25/07/13

Il mio intervento sull'ODG in merito alla vendita dei terreni demaniali


Il settore primario, in controtendenza rispetto a tutti i settori di produzione, conosce una crescita del PIL prodotto (+0.1%) e dell’occupazione giovanile (+8.5%).

Ora....Come più volte ribadito noi non vogliamo basare la vita dei cittadini sul prodotto interno lordo, indice che si è dimostrato fin'ora del tutto obsoleto verso il reale benessere della collettività.

Ma alla luce di questi dati statistici e del ruolo di leadership che l’agricoltura italiana riveste in ambito europeo ed internazionale, ci paiono quantomeno insufficienti le misure adottate dal Governo attraverso il così detto “decreto del fare” a tutela del comparto agricolo.
Il settore primario, dunque, resiste alla crisi nonostante il vertiginoso aumento dei costi di produzione ed il calo dei consumi, che avvantaggiano sempre più la grande distribuzione e danneggiano la piccola e media impresa, vera e propria spina dorsale dell’economia del nostro Paese.
Il governo, dimostrando la totale assenza di visione nel lungo periodo, ha pensato bene di non difendere e incentivare l’unico settore in crescita costante e di dedicarsi ad altro, ritenendo forse opportuno far cadere anche l’agricoltura nella voragine immensa che questa crisi infinita sta causando.

L’agricoltura, invece, dovrebbe rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo per diminuire l’impatto della disoccupazione giovanile, vera e propria piaga di questo Paese, che  in alcune zone dello stivale raggiunge percentuali da capogiro.
Nella mia regione, la Calabria ad esempio,  regione a chiara vocazione agricola, la disoccupazione giovanile supera abbondantemente il 50% e spesso giovani calabresi (come me) sono costretti ad emigrare per cercare migliori fortune altrove.

La terra, la nostra terra, il nostro bene comune è sempre di più abbandonata al proprio destino, concedendosi a colture che non servono a soddisfare i bisogni primari (ovvero l’alimentazione), ma
la produzione di  Bioenergie che, per citare il collega Gallinella, di Bio hanno soltanto il nome.

Recentemente, alcune disposizioni normative approvate da quest’aula, hanno disposto la vendita dei terreni demaniali a chiara vocazione agricola ai giovani imprenditori agricoli. Bene.  Nella creazione di nuova impresa i costi di start-up rappresentano, spesso, l’ostacolo più grande da superare, ma questo lo sappiamo e lo sapete bene, visto che da sempre si tenta di concedere finanziamenti a tasso agevolato per la creazione di imprese innovative o per facilitare l’accesso al credito per i giovani imprenditori.

In questo contesto va inserita la proposta di questo odg, che mira a facilitare l’accesso alla terra per i giovani imprenditori agricoli, attraverso la concessione in LOCAZIONE e NON  in vendita dei terreni demaniali con chiara vocazione agricola. In un momento storico in cui è difficile (per non dire impossibile) accedere al capitale di terzi per avviare una nuova attività, si potrebbe concedere respiro ai nuovi imprenditori, che eviterebbero così di  iniziare la propria avventura imprenditoriale con già il cappio attorno al collo legato dalle banche o che, in alternativa, potrebbero investire le proprie risorse finanziarie nell’acquisto di macchinari che possano consentire una produzione maggiormente sostenibile dal punto di vista sia ambientale che economico.
Concedendo i propri terreni in locazione, tra l’altro, lo Stato può concedersi la possibilità, qualora un’idea imprenditoriale non dovesse funzionare, di dare ad altri aspiranti imprenditori lo stesso terreno.
La terra, colleghi deputati, è UN BENE COMUNE!! Il suo accesso, quindi,  non può essere inquadrato in uno schema di vendita che, di fatto, trasforma i terreni agricoli statali in un bene privato.

Consideriamo inoltre, che la stessa finalità di sostegno e potenziamento del settore agricolo nazionale può essere adeguatamente perseguita attraverso l’affidamento in locazione di detti terreni ai giovani imprenditori e ai giovani agricoltori come definiti dal Regolamento CE n. 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005.
Una chiara visione nel lungo periodo, che potrebbe facilitare davvero l’ulteriore sviluppo di un settore economico che, lo ripetiamo perché aiuta, RESISTE ALLA CRISI.

Si potrebbe, inoltre, tutelare la coltivazione di prodotti  tipici e biologici, tentando di perseguire l’obiettivo (che oggi somiglia di più ad una chimera) della sovranità alimentare e della conservazione delle svariate tipicità gastronomiche, che rappresentano il fiore all’occhiello del Bel Paese. Una maggiore attenzione verso la conservazione delle tipicità porterebbe, inoltre, allo sviluppo del turismo enogastronomico.

Impegnamo, quindi,  con questo ODG il governo affichè si possa valorizzare, promuovere e potenziare il settore agricolo nazionale valutando la possibilità di rivedere la disciplina della vendita delle terre agricole e a vocazione agricola al fine di disporne l’affidamento in locazione favorendo il ricambio generazionale e il primo insediamento da parte di i giovani imprenditori e giovani agricoltori.
Questo provvedimento si che potrebbe essere definito come un FARE qualcosa di concreto per lo sviluppo di questo paese!!

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