19/05/17

L'ennesimo incubo di una nuova centrale a biomasse in Sila

La centrale a biomasse di Parenti (CS) che servirà per la produzione di energia elettrica e termica, da 998,00 KW sorgerà a pochissimi metri da cooperative agricole che producono la patata silana IGP, a poche centinaia di metri da uno stabilimento che imbottiglia acqua oligominerale naturale, in prossimità di alberghi, ristoranti e agriturismi, in una valle posta in mezzo ai quattro laghi (Passante, Savuto, Ampollino e Arvo) che riforniscono d'acqua le limitrofe città calabresi, in un territorio dove pascolano allo stato brado migliaia di podoliche il cui latte e carni ritroviamo sulle nostre tavole.
Se la mia proposta di legge che vieta le centrali inquinanti in aree dove si pratica agricoltura di pregio fosse stata approvata a quest'ora ci saremmo risparmiati l'ennesima centrale a biomasse a pochi passi dal Parco Nazionale della Sila.

Le centrali a biomassa, anche se realizzate bene, producono comunque COV (composti organici volatili), diossine, metalli pesanti contenuti nel legno, e particolato ultrasottile (nanopolveri), che sono la fonte di maggiori pericoli per gli esseri viventi in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole, generando forme tumorali, interagendo con il corpo umano direttamente attraverso i pori della pelle. A tutto ciò bisogna aggiungere l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto dai mezzi che giornalmente dovranno rifornire la centrale e l’annientamento di interi boschi come già sta avvenendo, peraltro, nella nostra regione per soddisfare le esigenze delle centrali già in funzione.

La nascita di diverse centrali a biomasse nella Regione Calabria sta creando sempre più un fabbisogno di legname da ardere tale da scatenare un notevole incremento di tagli abusivi di alberi (mafia del legno) come ha di recente affermato Aloisio Mariggiò, ex generale dell’Arma dei Carabinieri e attuale commissario di Calabria Verde, ente strumentale regionale che si occupa di forestazione e difesa del suolo.

Al Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti attraverso un'interrogazione parlamentare ho chiesto: "se non ritenga che costruire una centrale a biomasse a qualche chilometro dal Parco Nazionale della Sila non vada a compromettere il delicato ecosistema di un territorio a completa vocazione turistica ed agricola o quantomeno se non ritenga opportuno che venga negato a soggetti motorizzati l’ingresso nel perimetro del Parco perché inquinanti sia in termini di rumore che di gas di scarico".
Ho chiesto inoltre: "quali soluzioni normative intenda promuovere per tutelare le foreste calabresi dai tagli illeciti e se non ritenga opportuno anche per tutelare particolari aree di pregio, fissare un limite di potenza massima prevista per tali centrali di 500kW con un raggio di approvvigionamento delle biomasse di 10 km dal punto di utilizzo".

La proposta di fissare un limite di potenza prevista con un raggio più corto di approvvigionamento delle biomasse l'ho presentata con un emendamento nel provvedimento in esame in questi giorni alla Camera dei Deputati sulle aree protette. Spero che la maggioranza PD accolga questa richiesta per frenare questa speculazione che sta devastando anche la nostra Calabria. Secondo voi il PD lo farà? Ai posteri l'ardua sentenza...

18/05/17

#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza"


In Italia oltre 1 persona su 4 è a rischio povertà o esclusione sociale (il 28,7% - 17 milioni e mezzo di persone). Se parliamo del Sud, invece, le persone a rischio povertà - esclusione sociale sono 1 persona su 2 (il 46,4%).L'Italia è il Paese europeo con il numero più elevato di persone che vivono in "gravi privazioni materiali. Il 11,5% della popolazione non può affrontare una spesa inaspettata, permettersi un pasto dignitoso ogni due giorni e mantenere una casa.La povertà in Italia si è raddoppiata negli ultimi 10 anni: Basti pensare che nel 2005 erano poco meno di 2 milioni di persone (il 3,3% del totale). Per quanto riguarda, invece, la situazione delle famiglie con figli minori, la povertà è più che triplicata, con un balzo dal 2,8 al 9,3%.I poveri assoluti sono 4,6 milioni di persone (quasi l'8% della popolazione).I minori in povertà assoluta sono circa 1 milione 131mila, quasi l’11% dei minori residenti in Italia. (Es. immaginate una classe di 20 alunni, dove almeno due bambini (ma forse anche due e mezzo) sono in povertà assoluta. Spesso il lavoro non basta per salvarci dalla povertà: Tra le famiglie operaie il tasso di immiserimento è salito dal 3,9 all'11,7%. E, con la crisi, il rischio di finire in miseria è aumentato: nel 2005 erano a rischio povertà 8,7 lavoratori su 100, nel 2015 sono diventati 11.
I più poveri sono i giovani adulti che hanno osato metter su famiglia, quelli fino a 34 anni: sono in povertà assoluta il 10,2% delle famiglie con un capofamiglia under34.Il 70,1 % dei giovani di 25-29 anni e il 54,7% delle loro coetanee vive ancora in famiglia con il ruolo di figli.

Più si è giovani, più si è poveri. La persistente crisi ha penalizzato soprattutto i giovani e giovanissimi. Per la prima volta al Sud la percentuale degli italiani che si rivolgono ai Centri Caritas ha superato quella degli immigrati attestandosi al 66,6%. Le persone che si rivolgono ai propri centri lo fanno al 76,9% per cause di povertà economica ed al 57,2% per disagio occupazionale. Per Eurostat l'Italia è al 4° posto nella classifica dei Paesi più colpiti dalla crisi.I giovani che sono nati dopo gli anni 80, andranno in pensione a 75 anni e prenderanno una pensione inferiore rispetto alle generazioni precedenti. Saranno quindi loro i poveri del domani. Per la povertà nello specifico (esclusione sociale e politiche abitative) non si arriva all’1% della spesa sociale, lontanissimi dal 7,9% del Regno unito.

Il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale. E' una misura di sostegno al reddito per aiutare le famiglie che sono in momentanea situazione di difficoltà collegata alla formazione, alla riqualificazione e condizionata al reinserimento nel mondo del lavoro e nel contesto sociale. Il beneficiario del reddito dovrà anche offrire un piccolo contributo in favore della collettività (massimo di 8 ore alla settimana) e non potrà rifiutare più di 3 proposte di lavoro. E’ inaccettabile che una persona venga abbandonata a sé stessa dallo Stato perché perde il lavoro, magari dopo aver pagato tasse e contributi di ogni genere per anni o perché il lavoro non si trova!

Il reddito di cittadinanza serve per i disoccupati, inoccupati, giovani che cercano lavoro, pensionati, lavoratori autonomi, ovvero, per tutte le persone che percepiscono un reddito al di sotto della soglia di povertà.

Secondo l'Eurostat e l'Istat una persona che vive in Italia ed è da sola, viene considerata povera se percepisce un reddito inferiore a 780 euro al mese. L'importo va ad aumentare in base alla composizione del nucleo familiare (Es: Una famiglia composta da 2 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.014 euro ed un massimo di 1.170 euro; Una famiglia composta da 3 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.248 ed un massimo di 1.560 euro; Una famiglia composta da 4 persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.482 euro ed un massimo di 1.950 euro, ecc). Nel caso in cui il beneficiario percepisca già un reddito, gli spetta la differenza tra 780 euro al mese e il reddito mensile già percepito. Ad esempio, se il beneficiario ha già un reddito di 400 euro al mese, avrà diritto ad una integrazione di altri 380 euro netti al mese. Esiste già in tutta Europa...Manca solo in Italia e Grecia.

Le coperture ci sono e sono state dichiarate più volte ammissibili dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. La nostra proposta costa quasi 17 miliardi di euro di cui 14,9 miliardi da destinare al sostegno economico (dato avvalorato dall’ISTAT) e 2,1 miliardi per implementare le politiche attive del lavoro, per rafforzare i Centri per l’Impiego, per la creazione di nuova impresa e di start up innovative e per incrementare il fondo per l’abitazione. Alcune delle nostre coperture sono: Tagli ai costi della politica (es. riduzione stipendi parlamentari), Riduzione delle pensioni d’oro, Aumento della tassazione di banche ed assicurazioni, Aumento della tassazione del gioco d’azzardo, Taglio alle auto blu anche ospedaliere, Riduzione degli affitti della P.A.

Il reddito di cittadinanza è una manovra economica che serve a creare lavoro. Si tratta di una misura che influisce direttamente sui consumi dei beni primari e con essi, sui profitti delle aziende che grazie alla ripresa delle proprie vendite, potranno assumere lavoratori. Infatti questa manovra economica prevede anche incentivi e benefici per le aziende, i lavoratori e per creare impresa: incentivi per le aziende che assumono beneficiari del reddito di cittadinanza, incentivi per il beneficiario che trova lavoro autonomamente, istituzioni presso i Centri impiego di laboratori per la creazione di nuove imprese, concessioni di beni demaniali per le start up innovative e addirittura concessioni delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo.

Il ddl prevede anche dei controlli ben specifici per i beneficiari. Ci sarà infatti un collegamento tra i Centri per l'impiego anche con l'Agenzia dell'Entrate in modo tale di poter fare tutti i controlli necessari per accertare che il beneficiario del reddito abbia tutti i requisiti previsti dalla legge, evitando quindi qualsiasi tipo di abuso o vantaggio personale.Inoltre, nel nostro ddl prevediamo anche delle sanzioni che vanno dalla perdita definitiva del beneficio a persino l'introduzione di un reato penale. In particolare chi nella procedura di richiesta trasmette o esibisce, con dolo, atti o documenti falsi o fornisce dati o notizie false è punibile penalmente (da 1 anno e 6 mesi a 6 anni).

Abbiamo previsto anche l'introduzione del salario minimo orario (SMO) finalizzato a contrastare il lavoro sottopagato. 
Con l’istituzione del Salario Minimo Orario nessuno potrà più sottopagare i lavoratori. Prevediamo anche dei meccanismi per far emergere il lavoro "a nero". La nostra proposta oltre a prevedere rigorosi controlli, prevede anche incentivi per il beneficiario che segnala una propria prestazione lavorativa pregressa irregolare e nel caso in cui, l'autorità ispettive diano conferma della irregolarità, il beneficiario avrà diritto ad una maggiorazione del proprio reddito nella misura del 5%.

Il nostro ddl è stato oggetto di studio dall'ISTAT che ha detto che:
1. Serve ad azzerare di fatto la povertà più grave in tutte le ripartizioni geografiche, con un impatto maggiore nel Mezzogiorno, contribuendo anche a favorire il contrasto alla povertà minorile e a quella dei giovani che vivono da soli.
2. Le famiglie beneficiarie sono state quantificate in circa 2 milioni 760 mila, circa 10 milioni di persone (la maggiore percentuale di beneficiari si osserva fra le coppie con figli minori, e soprattutto, fra i monogenitori con almeno 1 figlio minore).
3. La misura ha un costo di 14,9 miliardi. Il M5S però, oltre al costo relativo al sostegno economico, prevede un ulteriore investimento di 2,1 miliardi per rafforzare i Centri per l'impiego che porta il costo complessivo del reddito a 17 miliardi (circa l'1% del Pil dell'Italia).
4. Garantisce che non ci sia dispersione del beneficio in favore dei non poveri. 

Ora non ci sono più scuse! Il reddito di cittadinanza è un diritto da rivendicare. Il MoVimento 5 stelle si rimette in marcia e faremo ancora una volta la marcia Perugia-Assisi appunto a sostegno di questa proposta che è indispensabile e che tra l'altro serve anche per contrastare un cancro in Italia che si chiama voto di scambio.Le mafie si stanno impossessando di questo Paese e ormai da troppo tempo si sono intrufolate nella politica, facendo eleggere i propri uomini ormai parte integrante delle istituzioni. Anche il reddito di cittadinanza può aiutare a lottare contro le organizzazioni criminali, perché in certe terre è spesso la povertà che istiga a delinquere per cercare guadagni facili. Pe noi nessuno deve rimanere indietro e deve essere lo Stato a stendere una mano per garantire un sacrosanto diritto non la mafia.

Vi aspetto alla marcia di Perugia-Assisi sabato 20 maggio. Insieme faremo 19 chilometri per raggiungere un importante traguardo. Dedico il mio hashtag alla citazione del grande Gandhi in merito alla povertà.#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza".

17/05/17

Il futuro è il compostaggio di comunità

Il compostaggio di comunità è un processo di stabilizzazione aerobica controllata, del materiale organico selezionato dai RU e ci permette di accelerare e migliorare il processo a cui naturalmente va incontro ogni sostanza organica. Se fatto rientrare nelle strategie di gestione dei rifiuti concorre ad assolvere alla priorità n°1 delle norme europee, ovvero la prevenzione e la riduzione a monte dei RU.
Grazie ad alcuni emendamenti del M5S inseriti nella legge 28 dicembre 2015, n. 221 in particolare agli articoli 37 e 38, è diventato realtà il compostaggio di comunità (anche detto di prossimità) ovvero il compostaggio domestico e non domestico effettuato collettivamente, che sempre secondo quando dettato dalla legge premierà con la riduzione della tassa sui rifiuti i cittadini o le aziende agricole/florovivaistiche che lo effettueranno.
I Comuni hanno la possibilità, senza alcun costo a loro carico, di poter manifestare interesse ed integrare il proprio sistema di gestione dei rifiuti con una rete di piccoli impianti di compostaggio, definiti appunto di comunità.
L'articolo 37 contiene disposizioni finalizzate ad incentivare il compostaggio aerobico, sia individuale che di comunità, tramite l'applicazione di una riduzione della tassa sui rifiuti per le utenze domestiche e non domestiche (attività agricole e vivaistiche) che effettuano il compostaggio aerobico individuale, nonché attraverso la semplificazione del regime di autorizzazione degli impianti dedicati al c.d. compostaggio di comunità di rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, che hanno una capacità di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue.
L'articolo 38 prevede l'incentivazione delle pratiche di compostaggio di rifiuti organici effettuate sul luogo stesso di produzione, come l'autocompostaggio e ilcompostaggio di comunità, e consente ai comuni di applicare riduzioni della tassa sui rifiuti (TARI). Lo stesso comma prevede l'emanazione di un decreto interministeriale volto a stabilire i criteri operativi e le procedure autorizzative semplificate per il compostaggio di comunità di rifiuti organici. Viene altresì introdotta nel testo del c.d. Codice ambientale (D.Lgs. 152/2006) la definizione di "compostaggio di comunità" ed estesa alle utenze non domestiche la nozione di autocompostaggio.

Il 23 Febbraio 2017 finalmente è stato pubblicato il Decreto Attuativo che regola il Compostaggio di Comunità, con una serie di allegati che semplificano ai Comuni, alle attività e ai cittadini che vogliano praticare l’autocompostaggio anche attraverso una compostiera di quartiere, l’iter di avvio, in particolare è bene ricordare che basteranno solo 15 giorni dopo aver prodotto una semplice comunicazione.

FAQ – DOMANDE E RISPOSTE SUL COMPOSTAGGIO DI COMUNITA’
(le domande sono tratte dall’Associazione Italiana Compostaggio)
D: Quali sono esempi di “organismo collettivo”?
R: A nostro giudizio sono esempi, non esaustivi, condomini, associazioni, consorzi ma anche municipi e comuni
D: Quali utenze possono conferire?
R: Le utenze conferenti possono essere domestiche (famiglie) e non domestiche (attività economiche quali negozi, ristoranti, ecc.)
D: Quali rifiuti possono essere conferiti?
R: Quelli nell’allegato 3 (che comprende i rifiuti di cucine e mense, manutenzione del verde ecc.)
D: Secondo questo Decreto quanti rifiuti organici possono essere conferiti per non avere bisogno di autorizzazioni?
R: fino a 130 tonnellate all’anno.
D: L’attività di compostaggio di comunità deve essere autorizzata?
R: NO, malgrado i titoli dell’articolato facciano riferimento ad autorizzazioni semplificate, si tratta di una semplice comunicazione alle autorità competenti: (Comune, Azienda Rifiuti, ARPA) (art. 3). Si veda anche il modulo predisposto intitolato “comunicazione…”. (Allegato 1)
D: Per l’inizio attività bisogna attendere l’assenso del comune?
R: No, se il comune non richiede nulla, entro 15 giorni dalla comunicazione, si può procedere con l’attività
D: Il Comune può computare il compostaggio di comunità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata?
R: Si, può farlo con sistemi di pesatura o con stime (vedi articolo 8)
D: i rifiuti possono essere raccolti da soggetti terzi (esempio un’azienda)?
R: NO, il conferimento del rifiuto biodegradabile deve avvenire autonomamente da parte delle utenze conferenti ed il compost prodotto è utilizzato esclusivamente da parte delle medesime. Personale dell’azienda può rivestire il ruolo di “conduttore”.
D: Può il conduttore essere un soggetto esterno all’organismo collettivo?
R: Si, è individuato dal responsabile dell’organismo collettivo anche tra soggetti terzi. La conduzione rappresenta una possibile attività per nuove figure professionali entro e fuori le aziende di gestione rifiuti.
D: Quale tipo di strutturante si può utilizzare?
R: Oltre ai pellets da stufa possono essere utilizzati molti altri materiali quali segatura, sfalci ecc. Per la lista completa vedi l’allegato 3.
D: Il conduttore, per ricoprire questo ruolo, deve fare un corso?
R: Si, un corso di almeno 8 ore erogato dall’impresa che fornisce l’apparecchiatura o da enti o istituti competenti (quindi anche dalla nostra associazione) (art. 7 commi 3 e 4) con rilascio di attestato.
D: Bisogna essere proprietari dell’attrezzatura di compostaggio?
R: NO, secondo l’art. 5 comma 1, “.. o in comodato d’uso o in noleggio”.
D: L’attrezzatura deve essere sul luogo di residenza?
R: NO: deve essere ubicata in aree nella disponibilità giuridica e entro 1 km (art. 5 commi 2 e 3)
D: Il compost deve avere analisi che lo classificano come “ammendante” ai sensi del decreto legislativo 29 aprile 2010, n.75 in materia di fertilizzanti?
R: Solo se il prodotto è utilizzato su suoli agricoli destinati alla produzione e vendita di prodotti per uso umano o animale (art. 6 comma 2) negli altri casi vale l’allegato 6 che richiede che i valori di temperatura, umidità, acidità (pH) e frazioni estranee siano in assegnati intervalli. Queste misure possono essere effettuate con semplici ed economici strumenti. Le macchine devono essere comunque in grado di produrre, qualora alimentate correttamente, compost secondo il decreto fertilizzanti (riteniamo che questa sia una dichiarazione necessaria del produttore dell’attrezzatura).
D: Quanto dura il processo?
R: Nelle compostiere statiche deve durare almeno 6 mesi, nelle compostiere elettromeccaniche almeno 3 mesi di cui almeno 1 mese in macchina (per i restanti due mesi la maturazione può avvenire in cumulo) (Allegato 5 parte B)
D: Bisogna avere autorizzazioni per il rilascio in atmosfera dell’aria esausta?
R: No. Vi sono due possibili modalità di destino per le arie emesse: rete fognaria o immissione in atmosfera previo filtraggio. All’Allegato 4, si recita:
“Le emissioni delle apparecchiature di tipo elettromeccanico sono trattate mediante biofiltro prima del rilascio in atmosfera; in alternativa, l’aria estratta è collegata alla rete fognaria e allontanata mediante spinta della ventola prevedendo un sifone per evitare il ritorno di odori.
L’aria rilasciata dal biofiltro è immessa in atmosfera in un punto di altezza pari almeno a 2 metri dal suolo. Tale punto emissivo non necessita di autorizzazione alle emissioni in atmosfera in quanto assimilabile al punto 1. m – Parte I – Allegato IV – Parte Quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 “[…] silos per i materiali vegetali”.”
Poichè il decreto propone della modulistica per la domanda e una proposta di regolamento di gestione, abbiamo ritenuto fare cosa utile di inserire dei link a questi documenti in formato word in modo che possiate essere facilitati nella compilazione.

11/05/17

Centrale del Mercure: le istituzioni uccidono il parco

Lo scandalo della centrale a biomasse dell'Enel nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino grida vendetta, il silenzio e la compiacenza delle istituzioni uccidono due volte l'economia e la salute del territorio. Oggi ho nuovamente presentato un'interrogazione parlamentare ai Ministri Calenda, Galletti e Lorenzin.
Fin dall’inizio del 2016 in concomitanza con la riapertura della centrale, si è verificata in Calabria una recrudescenza senza precedenti di tagli boschivi illegali su cui sta attivamente indagando la magistratura e che sta distruggendo le nostre foreste, contribuendo al dissesto idrogeologico, ai processi di desertificazione, allo sviluppo del fenomeno di criminalità organizzata noto come ‘mafia dei boschi’.
L’Amministratore delegato di Enel Francesco Starace ha ufficialmente ammesso l’utilizzo dei dati microclimatici della valle di Latronico, invece di quelli del Mercure, in quanto ‘analoghi’. Quanto finora asserito toglie ogni attendibilità scientifica al posizionamento delle centraline, rendendo inattendibile il livello di inquinamento dell’aria e dunque il rischio di salute della gente del Mercure.
Enel, come ha affermato Starace con la centrale del Mercure nel 2016 ha incassato 49 milioni di euro, di cui 39 milioni di incentivi pubblici e appena 10 dalla produzione energetica. Vogliamo sapere dal Governo se questi incentivi pubblici incassati con la centrale del Mercure corrispondono a verità e quale sia la ratio di tale che hanno ottenuto come contropartita la distruzione del patrimonio boschivo calabrese, del prezioso e delicatissimo ambiente del Parco Nazionale del Pollino, uno sviluppo del fenomeno di criminalità organizzata e la possibilità di seri danni per la salute degli abitanti della valle del Mercure.
Sulla vicenda ho scritto nuovamente al Presidente Mario Oliverio, all'assessore Rizzo e al dirigente Orsola Reillo chiedendo loro "come sia stato possibile concedere delle autorizzazioni che avevano alla base dati non relativi alla valle dove era previsto l’intervento industriale e se non ritengano urgente localizzare le suddette centraline di monitoraggio nella valle del Mercure che presenta caratteristiche microclimatiche profondamente diverse".
Al fine di fare trasparenza sulla filiera del legname, ho presentato anche una richiesta di accesso agli atti ad Enel chiedendo tutti i dati dei fornitori circa l’approvvigionamento di biomasse che alimentano la Centrale. Prima dell’apertura del Mercure in Calabria erano già attive quattro centrali a biomasse, di potenza complessiva di 104 MWe con un consumo di 1.010.000 tonnellate l’anno. Il Mercure, da sola, ha una potenza pari al 40% delle altre quattro ed un consumo annuo di 340.000 tonnellate, che porta a quasi un milione di tonnellate l’anno il ‘saldo negativo’, in Calabria, tra richiesta ed offerta di biomasse da ardere.
I cittadini del mercure e le numerose associazioni ambientaliste, insieme al ‪‎M5S‬, non molleranno mai questa battaglia, continuando a lavorare per impedire l’ennesimo scippo ad un territorio che va difeso, non deturpato.

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07/05/17

Depuriamo la Calabria: il nuovo sito per informarsi e attivarsi in prima persona!


Oggi insieme a Laura Ferrara e Binaca Laura Granato (candidata a Sindaco M5S di Catanzaro) abbiamo presentato in conferenza stampa dal capoluogo di Regione un portale regionale sullo stato della depurazione in Calabria voluto da noi portavoce M5S calabresi.
DepuriamolaCalabria.it” è il nome del sito che consentirà di fornire un costante monitoraggio nel tempo sullo stato della depurazione calabrese.
Nel corso della conferenza stampa abbiamo presentato le varie funzioni del sito contente i dati raccolti sulla maladepurazione, la documentazione per chi si vuole attivare sulla problematica nel suo comune e la mappa interattiva con cui i cittadini potranno segnalare le criticità inerenti alla depurazione in tutta la Regione. Sono state presentate, altresì, le proposte del MoVimento 5 Stelle per risanare il settore più alcune importanti iniziative come ad esempio la petizione popolare rivolta alla commissione europea.
Lungi dal voler sostituire la Regione Calabria dai suoi compiti istituzionali, con questo strumento interattivo vogliamo porci l’obiettivo di condividere tutte le informazioni sullo stato della depurazione regionale con tutti gli attivisti e cittadini calabresi. Il nuovo sito sarà poi un importante punto di riferimento sempre aggiornato in tempo reale su tutte le attività ed iniziative che, come MoVimento 5 Stelle, stiamo già portando avanti e che saranno intraprese per sanare definitivamente le rilevanti criticità del sistema depurativo regionale.
Qui il video della conferenza stampa.

05/05/17

Il tragico volto del business dei migranti

Gli arresti per sfruttamento in agricoltura di manodopera extracomunitaria proveniente dalle strutture di Spezzano Piccolo e Camigliatello silano del centro di accoglienza straordinaria “Santa Lucia” impone la massima tutela dei migranti ospitati e una verifica a tappeto sulle strutture analoghe presenti in Calabria.
Siamo difronte ad un nuovo tragico volto del cosiddetto ‘business dei migranti’ che nega i diritti umani e dimostra il totale fallimento sia delle politiche d’accoglienza sia di contrasto del lavoro nero in agricoltura. Nell’attesa dell’esito delle indagini, ringraziamo la Procura di Cosenza e l'Arma dei Carabinieri ma è bene ricordare che la repressione non basta e che il peso della crisi migratoria e delle criticità ad essa connesse non possono restare solo sulle spalle di magistratura e forze dell’ordine. Se infatti da un lato quest’operazione dimostra che la cosiddetta legge ‘anti caporalato’, approvata in via definitiva alla Camera lo scorso ottobre anche col voto favorevole del M5S, sta dando buoni frutti, dall’altro è pur vero che l’iter da essa tracciato per prevenire il caporalato, non è ancora partito. Grave, infatti, che la ‘Cabina di regia e rete del lavoro agricolo di qualità’, ovvero l'organo che dovrebbe individuare misure sperimentali di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro in agricoltura, sia ancora ferma e non abbia prodotto soluzioni nonostante l'approssimarsi della stagione di raccolta del pomodoro. Il Governo risolva immediatamente il nodo dell'incontro tra domanda e offerta del lavoro in agricoltura, caratterizzato da una spiccata stagionalità, potenziando i Centri dell'impiego pubblici rendendoli adatti alle esigenze del settore nel rispetto dei diritti e della legalità.
Al ministro dell'Interno, Marco Minniti, chiederemo di intervenire direttamente. Si usi la linea dura contro chi specula sulla vicenda dei migranti nella nostra regione; contro chi, come è emerso nell'inchiesta, prova a falsificare le carte per ricevere contributi pubblici e organizzare squadre di lavoratori a nero, peraltro in un'area geografica segnata da un'emigrazione spaventosa e da una povertà sociale sempre più diffusa. Ci auguriamo che anche il governatore Mario Oliverio, originario della Sila, assuma una posizione politica forte contro le speculazioni avvenute, che vanno fronteggiate con una condanna pubblica chiara e risoluta.

03/05/17

Agricoltura Biologica: si poteva e si doveva fare di più!

Poteva essere un balzo in avanti e invece è stato un piccolo passo che, nei fatti, guarda ancora al passato. Ci riferiamo alla prima legge nazionale sull' Agricoltura Biologica approvata ieri in Aula alla Camera e sulla quale ci siamo astenuti. Ecco perché: si tratta di uno spot condito da qualche linea di principio che non dà regole efficaci né contributi sufficienti a sostenere il settore.
Abbiamo presentato 14 emendamenti proprio per chiedere interventi concreti e misure di tutela più vincolanti che però sono stati quasi tutti bocciati dal Governo. Tra questi l'esempio più grave riguarda quello che proponeva di introdurre il divieto di installare impianti inquinanti (discariche, inceneritori, centrali a carbone ecc.) nelle aree di origine dei prodotti biologici o dove sono presenti aziende agricole biologiche certificate. Un 'no' gravissimo che evidenzia quali sono i settori produttivi prioritari per il Governo.
Anche se è vero che da un lato si tratta di un primo passo per dare delle norme nazionali, dall'altro ci saremmo aspettati di più. Un altro rifiuto eclatante da parte del Governo è stato quello relativo alla nostra proposta di finanziare con 50mila euro, attraverso il fondo residuale del Ministero delle Politiche Agricole, le Organizzazioni dei Produttori (OP) e quelle Interprofessionali (OI) della filiera biologica. È assurdo: il Governo Pd ha trovato 20 miliardi per salvare le banche e non ne trova poche decine di migliaia per sostenere i produttori biologici. Da questo si vede l'intenzione reale con cui nasce una legge!
La lista delle nostre proposte non accolte potrebbe continuare: dall'esclusione degli OGM nelle produzioni biologiche, a titolo di ulteriore conferma, alle misure necessarie per evitare conflitti d'interessi nel tavolo tecnico 'anti contraffazione' del ministero delle Politiche Agricole. Alla fine il Governo ci ha accordato solo qualche misura poco incisiva, come ad esempio la riformulazione dell'emendamento sul riconoscimento dei biodistretti che rispondano a criteri di sostenibilità ambientale e l'Ordine del giorno che impegna il Governo a promuovere l'utilizzo di pratiche ecosostenibili negli affidamenti e nei capitoli tecnici delle gare d'appalto che riguardano l'uso di pesticidi lungo linee ferroviarie, strade e autostrade.


21/04/17

#AcquaRAGGIA il tour del MoVimento ha fatto tappa a Pizzo (VV)

"Il teatrante Mario Oliverio faccia pace con le regole e poi parli. Su Sorical provveda subito a rideterminare le tariffe che la Corte costituzionale ha giudicato abusive. L'incompatibile Luigi Incarnato, ex assessore regionale ai Lavori pubblici, è sempre commissario di Sorical e Oliverio non pensa affatto a rimuoverlo." 
Lo abbiamo ribadito oggi a Pizzo Calabro durante la seconda tappa di “#AcquaRaggia”, l'iniziativa con cui il MoVimento 5 Stelle sta denunciando ovunque l'applicazione di tariffe illegittime da parte del gestore del servizio idrico Sorical che è tra i peggiori carrozzoni della vecchia politica.
All'appuntamento di Pizzo Calabro, hanno partecipato il sindaco di Simbario (Vv), Ovidio Romano, il legale Salvatore Gullì, Angelo Calzone del Wwf e Giovanni Di Leo, attivista dei movimenti per l'acqua pubblica e la candidata Sindaco del M5S Carmen Manduca.


Chi pagherà tutto questo? L’illegittimità tariffaria rimarrà un peso che dovremo sopportare per sempre? E’ così difficile applicare la legalità nella nostra Regione?
Poi ci sono altre questioni. Lo stato pessimo degli acquedotti regionali ad esempio, nei quali per anni, non è stato di fatto eseguito alcun controllo, se non di facciata; eppure le professionalità nella nostra Regione non mancavano vista la grande esperienza maturata dall’Ufficio Gestione Acquedotti regionale, di fatto smantellato.
Abbiamo pure saputo che i francesi della Veolia, bontà loro, lascerebbero la Sorical SpA senza nulla pretendere. Forse perché la nuova Autorità, e cioè tutti i Calabresi, metterà i soldi necessari a riportare gli acquedotti così come erano all’inizio della gestione Sorical? Forse anche perché la nuova Autorità, e cioè tutti i Calabresi, si farà carico del mutuo stipulato nel dicembre del 2008 dalla Sorical SpA con la Depfa Bank? D’altra parte già oggi per il pagamento delle rate del mutuo è la Regione Calabria che fornisce i soldi, ovviamente per generosità.
Soltanto per generosità ha già dato alla Sorical SpA, come anticipazione per la realizzazione degli investimenti, circa 25 milioni di euro, che dovevano essere restituiti.
Nel frattempo abbiamo presentato in Parlamento una nuova interrogazione sul futuro del servizio idrico calabrese e trasmesso una segnalazione specifica all'Aeegsi. Continueremo senza sosta con il tour “AcquaRaggia” ad informare ed a difendere, in tutte le sedi, gli interessi dei calabresi.






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20/04/17

Salviamo il conservatorio di Catanzaro!


Il Sindaco Abramo forse ritiene che la spesa per il mantenimento del conservatorio nel capoluogo sia voluttuaria e per questo non ha mosso un dito per evitarne la chiusura. Dal nostro punto di vista è un’altra occasione persa per la città, che perde il conservatorio e nega il diritto allo studio ad anno in corso a 90 giovani musicisti.
La giunta guidata da Sergio Abramo ha gestito allegramente le finanze cittadine, tanto da essere richiamata dal Prefetto per la delibera (ritardata) sul bilancio. Saremo lieti di appurare, nella prossima assemblea cittadina, a quanto ammontano le consulenze esterne e se quelle risorse avrebbero potuto salvare il conservatorio.
Intanto sulla vicenda ho presentato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione affinchè possa intervenire tempestivamente sia per scongiurare la chiusura del polo del conservatorio di Catanzaro salvaguardando il diritto allo studio dei 90 giovani iscritti, che per evitare il declino ulteriore di un capoluogo con il conseguente depauperamento del centro storico.
Questa vicenda è l’ennesima prova di quanto l’amministrazione Abramo abbia fallito, relegando la città a posizioni subalterne rispetto ad altre realtà regionali, specie per quanto concerne la cultura che è vocazione naturale della nostra città.

11/04/17

Arresti Sacal: "La magistratura ha rimediato ai danni della politica"

Gli arresti in Sacal sono la riprova che la magistratura è costretta a rimediare alle insufficienze della politica calabrese, sempre immobile e silente.
Il Comune di Lamezia Terme, la Provincia di Catanzaro e la Regione Calabria hanno chiuso gli occhi sui vertici di Sacal, di cui non hanno chiesto le dimissioni benché pendessero indagini penali per fattispecie gravissime.
Al presidente Massimo Colosimo e al consiglio di amministrazione il Palazzo ha consentito di concludere l'infausto scorporo societario, a proposito del quale gli attivisti 5 stelle di Lamezia Terme avevano in solitudine denunciato il rischio di fallimento e la conseguente disoccupazione dei dipendenti transitati in Sacal GH, nonché la prospettiva che Sacal spa potesse passare a privati, perdendo il controllo pubblico.
Quanto paventato dal MoVimento 5 Stelle diventa realtà nell’indifferenza del sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro. I lavoratori hanno già subito pesanti riduzioni di stipendio e a breve potrebbero trovarsi a spasso. Inoltre, per incapacità politica il Comune lametino ha perduto la maggioranza relativa, a beneficio di un imprenditore privato. Questa storia segna una pagina nera per la politica tradizionale, che sta distruggendo beni e strutture pubbliche, cancellando senza scrupoli il futuro di lavoratori e intere famiglie.

09/04/17

#AmbienteÈsalute, ne parliamo a Catanzaro

#AmbienteÈsalute è il titolo dell’evento che si terrà oggi a partire dalle ore 17 presso il Grand Hotel Paradiso, nel quartiere Lido di Catanzaro.
L’evento sarà un’occasione per approfondire le proposte di legge del MoVimento 5 Stelle sulle tematiche ambientali, a partire da quelle relative ad un nuovo modo di gestire i rifiuti basato sulla strategia rifiuti zero. Ne approfitteremo per spiegare come la contaminazione delle matrici ambientali possa incidere in modo negativo e diretto su ciò che mangiamo, sulla nostra salute e sull'economia locale. È quindi fondamentale portare avanti una politica lungimirante che riesca a coniugare il rispetto dell'ambiente e la tutela della salute con il mondo del lavoro: mi riferisco allo sviluppo dell'economia circolare.
All’evento interverranno anche Ferdinando Laghi, vice presidente dell’ISDE Medici per l'ambiente; l’Avvocato Giuseppe D’Ippolito, dell’Associazione avvocati per il diritto ambientale; Francesco Santopolo, agronomo; Simona Curatola del WWF di Catanzaro.
Approfondiremo aspetti legati alla biodiversità, specificando quanto gli impianti inquinanti stanno modificando gli ecosistemi del territorio, ponendo particolare attenzione al caso particolare di Alli e di quanto stiano modificando l’ambiente circostante la presenza della discarica e della centrale a turbogas. Parleremo anche di come gli enti locali possano incidere sulle politiche atte a salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini e di come si possano e debbano proteggere la flora e la fauna selvatica del nostro territorio.
L’evento sarà anche occasione di approfondimento per ciò che concerne la mia proposta di legge per tutelare le aree protette e l’agricoltura di qualità dalla costruzione di impianti inquinanti. La nostra candidata Sindaco Bianca Laura Granato, invece, introdurrà i progetti per Catanzaro costruiti dal basso dai nostri gruppi di lavoro. Vi aspettiamo!

04/04/17

Stabilizzare per i precari dell'Università di Catanzaro

«L’Università Magna Grecia di Catanzaro dovrebbe avviare le procedure di reclutamento speciale per iniziare la stabilizzazione degli oltre 60 lavoratori precari dell’ateneo». E' quanto ho scritto in una lettera inviata al Ministro della Pubblica Amministrazione Madia ed al Ministro della Pubblica Istruzione Fedeli. Presso l’Università di Catanzaro vi sono oltre 60 unità di personale assunto con contratto a tempo determinato. Molti di loro hanno maturato i requisiti per accedere al così detto ‘reclutamento speciale’, vale a dire la possibilità (concessa dallo Stato con una legge del 2013) di non disperdere le esperienze acquisite dai lavoratori assunti a tempo determinato e mirato a ridurre il precariato nella pubblica amministrazione. In una regione come la Calabria, in cui la mancanza di lavoro è uno dei problemi atavici che contribuiscono ad affossare l’economia del territorio, non si comprendono i motivi per cui l’ateneo debba continuare ad assumere precari, specie facendo leva sui contratti di collaborazione. Spesso i cittadini assunti con co.co.co svolgono mansioni che di norma spettano a personale stabilizzato. È singolare che l’Università continui a prorogare i contratti a tempo determinato senza ricorrere al reclutamento speciale, che consentirebbe di stabilizzare i precari. È soprattutto singolare che venga bandito un concorso per l’assunzione di una sola unità. Spero che i ministri intervengano presto per dipanare questa matassa.

03/04/17

Scala Coeli: difendiamo la biovalley da prenditori e politici senza scrupoli


Questo è il fantastico paesaggio di Scala Coeli. Un comune di mille abitanti dove il Sindaco di recente ha approvato una delibera per ampliare la nota discarica che non doveva nemmeno esistere ma ha già una superficie di 60.000 mq che rischia di raddoppiare e si possono conferire fino a 250 tonnellate al giorno di rifiuti.
Malgrado sia stata forte l'opposizione dei cittadini, di amministratori, dei tanti comitati sorti per fermare la sua costruzione, malgrado ricorsi al TAR e le numerose manifestazioni anche nei comuni limitrofi, l’iter autorizzativo di questa discarica è stato rapidissimo.
In una regione che ha un deficit impiantistico nel settore dei rifiuti riciclabili e che si trova al penultimo posto come percentuale di raccolta differenziata (r.d = 25 per cento – dati Ispra 2015) lontanissimi dall'obiettivo del 65 per cento, si riesce invece a costruire una discarica in tempi da record e ad autorizzare una "strada" quasi impercorribile per tutti (visto che costeggia il fiume e attraversa torrenti) ma non per i camion che attraversano la biovalley quotidianamente con tonnellate di rifiuti da sversare in discarica.
Il prezzo più caro lo sta pagando il comune di Scala Coeli, il borgo che affaccia sulle colline ioniche e i comuni limitrofi come Cariati e Mandatoriccio che da anni lottano contro la discarica. Parliamo di un territorio che non ha mai avuto vocazione industriale e quindi non produce rifiuti speciali e con una popolazione che vive quasi esclusivamente di agricoltura e allevamento. Ed è proprio questo il punto!



Nel bel mezzo di una biovalley, una zona protetta poiché coperta dal marchio DOP «Bruzio» menzione geografica «Colline Joniche Presilane», tra vigneti, terreni coltivati con il metodo biologico e dove resistono ancora gli ultimi allevamenti estensivi di bovini di razza podolica, si decide di calpestare la bellezza, la natura, l'economia, la salute e lo sviluppo sostenibile di questa terra e il responsabile politico di questa squallida storia ha un nome e cognome. Si tratta del solito PD.
A livello regionale Oliverio non si è opposto in nessun modo alla discarica e in Parlamento invece continuano a votare contro un mia proposta di legge che renderebbe giustizia al piccolo borgo di mille abitanti quanto in tutto il territorio italiano. La proposta prevede di tutelare aree dove si pratica agricoltura di qualità (Biologico, DOP e IGP) e di vietare quindi di introdurre impianti inquinanti di ogni tipo: discariche, inceneritori, biomasse, pozzi petroliferi, trivelle, ecc.
Immaginate? Finalmente un'arancia, una zucchina, un legume, un pomodoro e un oliveto potranno mandare a fanculo una discarica o una centrale inquinante. Questa è la nostra idea di paese.
Nel frattempo il comune di Scala Coeli sabato scorso ha convocato un consiglio comunale aperto ai cittadini, ho partecipato pure io ma la maggioranza non si è presentata in aula per far saltare la seduta che viene rimandata al giorno successivo.


I cittadini presi in giro per l'ennesima volta hanno manifestato ieri pacificamente nei pressi della discarica con la "festa di primavera". Il consiglio comunale aperto è saltato nuovamente per l'assenza della maggioranza che evidentemente non ha più il coraggio di presentarsi davanti i propri concittadini. Sono colmi di vergogna per aver calpestato e gettato in quella discarica la volontà popolare. Il Partito Democratico non può pensare di uscire indenne dai danni che sta provocando nei territori. Nel frattempo, ho depositato l’ennesima interrogazione parlamentare sulla discarica di Scala Coeli, chiedendo al governo interventi normativi per tutelare l'agricoltura di qualità da impianti inquinanti.
Una volta su quelle sponde del fiume Nicà nel V secolo a.c. si sarebbe combattuta l’aspra battaglia fra Sibarys e Kroton. Oggi si combatte politicamente e pacificamente una battaglia di civiltà per difendere questa biovalley da prenditori e politici senza scrupoli.

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Ho scritto ad Oliverio: bisogna impedire l'apertura della discarica a Scala Coeli 
Si eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli!

APPROFONDIMENTI:

- INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE (Parentela)INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08335 del 10/03/2015 (Parentela)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00868 del 13/06/2013 (De Rosa e altri)

30/03/17

Bene il ricorso della Regione Calabria e Comune di Crotone ma la battaglia #NoTriv non è ancora finita

Era doveroso che Regione Calabria e Comune di Crotone ricorressero al Tar del Lazio contro l'autorizzazione a estrarre energia fossile nel Mare Ionio. Avevamo sollecitato da tempo un loro intervento contro le autorizzazioni ministeriali alla Global Med «F.R 41.GM» ed «F.R 42.GM». La verità è che lo Ionio non è ancora salvo dalle trivelle. Ne è prova la vicenda di Appenine Energy “D.R.74.AP”, che vorrebbe realizzare un pozzo esplorativo presso Laghi di Sibari. Su questa folle ipotesi abbiamo interrogato più volte il ministro dell'Ambiente. Invito ancora il governatore Oliverio e l'assessore Rizzo a proseguire la battaglia contro le trivelle sostenendo la mia proposta legislativa di reintrodurre il ‘Piano delle Aree’. Tale provvedimento dà la possibilità a Regioni ed enti locali di partecipare attivamente nella governance energetica in fatto di trivellazioni, proprio come prevede la Costituzione.

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28/03/17

Presila Unita: “Ora la volontà popolare dovrà essere rispettata alla svelta”

Ha stravinto il “sì” al referendum sulla fusione dei Comuni presilani di Casole Buzio, Celico, Pedace, Spezzano Piccolo e Trenta. Adesso la volontà popolare dovrà essere rispettata alla svelta.
La fusione dei 5 Comuni presilani, indicata dal popolo al referendum di domenica scorsa, segna la sconfitta definitiva del familismo politico della sinistra storica locale, che si è sempre opposta per badare al proprio orticello.
Il larghissimo consenso per la fusione è la riprova di un cambiamento politico forte nell'area presilana, che conferma l'unità di intenti tra forze sociali, forze sindacali e forze politiche progressiste, molto radicate nel territorio. Il risultato del referendum non è affatto riconducibile all'attività del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea, che ha provato a rifarsi una verginità cavalcando la tigre e intestandosi i meriti di una battaglia non sua. Questo lo sanno benissimo i residenti in Presila, che hanno già dato altre legnate elettorali al Partito democratico, per esempio al referendum sulla riforma costituzionale.
Da qui inizia una nuova fase per i 5 Comuni presilani, che sapranno liberarsi della rovinosa egemonia dei baroni della politica locale.
Il MoVimento 5 stelle  si candida ad essere il soggetto politico di riferimento per liberare la Presila dalla morsa dei vecchi baroni politici. Adesso la Regione Calabria dovrà procedere alla svelta per concretizzare la volontà, inequivocabile, espressa dagli elettori dei Comuni presilani.

Paolo Parentela e Dalila Nesci
portavoce M5S alla Camera dei Deputati