11/01/18

La Mafia dei Boschi e l'imbarazzo del PD


L'operazione “Stige”, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha mostrato interessi e dominio di 'ndrangheta nel settore dei tagli boschivi, correlato alla fornitura di materiale per le biomasse.
La 'ndrangheta, secondo gli inquirenti, aveva la capacità accaparrarsi grandi fette di mercato, grazie ad intimidazioni e appoggi politici volti a ottenere favori pubblici e il predominio nel disboscamento.
Ce n'è per tutti i gusti, nell'ordinanza di custodia cautelare di “Stige”: compartecipazione della politica agli utili, disponibilità di amministratori locali e vantaggi reciproci tra locale di 'ndrangheta ed eletti nelle istituzioni.
È ben probabile che ci siano ulteriori sviluppi, data la portata dell'inchiesta, che ha condotto all'arresto di 169 persone.

In questa sede mi preme centrare l'attenzione sul problema delle biomasse, di cui mi sono a lungo – e in largo – occupato da parlamentare 5 stelle nella commissione Agricoltura, cooperando alla battaglia di civiltà di comitati, associazioni, esperti e tecnici a salvaguardia dell'ambiente, soprattutto delle foreste calabresi. Ricordate le mie denunce e gli atti parlamentari sui tagli illeciti in Sila?
Ricordate l'estate scorsa, caratterizzata da incendi più che sospetti, per le aree interessate? Rammentate l'allarme lanciato da Carlo Tansi, capo della Protezione civile della Regione Calabria, che collegò il divampare dei fuochi a possibili interessi delle mafie del legname? Ricordate le nostre denunce anche per la dannosa centrale a biomasse di Parenti?
Allora riverberai le preoccupazioni di Tansi, che non erano peregrine né fantasiose.
Con determinazione ho avversato, insieme a molte coscienze ambientaliste, la vergognosa Centrale del Mercure dell'Enel, a riguardo presentando numerosi atti, sia di sindacato ispettivo parlamentare che di formale interessamento della giustizia penale.


Oggi la novità è che una delle ditte boschive coinvolte nell'inchiesta “Stige” è la “Fratelli Spadafora srl” di San Giovanni in Fiore, il cui amministratore unico è stato arrestato, insieme al padre e ai fratelli, per presunti illeciti con l'aggravante – ha scritto il Gip – dell'evocazione, rispetto ai fatti contestati, dell'«appartenenza ad un gruppo criminale mafioso».
I dati, aggiornati all'aprile 2016, relativi alle quantità di materiale consegnate dalle imprese boschive alla Centrale del Mercure indicano la “Fratelli Spadafora srl” come la seconda tra le più proficue, con 9.110 tonnellate di biomasse da bruciare.

La stessa azienda ha tra gli altri finanziato – si legge nei documenti depositati presso la Corte d'Appello, in realtà mai pubblicati sul sito della Regione Calabria e del Consiglio regionale ma firmati dall'odierno governatore Mario Oliverio – la campagna elettorale (per le regionali del 2014) del poi eletto presidente regionale, esponente politico del Pd.
Vale la pena, solo a titolo di notizia, ricordare che la Procura di Castrovillari ha iscritto nel registro degli indagati il capo di gabinetto di Oliverio, l'avvocato Gaetano Pignanelli di San Giovanni in Fiore, che per l'accusa avrebbe agevolato un altro imprenditore boschivo di San Giovanni in Fiore. Ugualmente, è utile qui riportare che l'ingegnere Salvatore De Luca, di San Giovanni in Fiore come il governatore Oliverio, risulta essere stato nominato, nell'aprile 2017, presidente della Commissione regionale di valutazione interdipartimentale per l’approvazione dei Piani di gestione forestale.

Perciò, è indispensabile che Oliverio chiarisca pubblicamente circa la storia del contributo elettorale ricevuto dalla “Fratelli Spadafora srl”.
Mi appello alla magistratura perché approfondisca su eventuali interessi criminali nel business del legname. Le biomasse sono dannose per l'ambiente, per la salute e, a quanto pare, anche per l'economia generale.

06/01/18

Io ci sono!


Sono pronto per rimettermi con il MoVimento 5 Stelle a servizio dei cittadini, con la speranza di svolgere il mio secondo e ultimo mandato alla guida del paese per realizzare il nostro programma rivoluzionario, frutto del lavoro svolto in questi anni, condiviso e arricchito grazie al vostro contributo su Rousseau.

Il mio impegno politico è sempre stato diretto verso la difesa dei beni comuni, la tutela dell'ambiente e dei diritti dei più deboli. Ho lavorato in questi anni in commissione Agricoltura per portare avanti il nostro programma che prevede in primo luogo la tutela del Made in Italy, la promozione della filiera corta, la trasparenza in etichetta dei nostri prodotti agroalimentari, lo stop al consumo di suolo, la difesa del paesaggio, della biodiversità e la riconversione agroecologica del nostro settore primario affinchè sia resiliente ai cambiamenti climatici in atto. Solo coniugando il rispetto della terra, della salute e del lavoro possiamo parlare di vero sviluppo sostenibile e lotta vera contro le mafie.

Per chi volesse approfondire, al seguente mini link (https://goo.gl/StU8oU) trovate un report dettagliato della mia attività condotta in questi cinque anni anche a difesa del territorio calabrese.

Ci aspettano delle sfide importantissime e se lo vorrete io sono pronto per portarle avanti con onore, passione ed entusiasmo. Altrimenti continuerò nel mio piccolo a farlo da attivista. Perché il MoVimento 5 Stelle è un’idea che vive oltre gli incarichi nelle istituzioni, cammina sulle gambe e scorre nel sangue di ogni cittadino onesto.

In alto i cuori e riprendiamoci questo Paese!

31/12/17

Buon 2018!


A chi non molla mai e combatte ogni giorno per il bene comune. A chi con passione ed entusiasmo difende e pretende i propri diritti. A chi non si piega e resiste nonostante mille difficoltà. A chi va oltre ogni ostacolo per realizzare un'idea. A tutti i resilienti, auguri di buon anno! Il 2018 sarà l'anno della riscossa, l'anno in cui faremo la storia. E sarà bellissimo farne parte!

Buon anno amici miei!

22/12/17

Rispondiamo punto per punto a Sorical, "Regione silente, tariffe illegittime"


Dal marzo scorso il MoVimento 5 stelle organizza iniziative sui territori per far conoscere lo scandalo delle tariffe illegittime applicate ai Comuni e, quindi, pagate dai cittadini. Alle puntuali argomentazioni del MoVimento 5 Stelle non ha fatto seguito alcun riscontro dalla Regione Calabria, che detiene la maggioranza assoluta della spa Sorical, la quale ultima, per bocca dei commissari liquidatori, ha accusato i 5 stelle di demagogia, ritenendo giuridicamente infondati i rilievi del Movimento sulle tariffe illegittime applicate e perfino bollandoli come affermazioni 'gravi, false e pericolose'. Nelle spiegazioni fornite, Sorical ha precisato d'aver proceduto 'ad applicare le tariffe idriche determinate dall’Autorità pubblica di volta in volta competente', anche con riferimento alla delibera di giunta n. 91/2005, con la quale la Regione Calabria ha stabilito una procedura di adeguamento delle tariffe idriche.

La gestione Sorical ha avuto inizio il primo novembre 2004. All’epoca l’Autorità pubblica competente per determinare gli adeguamenti delle tariffe idriche era il Cipe, che avrebbe stabilito gli adeguamenti per l’anno 2004 con la delibera n. 117/2008 (prima decorrenza 26 marzo 2009); fino al 26 marzo 2009 nessun adeguamento in base alle leggi vigenti in materia poteva essere applicato ai Comuni calabresi che, viceversa, hanno subito aumenti a doppia cifra. Per quanto riguarda la delibera di giunta regionale n. 91/2005, con la quale la Regione Calabria ha stabilito una procedura per gli adeguamenti delle tariffe idriche, Sorical ha evidenziato una carente informazione. La normativa vigente in materia era molto chiara: gli adeguamenti tariffari dovevano essere determinati o mediante il 'metodo normalizzato', laddove il sistema idrico era integrato, o mediante il cosiddetto 'regime Cipe', laddove la gestione delle varie fasi del ciclo idrico avveniva, come in Calabria, in maniera disgiunta. La chiarezza del legislatore portò la Regione Calabria a presentare, nel marzo del 2006, un ricorso di legittimità costituzionale, avocando a sé le competenze per gli adeguamenti delle tariffe idriche.

Ed arriviamo al vero nodo della questione. Nel luglio del 2009 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 246, ha stabilito che l’adeguamento delle tariffe idriche è 'competenza legislativa esclusiva dello Stato', rigettando, nel corpo della sentenza stessa, la ipotizzata violazione di legittimità costituzionale avanzata dalla Regione Calabria. Nel febbraio del 2010 la Corte costituzionale, con sentenza n. 29, riprendendo quanto stabilito con la precedente sentenza ha dichiarato la nullità degli atti regionali che hanno determinato adeguamenti delle tariffe idriche, perché la competenza in tale settore è 'esclusiva dello Stato, e tale attività è preclusa alle regioni'.
Come noto le sentenze della Corte costituzionale esplicitano le leggi, e il Movimento 5 Stelle ne chiede semplicemente l’applicazione. E magari questa volta siamo stati fortunati, perché nel luglio del 2009 e nel febbraio del 2010 assessore ai Lavori pubblici della Regione Calabria era il signor Luigi Incarnato, attuale commissario liquidatore di Sorical ed estensore della nota in questione. Magari il signor Incarnato potrebbe, e dovrebbe, spiegare come mai delle sentenze della Corte costituzionale non sono state prese in alcuna considerazione e come mai nessuna delle sue strutture si è accorta di un simile, mancato rispetto delle regole.

Perché la Regione Calabria, e non Sorical, non dà le necessarie e dovute spiegazioni di un simile comportamento che ha permesso di considerare “acqua fresca” sentenze della Corte costituzionale? Come possono definirsi delle tariffe che non hanno rispettato precise sentenze della Corte Costituzionale?. Illegittime è il termine più esatto, e non c’è in questo alcuna falsità, gravità o, addirittura, pericolosità. Il MoVimento 5 stelle, grazie all’apporto di tecnici del settore, ha calcolato le tariffe che avrebbero dovuto essere applicate ai Comuni calabresi se fossero state rispettate le normative vigenti in materia; lo ha fatto in base ai dati ufficiali dichiarati dalla Regione Calabria e dalla stessa Sorical. Ebbene nel periodo compreso dal 1° novembre 2004 al 31 dicembre 2016 il maggiore importo fatturato ai Comuni calabresi, e quindi pagato dai Cittadini, è stato dell’ordine di 120-140 Milioni di euro.

Questo diciamo nelle iniziative pubbliche sempre più partecipate, raccontando una 'storia' che sarebbe passata nel silenzio più tombale e che rappresenta un'illegalità, un'ingiustizia micidiale nei confronti dei calabresi. Poi potremmo parlare anche di altro, per esempio dei 98 milioni di euro di investimenti che dovevano esser realizzati nei primi 5 anni di gestione; dei 54 milioni di investimenti dichiarati (dal 2006 al 2009) e dei 124 fatti “pesare” in tariffa (dal 2006 al 2010); dei 3.500.000 annui concessi dalla Regione Calabria a Sorical come anticipazione per la realizzazione di investimenti. O di una condotta, nello specifico a Catanzaro, dalla quale, a ridosso delle imminenti festività, fuoriesce ancora un enorme quantitativo di acqua, nell'indifferenza perpetua di Sorical e col rischio di un'ennesima sorpresa ai cittadini, magari a Natale o a Capodanno.


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un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e un esposto alla corte dei conti; 

18/12/17

Ferrovia ionica, 500 milioni di lavori senza un progetto: esposto del M5S


Sull'ammodernamento e la velocizzazione della linea ferroviaria ionica calabrese, ho appena depositato insieme ai colleghi parlamentari calabresi del MoVimento 5 Stelle (Dalila Nesci, Nicola Morra, Federica Dieni e Laura Ferrara) e al docente esperto di trasporti Domenico Gattuso, un esposto alla Corte dei Conti e alle Procure di Reggio Calabria e Catanzaro.

Da Rocca Imperiale (Cs) a Reggio Calabria-Porto sono previsti lavori per circa 500 milioni, per cui il governatore Mario Oliverio, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il dg di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile, presentarono alla stampa, nel maggio scorso presso la Cittadella regionale, uno specifico protocollo d'intesa.

Vi sono, inoltre, ulteriori 70 milioni per materiale rotabile già stanziati, che faranno parte di un successivo accordo. Secondo noi le risorse pubbliche della comunità calabrese sono state attribuite ad Rfi senza che sia stato reso pubblico il progetto delle opere, ed in particolare l’insieme degli elaborati tecnici relativi (relazione, tavole di progetto, specifica delle opere e relativo articolato dei costi, cronoprogramma degli interventi et coetera). A nostro avviso c'è il rischio che l'azienda Rfi potrebbe effettuare semplici opere di manutenzione della linea, ordinariamente a suo carico, sfruttando risorse comunitarie rilevanti senza provvedere ad un reale potenziamento (che prevede anche il recupero delle stazioni), persistendo peraltro in una incoerente opera di smantellamento dei binari in numerose stazioni.

Insomma dopo le nostre richieste istituzionali ignorate (interrogazioni parlamentari e richieste di accesso agli atti) vogliamo che la magistratura ordinaria e contabile controllino a modo le carte, ad evitare eventuali indebiti utilizzi di risorse pubbliche a danno dei passeggeri calabresi.

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11/12/17

Oliverio non faccia lo gnorri sulla discarica di Scala Coeli


Il governatore Oliverio dimostri di voler passare dalle parole ai fatti e trasformi in realtà lo slogan ‘Discariche Zero’ iniziando da quella di Scala Coeli (CS).
Il diniego all’ampliamento della discarica votato recentemente dall’assise di Scala Coeli è un passo importante da parte della politica, che dopo anni di lotte di cittadini e comitati della zona, ha finalmente dato ascolto alla volontà popolare che da sempre ha rifiutato l’ipotesi dell’importante ampliamento della discarica. Ora la palla passa alla Regione Calabria, che deve convocare prima del 2018 la conferenza dei servizi che potrà mettere definitivamente la parola fine sulla vicenda.
In questi anni ho inondato la Regione Calabria ed il governo nazionale di missive e interrogazioni parlamentari volte a rinunciare all’ampliamento della discarica, che sorge in un territorio in cui l’economia si basa essenzialmente sull'agricoltura e allevamento di qualità e che quindi non può permettersi la presenza di una discarica così enorme. Fino a questo momento la risposta della politica regionale e nazionale non è andata oltre un assordante silenzio. Il pericolo, ora, è che in assenza della conferenza dei servizi, possa subentrare un commissario che potrebbe rendere vani gli sforzi di associazioni, comitati e cittadini rendendo operativo l’ampliamento della discarica.
Oliverio e la sua Giunta si affrettino a compiere il loro dovere ed adottino le procedure necessarie a scongiurare definitivamente l’ampliamento della discarica. Non vorrei che il loro silenzio fosse solo un mezzo per scaricare la patata bollente al commissario. Il che sarebbe l'ennesima presa in giro per i calabresi.

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Oggi ho visitato la discarica di Scala Coeli, Oliverio intervenga al più stresto!
Discarica a Scala Coeli: un atto dovuto sospendere i conferimenti
Ho scritto ad Oliverio: bisogna impedire l'apertura della discarica a Scala Coeli 
Si eviti l'apertura della discarica di Scala Coeli!


APPROFONDIMENTI:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE (Parentela)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08335 del 10/03/2015 (Parentela)
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00868 del 13/06/2013 (De Rosa e altri)





07/12/17

Tirocinanti calabresi: finalmente arriva lo sblocco delle indennità


Apprendiamo con soddisfazione della sottoscrizione della convenzione tra la Regione Calabria e Inps per l’erogazione delle indennità riguardanti le politiche attive/tirocini formativi negli enti pubblici e privati a favore degli ex percettori di mobilità in deroga. sulla questione avevano già interessato rispettivamente la Commissione europea ed il Parlamento italiano. All’indomani delle nostre interrogazioni per segnalare le irregolarità ed i ritardi nei pagamenti dei percorsi di tirocini di seimila calabresi, arriva la notizia dello sblocco di 15 milioni di euro, un piccolo risultato per tutti coloro che a percorso avviato ed alcuni addirittura concluso non hanno ancora visto un solo euro. Questo “acconto” non va a sanare però una situazione viziata a monte, questi percorsi non hanno di fatto nulla di formativo per i beneficiari. La Regione Calabria ha mascherato dietro dei “tirocini” veri e propri rapporti lavorativi senza però i dovuti benefici previdenziali ed economici, non viene stipulato alcun contratto con i soggetti promotori il tutto a scapito delle persone che si trovano a svolgere questi percorsi. Rimangono dunque tutti i dubbi sulla regolarità di questo modus operandi da parte dell’amministrazione regionale. Ci auguriamo che l’erogazione delle indennità avvenga al più presto, così da poter assicurare alle famiglie coinvolte un sereno Natale. Rimarremo comunque vigili affinché non si continui ad operare nella direzione dell’assistenzialismo e dell’irregolarità, i percorsi di reinserimento al lavoro necessitano di progettualità a lunga scadenza e non di soluzioni emergenziali.

Paolo Parentela e Laura Ferrara

Un mare di tasse: l'evento del MoVimento 5 Stelle a Vibo Valentia


«Un mare di tasse» è il titolo dell'iniziativa pubblica del MoVimento 5 Stelle sulla pressione fiscale, del prossimo sabato 9 dicembre a Vibo Valentia. L'appuntamento è previsto alle ore 17,30 presso la biblioteca comunale. Sul tema, con l'analisi della normativa e le proposte concrete per difendersi dalle bollette, interverrò con Dalila Nesci e insieme all'avvocato e docente universitario Giuseppe d'Ippolito, responsabile del Punto Sos 5stelle AntiEquitalia della Calabria. L'Italia è la patria del caos tasse. Solo nel 2016 sono state approvate 11 leggi che hanno modificato 110 normative esistenti. Inoltre sono stati emanati 36 decreti, 50 circolari e 122 risoluzioni del Ministero delle Finanze, nonché 72 provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Numeri da brivido. La gran parte di queste disposizioni sono destinate a gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini e a ridurre i loro diritti. In compenso la grande evasione e le rendite dei potentati finanziari non sono toccate. Oggi solo il MoVimento 5 Stelle è dalla parte dei cittadini e delle piccole e medie imprese, facendo quotidianamente barriera, in parlamento, alla legalizzazione dei soprusi e assistendo sul territorio, con i nostri punti d’ascolto regionali, i contribuenti oppressi. L’ultimo caso dell’illegittima applicazione della tassa sui rifiuti (TARI) in moltissimi Comuni italiani, scoperta grazie al nostro movimento, ne è la prova più tangibile insieme alle decine di milioni di euro che i Punti SOS del Movimento stanno facendo restituire ai cittadini ingannati.

NON MANCATE!


05/12/17

Via l'amianto dalla linea ferroviaria calabrese


È necessario verificare la presenza di amianto delle gallerie ferroviarie della Calabria, al fine di tutelare la salute dei passeggeri e dei lavoratori di Trenitalia. Sull’argomento ho interrogato i ministri dell’Ambiente, della Salute e dei Trasporti.
Mi sono giunte numerose segnalazioni corredate da documentazioni fotografiche, che accertano la presenza di canaline di amianto nelle gallerie della rete ferroviaria. In particolare, a ridosso della galleria di Feroleto risultano accatastate numerose canaline in quella che sembra una vera e propria discarica di amianto.
Trenitalia ha ordinato la rimozione di queste canaline, che ad oggi risultano essere state rimosse dalle gallerie, ma non smaltite adeguatamente per garantire la sicurezza di viaggiatori e lavoratori. Pensate ai danni che può causare un semplice finestrino aperto in un treno regionale, visto che le particelle d’amianto liberate nell’aria possono comportare conseguenze gravissime.
Al governo ho chiesto di verificare la presenza dell’amianto, anche attraverso il supporto del comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente, per monitorare la situazione sull’intera rete ferroviaria calabrese. La speranza non è semplicemente che la rete venga bonificata dall’amianto, ma anche che vengano individuati i colpevoli.

30/11/17

Inquinamento fiume Nasari: il caso arriva in Parlamento


Il fiume Crocchio nasce a Croce di Tirivolo, a circa 1.600 m s.l.m., da una serie di piccole sorgive ed attraversa, per 40 km, i territori dei comuni di Taverna, Zagarise, Sersale, Petronà, Cerva, Belcastro, Andali, Cropani e Botricello, prima di sfociare nel mar Jonio. Numerosi sono i fossi ed i torrenti minori che lo alimentano ma due, in particolare, sono quelli che gli danno gli apporti maggiori in termini idirici: il fosso Spinalba nella parte alta del corso e il fiume Nasari a poca distanza dalla foce.


Un servizio (al minuto 5.10) andato in onda il 27 novembre al TG regionale della RAI ha documentato come il Fiume Nasari, unico affluente del fiume Crocchio che nasce nella Sila piccola e arriva nel Golfo di Squillace, presenti, ultimamente, acque nere e maleodoranti che avrebbero provocato la morte di alcuni capi di bestiame, in particolare ovini.


Il territorio attraversato dal fiume Crocchio così come dal Nasari ospita molte specie contemplate nella Direttiva 92/43/CEE “Habitat” e nella Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, tra questi: lepre, capriolo, ghiro, cinghiale, istrice, scoiattolo nero meridionale, mustelidi, volpe, lupo, gatto selvatico, gheppio, astore, nibbio bruno e nibbio reale, gufo reale, assiolo, sparviere, falco di palude, falco lodolaio, falco pellegrino, allocco, corvo imperiale, albanella, poiana, airone cinerino, barbagianni, biancone, tartaruga di fiume, tartaruga terrestre, saettone, cervone, biscia dal collare, biacco, vipera, coronilla austriaca, ramarro, lucertola campestre, luscengola, rospo comune, tritone, rana italica, raganella, salamandrina dagli occhiali, salamandra pezzata. Numerose sono le erbe officinali di particolare interesse scientifico quali: l’Osmunda regalis, la Pteride di Creta, la Falcetta lanosa, la Woodwardia radicans mentre tra gli habitat vegetazionali si annoverano: la foresta sempreverde di sughera, la foresta sempreverde di leccio, un bosco di platano orientale, un boschetto di alloro ed il pino nero silano.


Attraverso un'interrogazione parlamentare ho chiesto al ministro Galletti "di quali elementi disponga il Ministro in relazione alla situazione del fiume Nasari e se non intenda promuovere un'immediata verifica da parte del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente allo scopo di accertare lo stato dei luoghi così da garantire la conservazione degli ecosistemi e della biodiversità esistenti, scongiurare danni alla salute animale e dell’uomo ed i conseguenti danni per una fragile economia che vive di agricoltura e allevamento."

Lo stato di inquinamento del Fiume Nasari, nel territorio comunale di Andali (CZ) deve essere monitorato al fine di garantire la tutela dell’ambiente e per ricercare la causa della morte di numerosi capi di bestiame nella zona. Purtroppo la nostra Calabria è sempre più minacciata da frequenti disastri ambientali. È necessario che cittadini ed istituzioni inizino un percorso comune per tutelare il proprio ambiente dalle minacce ambientali.

28/11/17

Il grande inganno sull'acqua in Calabria


Il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, chiederà alla Regione un fondo straordinario per consentire al gestore Sorical di realizzare gli investimenti. Siamo al paradosso: un ente pubblico che paga per un privato inadempiente rispetto alla convenzione sul servizio idrico.
Che fine hanno fatto le anticipazioni che la Regione ha dato a Sorical per realizzare gli investimenti e che per quanto emerso in consiglio regionale non sono tornate mai indietro? Abramo era pure presidente di Sorical, quando la Regione apriva il portafoglio, per cui non può fare lo gnorri.
Inoltre colpisce che sulle tariffe illegittime applicate negli anni Abramo continui a tacere, benché a Catanzaro sia stata chiesta una cifra maggiorata di circa 10milioni, in virtù di tariffe che la Consulta ha ritenuto fuori legge. Stiamo assistendo a uno scandalo senza precedenti, rispetto al quale sindaci teatranti come Abramo, Occhiuto e Callipo giocano alle sfuriate virtuali contro Sorical. Intanto la Regione scopre che in Calabria manca un sistema idrico integrato e approva una legge che istituisce la nuova autorità idrica. Si tratta di un altro carrozzone inventato per affidare ancora a Sorical la captazione e l'adduzione dell'acqua, al fine di venderla all'ingrosso ai comuni calabresi.
Continueremo a pagare tariffe abusive e pesantissime, per un servizio idrico che, in seguito a referendum del popolo italiano, deve invece essere pubblico e fuori dalle logiche del mercato. Insomma, tutto cambia per non cambiare nulla. I calabresi continueranno a bere #AcquaRAGGIA, e a Catanzaro neanche quella.

25/11/17

Basta veleni a Celico!


Oggi sabato 25 novembre alle ore 16,30, saremo a Celico, in via Roma, 96 per un incontro pubblico sulla situazione delle discariche in Presila.
Punteremo l’attenzione sui silenzi, sulle omissioni e sulle inadempienze messe in atto dal sindaco Falcone e dalla sua maggioranza, inermi e paralizzati rispetto all’allarmante inquinamento, certificato anche dall’Arpacal, dell’area dell’ex discarica. Renderemo conto anche dell'altra discarica, quella gestita dal gruppo Vrenna, nonché della necessità di iniziare una nuova fase politica nella Presila cosentina, ormai da troppo tempo bloccata da un Pd sempre più ambiguo, affarista e inconcludente che ha di fatto creato un pericoloso isolamento della zona, non ultimo in merito alla vicenda del nuovo municipio di Casali del Manco, ancora da avviare.
Dimostreremo che i tempi sono cambiati e che i cittadini possono contare sul MoVimento 5 Stelle per costruire insieme un nuovo modello di sviluppo concreto e un futuro migliore per la comunità locale, finora appesa all'irresponsabilità dei vecchi partiti, proprio come il viadotto Cannavino.


Sorical non ha piano di emergenza idrica e Catanzaro rimane senza acqua!


L'ennesima crisi idrica a Catanzaro dimostra che Sorical non ha un piano di emergenza né alimentazione alternativa per i serbatoi cittadini.
Le soluzioni tecniche per fronteggiare una simile evenienza vanno previste nell’ambito di una gestione corretta ed efficiente degli acquedotti. Gli schemi di Catanzaro, al contrario di quanto sostenuto da Sorical, sono tutti interconnessi o lo erano quando realizzati. Si dovrebbe presto riattivare l’impianto di sollevamento di Sansinato vecchio, se non fosse stato smantellato forse da Sorical, che comunque ha l’obbligo di sorvegliare, stando alla convenzione di servizio. Risultano smantellate o dismesse anche le interconnessioni idrauliche esistenti, indispensabili per alternative in casi di emergenza.
Pertanto, al fine di sopperire all'emergenza idrica bisogna assicurare il buon funzionamento degli acquedotti di Campo-pozzi Corace, Campo-pozzi Alli basso e Sansinato. Rammento che la convenzione sugli acquedotti calabresi non prevede la modifica degli schemi.
Insomma paghiamo tariffe illegittime dagli esordi di Sorical, a Catanzaro per circa 10milioni di euro. Ciononostante ci tocca finanche pagare un disservizio tanto scandaloso, che ha lasciato a secco il capoluogo di Regione. Il sindaco Sergio Abramo, già presidente di Sorical, intende muoversi oppure a casa sua l'acqua arriva in altro modo?

17/11/17

NO all'ecodistretto di Castrovillari (CS)


L’Amministrazione del Comune di Castrovillari, in data 3 ottobre 2017, ha approvato in Consiglio comunale una Manifestazione di Interesse circa l’allocazione, sul proprio territorio, dell’Ecodistretto relativo all’ATO 1, previsto dal vigente Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR), nell’immediata adiacenza di coltivazioni di prodotti riconosciuti dall’Unione Europea con Marchio di Qualità, nonché ad attività di lavorazione e trasformazione di prodotti alimentari (stabilimento caseario, di lavorazione di carni, aziende olearie e vitivinicole) assolutamente incompatibili con l’impianto stesso.

Il Comune di Castrovillari, infatti,  rientra nel distretto agroalimentare di qualità di Sibari (DAQ) che produce circa il 45 per cento dei prodotti agro-alimentari calabresi – di cui il 70 per cento destinati all'esportazione – ove si registrano oltre 5.000 occupati, tra diretti e indotto; tra le eccellenze locali vi sono i prodotti tipici DOP e IGP (denominazioni registrate presenti nel SL di Castrovillari): soppressata, capocollo, salsiccia, pancetta; caciocavallo, olio extra-vergine di oliva, liquirizia, fichi, clementine ed i vini Pollino DOC Calabria e IGT Esaro.

L’insediamento industriale in questione è classificato come “Industria insalubre di prima classe” dalla vigente normativa (Decreto Ministeriale 5/9/1994: Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie). Preme evidenziare come l’abitato del Comune di Frascineto disti dall’area del cementificio - ove si propone di allocare l’impianto - soltanto pochissime centinaia di metri. Inoltre l'area del cementificio è interessata da un reticolo idrogarfico di corsi d’acqua sotterranei e superficiali che confluiscono nel torrente Raganello ed in prossimità dello stesso sito, è censito un pozzo di emungimento di acqua per irrigazione alla profondità di m. 40 ed è situata proprio a cavallo di faglie sismiche attive e precisamente le cosiddette Faglie di Frascineto e faglie del Pollino.

Il sito proposto per l’allocazione dell’Ecodistretto, è adiacente all’area protetta del Parco Nazionale del Pollino, dalla quale dista solo poche centinaia di metri, mentre ancor più vicino si trova una Zona di Protezione Speciale (ZPS) appartenente alla Rete Natura 2000 – la IT9310303 Pollino e Orsomarso- che comprende e sopravanza l’area del Parco. Ma, sempre alla stessa distanza –poche centinaia di metri-, si trova anche un Sito di Interesse Comunitario – il SIC IT9310008 La Petrosa-, anch’esso appartenente alla Rete Natura 2000. nella Parte II. “La Nuova Pianificazione del Piano  Regionale Gestione Rifiuti” del PRGR, al Capitolo 13, “Gli Ecodistretti”, a pag. 186, allorchè si indica la localizzazione delle piattaforme previste sul territorio regionale per lo smaltimento dei RSU, si afferma testualmente che l’impianto già esistente a Lamezia Terme “sarà delocalizzato in quanto quello attualmente esistente ricade in prossimità del SIC (Sito di Interesse Comunitario) “Dune dell’Angitola”. Se dunque la Regione ritiene di dover delocalizzare un impianto già esistente, a motivo della sola prossimità con un’area protetta -invero di pregio assai inferiore e a distanza nettamente maggiore rispetto a quella che separa l’area proposta dal Comune di Castrovillari dal Parco Nazionale del Pollino, dalla ZPS IT9310303-Pollino e Orsomarso e dal SIC IT9310008-LaPetrosa –entrambi facenti parte della Rete Natura 2000-, sarebbe del tutto assurdo localizzare  un impianto ex novo a poche centinaia di metri da un’area così fortemente vincolata e protetta.

E' una pura follia politica portare i rifiuti di quasi tutta la provincia di Cosenza nell'area del cementificio del comune di Castrovillari, che rientra nel distretto agroalimentare di qualità e a poche centinaia di metri da un’area fortemente vincolata e protetta.
Sulla vicenda ho presentato un' interrogazione parlamentare per portare il caso in Parlamento senza dimenticare che in quel territorio è previsto un'altro progetto privato per trattre i rifiuti che provengono anche da altre regioni.

I ministri Galletti e Martina dovranno darci la loro opinione riguardo i vincoli ambientali ed il rischio idrogeologico e sismico esistente nell’area del cementificio di Castrovillari e come intendano salvaguardare i prodotti agricoli e alimentari tutelati con marchi Dop ed Igp. Se la mia proposta di legge per vietare la costruzione di impianti nei pressi di colture di pregio fosse stata approvata, queste scelte folli di Oliverio e del Pd non sarebbero state possibili.

11/11/17

#AcquaRAGGIA arriva a San Giovanni in Fiore (Cs)

Domenica 12 novembre si terrà a San Giovanni in Fiore (Cs) la sesta tappa di “#AcquaRaggia”, l’iniziativa pubblica del MoVimento 5 Stelle, da me promossa, sulle tariffe illegittime di Sorical e Regione Calabria.
L’appuntamento è previsto alle ore 16,30 presso l’agriturismo Cascina di Fiore, in contrada Olivaro.
Diremo dei conti della lunga e pesantissima vicenda, di cui ci occupiamo da tempo davanti al silenzio tombale della politica regionale, sempre più reticente. Il dato certo della vicenda è che si aggira attorno ai 140 milioni di euro la differenza tra gli importi fatturati tra il novembre 2004 e il dicembre 2016 con le tariffe abusive di Sorical e Regione Calabria e quelli che invece andavano fatturati con l’applicazione delle tariffe legali. Una somma spaventosa, cui si aggiunge l’irrisolto problema della dispersione di denaro tra i pagamenti dei cittadini ai Comuni e quelli degli stessi enti a Sorical.
Sul Comune di San Giovanni in Fiore, finito in dissesto finanziario, presentammo con le colleghe Dalila Nesci e Federica Dieni un’interrogazione, ad oggi pendente, su dubbi pagamenti a Sorical. All’incontro di San Giovanni in Fiore interverranno anche il legale Salvatore Gullì, l’attivista Giovanni Di Leo, dei movimenti per l’acqua pubblica, e il docente universitario e avvocato Giuseppe d'Ippolito, attivista del MoVimento 5 stelle.
Vi aspettiamo numerosi!

Perchè l'acqua è un bene comune, non un affare di pochi!



Il MoVimento 5 Stelle a tal proposito ha già provveduto a presentare:

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un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro e un esposto alla corte dei conti;