere in vendita la terra pubblica al migliore offerente, potrebbe comportare gravi conseguenze in termini di speculazione, vedi il fenomeno esacerbato della crisi energetica, del land grabbing: oltre 700.000 piccole aziende sono sparite nell’arco di un decennio e il 30 per cento dei terreni fertili è in mano all’un per cento delle aziende.
Occorre considerare che la stessa finalità di sostegno e potenziamento del settore agricolo nazionale può essere adeguatamente perseguita attraverso l’affidamento in locazione di detti terreni ai giovani imprenditori e ai giovani agricoltori, come definiti dal Regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005.

Per ribadire e rafforzare questo concetto noi del MoVimento abbiamo depositato, pochi giorni fa, una proposta di legge che prevede ogni singolo aspetto in questo senso. Quindi, l’obiettivo è quello di modificare l’articolo 66 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, ridefinendo la possibilità, da parte dello Stato, di disporre dei propri terreni agricoli e prevedendo, quindi, canoni di locazione nei terreni ad hoc per i giovani agricoltori.

Ora, nella speranza che questa proposta di legge venga discussa in quest’Aula, impegniamo il Governo nel frattempo, con questo ordine del giorno, a promuovere e potenziare l’occupazione giovanile valorizzando il settore agricolo nazionale e, in particolare, valutando la possibilità e soprattutto l’opportunità di rivedere la disciplina della vendita delle terre agricole e a vocazione agricola al fine di disporne l’affidamento in locazione, favorendo il ricambio generazionale e l’accesso alla terra da parte di giovani imprenditori e giovani agricoltori.

Interrogazione "Quote Latte": il Ministro ci risponde che risponderà!


Il Governo manca l’ennesima occasione per chiarire l’intricata vicenda delle quote latte, fornendo una risposta più che politichese al nostro question time in Commissione e, di fatto, prendendo tempo sulla questione annunciando una più puntale risposta in futuro. Ovviamente non possiamo ritenerci soddisfatti.

Relativamente alle sentenze definitive, ci saremmo aspettati una posizione netta: quante sono? Quanto valgono e quando le riscuoteremo? Relativamente invece all’annunciato riscorso contro la decisione della Commissione UE lo riteniamo inefficace, quanto poco incisivo, poiché i limiti imposti dall’UE erano molto chiari e il nostro Paese li ha altrettanto chiaramente disattesi.

Quanto alle irregolarità che emergono dalla relazione presentata dal Comando Carabinieri per le Politiche Agricole del 15 aprile 2010 e dalle successive indagini di polizia giudiziaria che hanno evidenziato numerose anomalie nella gestione del sistema quote latte e soprattutto nell’elaborazione dei dati produttivi (come ad esempio vacche munte per oltre 80 anni) tanto da mettere in discussione l’intero prelievo supplementare dal 1995/96 al 2008/09, anziché invocarle per supportare le ragioni di una parte di allevatori piuttosto che un'altra,  dovrebbero considerarsi motivo in più per mettere fine definitivamente alla vicenda individuando gli inadempienti, siano essi allevatori o funzionari statali ed attribuendo loro le responsabilità degli illeciti.

Ancora una volta, dunque, un nulla di fatto, segno evidente che i troppi interessi che ruotano attorno all’affair “quote latte” renderebbero in ogni caso impopolare una posizione chiara e precisa da parte del Governo italiano che, puntualmente, decide di non sbilanciarsi.

5 miliardi di finanziamenti agevolati per le PMI agricole

Foto: Un'altra piccola grande conquista del #M5S in Commissione #Agricoltura. Sono stati inclusi nel #DecretoFare due nostri emendamenti importantissimi:

- finanziamenti a tasso agevolato per le imprese agricole e di pesca;
- accesso alla rete internet per le zone ruraliUn'altra piccola grande conquista del MoVimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura‬. Sono stati inclusi nel decreto del "Fare‬" due nostri emendamenti importantissimi per lo sviluppo del settore primario:

- finanziamenti a tasso agevolato per le imprese agricole e di pesca;

- accesso alla rete internet per le zone rurali

Qui di seguito trovate il testo degli emendamenti che siamo riusciti a far passare
:


Articolo 13

Dopo il comma 1 inserire il seguente:

“1-bis. Al comma 2-bis dell’articolo 47 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con

modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, è apportata la modificazione seguente:

a) alla lettera f), dopo le parole: “per favorire l’accesso alla rete internet” sono inserite le seguenti: “nelle zone rurali, nonché”

NOTA ILLUSTRATIVA: la modifica proposta è volta a potenziare l’accesso alla rete internet nelle zone rurali al fine di ridurre l’isolamento, incentivare e trasferire l’innovazione e  sviluppare servizi di comunicazione in tempo reale di informazioni agrometeo-climatiche  agli agricoltori e agli operatori del settore.

Articolo 1


Al comma 1, alinea, dopo le parole: Ministro dell'economia e delle finanze aggiungere le seguenti: e con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.

  Conseguentemente, al medesimo comma, lettera a), dopo il numero 4 aggiungere il seguente:

4-bis. opportune misure volte a ricomprendere, nel rispetto della normativa comunitaria, le imprese agricole e del settore della pesca tra i soggetti beneficiari del Fondo.

NOTA ILLUSTRATIVA: la modifica proposta è volta ad includere, attraverso opportune misure compatibili con la normativa comunitaria in materia di “settori sensibili” quali quello primario, le imprese agricole e del settore della pesca tra i beneficiari del Fondo di garanzia.

06/08/13

Il Bergamotto, l'oro verde maltrattato della Calabria


Bisogna intervenire a sostegno del bergamotto, l'oro verde della Calabria, per tutelare un settore strategico come quello dell’agricoltura. In Calabria e non solo. Ho inviato in questi giorni una lettera sull'argomento al Ministro De Girolamo, all'Assessore Regionale Trematerra e al Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti.
I produttori di bergamotto vivono un periodo di crisi, in tendenza con il resto del comparto della produzione di agrumi in Calabria, dovuta agli alti costi di produzione per mantenere la tipicità del prodotto. Per uscire dalla fase di stallo del mercato, 348 produttori di bergamotto hanno indetto un'assemblea del Consorzio di produzione (storico ente precedentemente commissariato per 32 anni) allo scopo di nominare il Consiglio di amministrazione dello stesso, in concerto con la Regione Calabria.
Al Consorzio di produzione intanto il cda ha provveduto a sostituirsi all'Assemblea, approvando il nuovo statuto dell'Ente. La Regione Calabria, nel bandire gli aiuti a sostegno degli investimenti, inserisce dei punteggi finalizzati a migliorare la posizione di chi, partecipante, conferisca o meno il prodotto ad una organizzazione di produttori e, nel caso specifico, all’unica organizzazione presente sul territorio, la Unionberg. Questo sistema introduce un irrazionale discrimine distorsivo al principio della libertà di commercio del proprio prodotto ed un ingiusto vantaggio rivolto a tutto favore di un ente privato che, a quel punto, si pone come un vero e proprio monopolista all'interno del mercato, ostacolando di fatto le regole del libero mercato.
Sottolineo quindi un altro elemento critico della situazione del Consorzio, che è sottoposto alla vigilanza della Regione. La stessa Regione però ha nominato Ezio Pizzi da un lato rappresentante del Consorzio e dall’altro componente dell’organo di Vigilanza. Lo stesso Pizzi è nel contempo presidente del Consorzio di tutela della DOP, presidente del Consorzio del bergamotto ed ancora presidente dell'Unionberg, unica organizzazione di produttori presente sul territorio.

Caccia: Italia contro le norme europee, perchè il Ministro non ci ha informato??

L'Italia non rispetta la norme europee e andrà incontro a una procedura di infrazione se non mette a regime la definizione della concessione della caccia in deroga, su cui le Regioni decidono in autonomia". E' la denuncia che abbiamo lanciato assieme ai miei colleghi del MoVimento 5 Stelle in commissione Agricoltura. "Nella legge europea approvata la settimana scorsa - afferma Massimiliano Bernini - abbiamo cercato di presentare degli emendamenti che rispondevano alle critiche più volte mosse dalla Commissione europea rispetto al modo con cui fino ad oggi l'Italia ha applicato le deroghe. Purtroppo il testo è stato blindato e non abbiamo potuto presentare nessun emendamento che avrebbe apportato quelle modifiche che avrebbero dato una risposta ai rilievi fatti dalla Commissione e risolto la procedura d'infrazione. Bisogna rendere vincolante il parere dell'Ispra sui provvedimenti di deroga, questo servirebbe anche a evitare la definitiva condanna da parte dell'Unione europea". "Forse il ministro Moavero ha dimenticato che lo scorso 2 luglio la direzione generale Ambiente della Commissione europea aveva scritto al Consiglio dei ministri ribadendo come l'Italia non possa autorizzare l'uccisione di specie di uccelli protetti - sottolinea Chiara Gagnarli-. Il rischio ora è che la Corte di giustizia europea imponga pesanti sanzioni al nostro Paese". "Ribadiamo la nostra richiesta che il parere dell'Ispra sia quello decisivo e che vengano adottate tutte quelle misure segnalate dalla Commissione scongiurando così che le deroghe concesse dalle Regioni possano tradursi in sanzioni pecuniare a discapito di tutti i cittadini".

05/08/13

OGM: "FARE PRESTO PER LA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO"



Foto: Serve fare presto perche' il decreto che blocca la coltivazione del mais ogm ancora non e' stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale e quindi non e' entrato in vigore!!
La corte dei conti ha un mese di tempo per dare il via libera al testo, tale termine scade il 12 agosto. E' possibile che non si possa recepire prima il decreto vista la gravita' conclamata del caso in questione? Serve accelerare e noi continueremo a vigilare! La nostra posizione ad ogni modo non cambia, perche' il decreto interministeriale per quanto necessario non risolve il problema. Continuiamo a chiedere al governo di adoperarsi per proteggere il nostro paese e la peculiarita' delle proprie coltivazioni, elemento chiave di un comparto prezioso per tutta l'economia.

Serve fare presto perche' il decreto che blocca la coltivazione del mais ogm ancora non e' stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale e quindi non e' entrato in vigore!!
La corte dei conti ha un mese di tempo per dare il via libera al testo, tale termine scade il 12 agosto. E' possibile che non si possa recepire prima il decreto vista la gravita' conclamata del caso in questione? Serve accelerare e noi continueremo a vigilare! La nostra posizione ad ogni modo non cambia, perche' il decreto interministeriale per quanto necessario non risolve il problema. Continuiamo a chiedere al governo di adoperarsi per proteggere il nostro paese e la peculiarita' delle proprie coltivazioni, elemento chiave di un comparto prezioso per tutta l'economia.

03/08/13

La condanna di un “fantasma” non mi fa esultare

In questi giorni abbiamo osservato un paese smanioso per una sentenza verso una persona anziana ormai allo sbando e mi ha fatto davvero riflettere con tanta rabbia e frustrazione..
La condanna di un “fantasma” non mi fa esultare. Il paese sprofonda ancora di più e diamo importanza ad una singola persona che ha devastato una nazione e ci ha accompagnati verso il default insieme al miglior alleato... Il pdmenoelle è oggi senza stampelle, senza maschera, senza rete, senza l'amico di sempre..
Il senatore ed ex premier è il più assente dai lavori parlamentari che dovrebbero risolvere i problemi del paese ma più il presente all'interno dei media di regime! Raccontare la solita fiaba della Magistratura sarebbe come raccontare ad un maggiorenne la storiella di Babbo Natale e la Befana..!
Ma il berlusconismo è finito davvero?! Quello no...ci sarà ancora chi sosterrà un certo modo di fare politica, incantato dalla possibilità di una vita fatta di scorciatoie, imbrogli e sostegno a chi difende gli interessi di quei "poteri forti" che continueranno a spingere verso il baratro questa nostra amata (?) Italia.

Come Al Capone, ha finito la sua carriera per una semplice "frode fiscale".
La politica di questi partiti, la cosiddetta corporatocrazia, come la mafia americana negli anni '30, troverà un altro Al Capone. E la politica delle banche, multinazionali e lobby troveranno un'altra stampella su cui poggiarsi..
Oggi, dopotutto, è stato condannato soltanto uno delle migliaia di “Berlusconi” che infestano la politica italiana e la nostra società basata sul personalismo, sul proprio tornaconto personale, sulla supremazia, sull'evasione, sulla competizione e sulla violenza strutturale nella società.
Se non cambia questa informazione, se non cambia questa cultura civile che ci ha portato in una società ormai satura di consumo e consumismo, se non affrontiamo un modo di vivere diverso, un modo di vivere a contatto con la TERRA e con la realtà che ci circonda non possiamo pretendere che lo facciano delle persone in parlamento ormai manipolate e inghiottite da questo sistema al collasso.

Basta davvero avere coraggio e crederci veramente...Siamo ad un bivio ora!
Mentre da una parte c'è sempre stato un partito unico con interessi diversi da quelli dei cittadini, dall'altra c'è una strada diversa, già percorsa da molte persone che non hanno avuto nulla da perdere, a testa alta a riveder le stelle con orgoglio e speranza, per portare avanti in prima persona le soluzioni (quelle vere) ai problemi della collettività.

La "figuraccia" dell' “esercito di Silvio" che si era sbagliata nell'esultare dopo la sentenza per noi è solo un piccolo ritorno al passato, che nonostante sia passato da tempo (le dimissioni per cedere il posto a Monti era già una fine sancita) sembra che qualcuno lo vuole ancora stringere a se perchè ha basato la propria vita su un ideologia surreale, fatta solo d'immagine e di falsità, che ha portato disastri imperdonabili al paese..L'informazione è tutt'ora nelle sue mani e dell'altra parte della medaglia, il Partito Derogatico, dell'ipocrisia e delle menzogne!

IL LEADER!!IL LEADER!! Sarà dietro le sbarre come ogni altro essere umano che ha sbagliato..
Ma il vero problema è che molti sono in gabbia da troppo tempo! Un gabbia ancora peggiore perchè invisibile ma destinata ad aprirsi perchè tra non molto non ci sarà altra scelta per sopravvivere alla crisi economica, sociale e culturale..
Il coraggio di essere leader di se stessi non conosce barriere e la verità ci renderà liberi! Vinciamo noi!!

V