06/02/13

Gli incompatibili

Assessori e consiglieri regionali candidati alle politiche 2013, incompatibili con l'attuale carica (!) perdono tempo a fare campagna elettorale invece di legiferare e lavorare in Regione. E nel frattempo guadagnano lauti stipendi per non svolgere il compito istituzionale che gli è stato assegnato, un compito che, tra le altre cose, non svolgevano tanto bene neanche prima dell'attuale tornata elettorale... Ma oggi sono ancora più distratti e distanti dal proprio dovere: e mentre noi paghiamo, loro girano in lungo e in largo la regione in preda al presenzialismo più estremo. E parlano e sparlano in quel politichese che li rende così distanti dalla gente, che dopo aver ascoltato si rende conto che niente gli è stato comunicato.
Questi politicanti della prima ora, che già sognano un posto al sole in Parlamento, sono incompatibili con le proprie funzioni istituzionali: dovrebbero dimettersi, lasciare lo stipendio alle pubbliche casse regionali, lavorare per il bene della collettività invece che per i propri interessi personali. Il loro comportamento è indecente, diseducativo, eticamente scorretto, socialmente aberrante. La loro condotta deve essere contrastata: e come attivisti del Movimento5Stelle lo faremo con tutti i mezzi a nostra disposizione. La lista dei 16 "incompatibili" nasce per soddisfare questa esigenza ma vuole essere anche un servizio ai cittadini, che possono così conoscere i nomi degli assessori e dei consiglieri regionali che tutto stanno facendo, tranne che lavorare...
Di seguito i nomi degli incompatibili:
1) Antonella Stasi: vice presidente della giunta regionale (ottava lista Pdl Senato),
2) Francesco Talarico: presidente del Consiglio Regionale (terzo lista Udc Camera)
3) Pietro Aiello: assessore ai Trasporti (quarto lista Pdl Senato)
4) Antonio Caridi: assessore alle Attività produttive (quinto lista Pdl Senato)
5) Michele Trematerra: assessore Agricoltura, foreste (secondo lista Monti-Udc-Fli Senato)
6) Mario Caligiuri: assessore alla Cultura e beni culturali (decimo lista Grande Sud Senato)
7) Alberto Sarra: sottosegretario alla presidenza regionale (capolista Grande Sud Camera)
8) Bruno Censore: consgliere Pd (settimo lista Pd Camera)
9) Demetrio Battaglia: consigliere Pd (quinto lista Pd Camera)
10) Claudio Parente: consigliere “Scopelliti Presidente” (ottavo lista “Grande Sud” Senato)
11) Fausto Orsomarso: consigliere Pdl (nono lista Pdl Senato)
12) Gaetano Ottavio Bruni: consigliere Udc (tredicesimo lista Udc Camera)
13) Ferdinando Aiello: consigliere “Progetto democratico” (secondo lista Sel Camera)
14) Giovanni Emanuele Bilardi: consigliere “Scopelliti Presidente” (capolista “Grande Sud” Senato)
15) Alfonsino Grillo: consigliere “Scopelliti Presidente” (secondo lista “Grande Sud” Senato)
16) Candeloro Imbalzano: consigliere “Scopelliti Presidente” (nono lista “Grande Sud” Senato).

04/02/13

Benzene nell'Alaco? Il tragico problema di Vibo Valentia


La vicenda del benzene nell'invaso dell'Alaco (Serra San Bruno, Vibo Valentia), che fornisce acqua a 88 Comuni del Vibonese e del Catanzarese, ha raggiunto ogni limite di sopportazione. L'Arpacal ha parlato di "composti aromatici da benzene, espressi come benzene", dopo aver fornito i risultati più che allarmanti delle ultime analisi.
L'acqua dei rubinetti è maleodorante e sporca, per questo, i cittadini sono costretti da mesi a rifornirsi con i bidoni presso le fonti di cui per fortuna la Calabria è ancora dotata. L'indagine sull'Alaco d'altronde è ancora aperta: l'impianto fu sequestrato nel maggio 2012 e pare non si sia ancora trovato quel certificato che attesta la tipologia e la potabilità dell'acqua, certificato che manca da quando la diga sull'Alaco fu eretta e l'invaso entrò in funzione. I politici stanno a guardare, nessuno da risposte certe alle proprie comunità. Il caso, già gravissimo, provoca ulteriore sconcerto per le analisi e le successive giustificazioni dell'Arpacal, che non può cavarsela, come sta facendo, chiedendo scusa per una piccola svista. In quell'acqua c'è o non c'è il benzene? Chiediamo risposte immediate al presidente Scopelliti che è il primo responsabile della sanità regionale. E ci chiediamo com'è possibile che fino ad ora il governatore non sia mai intervenuto pubblicamente su questa gravissima vicenda.
Gli abitanti di Serra San Bruno e non solo, assieme ai comitati dell'acqua bene comune che da sempre seguono la vicenda, sono pronti a protestare in massa e noi con loro. Ci chiediamo anche che validità abbiano le analisi dell'Arpacal visto che questo ente, al contrario delle Arpa di tutta Italia, non è nemmeno accreditato da "Accredia". Per chi non lo sapesse, Accredia è l’unico organismo nazionale autorizzato dallo Stato a svolgere attività di controllo in conformità agli standard internazionali della serie Iso 17.000. Come mai chi è esposto al libero mercato deve investire per offrire ai propri clienti un servizio efficiente ed efficace, mentre l'Arpacalche è un ente pubblico e quindi della comunità, non ha questi obiettivi? Come mai prima di esporre la comunità a rischi non si ha la forza per esporsi all’occhio critico di un organismo di vigilanza?
Chi ha il dovere di garantire e monitorare la salute dei cittadini dovrebbe prima preoccuparsi di monitorare le proprie competenze.